Ratchet: Gladiator (Ratchet: Deadlocked)Ratchet: Gladiator 

Per il ritorno di Ratchet su PS2, Insomniac ha fatto le cose in grande.

L’uccisione dei nemici vi fa guadagnare denaro, che poi è possibile spendere tramite degli appositi “punti vendita” che si trovano nelle location e che vi permettono di acquistare armi e munizioni.

Ratchet: Gladiator Ratchet: Gladiator Ratchet: Gladiator

Il gioco

Quasi da subito, Ratchet viene accompagnato nelle proprie uscite da una coppia di robot senzienti, i quali hanno il compito di coprirgli le spalle con le armi in dotazione e possono essere usati per attivare interruttori di vario tipo. Quando i robot vengono distrutti, è possibile farli tornare in vita tramite la semplice pressione di un tasto, il che si rivela una scelta sensata già a un livello di difficoltà medio: gli sviluppatori hanno inserito ben quattro gradi di sfida, dunque dovrete far ricorso a tutte le vostre risorse per portare a termine il gioco nel modo più impegnativo. Be’, il discorso del “portare a termine”, poi, è quantomai relativo: Ratchet: Gladiator è molto lungo, è estremamente denso di situazioni, sfide e avvenimenti, nonché di modalità: al classico gioco in singolo, infatti, si affiancano due opzioni in multiplayer di grande interesse, offline e online. La prima vi permette di affrontare lo story mode in due, cooperando come accade ormai in ben pochi videogame; la seconda vi apre la strada al solito numero di sfide in rete con altri giocatori.
L’uccisione dei nemici vi fa guadagnare denaro, che si può poi spendere tramite degli appositi “punti vendita” che si trovano nelle location e che vi permettono di acquistare armi e munizioni. Munizioni che potrete trovare anche sparse per gli stage, insieme a rifornimenti per la vostra energia. Ad ogni modo, il numero di armi utilizzabile è davvero vasto, supera le dieci unità ed offre un sistema di potenziamento intelligente, che migliora l’efficacia di ogni strumento a seconda dell’uso che se ne fa. Oltre a questo potenziamento “naturale”, potrete acquistare delle modifiche da assegnare alle armi, di due tipi: Alfa e Omega. Le prime si ottengono semplicemente con un uso efficace delle armi e con il passare degli stage, le seconde si acquistano e vanno montate in modo da dotare le vostre offensive di risvolti anche paradossali (come nel caso della modifica che trasforma i nemici colpiti in animaletti esplosivi). Nel momento in cui avrete un buon numero di armi, potrete gestire praticamente ogni situazione nel modo più spettacolare: togliervi di torno i nemici leggeri con la “chiave inglese” di Ratchet, per poi equipaggiare il potentissimo Arbitro e far esplodere le navi arrivate sul posto per scaricare nemici, dando infine una ripulita finale con una sorta di “mazza ferrata nucleare” (citazione colta). A stupire non sono i numeri del gioco, pur spaventosi, bensì la naturalezza con cui tutti gli elementi si amalgamano in favore di una giocabilità grandiosa.

Ratchet: Gladiator Ratchet: Gladiator Ratchet: Gladiator

L’aumento dei costi di produzione per i videogame attuali ha avuto il merito di innalzare la qualità media degli stessi: le software house spendono molto più tempo in fase di design e questo poi si vede su schermo. Insomniac conferma la tendenza, visto che per realizzare Ratchet: Gladiator deve aver passato molto tempo a progettare e a valutare idee, ottenendo un risultato convincente sotto ogni punto di vista.

In diretta da Dreadzone

Il gioco è infarcito di divertenti sequenze animate, che di volta in volta mostrano gli sviluppi della storia. Assisteremo quindi alle ridicole avances del conduttore di Dreadzone alla sua collega robotica, agli spot del big boss Gleeman Vox (che cerca disperatamente di vendere i gadget dell’odiatissimo “massacratore” di Dreadzone) e ai vari tentativi di far passare Ratchet e Clank per dei mascalzoni man mano che la loro popolarità cresce. Tutti questi intermezzi sono impreziositi da un ottimo doppiaggio in Italiano (si riconoscono chiaramente le voci di Pietro Ubaldi e di Marco Balzarotti, tra le altre), chiaro segno di quanto il distributore nostrano punti (e a ragione) su questo prodotto. Alla fine la trama risulta semplice e lineare, ma viene raccontata con un umorismo decisamente riuscito, tanto che non si capisce quale sia il target a cui gli sviluppatori volevano rivolgersi. L'ottima giocabilità di Ratchet: Gladiator si esplica anche e soprattutto nella varietà delle situazioni proposte. Se gli scontri nell’arena di Dreadzone sono fondamentalmente dei combattimenti fini a se stessi, seppure con qualche regola da rispettare, le campagne sui vari pianeti vedono il protagonista esplorare la zona e utilizzare veicoli di diversa natura a seconda delle esigenze: un veloce “fuoristrada”, una navicella, un caccia interstellare e un devastante, devastante (ma davvero devastante) Landstalker, ovvero un mostro meccanico dotato di una potenza di fuoco inaudita. Portare a termine gli stage a bordo di quest’ultimo strumento di distruzione è sempre un piacere e dà luogo a sequenze memorabili…

L’eccezionale giocabilità di Ratchet: Gladiator si esplica anche e soprattutto nella varietà delle situazioni proposte.

Ratchet: Gladiator Ratchet: Gladiator Ratchet: Gladiator

Realizzazione tecnica

…Sequenze che fanno larghissimo uso di poligoni ed effetti speciali, ma che non mettono in difficoltà un motore grafico a prova di bomba. E qui entra in gioco l’aspetto tecnico del prodotto: Ratchet: Gladiator non è solo divertente e coinvolgente, non è solo vario e “sostanzioso” per il numero di stage, di sfide e di modalità. È anche bello da vedere e da ascoltare. Insomniac ha fatto un lavoro coi fiocchi: i modelli poligonali dei personaggi sono impeccabili in ogni caso, sia che si tratti dei protagonisti, sia che si prenda in considerazione il meno importante dei nemici. Nemici numerosissimi per tipo e quantità, che vanno affrontati in modo diverso nel momento in cui avete le armi pesanti a corto di munizioni. E che dire delle location? Ogni pianeta si differenzia dagli altri per le tonalità utilizzate, mostrando sempre un buon livello di dettaglio, un ottimo design generale e praticamente nessun difetto nella costruzione delle strutture. E dire che il tutto viene mosso anche a grandi velocità quando si devono affrontare sfide a bordo di navicelle o fuoristrada… Il comparto sonoro riesce nel compito di non sfigurare di fronte a quello grafico, grazie al doppiaggio in Italiano (di cui si è già fatta menzione), a delle musiche orecchiabili (di genere elettronico: in effetti qualsiasi altra cosa sarebbe stata “stonata”) e a una serie di effetti sonori davvero convincenti.

Commento

Con Ratchet: Gladiator, Insomniac è riuscita a confezionare un prodotto di ottima qualità, che si avvale oltretutto di modalità inedite (il multiplayer cooperativo è qualcosa che non si trova dappertutto, anzi) e che basa il proprio appeal su di un gameplay solido come la roccia, estremamente vario e coinvolgente. Se possedete una PS2 e avete la possibilità di comprare un solo gioco per Natale, ecco un acquisto di cui certamente non vi pentirete. Pro: Tecnicamente al top per PS2 Estremamente giocabile e durevole Ottimo doppiaggio in Italiano Contro: Il livello di difficoltà intermedio è forse un po’ semplice. Se non vi piace la serie non cambierete idea con Gladiator.

Running Man

Ratchet e Clank, prodi viaggiatori dello spazio, vengono incaricati di investigare sui traffici di un network interplanetario che possiede il monopolio sulle trasmissioni televisive grazie a Dreadzone, un reality show i cui protagonisti sono moderni gladiatori, impegnati a sopravvivere all’interno di scenari apocalittici ed ostili. I “concorrenti” di Dreadzone non si offrono volontari, vengono bensì imprigionati e costretti a combattere utilizzando un collare che può esplodere a comando. Ed è proprio questo che succede anche a Ratchet, Clank ed Al: i tre vengono imprigionati, quindi il primo viene dotato di un’armatura da battaglia e lanciato nella mischia delle arene. La location da cui si parte è una stazione orbitale che gode di un accesso diretto all’arena di Dreadzone e da cui è possibile partire per raggiungere i pianeti che fungono da scenario alla trasmissione. Ci sono in tutto circa quindici pianeti da esplorare, ognuno con un numero variabile di stage da affrontare e di sfide extra. La stessa arena di Dreadzone viene rivisitata spesso, visto che fornisce nuovi stage e nuove sfide man mano che si va avanti. Fondamentalmente, bisogna completare i livelli “obbligatori” di ogni location per accedere alla successiva, ma in alcuni casi si deve passare anche per le sfide. E si tratta di un obbligo piacevole, dato che in Ratchet: Gladiator non si cerca freneticamente la fine del gioco, piuttosto ogni pretesto è buono per riprendere il Dual Shock…

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