Ready 2 Rumble: RevolutionReady 2 Rumble: Revolution - Recensione 

Dopo anni di inattività, la serie Atari ritorna sul ring, in esclusiva su Wii.

Nel mondo del pugilato, difficilmente le "minestre riscaldate" hanno successo: se si esclude la finzione dell'ultimo film della serie di Rocky, è arduo ricordare un boxeur che torna a vincere dopo un lungo periodo di stop. Una regola che da oggi si potrà cominciare ad applicare anche al mondo videoludico, perlomeno stando a quanto prodotto da questo Ready 2 Rumble Revolution, che segna il ritorno di una serie che esordì su Dreamcast e che si perse per strada dopo un secondo capitolo piuttosto deludente.

Pronti al peggio

In realtà, il ragionamento di Atari è teoricamente tutt'altro che sbagliato: sviluppare un terzo episodio di Ready 2 Rumble in esclusiva su Wii, contenendo i costi di sviluppo, raggiungendo un'utenza potenzialmente smisurata e sfruttando un sistema di controllo che nell'ambito della boxe era già stato collaudato da Wii Sports. Tutte idee vincenti, ma purtroppo messe in pratica in maniera davvero disastrosa, come avremo modo di vedere. Ready 2 Rumble Revolution si presenta a dire il vero piuttosto bene, con un menu che consente una notevole selezione di modalità, in mezzo alle quali risalta l'immancabile sezione Carriera. Primo passaggio obbligato è quello relativo alla creazione di un pugile, da modellare servendosi di un editor piuttosto semplice che tuttavia apre la strada ad un buon tasso di personalizzazione, partendo dai banali attributi fisico-estetici fino ad arrivare a settaggi più particolari quali il tono della voce, lo stile di combattimento e così via. La presenza dell'editor compensa una delle lacune più immediatamente visibili del titolo 10tacle Studios, ovvero il carnet di boxeur disponibili di default: si tratta di personaggi parodistici (l'ispirazione va da Shaun White per arrivare ad Arnold Schwarzenegger, passando attraverso David Beckham e molti altri), ovviamente studiati con l'intento di suscitare ilarità, ma che finiscono solo per infastidire l'utente, tanto sono volgarmente stereotipati. La totale carenza di stile svilisce un comparto grafico che, a livello squisitamente tecnico, non sarebbe affatto disprezzabile: i modelli poligonali dei pugili sono caricaturali ma piuttosto curati, ed offrono alla vista animazioni di buon livello, oltretutto ben legate fra loro. Non altrettanto positiva risulta la realizzazione degli scenari, ispirati a vari luoghi caratteristici sparsi in giro per il mondo (anche qui gli sviluppatori non si sono certo sprecati in fantasia) e caratterizzata da una generale piattezza e carenza di dettagli. Anche sotto il profilo sonoro Ready 2 Rumble Revolution fa il suo sporco lavoro, anche se bisogna ammettere come le urla ed i grugniti dei pugili tendano a diventare fastidiose un po' troppo presto. Peccato che, al di là degli aspetti appena descritti, la produzione Atari si riveli un clamoroso buco nell'acqua.

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Il sistema di controllo, questo sconosciuto

E' un singolo elemento a decretare la bocciatura senza mezzi termini di Ready 2 Rumble Revolution: parliamo del sistema di controllo, talmente male implementato da rendere il titolo letteralmente ingiocabile. Come spesso accade nello sviluppo di prodotti Wii di terze parti, anche 10tacle Studios si è fatta prendere decisamente la mano, ostinandosi a voler sfruttare a tutti i costi il motion sensor di Nunchuck e Remote ma senza curarsi troppo di calibrare il tutto in maniera decente. Lo sconcertante risultato è che -nella migliore delle ipotesi- un buon 50% dei movimenti effettuati dall'utente con i controller non viene rilevato adeguatamente, con ovvie, disastrose conseguenze sul gameplay. Come spiega il tutorial del gioco, è necessario compiere movimenti verso l'alto, verso l'esterno o in profondità per effettuare jab, ganci ed uppercut, mentre per prodursi in mosse speciali è richiesta una concatenazione di più movimenti: Ready 2 Rumble Revolution fatica già a recepire i colpi di base, ma riuscire (volutamente) a sferrare un attacco potenziato è un'impresa praticamente impossibile. Stesso dicasi per le meccaniche che regolano la difesa: tenendo premuto il tasto Z, basterebbe portare i due controller davanti al volto per pararsi, ed oscillare da una parte o dall'altra per schivare, ma il condizionale è d'obbligo visto che raramente i movimenti dell'utente vengono correttamente trasformati nei relativi input al personaggio su schermo. Tradotto in termini strettamente ludici, tutto ciò significa che le gli incontri in Ready 2 Rumble Revolution si risolvono forzatamente in un frenetico agitare le braccia in tutte le direzioni, nella speranza di causare il maggior danno possibile all'avversario: un'attività davvero avvilente, che oltretutto porta a scarsi risultati, visto che i pugili guidati dall'IA non lesinano in colpi speciali e contrattacchi micidiali. Il pessimo sistema di controllo soffoca sul nascere anche le interessanti velleità dei minigiochi, utili ad incrementare le statistiche del proprio pugile: a parte alcuni esercizi piuttosto semplici, la maggior parte degli stage richiede all'utente di eseguire movimenti che puntualmente non vengono recepiti dalla sensor bar, portando a costanti fallimenti. In definitiva, Ready 2 Rumble Revolution può essere effettivamente giocato solo in multiplayer tra avversari umani, in scontri unicamente basati sulla fortuna dell'uno o dell'altro pugile di imbroccare qualche colpo. Ma sicuramente su Wii ci sono molti altri modi migliori per sfidare un amico...

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Commento

Ready 2 Rumble Revolution è purtroppo fallimento, provocato da un sistema di controllo pessimo capace di stabilire nuovi standard negativi in termini di incapacità di rilevare i movimenti del giocatore. Sarebbe stato sufficiente offrire come alternativa una modalità classica da giocare tramite semplici tasti, ma la stucchevole testardaggine degli sviluppatori volta a voler sfruttare a tutti i costi il motion sensor ha mietuto l'ennesima vittima. Il prodotto Atari poteva essere un discreto beat'em up, ma a conti fatti si tratta solo di un esperimento riuscito malissimo.

Pro Graficamente più che discreto Contro Sistema di controllo disastroso Ingiocabile in single player Stilisticamente assai discutibile

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