GromRecensione di Grom 

Arriva anche in Italia l'RPG sviluppato dai Rebelmind. Scopriamone assieme gli aspetti positivi e negativi.

Recensione di Grom

Un’Indiana Jones Europeo

La seconda guerra mondiale non si è ancora conclusa e si sta allargando a zone prima mai toccate dal conflitto. Siamo nel 1942 e più precisamente nella regione sperduta del Tibet. Tra queste montagne, i nazisti sono alla ricerca di antiche tracce di una sacra città, la Città Perduta. Tra le rovine della città sperano di trovare delle armi nascoste da un Re del passato, Arjuna. Recuperando queste armi, i nazisti, possono fare pendere l’ago della bilancia delle sorti del conflitto mondiale verso la loro causa. La Ricerca continua da più di 4 anni e non ha dato ancora i frutti sperati.
Come nella migliore delle tradizioni, un eroe è destinato a combattere i malvagi e fermare la loro ricerca; Il novello Indiana Jones è un Colonnello polacco che risponde al nome di Grom.
Il nostro eroe è una persona rude con in bocca un sigaro perennemente acceso che ne determina uno sguardo truce (sapete, il fumo negli occhi non è salutare). Grom si trova nell’Hymalaia, dopo un periodo di prigionia nei campi di concentramento tedeschi. Ora il suo unico scopo e quello di rifarsi una vita e dimenticare i brutti periodi passati.
Ma il suo destino è deciso. La sua strada dovrà incrociarsi nuovamente con quella dei suoi odiati nemici e stavolta sarete voi a dargli una mano...
Come dire, che fortuna!

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Poca neve nel Tibet

La grafica di Grom è piacevole da vedersi e in molte situazioni riporta alla mente vecchi giochi di ruolo che oramai sono dei classici, come Baldur’s Gate e Fallout. Badate bene che ho detto “in molte situazioni” e questo non significa che la grafica del gioco sia datata o completamente isometrica, modalità che negli RPG è ancora molto usata.
Il motore grafico di Grom gestisce al meglio diverse visuali che si possono trovare in un gioco: la classica isometrica, un puro 3D e per finire un'inedita vista a volo d’uccello. La nostra visuale cambia a seconda della situazione in cui ci troviamo. L’esplorazione delle città e delle parti esterne sono in isometrica, mentre i luoghi chiusi tipo abitazioni o locande diventano in 3D. Discorso a parte va fatto per i combattimenti che modificano tutto, portando la visuale a volo d’uccello.
Il dettaglio degli oggetti e dei protagonisti è molto accurato. Le città non sono tutte uguali e gli esterni sono rappresentati con particolari che rendono il tutto più “vivo”, anche se sono pochi gli oggetti con cui possiamo interagire. Una cosa assai strana che ho notato è la quasi mancanza di neve. Mi aspettavo più cime innevate per una regione montagnosa come il Tibet. Certo, questo aspetto non va ad influire sul giudizio generale ma, giocandoci, lo si nota subito.
I vari protagonisti sono disegnati con una grafica “carina”, che vuole sdrammatizzare la figura dell’eroe bello e dannato. Molte volte Grom e i suoi alleati vi strapperanno un sorriso, sia per come si muovono sia per le facce che vi mostreranno durante il gioco.

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La lunga strada per la città perduta

Abbiamo conosciuto il protagonista e abbiamo capito il mondo dove si muove. Ora dobbiamo comprendere come si muove Grom e che metodi usa per farlo.
Il comodo tutorial iniziale serve a prendere confidenza con una interfaccia che all’inizio può sembrare complicata ma che ben presto rivela una facilità d’utilizzo che sarà utile col proseguimento del gioco. I nostri movimenti sono guidati principalmente dal mouse e grazie ad una “rotella” di pulsanti a scomparsa abbiamo sia lo schermo di gioco libero, che un rapido accesso ad azioni particolari di Grom e i suoi compagni. Tramite questa rotella è possibile accucciarsi, sdraiarsi per strisciare (questo movimento è in pratica la modalità Stealth di Grom), rialzarsi e decidere che atteggiamento tenere durante i combattimenti (attacco, difesa o mantenere la posizione).
Bisogna imparare presto a muovere il nostro eroe e i suoi compagni, perché i nemici che incontreremo lungo la strada per la città perduta sono molti e pericolosi. I principali antagonisti sono i soldati nazisti, ma nel Tibet ci sono altre pericolose figure come gli Yeti, banditi tibetani e perfino creature magiche di epoche antiche.
Ho trovato la difficoltà dei combattimenti abbastanza elevata. Nonostante sia possibile mettere in pausa il gioco durante lo scontro, bisogna pianificare bene i movimenti e le mosse e soprattutto capire bene quale arma sia la più utile contro un determinato nemico, altrimenti si rischia di venire ben presto sconfitti.
La scelta delle armi per i combattimenti è abbastanza varia. Il nostro Grom ha a disposizione diverse armi da fuoco, che vanno dal classico fucile al mitra, passando per il potente archibugio. Naturalmente anche l’arma bianca ha il suo spazio in un gioco d’azione come questo, e il colonnello è in grado di combattere con spade e pugnali da lancio. Ultima risorsa sono i classici pugni.
Portarsi dietro un archibugio non è roba da tutti i giorni e difatti molte delle armi che possiamo utilizzare occupano notevole spazio nel nostro zaino. Dovremo decidere bene cosa portarci dietro durante le nostre missioni e magari sacrificare alcune munizioni, per trasportare delle utilissime scatole di carne per la nostra salute.
A facilitare questa scelta ci viene incontro l’abilità che abbiamo con le varie armi, rappresentata da quadretti colorati. Grom e i suoi compagni sono abili nell’utilizzo di diverse armi, ognuno nel modo in cui è stato addestrato. Noterete subito che il colonnello polacco predilige il fucile, mentre il suo compagno Petr ama il potente archibugio.
Naturalmente usare un arma durante specifici allenamenti comporta un aumento nella capacità d’utilizzo della stessa.
Come detto in precedenza, molto spesso Grom non viaggia in solitario. Altri compagni con i suoi stessi ideali e il suo stesso fine, possono essere recrutati, fino a comandare un nutrito gruppo di commilitoni. Tra le nostre file, alcune volte, ci sarà uno Yak che può essere caricato del materiale che non trova posto nello zaino. Fate solamente attenzione che nelle missioni in solitario di Grom, non potrete usufruire degli oggetti dei vostri compagni, quindi conservate per voi le cose più importanti.
I vostri viaggi vi permetteranno di conoscere gli abitanti locali e le loro usanze. Tutti i mercanti che incontrerete, o le persone che vogliono scambiare qualcosa con voi, hanno la buona abitudine di contrattare sui prezzi. Questa contrattazione avviene tramite un gioco di carte che ora vi illustro. Ogni personaggio ha a disposizione diverse carte che rappresentano un certa emozione o azione (supplicare, insultare, aggredire verbalmente, superiorità). Prima di una contrattazione bisogna scegliere due carte da utilizzare contro il nostro avversario. Le combinazioni sono varie e ad ogni risultato corrisponde un aumento o diminuzione del prezzo dell’oggetto che stiamo contrattando. Questa è una variante dei classici acquisti che si vedono in molti giochi, anche se è veramente difficile con Grom riuscire a spillare soldi ai tenaci mercanti tibetani. Molto più semplice la contrattazione se utilizziamo il suo compagno Petr, che ha carte molto varie da contrapporre.
Un altro aspetto da analizzare è il sonoro. Ho volutamente evitato commenti di alcun genere durante la recensione perché le musiche e gli effetti sonori non raggiungono nemmeno la sufficienza. Pochi effetti accompagnano i viaggi di Grom, e la maggior parte dei rumori che sentirete sono i colpi di arma da fuoco e le urla del nemico che, morente, esala l’ultimo respiro. Ogni nuova locazione importante è accompagnata da una musica, che però non è abbastanza in un gioco “silenzioso” come questo.

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Allora Grom è un bel gioco?

Alla domanda rispondo che ho visto di peggio. Bisogna giudicare il prodotto anche in base all’atmosfera che si respira giocando. Divertimento e spensieratezza. Le situazioni in cui il nostro eroe si imbatte sono le classiche di qualsiasi film d’azione, ma l’atteggiamento del protagonista e le battute che scambia con i suoi compagni sdrammatizzano la solennità e la serietà della missione. Un esempio su tutti è la presentazione che racconta dell’inizio della ricerca della Città Perduta da parte dei nazisti nel 1938, tutto rappresentato da un elegante dirigibile che vola minaccioso tra le montagne del Tibet. La scena dissolve e dopo un po’ appare la scritta “dopo 4 anni la ricerca continua” e rivediamo il dirigibile che vaga ancora per le montagne….non so voi ma io ho riso per mezz’ora…..Questa è l’aria che si respira in Grom. Un gioco dove si sdrammatizza sulla serietà degli eroi e dove si possono passare ore di divertimento spensierato.
Per il resto, Grom non aggiunge nulla di nuovo. In definitiva un gioco divertente che purtroppo rischia di essere rovinato da alcuni difetti, come la scarsa Intelligenza Artificiale, la difficoltà eccessiva e i controlli a volte difficoltosi; ma almeno riesce a farci dimenticare la frenetica attesa per titoli di calibro più pesante.

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Pro: buona presentazione buon mix di avventura e rpg dialoghi divertenti Contro: sonoro scarso e inadeguato IA quasi assente scarsa interazione con l’ambiente

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Un’Indiana Jones Europeo

Quello appena passato è stato un periodo di magra per gli RPG per computer. Le software house principali aspettano tempi migliori per rilasciare i titoli che la comunità di giocatori aspetta con ansia. Lionheart, KotOR, Greyhawk, Deus Ex 2, giusto per fare qualche esempio.
Capita in situazioni del genere di dover giocare a qualcosa che non sia propriamente un RPG puro; Grom rientra nella categoria delle avventure con tratti di RPG.
Nell’attesa dei pezzi grossi, la tedesca CDV ci permette di gustarci l’ultimo lavoro dei Rebelmind.

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