Recensione Sniper Elite  0

Un colpo, ed è tutto finito.

Il mondo dentro un mirino

Il cecchino, nella storia del videogioco, ha sempre avuto un ruolo importante, cavalcando indomito le scene degli sparatutto in prima persona e trovandosi protagonista di coin op e titoli spionistici d’ogni genere; Sniper Elite cerca di fare un passo avanti in questo genere presentandosi come un gioco d’azione in terza persona classico ma in grado di porre un forte accento sull’utilizzo del fucile da cecchino. Per capire quello che intendo basta accendere la console, cosa che potrete fare nei prossimi giorni, e caricare la prima mappa del single player per trovarsi così catapultati nella seconda guerra mondiale in direzione Berlino. In pochi attimi di gioco diviene subito chiaro che avanzare ad armi spianate non è una scelta saggia e che l’unica arma in grado di salvarci è la nostra abilità nel centrare obiettivi distanti nel minor tempo possibile. Ponendo questa priorità la Rebellion ha realizzato un titolo che pur mantenendo il concetto di eroe solitario riesce a conferire una maggiore nota di realismo alle azioni di gioco.

nei panni di un soldato americano, travestito da tedesco, impegnato ad attraversare un territorio controllato dalle truppe sovietiche

Il mondo dentro un mirino

A completare il quadro troviamo armi leggere imprecise sulla distanza, anfratti a profusione che si aprono sulle vie di città devastate dalla guerra, carri armati in pattuglia e nemici in grado di individuarci ed eliminarci con una certa facilità. Siamo quindi costretti a strisciare nel fango per vincere la nostra guerra solitaria, talmente solitaria da metterci nei panni di un soldato americano, travestito da tedesco, impegnato ad attraversare un territorio controllato dalle truppe sovietiche.

La dura vita del cecchino

Le missioni, seppur orientate alla ricerca di informazioni segrete, sono varie e articolate e, nonostante la natura “sniper” del gioco, non ci impediscono di piazzare esplosivi, recuperare prigionieri, coprire i nostri compagni occasionali o liberare edifici a suon di granate. Però, avanzando lungo le 28 missioni che compongono il gioco e soprattutto quando compaiono i primi cecchini avversari, cresce gradualmente l’importanza di usare con attenzione il proprio fucile, un binocolo potente e di trovare posizioni di vantaggio all’interno di ogni mappa. La componente “sniper” cresce in modo da rendere necessario un approccio paziente e minuzioso con la consapevolezza che dimenticare anche un solo nemico può coincidere con la nostra dipartita. Per di più non è raro che in determinati casi sia bene uccidere un avversario quando i suoi compagni sono distratti o rimuovere il corpo dello stesso per non allertare forze nemiche in grado di annichilirci senza troppi problemi. Talvolta, e questa è una delle chicche più apprezzabili del gioco, sarà persino necessario ferire un nemico, magari alla gamba, per costringere i suoi compagni a uscire allo scoperto nel tentativo di salvarlo. Alle succitate difficoltà vanno aggiunti i problemi familiari ad ogni cecchino che si rispetti, ovvero la difficoltà di movimento e la precisione nel centrare obiettivi in movimento, perché non tutti i nostri bersagli resteranno immoti nella paziente attesa di una rapida fine. Per rendere più emozionanti i nostri spostamenti nelle zone calde o durante un combattimento, la Rebellion ha pensato di conferire un peso al nostro amato personaggio rallentandolo, di conseguenza, nel caso di dislivelli improvvisi o salite. In questo modo il nostro peso diventa un elemento che, se trascurato, è in grado di rallentarci quel tanto da farci individuare o centrare dai nemici. Similmente al protagonista anche i proiettili di Sniper Elite hanno un peso che ne determina una parabola discendente tanto più marcata quanto è la distanza da percorrere. Nella modalità più facile non dovremo far altro che ricordarci di mirare appena sopra la testa dovendo centrare un bersaglio molto distante, mentre aumentando la difficoltà aumenterà anche la necessità di compensazione ed interverrà anche la forza del vento a rendere tutto più complicato. Il cambiamento della difficoltà di gioco interviene anche su altri elementi come l’ampiezza delle esplosioni, la rapidità delle nostre azioni e, ovviamente, la reattività dei nemici. Tutti questi elementi possono essere modificati per creare un livello di difficoltà personalizzato: nemici stupidi e fisica realistica, per esempio, sono elementi in grado di replicare egregiamente le atmosfere che si respirano in parecchie pellicole di guerra. Sniper Elite, oltre a supportare, multiplayer online e offline su entrambe le console, ci regala la modalità cooperativa, purtroppo solo offline, ma in grado di aumentare la profondità di gioco raddoppiando, letteralmente, le nostre opzioni tattiche.

Non solo tecnica

Sniper Elite non è uno di quei titoli che fanno gridare al miracolo. Anzi, a guardarlo con attenzione, mostra il fianco a parecchie critiche, soprattutto a causa di textures e modelli di fattura tutt’altro che eccezionale. Eppure i ragazzi della Rebellion, mescolando effetti grafici e dosando con attenzione i colori, hanno ricreato un’atmosfera in grado di coinvolgere il giocatore. Il terreno bagnato presenta riflessi in tempo reale, e l’illuminazione dinamica è visibile a distanze elevatissime, permettendoci inoltre di individuare un bersaglio anche grazie ai bagliori prodotti dalla sua arma sul mondo circostante. Le città sono stracolme di edifici in rovina, paratie, postazioni e vicoli e non mancano chicche come le gocce di pioggia che compaiono sulla lente del mirino ma solo guardando verso l’altro, un leggero blur durante lo zoom e l’immancabile telecamera che segue il proiettile nel caso di un colpo particolarmente preciso. Un difetto marcato lo si riscontra esaminando le mappe che presentano strade bloccate da ostacoli invisibili. In questi casi, purtroppo, l’atmosfera e la sensazione di poter aggirare e sorprendere i nemici perdono parte della loro forza.

in grado di replicare convincentemente l’insieme di rumori che la nostra fantasia attribuisce a quei terribili ma affascinanti giorni del secolo scorso

Non solo tecnica

Il titolo è completamente in italiano e gode di un doppiaggio credibile, popolato da voci ormai familiari nel campo dei videogiochi, e si avvale di un sonoro eccellente, sicuramente in grado di replicare convincentemente l’insieme di rumori che la nostra fantasia attribuisce a quei terribili ma affascinanti giorni del secolo scorso.

Commento

Sniper Elite è un buon titolo, gode di svariati pregi ed è uno dei pochi giochi ad ampio respiro dedicati alla figura del cecchino. Purtroppo, per una concorrenza di scelte e di magagne tecnologiche, cercare alcuni bersagli si trasforma spesso in una questione di pazienza più che di colpo d'occhio e questo elemento, seppur caratteristico del cecchino, appesantisce non di poco il gioco. Per di più le mappe "troncate" da ostacoli invisibili rappresentano qualcosa in più di una semplice ingenuità. D'altro canto il fascino e l'atmosfera riescono a bilanciare egregiamente i difetti, le 28 missioni rappresentano una sfida notevole e garantiscono, assieme al cooperativo, una longevità più che sufficiente. Come ciliegina sulla torta c'è la possibilità di incrementare la fisica dei proiettili fino a renderla quasi autentica, elemento che non può passare inosservato ai patiti del genere ai quali consigliamo, se non l'acquisto, almeno una prova su strada il più presto possibile.


Pro:

  • longevo
  • libertà tattica ad ampio respiro
  • l'atmosfera ci immerge nella figura del cecchino

Contro:
  • modelli imperfetti e texture sgranate
  • talvolta richiede troppa pazienza
  • i muri invisibili stonano decisamente

Soli, con il calcio di un grosso fucile piantato nella spalla, il braccio indolenzito e la schiena zuppa e dolorante, osserviamo immobili un punto distante, nell’attesa che un ignaro nemico si trasformi in una tacca sul legno del nostro unico amico. Il mestiere, se cosi lo possiamo chiamare, del cecchino è una delle figure militari più ammirate ed invidiate, capace di dare la morte a distanza come un dio ma vulnerabile e solo come nessun altro soldato. Scivolando dalla solennità della guerra al colorito mondo dei videogiochi ci troviamo di fronte al primo titolo in grado di rappresentare, a tutto tondo, la mitica figura del cecchino o, se non altro, troviamo l’interpretazione che ce ne danno i ragazzi della Rebellion.