Resident Evil: The Missions (2D)Resident Evil: The Missions 

Neanche il tempo di metabolizzare la doppia delusione di Resident Evil: Confidential Report File 1 e 2, che Capcom se ne esce con questo The Missions, rimettendo in scena la bella Jill Valentine in mezzo alla solita marea di zombie putrescenti...

Doverosa premessa: il gioco oggetto di questa recensione è la versione 2D di Resident Evil: The Missions, completamente diversa dalla controparte tridimensionale. Se infatti quest'ultima ricalca lo stile dei primi titoli per console, ciò con cui abbiamo a che fare qua è una sorta di FPS "statico", una definizione che andiamo subito ad illustrare. L'azione è inquadrata da una visuale in prima persona, che mostra fondali prerenderizzati sui quali si stagliano sprite di zombie e mostri di vario tipo: l'utente ha il semplice compito di spostare il mirino a sinistra o a destra e sparare a tutto quello che si muove. Un gameplay obiettivamente molto poco elaborato, ma che funziona egregiamente grazie soprattutto ad un paio di accorgimenti ben studiati. Anzitutto, i nemici che compaiono su schermo sono tutti forniti di un indicatore a riempimento progressivo che, una volta colmo, consente loro di attaccare: il giocatore deve quindi individuare prima gli obiettivi più pericolosi, per sparargli ed azzerare temporaneamente la minaccia.

Le varie armi hanno poi diversi effetti sulle tattiche di gioco: ad esempio, il fucile a pompa è potente ma necessita di molto tempo per prendere la mira, mentre la Remington 870 dispone di puntamento automatico ma anche di munizioni limitate. Resident Evil: The Missions presenta inoltre su un sistema di progressione dinamico: per dare un'idea, dopo il primo livello si può scegliere se affrontare gli stage numero 2 o 3, procedendo così per bivi fino alla base della piramide composta da tutte le 50 missioni offerte dal prodotto. Di conseguenza, per avere accesso ad ogni singolo scenario, sarà necessario rigiocare al titolo Capcom diverse volte, un espediente capace di impennare il replay value senza annoiare l'utente riproponendogli situazioni già viste. Pure la natura delle missioni è abbastanza diversificata: si passa dall'uccisione indiscriminata di zombie fino alla protezione di civili innocenti, con in mezzo diverse varianti che aiutano in qualche modo a lenire la fondamentale ripetitività del gameplay. Per quanto non sia dunque un monumento alla complessità videoludica, Resident Evil: The Missions può costituire un degno e duraturo passatempo, anche se non opportunamente sostenuto da una realizzazione grafica all'altezza. Il prodotto Capcom si basa infatti esclusivamente su fondali statici non troppo definiti e su sprite piuttosto grezzi e dotati di poche animazioni, lontano dunque dagli standard qualitativi che ormai siamo abituati a trovare nei mobile games.

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S.V.

Redazione

8.1

Lettori (4)

Resident Evil: The Missions è uno shooter estremamente semplice, che a prima vista potrebbe sembrare tremendamente limitato: in realtà, grazie ad alcune intelligenti trovate, il prodotto Capcom si rivela divertente e soprattutto duraturo, visto che per sbloccare tutte le missioni è necessario ricominciare il gioco più e più volte. Peccato solo per una grafica davvero scialba, che mina seriamente il fascino di un titolo comunque meritevole di attenzione.

Fabio Palmisano

Pro

Contro

Pro

  • Semplice e divertente
  • Missioni abbastanza diversificate
  • Alto replay value

Contro

  • Grafica sotto gli standard
  • Sistema di puntamento limitato