Resident Evil: The Umbrella Chronicles - Recensione  34

In attesa del quinto capitolo di Resident Evil, Capcom riprende la meccanica dei vari Gun Survivor e ci svela i segreti della Umbrella Corporation...

Punta il Wii-mote e spara

The Umbrella Chronicles, appena uscito per Wii, non è altro che una nuova variazione sul tema "Resident Evil". Il gioco condivide con Gun Survivor l'azione in prima persona e la presenza del mirino, ma adotta una struttura "su binari" tipica degli sparatutto con lightgun. In occasione del suo lancio, Nintendo ha pensato bene di commercializzare Wii Zapper, ovvero un accessorio a forma di pistola in cui inserire il Wii-mote per ottenere un feeling migliore nei first person shooter. A scanso di equivoci, però, The Umbrella Chronicles è lungi dall'essere uno sparatutto con lightgun, e chi si attende un prodotto del genere rimarrà quantomeno frastornato durante le prime partite. Non si può "mirare" verso i nemici: si usa il sistema di puntamento del controller per muovere il mirino sullo schermo e quindi si fa fuoco premendo il grilletto B. Oltretutto, il gioco richiede il collegamento del modulo Nunchuck per ottenere un'esperienza completa: la grafica viene calcolata in tempo reale e i nostri movimenti nello scenario sono predeterminati (se si esclude la presenza dei bivi), ma si può usare lo stick analogico per muovere la visuale di quel tanto che basta, ad esempio, per permetterci di raccogliere un oggetto visto di sfuggita (premendo il pulsante A). Il Nunchuck è importante anche per lo scorrimento delle armi a disposizione, attivabile tramite il pulsante C (molto più comodo del d-pad per tale operazione...), che però Capcom non ha gestito nel migliore dei modi: per cambiare la pistola di default con qualcos'altro non si può accedere a un menu che mette il gioco momentaneamente in pausa, dunque spesso ci troveremo a dover scorrere tre o quattro armi prima di trovare quella ancora carica, e nel frattempo saremo vulnerabili a qualsiasi attacco nemico. Sorprende in positivo la funzione di ricarica, che si ottiene semplicemente scuotendo il Wii-mote e che non fa mai cilecca, anche se a tal fine l'adattatore Zapper potrebbe rappresentare un ostacolo non di poco conto. Oltre alle armi da fuoco, durante il gioco potremo raccogliere anche delle granate, quasi inutili durante le prime fasi ma di fondamentale importanza contro i boss più avanzati. Per lanciarle, basterà tenere premuto il pulsante A e poi premere il grilletto B (per fortuna non si è optato per un "lancio manuale"...), determinando la direzione del tiro con il mirino. Infine, ogni personaggio è dotato di un "pugnale d'ordinanza" che torna comodo quando ci piombano addosso uccelli o pipistrelli: potremo affettarli tenendo premuto il pulsante A e muovendo il Wii-mote come se fosse il coltello.

Spara a tutto

Il fatto che la grafica di The Umbrella Chronicles non sia precalcolata si traduce anche in un certo livello di interazione con l'ambiente, che purtroppo va diminuendo man mano che si avanza ma che comunque ci permette di distruggere un po' di tutto: luci e lampadari, casse e scatole, armadietti e monitor... dietro di essi può celarsi un'arma da raccogliere, una pianta curativa (per ripristinare parte dell'energia), una bomboletta di spray disinfettante (che costituisce una vita extra, in pratica) o un file Umbrella con degli appunti sull'organizzazione.

Il momento della verità

Come negli episodi classici di Resident Evil, anche in questo caso ci troveremo più volte a fronteggiare dei momenti di pericolo, in cui il gioco ci chiede di premere un determinato pulsante per compiere un'azione d'emergenza. Dunque prepariamoci a scuotere il Wii-mote o a premere i pulsanti A, B o entrambi in contemporanea non appena ci verrà chiesto: un ritardo in tal senso può significare una perdita di energia o addirittura il game over!

Realizzazione tecnica

Per quanto concerne la grafica, non ci si aspettava un miracolo da questo titolo e le previsioni sono state confermate. L'annoso discorso sulle potenzialità tecniche del Wii c'entra poco, stavolta: The Umbrella Chronicles riprende il lavoro già svolto per alcuni episodi di Resident Evil, dunque ne ripropone i personaggi e gli scenari in modo fedele ma senza migliorarli in alcun modo. Questo significa che di fatto le cose migliori si vedono nei primi stage, figli dell'episodio di più recente fattura (RE Zero), mentre peggiorano lievemente in seguito, pur senza presentare differenze abissali. Una nota dolente è sicuramente rappresentata dalle texture a bassa risoluzione, retaggio di una generazione di console ormai sorpassata, mentre la realizzazione degli zombie e delle varie creature si attesta su buoni livelli. Niente che Resident Evil 4 non abbia fatto meglio giù su GameCube, certo, ma relativamente al genere degli sparatutto con lightgun siamo messi bene... peccato solo per gli occasionali rallentamenti. È interessante notare che il livello qualitativo delle cutscene non è all'altezza degli standard attuali, ma fa il possibile per mantenere una certa coerenza anche nelle sezioni inedite e non scade mai nel mediocre. È supportata la modalità widescreen nonché la visualizzazione in progressivo a 480p. Il comparto sonoro risulta ottimo, grazie a una selezione di musiche di grande atmosfera (benché lungi dall'essere le migliori mai sentite in un RE) e a un parlato di buona qualità. Gli effetti sonori relativi alle armi sono riprodotti in parte dal terribile speaker del Wii-mote, in parte dal gioco stesso. Passando all'importante discorso relativo al sistema di controllo, come già accennato The Umbrella Chronicles non è uno sparatutto con lightgun e dunque non bisogna mirare verso lo schermo per sparare ai nemici, bensì spostare il mirino utilizzando il puntamento del Wii-mote. In tal senso, il gioco si rivela talvolta ostico e richiede una precisione difficile da raggiungere senza una lightgun per quanto concerne il fuoco "immediato", mentre lo spostamento del mirino ha un suo perché quando bisogna colpire oggetti in movimento. In ogni caso, bisogna trovare una posizione tale da assicurare al controller una certa stabilità, e quindi l'adattatore Wii Zapper potrebbe dire la sua grazie all'impugnatura a due mani. Le occasioni in cui la mira non risulta accurata sono onestamente poche, ma sfociano in episodi di frustrazione che fanno tanto "videogame vecchia maniera". Un bene?

In coppia è meglio

Il gioco include una modalità multiplayer cooperativa per due giocatori, a cui si può accedere nella maggior parte degli stage. Con una barra dell'energia condivisa, ci troveremo a sparare ai nemici in modo molto più efficace, e anche la semplice pistola di partenza si trasformerà in una sorta di mitragliatore se si riesce a concentrare il fuoco su un obiettivo comune. Visto che il numero di nemici non varia, è chiaro che giocare in due si rivela più semplice, oltre che piuttosto divertente.

Commento

Resident Evil: The Umbrella Chronicles è venuto fuori più o meno come ci si aspettava, dunque non un capolavoro assoluto ma comunque un ottimo sparatutto, che cerca di intervenire sui limiti del genere di appartenenza laddove possibile e rappresenta un gradito viaggio nei ricordi per qualsiasi fan della serie Capcom. Si prova una bella sensazione nel ritrovare i vari personaggi che hanno vissuto le vicende della villa e di Racoon City. Gli stage riprendono le location originali in modo assolutamente fedele, con i medesimi nemici e boss, e il sistema di potenziamento delle armi è un gradito extra sotto il versante della personalizzazione. È un peccato che per cambiare l'arma in dotazione si debba scorrere tutto l'arsenale senza poter mettere l'azione in pausa, ma alla fine si tratta dell'unico difetto "vero" di questa produzione, al di là dei limiti imposti dalla struttura a binari e di una realizzazione tecnica che non brilla sotto alcun punto di vista ma che svolge il proprio lavoro in modo efficace. The Umbrella Chronicles vanta un buon numero di missioni, numerose armi utilizzabili e la presenza di un sistema di valutazione che spingerà i fan della serie a raccogliere tutti gli oggetti e a prendere tutti i bivi per completare il gioco al 100%. Un divertente passatempo nell'attesa di Resident Evil 5, insomma.

    Pro:
  • Imperdibile per i fan di RE
  • Ottimo sistema di potenziamento delle armi
  • Con il Wii-mote si spara bene...
    Contro:
  • ...ma non è una lightgun
  • Tecnicamente solo discreto
  • Talvolta molto frustrante

L'origine del male

Questo nuovo Resident Evil non fa riferimento ad avvenimenti inediti né crea una storia parallela a quella già raccontata, bensì riprende gli eventi narrati finora e li mette insieme per costituire una sorta di "riassunto" delle vicende della Umbrella Corporation. Nello specifico, ci troveremo a combattere seguendo la trama di Resident Evil Zero, Resident Evil e Resident Evil 3: Nemesis (più una sezione finale inedita), nei panni dei personaggi che di volta in volta si sono succeduti nella lotta contro la potente multinazionale e i suoi virus. Potremo rivivere le fasi salienti di ognuno di questi episodi, affrontarne le minacce e i boss utilizzando una prospettiva nuova, nonché accedere a retroscena della storia dopo aver completato i capitoli "standard": scopriremo cosa è successo a Rebecca Chambers tra Resident Evil Zero e Resident Evil, e inoltre capiremo meglio il ruolo di Albert Wesker attraverso una serie di episodi in cui potremo prenderne il controllo. Gli sviluppatori hanno lavorato in modo da riproporre gli scenari dei vari episodi con una fedeltà assoluta, e la naturale selezione degli stage (riproporre tutte le fasi sarebbe stato troppo) non toglie nulla al valore di ogni capitolo, raccontato tramite numerose cutscene e dialoghi tra i personaggi. La difficoltà sale man mano che si procede, diventando davvero alta durante gli scontri con i boss finali, ma in genere basta ricominciare dopo il game over per affrontare i nemici in modo più consapevole, soprattutto perché la loro disposizione e soprattutto il loro modus operandi non cambia. Al termine di ogni stage la nostra prestazione viene valutata sulla base di vari elementi e ci viene assegnato un voto finale, la cui bontà determina il numero di stelle guadagnate. Tali stelle possono essere spese per potenziare le armi a più livelli, in modo da crearsi un arsenale personalizzato in base ai gusti e allo stile. In genere la partita inizia dopo aver selezionato una seconda arma oltre alla pistola di default, ma durante l'azione si possono raccogliere mitra, lanciarazzi, granate e quant'altro per renderci le cose più facili.