Resistance 2 - Recensione  144

Lo sparatutto di punta per PlayStation 3 arriva con il suo seguito, imbracciate nuovamente le armi contro la minaccia Chimera!

Commento

Resistance 2 mantiene tutte le promesse annunciate nei mesi scorsi, ma lo fa forse in maniera diversa da quanto ci si poteva aspettare dopo i presupposti del primo capitolo. Paradossalmente infatti il single player, pur mostrando i muscoli a livello tecnico ed essendo godibile e divertente, rappresenta la parte più "debole" di questa produzione, anche in virtù di un impianto narrativo un po' slegato nelle sue parti e di un carisma dei protagonisti non proprio memorabile. Quando però si passa al multiplayer la musica cambia notevolmente, Insomniac ha infatti confezionato un online eccezionale, sicuramente il migliore su PlayStation 3 e tra i più validi in assoluto, con una modalità cooperativa eccellente, un multiplayer classico fino a sessanta giocatori che funziona bene e un'infrastruttura di rete virtualmente priva di lag o cali di frame rate, perlopiù condendo il tutto con un sistema di crescita caratterizzato da livelli, classi ed esperienza che invoglia il giocatore a dedicare ore e ore alla componente multigiocatore, vero e proprio fiore all'occhiello che rende il titolo assolutamente imperdibile per gli utenti della console Sony. E' stato un onore, Signore!

Pro

  • Multiplayer e coop eccellenti
  • Divertente
  • Sistema di controllo perfetto
  • Impatto grafico più che buono
Contro
  • Alcuni cali di qualità nel comparto tecnico
  • Impianto narrativo poco sviluppato
  • Maggiore varietà in singolo non sarebbe dispiaciuta

L'approccio alla storia e al gioco operato da Insomniac, lo sviluppatore di Resistance 2, per certi versi cambia radicalmente rispetto al primo capitolo, così come lo stile. Le modifiche partono dalla narrazione degli avvenimenti, che non vengono più raccontati in terza persona ma vissuti direttamente dalla voce dei protagonisti e in particolare di Hale, nodo focale della lotta contro i Chimera. La battaglia si sposta su larga scala, fanno capolino diversi mostri giganti, gli scontri si fanno più sanguinolenti, secondo un orientamento teso a rendere la battaglia tra umani e alieni più "realistica" e d'atmosfera.
La campagna in single player è suddivisa in sette capitoli e brilla per varietà, si parte proprio dall'Islanda per attraversare San Francisco, Chicago, la Louisiana e altre ambientazioni che si rifanno sempre a locazioni realmente esistenti, rivisitate ovviamente in chiave post apocalittica. Il tutto è legato assieme da un filo narrativo illustrato mediante le classiche sequenze animate e da documenti che possono essere raccolti durante l'esplorazione, e che sono più che utili per approfondire la storia.
Il fluire dei livelli invece riprende il primo capitolo e i classici del genere sparatutto, dove bisogna farsi strada a suon di scontri a fuoco, fuggire in determinate situazioni piuttosto che attivare alcuni dispositivi. Nessuna concessione al resto, ma spazio come detto a conflitti su larga scala con decine di nemici su schermo e scontri contro creature a dir poco giganti, che si protraggono magari in più punti del livello e che rappresentano sicuramente la parte meglio riuscita dell'esperienza in singolo. I combattimenti contro Kraken e Leviathan, ad esempio, mettono contro il giocatore a creature molto più grandi di Hale, e spesso fanno parte proprio dello sfondo di gioco, a cominciare proprio dal Goliath del primo livello, che va abbattuto a suon di colpi del Laark, il lanciarazzi disponibile nel gioco.

A differenza del titolo originale, dove era possibile selezionare tutte le armi in proprio possesso da un apposito menu, Hale adesso può portare con se unicamente le varie tipologie di granate e due armi in contemporanea (intercambiabili mediante il tasto triangolo) ognuna delle quali è dotata di fuoco primario e secondario, demandati rispettivamente ai dorsali R1 e R2. Con L1 si accede al puntamento dell'arma mentre con L2 è possibile accovacciarsi oppure correre mediante la pressione continua, per il resto con la X si salta e con il quadrato si ricarica l'arma.
Proprio le armi, spesso surreali e fuori di testa, rimangono uno dei punti a favore della produzione Insomniac, pur non raggiungendo la varietà del primo capitolo. In totale sono circa una dozzina, e vedono il ritorno di alcune vecchie, come il Bullseye e il suo tracciatore oppure il bellissimo Auger, in grado di sparare attraverso i muri, e l'introduzione di nuove, come la pistola Magnum, che può detonare i proiettili conficcati a distanza o il mini-mitragliatore Wrath, dotato di estrema potenza di fuoco e della possibilità di rilasciare un campo di forza in grando di assorbire i colpi ricevuti. La loro distribuzione durante il corso dell'avventura è ben bilanciata, l'uso sempre divertente e immediato, anche grazie a vari tipi di fuoco secondario che permettono di adottare diverse strategie, frontali o meno, per avere la meglio del nemico. L'intelligenza artificiale si comporta piuttosto bene, complice anche il fatto che spesso le battaglie si disputano contro decine di nemici in contemporanea, dove ce ne sono alcuni che accerchiano il giocatore, altri che si riparano, altri ancora che vengono incontro, dando buona varietà in tal senso. Spesso e volentieri gli scontri avvengono insieme a molti compagni di squadra, proprio a simulare l'enorme conflitto in atto, anche se è abbastanza irrealistico che i nemici preferiscano attaccare direttamente il giocatore, non appena questi rientra nel loro cono visivo. In caso contrario è possibile rimanere anche un po' defilati e attaccarli alle spalle, cosa che funziona bene solo per quelli più grossi e lenti nei movimenti. La scelta del tipo di gameplay, pur essendo lungi dall'essere innovativa, si rivela ad ogni modo azzeccata, l'avventura è estremamente godibile e divertente, grazie ai pochi momenti morti, al bilanciamento degli scontri, alle ambientazioni e al sistema di controllo, davvero tra i migliori in assoluto per un FPS su console. Senza sacrificare la velocità di gioco, infatti, la precisione dei movimenti e la risposta del pad sono praticamente perfetti, e subito si riesce a prendere confidenza e ad ottenere ottimi risultati, anche online.

Quello però che previene la campagna in singolo dal passare da un giudizio buono andante ad uno ottimo è però la mancanza di momenti estremamente memorabili, così come l'assenza ad esempio di sezioni a bordo di mezzi come quelle presenti nel primo capitolo, che avrebbero giovato sicuramente alla varietà. Infine la storia ci è parsa un po' troppo slegata e frammentata nella sua esplicazione, dove anche le sequenze animate denotano una certa approssimazione nella loro regia, e dove molti tasselli non vengono spiegati a dovere. Anche il finale, ben lungi dall'essere scontato, lascia troppe questioni insolute e aperte, che sarebbero poute essere spiegate senza minare un eventuale proseguo della saga. Vero è che Insomniac ha fatto un'opera molto mirata di "viral marketing" rilasciando in giro molte informazioni per approfondire la storia, compreso il sito ufficiale del Progetto Abraham, ma ci saremmo aspettati qualcosa di più direttamente all'interno del gioco ed un maggiore carisma per il protagonista principale, che ne aveva sicuramente di più quando i suoi avvenimenti venivano raccontati in terza persona all'interno del primo capitolo.

Tecnica e tattica

L'impatto grafico con Resistance 2 è chiaramente superiore a quello del primo capitolo e si mantiene al passo con i tempi, talvolta proponendo cose ben al disopra della media, senza però mancare di alcuni difetti. Gli ambienti sono molto vasti e dotati di parecchi particolari, con una scelta di colori vivida e adeguata varietà di texture. In particolare la foresta di Orick in California oppure Chicago godono di ottimi effetti particellari, HDR ben strutturato, dettagli che rendono l'ambientazione convincente e piacevole per gli occhi. Strepitose in alcuni casi le animazioni dei nemici, salvo sporadici bug, mentre la scelta di rappresentare sullo sfondo spesso e volentieri grosse creature piuttosto che navicelle, torri Chimera e così via, contribuisce a restituire un impatto grafico coinvolgente e in linea con le migliori produzioni del genere.
Sul piatto negativo della bilancia abbiamo invece una qualità altalenante per texture ed interni, qualche problema di pop-in (comparsa di texture in ritardo rispetto ai poligoni) e la canonica poca interattività con l'ambiente, aspetti che fanno spostare il giudizio del comparto grafico più su un piano artistico che tecnico, dove le locazioni più curate, che comunque rappresentano la maggioranza, sono talvolta affiancate da alcune decisamente meno impressionanti. Anche perché a livello tecnologico non c'è nulla da dire, le ombre ad esempio godono anche di diverse fonti simultanee di illuminazione, senza contare che il motore grafico muove una quantità impressionante di personaggi in contemporanea senza la benchè minima incertezza.
Il sonoro assolve al proprio scopo senza restituire tracce memorabili, mentre il doppiaggio è completamente in Italiano nel testo e nelle voci, che si attestano nel classico limbo del senza infamia ne lode.

Online, e di che pasta!

Il titolo originale era stato uno dei più apprezzati dagli utenti PlayStation 3 per quanto riguarda il gioco online, ma in questo seguito Insomniac si è superata in tutto e per tutto, sia come modalità che come infrastruttura vera e propria. Accantonata la possibilità di affrontare la campagna principale in cooperativa, lo sviluppatore ha trasferito il tutto in una nuova sezione costruita ad hoc per lo scopo, a cui è possibile prendere parte in locale fino a due giocatori (mediante split screen orizzontale) oppure trasferendosi online da soli o insieme al proprio compagno per affrontare sei ambientazioni differenti e fino ad otto giocatori, assoluta novità in tal senso. Lo scopo è quello di scovare e affrontare ondate di Chimera di diversa specie, portando a termine al contempo alcuni obiettivi simili a quelli presenti in modalità single player. In questo caso la resistenza dei nemici è ancora maggiore, così come il loro numero, che dipende da quanti giocatori sono presenti al momento nella partita. Per partecipare ad una sessione bisogna scegliere una delle tre classi disponibili, che differiscono in abilità e tipo di equipaggiamento. Abbiamo infatti il soldato, in grado di maneggiare le armi più letali e di assorbire il maggior numero di colpi, quello speciale, in possesso dell'abilità di produrre sul campo di gioco le munizioni per tutti ed infine il medico, che a fronte di una potenza di fuoco e resistenza molto limitati, ha la possibilità di poter curare gli avversari. La cooperazione tra queste tre classi è quindi fondamentale per portare a termine la missione, e la cosa è resa ancora più interessante perché quelle successive hanno dei requisiti di completamento e diventano sempre più ostiche. E ancora, ogni classe è dotata di livelli, che vengono raggiunti acquisendo punti esperienza e che servono per sbloccare nuove armi primarie oppure acquistare potenziamenti per aumentare le caratteristiche della propria armatura e armi, come guanti cinetici o altro. Dulcis in fundo, ogni personaggio, dopo un certo numero di uccisioni, può entrare in modalità "berserk" e sfruttare una ulteriore abilità a disposizione, come quella di produrre proiettili più letali piuttosto che vedere da lontano o assorbire la metà dei colpi dei nemici, tutti fattori che aumentano il divertimento, il senso di cooperazione e che funzionano decisamente bene, grazie anche al fatto di poter sfruttare la chat vocale per coordinarsi. Come se non bastasse, ogni qualvolta si comincia una stessa missione del coop, la sezione di mappa può essere differente, cosa che garantisce una grossa longevità, per la modalità sicuramente meglio realizzata dell'intero pacchetto.

Online, e di che pasta!

Per i tradizionalisti non manca ovviamente tutta la parte competitiva, con le classiche opzioni per il deathmatch in singolo e a squadre fino a 60 giocatori, nuovo record per il genere su console, il classico cattura bandiera (ribattezzato core control) e la modalità skirmish, che viene incontro al caos generato da tutti questi giocatori in contemporanea dividendo ulteriormente la propria squadra in sottounità da cinque elementi, dove ad ognuna vengono assegnate delle specifiche missioni in maniera dinamica. La Skirmish riesce in pieno quindi a dare l'idea di essere in un conflitto più grande e a dare "ordine", ma dobbiamo dire che ci siamo divertiti anche nel classico team deathmatch, sempre in virtù dell'ottimo sistema di controllo e delle mappe piuttosto ampie, che permettono di utilizzare numerosi passaggi secondo il proprio stile di combattimento, fermo restando che conta più l'abilità col pad che la strategia.
Anche per la sezione competitiva abbiamo medaglie e ricompense, che permettono anche di personalizzare la skin del proprio personaggio, e la stessa cosa accade invero anche per la campagna offline, che restituisce punti esperienza per salire di rank, secondo un perfetto sistema integrato in ogni aspetto di gioco.
L'infrastruttura di rete che contiene il tutto è poi eccezionale, grazie alla presenza della chat vocale, al matchmaking, alla possibilità di creare clan, invitare amici e fare stanze private, ad un sistema di statistiche incredibile, condito da una pletora di filtri, raggiungibili anche online sul sito Myresistance.net. Durante le nostre numerose sessioni di gioco, inoltre, non abbiamo riscontrato praticamente mai lag, la chat vocale ha funzionato sempre alla perfezione e il motore grafico non ha perso un frame, nemmeno con decine e decine di personaggi su schermo, segnali della bontà del lavoro operata da Insomniac.
A chiudere il cerchio di un multiplayer eccellente e di un buon single player, che si attesta sulla decina di ore, non mancano extra quali bozzetti dei personaggi, informazioni su ogni tipo di arma, una modalità arcade (che permette di affrontare il gioco con un numero predefinito di vite per livello) e la possibilità di applicare alcuni filtri grafici, senza contare i 39 trofei presenti.