Rez HDRez HD - Recensione 

Una delle opere più riuscite di Tetsuya Mizuguchi torna dopo 7 anni grazie ad XBLA.

Nel cuore del sistema

Rez è uscito su Dreamcast e Ps2 in tutto il Mondo tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002, prodotto dal team interno Sega chiamato United Game Artists (per la serie, quando un nome val più di mille parole). Il limitatissimo successo di vendite raccolto all’epoca contribuì, negli anni successivi, a rendere Rez un titolo di culto “per pochi”, i quali riuscirono però a mantenere sempre alto il suo nome e vivo il ricordo, per non dire il “mito”. Alla base della fatica di Mizuguchi c’è come concept, praticamente, Panzer Dragoon; quindi uno sparatutto su binari fissi, in cui l’unica interazione del giocatore è legata al movimento su schermo del mirino. La pressione del tasto A permette infatti di bloccare con un lock-on un bersaglio, che sarà poi colpito una volta sollevato il dito dal bottone; fino ad 8 bersagli possono essere bloccati contemporaneamente. I nemici eliminati possono abbandonare dei bonus, sotto forma di palline rosse o blu; le prime forniscono una smart bomb, le seconde vanno ad incrementare una barra evolutiva che, una volta riempita, consente alla propria estensione virtuale di cambiare forma. Un’evoluzione, oltre a modificare l’aspetto e il tipo di raggi sparati, costituisce di fatto l’equivalente di un bonus d’energia; ogni colpo subito fa infatti regredire di una forma, fino al game over. Se la descrizione finora può trasmettere l’immagine di un prodotto decisamente standard, è nella realizzazione pratica che ci si accorge di quanto diversa sia la realtà. Rez è davvero il classico esempio di gioco in cui il tutto è molto meglio della somma delle singole parti. Dicevamo in apertura che Rez è un viaggio; un viaggio visivo e acustico, in una amalgama spettacolare e unica. La componente grafica porta all’interno di un mondo sintetico, in wireframe, una sorta di Tron o di Matrix dove dominano le tinte acide e i colori accesi e in cui lo scopo ultimo è eliminare una intelligenza artificiale malvagia attraversando 5 livelli. Il sonoro, allo stesso modo, è un aspetto semplicemente fondamentale all’interno del concept di Mizuguchi; una colonna sonora trance techno che in ogni livello inizia ridotta, minimale, per poi crescere passo dopo passo fino a inondare il giocatore, davvero immerso in un flusso continuo di suoni, luci e immagini. E ogni colpo andato a segno equivale ad un suono sintetico aggiunto alla traccia, con un reale contributo musicale del giocatore all’interno della colonna sonora che però è libero, anarchico, e non legato a pressioni di tasti in un preciso momento come invece avviene nei rhythm game. In Rez, davvero, gameplay, audio e video diventano una cosa sola, una integrazione alle radici, alle fondamenta dell’esperienza; ed è proprio questa coesione a rendere la produzione Sega ancora oggi così affascinante, originale, rinfrescante e unica esattamente come lo era 7 anni fa.

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HD mon amour

Il suffisso HD nel titolo rappresenta esattamente ciò che suggerisce, ovvero un miglioramento tecnico del prodotto originale in linea con le capacità della console su cui gira. Sia chiaro, nulla è stato aggiunto o modificato rispetto all’esordio su Dc e Ps2 per quanto riguarda i contenuti, ad eccezione degli obiettivi Xbox; 5 livelli erano e sono ancora oggi, così come le modalità di gioco che permettono di affrontare il viaggio in maniera classica, o da invulnerabili, o ancora in uno score attack per migliorare i propri punteggi. L’alta risoluzione e il widescreen hanno però dato davvero uno slancio in più alla fatica di Mizuguchi, così come l’inclusione del sonoro surround 5.1. Inoltre, la versione Ps2 veniva venduta all’epoca con un accessorio a dir poco curioso, ovvero in Trance Vibrator; altro non era che un dispositivo Usb da appoggiare sul proprio corpo durante il gioco, al fine di fornire una vibrazione separata a quella del controller e allineata col beat della musica. Molto più che una bizzarria fine a sé stessa, il Trance Vibrator rappresentava nell’idea di Mizuguchi davvero una aggiunta concreta all’esperienza complessiva. E così, intelligentemente, è stato deciso di mantenere la stessa funzione stavolta con i pad aggiuntivi di 360; e giocare a Rez con la vibrazione del basso che picchia sullo stomaco è davvero qualcosa che merita di essere provato... Per ultima, va segnalata la presenza della versione originale del gioco, ma il fine di tale inclusione è puramente accessorio e utile più che altro per apprezzare i miglioramenti di questa edizione HD.

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Xbox 360 - Obiettivi

Gli obiettivi di Rez HD sono quasi tutti raggiungibili in maniera abbastanza agevole semplicemente giocando, accumulando ore, terminando i livelli o raggiungendo punteggi determinati nello score attack.

Commento

Al prezzo di 800 punti, ovvero una decina di euro, l’acquisto di Rez HD diventa ancor più consigliato di quanto già non lo sia a priori. Un titolo visionario, coinvolgente e unico, capace di accompagnare il giocatore in un viaggio in cui ci si sente letteralmente immersi in un mare di suoni, musica e stimoli visivi, tutti amalgamati fin dalle radici in una esperienza che ricorda ancora una volta il valore di Tetsuya Mizuguchi.

Pro Un viaggio unico Grafica, sonoro e gameplay perfettamente amalgamati Miglioramenti tecnici più che apprezzabili Contro Piuttosto breve Per molti ma non per tutti

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