Sam & Max 202: Moai Better BluesSam & Max 202: Moai Better Blues - Recensione 

Teste giganti, un triangolo misterioso ed un vulcano da fermare: Sam e il fido coniglio Max sanno decisamente come incominciare il 2008 in modo esplosivo.

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Una divinità vulcanica

Terminato il tutorial, effettuabile a piacimento e dotato di una propria piccola trama, l'inizio vero e proprio è quantomeno atipico, con i due detective non nel loro ufficio ma nella strada sottostante, di ritorno dalla precedente escursione al Polo. Nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa stia succedendo che una scena incredibile appare davanti agli occhi: la tuttologa Cybill che corre per strada, inseguita da un enorme triangolo rosso al cui interno si nota una strana spirale.
Quando, ripresi dallo shock e aver riso per un paio di azzeccate battute di Max, si viene a conoscenza che quella strana forma geometrica altri non è se non il leggendario pericolo delle Bermuda.
Una prima parte si svolge quindi ancora all'interno del solito quartiere, giusto il tempo di capire quanto grave sia la situazione e rinnovare la conoscenza dei soliti noti: un Bosco in sordina, dedito com'è alla creazione di un bunker, il topolino ora impresario anche grazie al robot gigante precedentemente abbattuto e, ovviamente, la simpatica proprietaria del redivivo Stinky's Diner.
Terminato il primo vero enigma e con il relativo spostamento sull'Isola di Pasqua, si avrà l'inizio vero e proprio delle avversità, venendo subito a conoscenza della difficile missione assegnata: placare i bollenti spiriti di un vulcano – e relativa divinità -, salvando i presenti e cercando di capire come questo evento possa sciogliere gli altri nodi di una trama ben costruita e piacevole.
In generale, le quasi quattro ore di avventura scivolano via fluide e senza pausa, grazie a puzzle non rivoluzionari ma piuttosto vari e aderenti agli sviluppi narrativi. La difficoltà degli stessi non si può certamente dire elevata, lasciando a chiunque buoni margini di successo senza dover ricorrere a particolari espedienti.
Le sessioni arcade – nel corso dei mesi prima inserite e poi tolte in continuazione – vengono ora esaltate con il ritorno delle corse in auto, ripetibili per ottenere futili ma divertenti decalcomanie, e con un paio di piccole prove d'abilità, di cui una a sfondo musicale davvero azzeccata.

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Le indagini di sempre con un tocco in più

Commento

Sam & Max: Moai Better Blues riesce a non deludere le aspettative, confermandosi al livello del precedente capitolo e bissandone la qualità. Dove Ice Station Santa giganteggiava grazie al continuo riferimento alle tradizioni natalizie, in modo dissacrante e irriverente, questo trova comunque un'ambientazione carismatica seppure meno legata all'immaginario collettivo, completandola con alcune gustose varianti e una trama interessante.
Come per tutti gli episodi fino a oggi rilasciati da TellTale, ci sono davvero poche ragioni che ne sconsiglino l'acquisto.

Pro L'Isola di Pasqua, teste giganti incluse Nuovi enigmi, sessioni arcade e gag Curato nei minimi dettagli Contro Tutto in inglese Durata (giustificatamente) limitata

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi Processore: Pentium 3 800 MHz RAM: 256 MB Scheda Video: 3D 32 MB Spazio su disco: 240 MB Requisiti Consigliati Processore: Pentium 4 1,5 GHz RAM: 512 MB Configurazione di Prova Processore: Intel Core QX6700 RAM: 2 GB Scheda Video: NVIDIA 8800 GTS 320MB

Sam & Max: Moai Better Blues è disponibile per PC.

Finite le feste natalizie è arrivato il momento di tornare a lavorare sodo per i ragazzi di Telltale Games che, dopo una pausa di un paio di mesi, si apprestano a rilasciare con cadenza mensile i quattro episodi mancanti di questa Sam & Max: Season 2.
A inaugurare il nuovo anno è Moai Better Blues, avventura esotica e bizzarra che conferma la rinnovata anima da giramondo del duo detective, questa volta alle prese con una misteriosa entità a spasso per l'Oceano Pacifico, più precisamente sull'affascinante Isola di Pasqua. L'idea di dare varietà spostando buona parte di ogni episodio all'interno di una più grande e subito riconoscibile ambientazione è quindi stata saggiamente mantenuta, appoggiandosi in questo caso sul fascino che l'isoletta cilena riesce da sempre a suscitare, specialmente in relazione alle enormi teste di pietra – le moai, appunto - che in centinaia di pezzi ne popolano la superficie.
La sceneggiatura si avvale quini di molti riferimenti spesso associati alle leggende che ruotano attorno i mari del Pacifico, rigirandole in chiave comica e portandole agli eccessi, risultando una delle più divertenti e spensierate storie scritte per questo nuovo corso di Sam & Max.

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