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Rettili antropomorfi, portali dimensionali e sfere luminose: riuscirà Scaler a conquistare gli appassionati dei platform game?

Rettili tradizionalisti

Bobby “Scaler” Jenkins è una specie di anti-eroe alternativo in erba, scritto su misura per un pubblico di giovanissimi in crescita rapida. Il multiverso, all’interno del quale il nostro universo e pianeta giocano un ruolo chiaramente marginale, è connesso da una serie di portali, ma il solito cattivone di turno, rubata la tecnologia a un geniale inventore, minaccia di scorrazzarvi impunito. Bobby si ritrova risucchiato per caso nello stesso portale di chi provava a contrastare la cricca di rettiloni cattivi e sgangherati, assumendo la forma di un geco. In realtà l’avatar videoludico del videogiocatore di Scaler non sembra affatto un geco (o un camaleonte?), così come la maggior parte dei nemici sembrano ricordare solo lontanamente dei rettili reali o le stesse movenze e proprietà di detta microfauna.

Rettili tradizionalisti

Non vogliamo certo dire che il character design debba essere realistico in giochi fantastici come Scaler, nei quali peraltro la cura cromatica dei fondali e gli effetti grafici, per quanto del tutto routinari, sono ben presentati e a tratti decisamente suggestivi (come alcuni effetti di luce che si stagliano con il sole all’orizzonte in alcuni fondali). Certo è che i personaggi sono insipidi, non prendendo alcuna ispirazione dall’invece gà di per se fantastica fauna reale dei rettili e aspirando al massimo a una dignità cartoonistica che si perde nella banalità e nella scarsa riconoscibilità. La trama del gioco, intermezzante le sessioni di gameplay, riflette queste caratteristiche, rientrando a pieno titolo in una dimensione da cartoon non proprio eccellente. Quel che conta, gusti narrativi ed estetici a parte, è che Scaler sia almeno discretamente giocabile. Il suo punto debole è l’originalità. Non troverete altro che la tipica azione platform (già vista e migliore in molti altri titoli), includente varie tecniche di attacco ai nemici, slinguazzate yoshiane per afferrare bonus e oggetti, elementari switch da attivare, sezioni simil-skate su funi ricalcate dalle scorribande treddì di Sonic, esplorazione e raccolta di bonus utili al completamento effettivo dei livelli e per avere accesso ai livelli successivi. La libertà di movimento è notevole, con un controllo analogico e 3D e ambienti vasti e ricchi (peccato per l’acqua letale). Scaler, poi, fa suo il principio adottato da milioni di platform in risposta a Super Mario 64: collezionare più (in questo caso) gemme corrisponde a più livelli sbloccabili, i quali ci presenteranno altre gemme, e così via, con una relativa libertà di navigazione sulla mappa di gioco, che presenta un buon numero di livelli. Ci sono poi due problemini di design. Il primo è un controllo non proprio precisissimo, che talvolta rischia di fare incorrere il giocatore in sanzioni negative, come la morte del protagonista o il dover ripetere il livello o parte del livello, non per errore proprio ma per difetti strutturali delle routine di collisione. Il secondo è la calibrazione della difficoltà, che presenta momenti inspiegabilmente ardui a fronte di una generale facilità delle missioni. Character Art, bonus vari e sbloccaggio progressivo di vari mondi rendono comunque il gioco abbastanza longevo.

Scaler avrebbe potuto essere molto meglio. Tecnicamente, il motore grafico e le routine di controllo avrebbero potuto condurre a risultati più originali sul piano estetico e più vari e originali sul piano del game design. Rimane un platform discreto, per nulla originale e non proprio perfetto sul piano dell’interazione o del design dei livelli, non all’altezza di altri titoli di genere disponibili su PS2 ma capace di fornire una buona quantità di ore di divertimento senza troppe pretese. Consigliato, dunque, ai giocatori più giovani, anche in vista del suo ridotto prezzo al pubblico.

    Pro:
  • Gameplay abbastanza solido
  • Tanti livelli da sbloccare
  • Belle ambientazioni a basso prezzo
    Contro:
  • Character design insipido
  • Assolutamente derivativo
  • Qualche problemino di level design

Scaler è un platform 3D che si può considerare “classico” secondo la media affermatasi nel genere e il raffronto con titoli caratterizzati da una simile attenzione al design cartoonesco. E' un gioco in fondo appena discreto nelle sue meccaniche, con un gameplay non certo brillante per trovate o rivoluzionario nel controllo e qualche problemino di design. Ma comunque capace di fornire un’interazione solida e abbastanza variegata alle avventure di un altro, ennesimo quasi-eroe videoludico-cartoonistico. Popolato da rettili antropomorfi, il multiverso dimensionale a piattaforme di Scaler è pervaso di un umorismo da cartoon post-puberale e di una buona varietà di ambientazioni colorate e fantastiche. Per questo, potrebbe attirare molti dei giocatori più giovani. E il suo prezzo decisamente ridotto rende più clemente il giudizio sulla sua mancanza di uno stile o di una “personalità” decisi, nonchè il confronto con altri platform più blasonati e accattivanti.