Sensible Soccer 2006 - Recensione  0

Nel pieno clima da mondiali di questi giorni, Codemasters cala sul mercato un asso il cui nome basta a far tremare le gambe ai videogiocatori più esperti: il re è tornato?

oggi “Sensi” è qui: ridisegnato, ammodernato, ma con lo stesso spirito di sempre

La sfida di Jon Hare

Dopo sette lunghi anni, il ritorno di Sensible Soccer oggi, nell’epoca di transizione verso la next generation dell’hardware da videogioco, assume un significato particolare. Il gioco deriva da una presa di posizione nei confronti del mercato, da una voglia di reintrodurre un gameplay alternativo a quello cui siamo abituati negli attuali simulatori calcistici.
E’ indubbio che il mercato videoludico, nel settore riguardante il “soccer”, sia dominato da anni da un duopolio formato da Pro Evolution Soccer e FIFA, con Konami e EA a spartirsi quasi equamente la ricca torta formata dagli appassionati del calcio elettronico. Difficile uscire dal seminato e rischioso discostarsi dagli stilemi imposti da queste due serie di estremo successo, che dimostrano più di ogni altri titolo di essere in sintonia con quello che il pubblico vuole. Questo porta di conseguenza al fatto di non avere scelte alternative, per quanto riguarda i videogiochi di calcio, sia dal punto di vista tecnico (soluzioni grafiche in primis) che come approccio al gameplay. Alla luce di questa considerazione diventa capibile e condivisibile la scelta di Jon Hare di tornare a proporre, dopo sette anni, il suo Sensible Soccer, riportandolo in vita così come ce lo ricordavamo: “stanno diventando prevedibili e noiosi e appaiono molto lenti rispetto al nuovissimo "sensi" che abbiamo in serbo” aveva detto Hare al momento dell’annuncio del gioco da parte di Kuju Entertainment, riferendosi ai “vecchi e stanchi” (sic) giochi di calcio attualmente presenti sul mercato. Una precisa dichiarazione d’intenti sembra dunque celarsi dietro a questo ritorno di un marchio storico sul mercato, vediamo com’è andata.

2 tasti e via

In netta controtendenza rispetto alla concorrenza, Sensible Soccer si presenta con un sistema di controllo estremamente semplificato, derivante d’altra parte dal semplice controllo ad un tasto che caratterizzava la versione Amiga: due tasti principali più uno per la corsa. Con il tasto A si effettua il passaggio, la cui direzione è, come già detto, completamente libera: prolungando la pressione sul tasto aumenta la forza con cui verrà colpita la palla. In area di rigore, tale colpo può essere utile anche per scoccare un tiro rasoterra. Con il tasto B si effettua il tiro alto, o il cross a seconda delle occasioni, con la possibilità di impartire, come da tradizione, un effetto più o meno marcato alla traiettoria della palla attraverso l’utilizzo dello stick analogico. Con il grilletto di destra è possibile effettuare uno sprint aumentando sensibilmente la velocità del calciatore, diminuendone tuttavia la “stamina”.

Il contorno

Sensible Soccer 2006 è un'uscita esclusiva per il mercato europeo e lo dimostra nella ricchezza dei contenuti dedicati agli utenti del vecchio continente, con tutte le coppe, i campionati, le competizioni europee e i campionati interni di prima e seconda serie di tutti i maggiori Stati, oltre alle nazionali di tutto il mondo e al relativo campionato. Tuttavia, la mancanza di una qualsiasi licenza FIFA o UEFA si fa sentire, con il ritorno ai nomi storpiati per non incorrere in problemi di diritti sia per quanto riguarda i giocatori che le squadre.

Ammettendo anche la natura squisitamente multiplayer di questo titolo, non si può allora non rimanere sconcertati dalla totale assenza di una modalità online per più giocatori

Il contorno

Attraverso l’editor è ovviamente possibile modificare dati e nomi, ma si prospetta un lungo lavoro, nonostante le storpiature si limitino spesso solo alla modifica di qualche vocale. Dunque la quantità delle competizioni e la rosa di squadre disponibili è ampiamente soddisfacente, quello di cui si sente la mancanza è il solido sistema manageriale a cui il vecchio Sensible World of Soccer ci aveva abituato. Rimuovere completamente l’intero settore gestionale, limitandolo ad una semplice organizzazione della formazione e delle sostituzioni, per concentrarsi sul nucleo principale del gioco, assomiglia più ad un’involuzione che ad una scelta valida. Questa rimozione toglie peraltro un importante pilastro per il gioco in single player, che annovera anche una certa carenza di sfida per la scarsità generale dell’I.A. degli avversari. Ammettendo anche la natura squisitamente multiplayer di questo titolo, non si può allora non rimanere sconcertati dalla totale assenza di una modalità online per più giocatori, scelta assolutamente non condivisibile, anche nella volontà di un ritorno al gameplay delle origini. E’ presente comunque il multiplayer diretto, per un massimo di 4 giocatori.

Un vecchio classico con abiti nuovi

Dal punto di vista tecnico, Sensible Soccer 2006 rappresenta un’ottima evoluzione dell’originale. Il mantenimento della vecchia inquadratura e delle minuscole dimensioni dei giocatori non snatura l’azione di gioco, pur basandosi su una modellazione poligonale rispettabile, come dimostrano i replay, da visuale ravvicinata. I giocatori sono rappresentati in maniera caricaturale attraverso l’utilizzo del cel-shading, che dona un tocco cartoonesco a tutto l’aspetto del gioco, con calciatori dalle enormi teste che si esibiscono in giocate dalle pur ottime e realistiche animazioni. Nel vivo dell’azione il gioco privilegia la funzionalità, ma anche l’occhio ha la sua parte nella visione dei replay, dunque.
L’accompagnamento audio è quanto di più fedele all’originale ci si potesse aspettare: non c’è nessun commento durante la partita, le azioni si susseguono a ritmo frenetico, in un silenzio generale che, abituati al chiacchiericcio continuo delle moderne telecronache, lascia sgomenti. Anche la riproduzione del rumore del pubblico non è estremamente soddisfacente, con tifo e cori che sembrano alquanto slegati dall’azione di gioco e in generale poco realistici. A parte la riproposizione della storica canzone dell'intro di Sensible World of Soccer, non c'è nient’altro da dire sul versante audio, veramente ridotto all’osso.

il calcio sensibile

Ciò che più colpisce del gioco è il minimalismo che traspare a partire dai menù fino ad arrivare alla partita: niente presentazione pomposa, pochi passaggi intermedi prima dell’entrata in campo, zero licenze ufficiali. Il nuovo Sensible Soccer appare come un nocciolo duro di gameplay in vecchio stile, paragonato alle produzioni contemporanee. Il primo impatto può essere spiazzante, dopo anni di assuefazione allo stile di Pro Evolution Soccer o FIFA: chi conosce il gioco originale si renderà conto che l’impostazione è rimasta praticamente immutata, mentre gli altri faranno forse un po’ fatica in un primo momento ad adeguarsi al gioco. Tutta la struttura si basa sull’utilizzo di due semplici tasti (d’altra parte l’originale ne sfruttava uno solo) e sulla velocità d’azione, in un approccio dalle evidenti caratteristiche arcade. L’inquadratura, che non può essere modificata, rappresenta una grossa fetta di campo, con giocatori miniaturizzati, come da tradizione, in modo da poter avere un’ampia visione di gioco anche alle alte velocità del gioco. Il ritmo è velocissimo: il passo dei giocatori e l’aggressività con cui si lanciano alla caccia del pallone (l’arbitro peraltro appare alquanto “inglese” nella direzione delle partite, trascurando spesso fallacci assolutamente imperdonabili in una simulazione più realistica) impongono di non affidarsi troppo al dribbling ma piuttosto a rapidissimi passaggi ai compagni, arrivando in zona tiro con una velocità impressionante. La gestione della palla è derivata direttamente da quella dell’originale per Amiga, con la libertà totale data al giocatore di impostare traiettoria e potenza del passaggio senza nessuna assistenza da parte della CPU nel recapitare la palla ai compagni nelle vicinanze, cosa che può richiedere un po’ di tempo per essere metabolizzata. Per rendere più chiara l’azione, il giocatore in uso è evidenziato da una freccia che parte dai piedi e indica la direzione in cui questi è rivolto. Al momento del passaggio o del tiro, la freccia si allunga in maniera proporzionale alla forza impressa alla palla, dipendente dalla durata della pressione del tasto sul pad.

il calcio sensibile

Rispetto alla tradizione, il controllo della sfera è reso meno precario dal modo in cui questa resta attaccata ai piedi del giocatore, cosa che non accadeva nei vecchi episodi, dove ad un brusco cambio di direzione seguiva spesso la perdita della palla, costringendo gli utenti ad acrobatici controlli per mantenerne il possesso. Il tiro è, come da tradizione, fortemente sensibile agli effetti impartiti tramite stick analogico, che possono far effettuare alla palla certe traiettorie da Super Tele assolutamente spettacolari, proprio come i puristi di Sensible Soccer si sarebbero aspettati. L’effetto è in effetti parte integrante della struttura di gioco, con la correzione della traiettoria a tiro scoccato indispensabile per ottenere risultati in partita.
In generale il ritmo di gioco è quanto di più lontano ci si possa aspettare rispetto a quanto ci hanno abituato le altre simulazioni di calcio: tre passaggi veloci, arrivo nei pressi dell’area e tiro, o varianti sul genere, tipicamente con brevi toccate da parte di ogni giocatore fino alla conclusione in rete, una lotta veloce e serrata. Può piacere e non piacere, è indubbio che Kuju abbia cercato di fare qualcosa di alternativo e ci sia effettivamente riuscita, pur non riuscendo a evitare alcuni problemi che esulano dalla scelta stilistica del gioco. A parte la difficoltà iniziale nella gestione del passaggio “libero”, l’organizzazione di una qualsiasi azione è minata dall’impossibilità di poter selezionare il giocatore senza palla da controllare, cosa lasciata esclusivamente all’IA che rende il gioco estremamente confusionario, sbagliando spesso la scelta del calciatore più vicino da attivare o passando velocemente da uno all’altro facendo perdere l’orientamento.

Le altre piattaforme

Sensible Soccer 2006 è disponibile per Xbox, PlayStation 2 e PC. Non si rilevano differenze sostanziali fra le varie versioni, che appaiono tutte col medesimo aspetto estetico. Forse su PC, dipendentemente dalla configurazione, è possibile godere di un anti-aliasing migliore, ma dato lo stile di rappresentazione scelto è veramente difficile cogliere qualche differenza. La mancanza del gioco online rende inoltre virtualmente identiche le versioni Xbox e PlayStation 2.

Commento

Pur nell’entusiasmo con cui si può accogliere il ritorno di Sensible Soccer nel 2006, non si può sorvolare sui difetti riscontrati in questo titolo Kuju/Codemasters. Lodevole la scelta di campo di Hare nel voler proporre una soluzione videoludica alternativa ai giochi di calcio che dominano il mercato, ma questo Sensible Soccer non è che la riedizione del vecchio brand con una pregevole grafica poligonale, senza nessuna particolare evoluzione. Vi sono invece inspiegabili mancanze, come la sezione manageriale e la modalità multiplayer online, che avrebbero largamente giovato al titolo in questione. Il gioco è sempre lui, praticamente lo stesso che è possibile ricordare dai tempi dell’Amiga, ed è un bene che sia rimasto tale, ma non si può fare a meno di pensare che la sua realizzazione sia rimasta incompleta. La strada intrapresa è corretta, ma dev’essere battuta in maniera più approfondita e completa. Resta comunque caldamente consigliato ai fan della serie.

PRO:

  • E' proprio lui, il vecchio Sensi!
  • Veloce e giocabile alla grande
  • Pregevole mediazione tra vecchia impostazione e nuova veste grafica
CONTRO:
  • Azione di gioco spesso confusionaria
  • Manca la vecchia sezione manageriale
  • Niente multiplayer online

I ricordi sono parte integrante della passione videoludica, la storia dei videogiochi è costellata di titoli che, per un giocatore, hanno significati particolari, sapori malinconici o divertiti. Ce ne sono alcuni che hanno segnato epoche, e hanno contribuito a decretare il successo di determinati sistemi, riempiendo pomeriggi interi spesi a martellare su joypad o joystick. Uno di questi è stato Sensible Soccer su Amiga, dominatore incontrastato del drive della macchina Commodore, quando si trattava di sfidare qualche amico in singolar tenzone calcistica. Sono passati sette anni dall’ultima apparizione del marchio sui nostri schermi, ma oggi “Sensi” è qui: ridisegnato, ammodernato, ma con lo stesso spirito di sempre.