Ship Simulator 2006Ship Simulator 2006 - Recensione 

Un gioco che fa acqua da tutte le parti…

Ship Simulator 2006 - Recensione Ship Simulator 2006 - Recensione

Solo 38.760 tonnellate di ferro?

Ship Simulator, guarda caso, vi permetterà di salire a bordo di ben otto diverse navi, spaziando dal minuscolo naviglio dei guardacoste, fino ad arrivare al mastodontico mercantile, affrontando diversi scenari preparati ad hoc dagli sviluppatori, dove dovrete dimostrare tutta la vostra abilità di buon marinaio.
Ship Simulator 2006 - Recensione La varietà offerta, pur non essendo particolarmente vasta, viene accentuata da una superficiale caratterizzazione di ciascuna imbarcazione, e pertanto, mentre guidare un motoscafo in un affollato porto sarà relativamente semplice, far uscire il nostro cargo facendo attenzione a non investire altre imbarcazioni sarà una vera impresa.
Essenzialmente ogni nave avrà dei suoi valori di velocità, peso e maneggevolezza, e non ci è mai capitato di muovere un rimorchiatore come se fosse uno yacht reale, malgrado il traguardo del realismo simulativo sia ancora lontano.
Infatti l’ultima fatica di VSTEP, malgrado riporti il nome di Simulatore, non può assolutamente essere classificato come tale, vista la facilità ed immediatezza con cui riuscirete a muovere le barche: tramite una comoda console, ovviamente grafica, potrete decidere la velocità di navigazione, andando ad agire su delle leve, mentre con le frecce direzionali vi limiterete a ruotare il timone, stabilendo la direzione; se, nella realtà, un capitano impiega diversi decenni ad apprendere ogni segreto più recondito del mare, a voi basteranno pochi secondi.

Vietato parcheggiare il Titanic

Se la realtà non è il punto di forza di Ship Simulator, il divertimento lo è ancora meno: tutti gli scenari che dovrete affrontare, per un totale di circa 40, sono tutti esattamente uguali tra loro; poco cambia se dovrete portare il Titanic in un porto, o condurre un mercantile da qualche parte, o ancora ispezionare una zona d’acqua con la motovedetta, perché in sostanza, non dovrete far altro che raggiungere una destinazione, comodamente rappresentata da una vistosa boa verde (le mettono ovunque, anche in mezzo all’oceano).

il tragico risiede nel fatto che gli sviluppatori non hanno previsto un tasto per velocizzare il tempo di gioco, obbligandovi a star seduti davanti allo schermo anche quando non avrete nulla da fare

Vietato parcheggiare il Titanic

Ovviamente, la differenza sostanziale tra uno scenario e l’altro risiede unicamente nel tempo che impiegherete a raggiungere la meta: mentre un veloce motoscafo, per coprire una data distanza, impiegherà qualche minuto, il colossale Titanic ci metterà un’ora abbondante.
Il tragico risiede nel fatto che gli sviluppatori non hanno previsto un tasto per velocizzare il tempo di gioco, obbligandovi a star seduti davanti allo schermo anche quando non avrete nulla da fare e, detto sinceramente, i momenti d’azione sono praticamente ridotti a zero, salvo prendersi il noioso compito di impostare una rotta, dove la classica linea retta funziona praticamente sempre.
Potrebbe suonare interessante l’idea di guadagnare dei crediti completando scenari, coi quali acquistare degli addobbi per il proprio porto: purtroppo, questo risulta assolutamente fine a sé stesso, visto che avere a disposizione una bellissima gru rossa o verde, o un’auto parcheggiata sul molo, in sostanza, si rivela inutile.

Dolce è il mio navigare…

Scartato realismo e divertimento, poco resta se non una grafica da inizio millennio: malgrado l’acqua sia stata realizzata con un sapiente utilizzo degli shader, rigorosamente alla loro prima versione, il resto appare piuttosto scialbo e piatto, segno che gli sviluppatori non hanno curato per niente questo aspetto: i modelli delle imbarcazioni sono piuttosto simili tra loro, mentre le barche statiche, vale a dire quelle non in movimento, sono ricoperte da texture a bassa risoluzione: emblematico appare l’ambiente del Titanic (del quale potrete osservare un’immagine in questa pagina), dove le pareti sembrano ridipinte da efficientissimi imbianchini ogni pochi minuti, visto l’innaturale color bianco che le caratterizza.

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Dolce è il mio navigare…

Se l’acqua si salva, altrettanto non si può dire del resto: scordatevi qualsiasi tipo di effetti particellari, come fumo o fiamme, anche nel caso in cui il vostro gigantesco mercantile urti una piccola barca da pesca; risultano quindi anche inutili il tanto decantato (sulla custodia del gioco) tempo atmosferico dinamico, che oltre ad essere assolutamente terribile da vedersi, con gocce di pioggia che assomigliano a colonne doriche, si presenta anche assolutamente inutile, dato che non andrà ad influenzare alcun elemento del gameplay, salvo la visibilità: tuttavia, nel caso in cui la nebbia vi incuta paura, dal menù di gioco potrete modificare velocemente le condizioni meteo, settando quelle che preferite.
Delude, inoltre, anche l’aspetto sonoro del titolo, presentando suoni ambientali ridotti all’osso ed effetti sonori decisamente di scarsa qualità, non permettendovi inoltre di attivare le prime versioni di Dolby Sorround.

Commento finale

Brutta grafica, giocabilità frustrante e simulazione inesistente: sono gli elementi che caratterizzano questo Ship Simulator.
Se amate l’acqua e le imbarcazioni, risparmiate i soldi e metteteli da parte in attesa che qualche altra software house si decida a produrre un simulatore serio, o almeno, decoroso: non esiste, infatti, alcuna ragione per cui possiamo consigliarvi l’acquisto del titolo, se non la possibilità di controllare il Titanic, anche se dopo cinque minuti avrete esaurito tutti gli aspetti positivi del gioco.
E no, non esistono iceberg coi quali emulare le gesta di Leonardo di Caprio.

Pro C’è il Titanic… Contro Graficamente terribile Assolutamente noioso

Mille bolle blu blu…

Il mare ha sempre esercitato un certo fascino: dopo aver conquistato il cielo con Flight Simulator e dopo aver dominato l’asfalto con rFactor, ora è il turno dell’oceano, e questa volta è VSTEP a provarci con questo Ship Simulator 2006, che molto probabilmente non vedrà mai il 2007.

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