Sid Meier's Civilization Revolution - Recensione  0

Arriva su Nintendo DS il capolavoro di Sid Meier, nella sua versione modificata appositamente per le console. Proviamo insieme l'esperienza di tenere il mondo nel palmo della mano...

Sid Meier's Civilization Revolution è disponibile per PlayStation 3, Xbox 360, PSP e Nintendo DS.
La versione testata è quella per Nintendo DS.

Oggi facciamo la Storia

Lo scopo del gioco è far evolvere una civiltà fino al dominio incontrastato sulle altre, da raggiungere entro la data prefissata del 2100 d.C. attraverso vari percorsi, a scelta: la “dominazione” si ottiene attraverso la supremazia militare, sconfiggendo i nemici; la “supremazia tecnologica” viene raggiunta con l’evoluzione scientifica e la conquista dello spazio; la “supremazia culturale” è determinata dalla costruzione del maggior numero di “grandi meraviglie” o dall’ospitare un certo numero di grandi personaggi (che compaiono periodicamente con il raggiungimento di determinati obiettivi scientifici e culturali), mentre la “supremazia economica” richiede l’accumulo di 20.000 monete d’oro. Il rapporto con le altre civiltà non deve essere necessariamente bellicoso, esistono anche vari livelli di diplomazia, sebbene questa versione “prema” decisamente verso lo scontro armato. L’azione è scandita da turni, ogni mossa impiega una certa porzione di tempo e, solitamente, un determinato dispendio di denaro. Si può scegliere l’impostazione generale del proprio operato in base all’obiettivo da perseguire, ma in ogni caso è necessario gestire le risorse in maniera equilibrata e progredire in ogni settore per poter contare su una civiltà forte. All’inizio scegliamo il condottiero da interpretare, e di conseguenza la popolazione che dovremo accompagnare alla vittoria, ognuna dotata di caratteristiche peculiari. Il mondo di gioco è rappresentato da una mappa stilizzata, sulla quale compaiono unità e città, con gli spostamenti e le risorse utilizzabili legate alla morfologia del terreno. Gli elementi statici, ovvero gli insediamenti urbani, generano ricchezza in base alle risorse presenti, e all’impostazione della produzione: sta al giocatore decidere verso quale tipologia economica improntare la città (produzione di oro, scienza, cibo ecc.). Manca qui la minuta segmentazione della produttività che consente, nella versione PC, un controllo praticamente totale delle entrate e delle uscite, in favore di una semplificazione generale.

Oggi facciamo la Storia


Ogni città può costruire, di volta in volta e all’interno di un certo numero di turni, un’unità, un edificio o una “meraviglia”. Le prime sono per la maggior parte unità militari, di diversa tipologia e relativo costo e utilità (fanteria, cavalleria, mezzi, per esempio); gli edifici consentono aumenti di popolazione o potenziamenti strategici di vario tipo (produttività aumentata, innalzamento della cultura e della ricerca scientifica), mentre le grandi meraviglie rappresentano dei traguardi della civiltà sulla strada del dominio culturale, apportando alcuni bonus alle caratteristiche della popolazione. Gli elementi dinamici sono le unità, che espletano la componente propriamente strategica del gioco: loro scopo principale è la scoperta del mondo e la conquista. Alcune servono per colonizzare e creare nuove città, ma la maggior parte di esse sono di ordine militare, e consentono scontri diretti contro altre unità o contro città avversarie, attraverso combattimenti che si strutturano in base al tipico rapporto di forze in stile “carta, sasso e forbice”, con punti di forza e deboli caratteristici per ogni battaglione, che li rendono più o meno avvantaggiati negli scontri contro altre, determinate unità (nonostante a questa prima specializzazione di base vadano poi aggiunti ulteriori valori dati dall’esperienza in battaglia della singola squadra, che matura abilità speciali). Ovviamente, queste unità subiscono cambiamenti in base al progresso tecnologico, trasformandosi e aumentando di potenza con l’evoluzione generale della civiltà. Parallelamente all’azione viva, in background si assiste all’evoluzione culturale e scientifica, che possiamo indirizzare decidendo progressivamente su quali argomenti concentrare la ricerca, che si dirama attraverso uno sviluppo ad albero delle conoscenze, riflettendosi nella tecnologia e nel livello culturale della civiltà. Anche in base a questo, sorgono di volta in volta nuovi ordinamenti politici che possono essere adottati a scelta per cambiare l’assetto del governo, con conseguenze varie sull’andamento della popolazione.

Controlli

L’interfaccia è ottimamente adattata ai controlli di Nintendo DS. Avendo il gioco un ritmo piuttosto compassato (siamo abbastanza lontani dalla concitazione di un RTS), l’uso del pennino è qui meno intensivo, propendendo per un utilizzo combinato di croce direzionale, tasti e touch screen. E’ necessario un certo periodo di apprendimento per padroneggiare tutte le opzioni offerte, ma il ritmo scandito dai turni tende a rendere più facile l’assimilazione dei comandi. Non si sente la mancanza del mouse.

Il mondo è più piccolo

Il comparto che più ha risentito della riduzione in cartuccia del classico di Sid Meier è, indubbiamente, quello grafico. Realizzata interamente in 2D, la mappa di gioco ricorda da vicino gli albori della serie, con una resa piuttosto confusa degli elementi morfologici e delle unità presenti sul campo, a causa della stilizzazione, della dimensione ridotta dello schermo, e del rimpicciolimento del mondo di gioco caratteristico di questa versione Revolution. Durante i combattimenti, si assiste a brevi scenette animate simili a quelle caratteristiche di Advance Wars, che illustrano in un attimo l’andamento della battaglia. C’è un certo anonimato generale che permea l’aspetto del gioco, che sarebbe forse potuto essere realizzato sì in 2D, ma possibilmente con un tocco di personalità in più, a rendere più piacevole il tutto. Si tratta comunque di un elemento tutto sommato marginale, che in ogni caso non disturba l’inserimento nel giocatore tra gli ingranaggi della perfetta meccanica di gioco. L’audio si attesta invece su livelli decenti, senza distinguersi in maniera particolare e contribuendo un po’ a rimarcare l’aspetto tecnico un po’ dimesso del prodotto.
Da notare la presenza del multiplayer online, via Nintendo Wi-Fi Connection. Un massimo di 4 giocatori possono prendere parte alle partite in multiplayer, che grazie anche alla struttura a turni non risentono di latenza o problemi di connessione. Ci sono ancora pochi giocatori disponibili sulla piazza, ma una volta trovati il gioco scorre piuttosto liscio: unico appunto da fare, casomai, riguarda l’impossibilità di agire in qualsivoglia modo durante il turno altrui. Sarebbe stato auspicabile almeno la possibilità di modificare quegli aspetti della gestione cittadina che non influenzano l’utilizzo del turno di gioco.

Commento

Il rischioso esperimento di Firaxis va indubbiamente promosso. Civilization Revolution riesce a portare la complessità del gestionale di Sid Meier sulle console, senza doversi sacrificare sull’altare del mainstreming videoludico: diventando accessibile, certamente, ma senza sconvolgimenti d’identità. Su Nintendo DS, in particolare, l’impresa è stata lodevole: il cuore di Civilization sta tutto dentro a questa cartuccia, sebbene in versione ridotta tecnicamente e strutturalmente sfrondata dalle propaggini più complesse della versione PC. Si giustifica meglio in questo contesto portatile anche il forte aumento del ritmo di gioco imposto da Revolution, che ponendo nemici agguerriti subito fuori dai confini costringe al confronto diretto (il più delle volte di stampo militare), e rende le partite molto più brevi e concitate rispetto al ritmo riflessivo dell’originale. L’unico neo della produzione è rappresentato da un certo anonimato nella realizzazione tecnica, che avrebbe potuto sopperire alle limitazioni hardware con uno stile più caratteristico almeno nell’impianto grafico.

Pro

  • Profondo e complesso (quasi) come l’originale
  • Tante soluzioni di gioco diverse
  • Multiplayer online presente
Contro
  • Grafica alquanto scialba
  • Tende ad essere piuttosto corto
  • Poco chiare alcune icone e rappresentazioni grafiche

La rivoluzione di Civilization è rappresentata dallo sdoganamento del gioco strategico/gestionale per eccellenza nel “frivolo” mondo delle console, a dire il vero piuttosto maturo ormai per accogliere anche quei titoli che finora erano appannaggio esclusivo dei PC. Ecco allora che - come accaduto con Will Wright - la firma si Sid Meier va a posarsi sulla confezione di un gioco per Nintendo DS: cosa impensabile, fino a qualche anno fa. D’altra parte, il portatile Nintendo ha dimostrato già da diverso tempo la sua versatilità, e la capacità di adattarsi in maniera particolare agli RTS e ai gestionali, riuscendo, in quei giochi concettualmente legati all’utilizzo del mouse, anche a riprodurre un’esperienza di gioco più piacevole di quanto possano le console maggiori, in barba alla superiorità computazionale. Con Civilization Revolution ci troviamo davanti ad un compromesso, tuttavia: la versione appositamente studiata per le console è infatti modificata rispetto al titolo originale per PC, con qualche sfrondata necessaria per renderla fruibile all’utente medio delle macchine da gioco. Con questo, non vogliamo dire che Revolution sia una volgarizzazione di Civilization: è lodevole l’impegno profuso nel cercare di mantenere intatto il maggior numero di caratteristiche possibili rispetto all’originale, ma era necessario creare un prodotto che deviasse dalla struttura sedimentata e tradizionalista della serie PC. Un nuovo inizio, dunque, una re-invenzione del capolavoro di Sid Meier per un nuovo pubblico. I risultati si notano soprattutto nell’aspetto grafico faceto (sebbene in questa versione la mappa di gioco ricordi da vicino i primi capitoli della serie originale), nell’interfaccia adattata ai controller (in questo caso all’uso congiunto dei tasti e dello stilo) e in un ritmo di gioco decisamente incrementato. Veramente notevole - dopo l’ottimo risultato ottenuto da Firaxis nel semplificare la struttura di gioco originale in una nuova versione per console - la capacità dimostrata nel riuscire poi a trasferire tutto all’interno di una cartuccia per Nintendo DS, con perdite riscontrabili praticamente solo nei comparti grafico e sonoro.