Silent Hunter 2Silent Hunter II - Finalmente si torna a caccia 

Dopo 6 lunghi anni di attesa, il Cacciatore Silenzioso è tornato. Immergiamoci nella recensione di Silent Hunter 2 , il seguito del più apprezzato e seguito simulatore di sottomarini non moderni: al timone, Matteo Caccialanza.

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Preparare tubi 1, 2 e 3!

Mettiamo subito in chiaro un concetto semplice quanto essenziale: se non vi piacciono le simulazioni, non sarà Silent Hunter II a farvi cambiare idea.
Può sembrare una stroncatura, ma di questi tempi, in cui i produttori cercano di pubblicare prodotti “ibridi”, nel tentativo di attingere a un bacino di utenza il più grande possibile, è necessario puntualizzare il fatto di trovarsi davanti ad un vero e proprio simulatore, privo di qualsivoglia contaminazione arcade.
A ciò aggiungete che non stiamo parlando di una simulazione qualsiasi, ma di una simulazione di sommergibili, in cui oltre alla padronanza del mezzo e dei suoi strumenti, dovete aggiungere una generosa dose di tattica e di strategia. Scartate quindi a priori gli assalti alla baionetta in stile Rambo, dal momento che i sottomarini (come suggerisce il titolo del gioco) sono predatori silenziosi e soprattutto molto, molto pazienti.
Per portare a termine una missione (ad esempio affondare un mercantile), dovrete pianificare ogni cosa fin nei minimi dettagli, tracciare la rotta più vantaggiosa, appostavi e spiare la preda attendendo che si avvicini, prima di sferrare l’attacco. Ricordatevi che nella maggioranza dei casi avrete una sola chance per portare a termine il vostro compito e che una volta individuati dagli strumenti nemici, perderete la vostra arma più potente, ovvero l’invisibilità (non è divertente fare slalom fra le bombe di profondità, ve lo assicuro!).

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Preparare tubi 1, 2 e 3!

E’ palese quindi che il gameplay di SH2 sarà apprezzato da quanti non solo non sono spaventati dalla prospettiva di imparare a governare un mezzo complesso e “capriccioso” come un sommergibile, ma avranno anche la pazienza e la costanza di intraprendere una campagna le cui missioni sono, per forza di cose, piuttosto “lente”, malgrado l’utilissima (indispensabile) funzione di Time Acceleration che vi aiuterà a superare i tempi morti (attenzione a non lasciarsi prendere troppo la mano però).
La qualità della simulazione è indubbiamente di ottimo livello, e l’interfaccia consente di intervenire in modo abbastanza intuitivo su tutti gli strumenti a disposizione dell’U-Boat. Certo, badare al radar e al sonar e contemporaneamente tenere sotto controllo rotta e velocità non è facile per una persona con solo due mani (e un mouse), tuttavia questo è un motivo in più per spingervi a pianificare le vostre azioni: improvvisare una volta in ingaggiata la battaglia è assolutamente sconsigliato. C’è però da fare qualche appunto: la mappa tattica è senza dubbio uno strumento molto utile, dal momento che su di essa sono riportate in tempo reale la vostra posizione e quella di tutti i vascelli nemici, ma l’impressione è che renda la vita un po’ troppo facile al giocatore.

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Preparare tubi 1, 2 e 3!

In teoria infatti la vostra posizione sulla mappa dovrebbe dipendere dalle vostre stesse rilevazioni agli strumenti, così come per individuare il nemico vi dovreste attaccare al radar o al sonar, e tramite questi ultimi tracciarne una posizione approssimativa dell’obiettivo.
Il fatto che tutto ciò avvenga automaticamente, riduce l’utilizzo degli strumenti di rilevazione alla sola determinazione della velocità del bersaglio e all’inclinazione necessaria a centrare il bersaglio con i siluri.
Ho trovato altresì fin troppo semplice il mettersi in coda ad una nave nemica per pedinarla o silurarla, mantenendosi invisibili. In teoria per fare ciò sarebbe necessario mantenere una velocità relativamente bassa e rimanere al di sotto della quota periscopio, ma dovrebbe essere sufficiente superare i 5 nodi perché il rumore delle nostre eliche sia captato dal nemico, cosa che nel gioco non sempre avviene, e mi è capitato più volte di riuscire quasi a “tamponare” la mia preda, prima che si fosse accorta della mia presenza.

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“Il mare…è la voce del mio cuor!!”

Citazioni musicali a parte, non è che il paesaggio che potrete mirare dalla torretta del vostro sottomarino possa essere di grande ispirazione per un marinaio in vena poetica.
E’ anche vero che il 90% del tempo lo passerete a rimirare gli statici pannelli di comando dei diversi ambienti del sottomarino, ma attivando le telecamere esterne o dando un’occhiata dal periscopio, la grafica non lascia di certo a bocca aperta e l’engine appare alquanto “grezzo”. Naturalmente la grafica è un particolare che oserei definire accessorio per una simulazione di questo tipo, ma ciò non toglie che alle soglie del 2002 sia lecito aspettarsi dei modelli 3D più particolareggiati e un uso un po’ più generoso dei poligoni. Al contrario gli interni del vostro battello sono realizzati in modo impeccabile e malgrado si tratti di immagini bidimensionali pressoché statiche, non mancano di comunicare la sensazione di “sentirsi a bordo”. Sul fronte sonoro il gioco non delude e non impressiona: le musiche sono assenti (e dopotutto non se ne sente la necessità), mentre gli effetti, per quanto ben campionati, sono ripetitivi e in scarsa quantità, anche se molto probabilmente non c’erano altri suoni da riprodurre.

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Conclusioni

Silent Hunter II è un gioco da consigliare a tutti gli appassionati di simulazioni navali, anche in virtù della compatibilità multplayer con il futuro Destroyer Command, un simulatore di navi da guerra che dovrebbe vedere la luce il prossimo anno, consentendo virtualmente di riprodurre battaglie navali dalla portata inedita.
Non solo, è presente anche una campagna singleplayer davvero curata, che partendo dagli albori della Seconda Guerra Mondiale, vi farà progredire nella vostra carriera di comandante, dandovi la possibilità di governare sommergibili sempre più moderni e sofisticati.

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Conclusioni

Sull’effettiva qualità e verosimiglianza della simulazione, è inutile ripetere che ci troviamo ai massimi livelli; certo, non mancano alcune prese di posizione a livello di gameplay (come la questione della mappa tattica aggiornata in tempo reale) che potrebbero lasciare perplessi i più esigenti, ma data la generale complessità del gioco, credo la scelta di semplificare uno dei suoi aspetti più macchinosi sia da considerare come un punto favore della Ultimation. Infine, a conferma dell’ingente lavoro svolto per assicurare la veridicità storica ai contenuti del gioco, acquistando SH2 potrete godervi un’intervista (rigorosamente in inglese) al mitico Erich Topp, mitico comandante di U-Boat, tutt’ora vivente, che tra il 1940 e il 1945 si vide assegnare ben quattro sottomarini, collezionando invidiabili successi nel corso della guerra. Da vedere.

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Il marinaio sommergibilista ha sempre la branda calda.

Come riporta la fiorente vena letteraria nata dal mito dei “cacciatori silenziosi” del mare, uno degli ameni aspetti della vita del sommergibilista è quello, una volta conclusosi il proprio turno, di andarsi a coricare su un’accogliente brandina che nel frattempo è già stata “scaldata” da chi ora prenderà il suo posto. Disgustati? In effetti il soggiorno all’interno di questi giganti d’acciaio (specie nella prima metà del secolo scorso) non deve essere stato il massimo del comfort; del resto un assaggio di ciò lo abbiamo avuto con il recente film “U-571”, e in modo ancor più efficace con l’indimenticabile “Duello nell’Atlantico” (per chi se lo ricorda).
Ebbene Silent Hunter II vi farà calare proprio nella divisa di un impettito capitano della Kriegsmarine tedesca, nel cui ruolo rivivrete gli eventi della Seconda Guerra Mondiale (dall’occhio del periscopio del vostro sottomarino naturalmente).

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