SilverfallSilverfall - Recensione 

MonteCristo, sviluppatore battente bandiera francese, entra in diretta concorrenza con Titan Quest di Iron Lore, sotto l'ombra del sempreverde Diablo: che la battaglia abbia inizio!

Hack&Slash con stile

La frase che fa da titolo a questo paragrafo è la stessa usata da MonteCristo per pubblicizzare Silverfall, il quale, lo dobbiamo ammettere, mostra tutto il proprio stile sin dalle prime occhiate: la grafica in cel shading, sicuramente atipica per un H&S, ha contribuito nei mesi precedenti l’uscita del gioco a creare abbastanza curiosità all’interno delle community online, ed è finalmente arrivato il momento di sapere se tale attenzione è stata ben riposta oppure no. Del resto MonteCristo ha abituato ormai tutti quanti ai suoi tentativi di proporre qualcosa di originale, andando con coraggio a sondare terreni con titoli come War on Terror, Medieval Lords ed anche il recente City Life, per riscrivere un po’ le leggi dei vari generi chiamati in causa, ottenendo risultati altalenanti che comunque non hanno pregiudicato l’apprezzamento per gli sforzi prodotti dallo sviluppatore francese.

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Quando magia e tecnologia si fondono

Il mondo in cui si snoda l’avventura raccontata in Silverfall è sicuramente atipico: in esso infatti troviamo le antiche arti magiche, utilizzate fin dall’antichità, a cui si va a contrapporre una tecnologia del tutto simile a quella dei giorni nostri, con tanto di armi da fuoco e macchinari di vario tipo. All’interno di questo scenario la popolazione si spacca con pareri contrastanti all’interno delle due filosofie (tradizionalista e modernista), degenerando in un conflitto che rade al suolo la città di Silverfall, la cui popolazione finisce per rifugiarsi all’interno di una palude vicina, dalla quale proverà a lanciare il contrattacco verso le forze del male, dilaganti all’interno del reame.
In questo contesto ci troviamo a creare il nostro eroe, al quale dare un nome ed un numero di fattezze decisamente ridotto (razza, aspetto, pettinatura, colore di pelle e capelli, ed infine sesso), anche per un gioco che non pretende di essere il massimo di profondità GDR: la possibilità di personalizzare maggiormente il proprio personaggio avrebbe sicuramente contribuito a rendere maggiore il coinvolgimento del giocatore nei suoi confronti e, data l’esistenza della modalità online, di vedere un certo numero di varianti all’interno di una stessa razza, piuttosto che una serie di personaggi praticamente uguali tra loro. A proposito di razze disponibili, il giocatore ha la possibilità di scegliere tra 4 di esse: Umani, Elfi, Troll e Goblin, che vanno a rispecchiare in maniera fedele gli stereotipi classici del fantasy, unendosi però nelle stesse armate per combattere contro le forze del male, dove troviamo mostri di vario tipo, anch’essi influenzati dalla convivenza di magia e tecnologia; troveremo creature classiche come zombie e troll, ma anche umanoidi “dotati” di cannoni ed altri nemici frutto di creazioni meccaniche.

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Quando magia e tecnologia si fondono

abbiamo a disposizione un sistema ad albero abbastanza vicino a quello di World of WarCraft

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Esperienza e livelli

Avendo già parlato della creazione del personaggio, passiamo ora a vedere come questo è destinato a crescere: in pieno stile RPG troviamo barra di esperienza e livelli da raggiungere, per un massimo di 80, attraverso i quali acquisire nuove conoscenze ed accrescere i valori degli attributi. Questi ultimi sono praticamente ridotti al minimo indispensabile, vale a dire Forza, Forma fisica, Intelligenza ed Agilità, che andranno grosso modo ad influenzare la potenza negli attacchi ravvicinati, i punti vita, quelli mana (in Silverfall chiamato potere) e l’abilità nel portare a segno colpi critici. Per quanto riguarda le conoscenze invece abbiamo a disposizione un sistema ad albero abbastanza vicino a quello di World of WarCraft: attraverso tre diramazioni principali (Combattimento, Magia ed Altro) dovremo distribuire i 4 punti che ci verranno assegnati ad ogni avanzamento di livello, andando così ad individuare la classe del nostro personaggio, visto che questa non viene obbligatoriamente scelta all’inizio del gioco. Se i primi due rami non presentano particolari innovazioni, dividendosi sostanzialmente in sottoalberi più o meno classici, è interessante soffermarsi sulle altre conoscenze, divise in Razza, Natura e Tecnologia, dove la prima permette di ottenere abilità legate ad ognuna delle 4 razze giocabili, mentre le altre due danno chiaramente la possibilità di avvicinare il proprio personaggio ad uno dei due allineamenti del gioco, raggiungibili anche intraprendendo particolari missioni: se ad esempio aiuteremo qualcuno allineato Natura, otterremo anche noi punti in quella direzione, avendo quindi un livello di favore maggiore verso tutti gli appartenenti a quella fazione, mentre viceversa quelli dell’altro allineamento non ci vedranno molto di buon occhio.

Botte da orbi

Al di là dei pochi elementi RPG presenti negli H&S, gran parte del divertimento è fornito dai combattimenti, vere e proprie sessioni sfiancanti per gli indici dei giocatori, sottoposti a ripetute pressioni sul pulsante del mouse. Per facilitare le cose è innanzitutto possibile creare un gruppo composto da massimo 3 personaggi compreso il proprio, cosa che conviene fare immediatamente visto che in solo non si va praticamente da nessuna parte. Nonostante la presenza di un numero di creature tutto sommato accettabile, molte di queste hanno un modo abbastanza somigliante di combattere, rendendo dunque molti dei combattimenti simili tra loro, e costringendo molto spesso il giocatore ad un numero abbastanza elevato di scontri quando si muove all’interno delle lande selvagge del reame: a peggiorare la situazione contribuisce anche un’IA non proprio da urlo, la quale lascia che i nemici controllati dalla CPU vadano tranquillamente ad attaccare l’incassatore del gruppo, senza prendere come obiettivo il curatore che quindi dalle retrovie può fare al meglio il proprio lavoro.
Per quanto riguarda il multiplayer, tutto rimane legato fortemente alla storia giocabile in singolo, visto che sia la modalità campagna, sia quella libera, permettono sostanzialmente di prendervi parte con altri personaggi guidati dai giocatori, offrendo molto poco in più.

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scelte discutibili e bug fastidiosi rendono complicata la vita del giocatore

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Cel shading per tutti

Come detto già in apertura di recensione, la grafica di Silverfall poggia interamente sulla tecnica del cel shading, visto prima d’ora in generi abbastanza diversi da quello a cui questo gioco appartiene: la resa è di ottimo livello grazie anche ad una fisica più che rispettabile, ottimi effetti di luce, tra cui quelli legati agli incantesimi ed all'alternanza tra giorno e notte. Il lato peggiore del motore è costituito dalla presenza di collisioni tra i personaggi che non si spostano per lasciar passare almeno il nostro eroe principale, cosa che va spesso a sfociare in fastidiosi blocchi, in seguito ad uno dei quali è stato addirittura necessario salvare e caricare nuovamente il gioco, risolvendo il problema giusto perché ogni volta che si rientra in Silverfall si parte dall’accampamento più vicino all’area dove si è salvata la partita. Insieme a quanto appena descritto troviamo alcune scelte discutibili, tra cui il movimento della camera tramite avvicinamento ai bordi dello schermo, laddove sarebbero bastate le frecce direzionali, unito ad un angolo di visuale abbastanza ridotto, sia posizionando l’inquadratura alle spalle del proprio personaggio, sia ponendola più in alto: alcuni passi verso una migliore soluzione sono stati mossi con la patch 1.11 ma il tutto è ancora sicuramente migliorabile, speriamo in futuro con una nuova “pezza”.
Il sonoro non è ai livelli del video, solo poche sono le frasi doppiate (in inglese) tra quelle che appaiono riportate su schermo tramite scritte, le quali tra l’altro alcune volte si perdono per strada presentando invece delle frasi dei personaggi degli antipaticissimi messaggi d’errore, che fortunatamente solo in un unico caso sono finiti per compromettere lo svolgimento di una missione secondaria.

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Silverfall è un gioco originale, dotato di un mondo affascinante e tutto da scoprire

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Requisiti di sistema

Requisiti Minimi Processore: Pentium 2Ghz o Athlon equivalente RAM: 512 Mb Scheda Video: 3D 128Mb compatibile DirectX 9.0c Spazio su disco:6 Gb Lettore: DVD-ROM Interfaccia di rete (per partite via LAN o Internet) Scheda audio compatibile DirectX 9.0c Requisiti Consigliati Processore:Pentium4 3.0 Ghz o Athlon equivalente RAM: 1 Gb Scheda Video: 3D 256Mb compatibile DirectX 9.0c Configurazione di prova Processore: AMD Athlon64 X2 3800+ RAM: 2 Gb Scheda Video: Forsa Geforce 7900GT 256Mb

Conclusioni

Valutare Silverfall è stato estremamente difficile: se da un lato il gioco di MonteCristo offre notevoli spunti degni di merito e novità più che apprezzabili all’interno del suo genere, dall’altro abbiamo una mancanza di profondità di gioco, palpabile sin dai primi momenti di creazione del personaggio. Di certo da un H&S non pretendiamo la profondità di un RPG puro, ma alcuni accorgimenti in più in direzione della personalizzazione del proprio eroe sarebbero stati cosa particolarmente gradita, soprattutto in termini di aspetto e di attributi. Ad inficiare ulteriormente la valutazione troviamo inoltre i problemi descritti in legame al comparto tecnico, che tra scelte discutibili e bug fastidiosi rendono complicata la vita del giocatore.
Resta però il fatto che Silverfall è un gioco originale, dotato di un mondo affascinante e tutto da scoprire anche grazie alla scelta di MonteCristo di utilizzare il cel shading per rappresentare l’intera avventura. Coloro che vorranno giocare a Silverfall non rimarranno delusi, a patto di armarsi di un po’ di pazienza in più rispetto al solito, per superare le difficoltà qui esposte ed ottenere in cambio un livello di divertimento tutto sommato buono, senza però aspettarsi di giocarlo e rigiocarlo come fosse Diablo.

Pro Ambientazione originale Immediatezza da hack&slash Grafica in cel shading Contro Problemi legati a bug e scelte realizzative Scarsa possibilità di differenziare il proprio eroe Motore grafico un po’ pesante

Patch 1.11

Come sembra ormai diventata consuetudine per la maggioranza degli sviluppatori, anche MonteCristo ha rilasciato (stranamente un po’ in sordina, sul solo sito in francese del gioco) una “pezza” immediatamente dopo l’uscita di Silverfall. La patch va a cambiare, fortunatamente in meglio, abbastanza radicalmente l’intero sistema di gioco: la recensione si riferisce quindi alla versione 1.11, la quale installazione raccomandiamo a tutti i possessori dell’ultima fatica di MonteCristo. Il download è effettuabile direttamente cliccando qui.

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