SimCity SocietiesSimCity Societies - Recensione 

Chi lascia la vecchia via per una nuova, sa quello che lascia e non sa quello che trova. Anche nei videogiochi.

SimCity Societies - Recensione SimCity Societies - Recensione

Semplicità

Quello che ci ha fatto passare intere nottate dietro i precedenti capitoli di SimCity è, senza ombra di dubbio, l’elevato livello di difficoltà che non permette al giocatore neanche un attimo di distrazione: costruire e ampliare una città comportava un’accurata pianificazione di dove e quando posizionare anche solo un singolo edificio e le onorose conseguenze che comportava, sulla distanza, ogni errata decisione; nei precedenti titoli, bastava una piccola disattenzione per veder crollare su sé stessa tutta la vostra città, per farvi precipitare in una spirale di emergenze e richieste d’intervento: questa tensione, che tanto piaceva agli appassionati della serie, è completamente scomparsa, perchè per precisa scelta di EA e degli sviluppatori SimCity Societies è un titolo aperto alle masse e, perché no, anche alle console.
Il primo aspetto che colpisce, a differenza di quanto si possa pensare, non è quello estetico, quanto piuttosto l’incredibile semplicità nella gestione della vostra città: se prima vi si richiedeva di posizionare le industrie lontane dai centri cittadini, avendo contemporaneamente cura di creare una rete idrica, elettrica e stradale ben organizzata, in Societies vi basterà semplicemente posizionare una centrale elettrica (tra le tante disponibili) per far godere ai vostri Sims della meraviglia di Edison, senza problemi di tralicci e cavi dell’alta tensione.
SimCity Societies - Recensione Sono anche completamente scomparse l’esigenza di portare l’acqua in ogni edificio e le classiche categorie che suddividevano le zone in residenziali, commerciali e abitative: al loro posto trovate una scelta di strutture abitative necessarie per attirare forza lavoro, e un’altrettanta ampia scelta di strutture commerciali, che si preoccupano di generare introiti per le vostre tasche.
L’intero gioco si riduce, quindi, a un semplice schema triangolare: costruisci case per attirare nuovi Sims, i quali verranno impiegati in edifici commerciali per produrre denaro, i quali a loro volta verranno utilizzati per attirare nuovi abitanti.
Tutto abbastanza semplice. Decisamente troppo semplice.

E tutti quei bei grafici?

Gli sviluppatori, evidentemente si sono resi conto di aver castrato eccessivamente le meccaniche di gioco tipiche della serie e hanno focalizzato la loro attenzione su quello che potremmo definire l’elemento più innovativo di questo quinto episodio della saga SimCity: i Valori Sociali.
Questi misteriosi nuovi elementi, su cui si fonda l’intero gameplay di Societies, non sono altro che dei parametri che vi permetteranno di personalizzare al meglio la vostra città, seguendo i vostri personali gusti ideologici: potrete, ad esempio, puntare sulla Prosperità, costruendo una metropoli che ruota intorno a fiumi di denaro e di continui manager in viaggi d’affari; oppure, perché no, prediligere la Spiritualità, così da avere una città piena di fedeli alla ricerca del reale senso della vita.
L’introduzione di questi valori, tuttavia, è una terribile arma a doppio taglio: se, da un lato, introduce la possibilità di personalizzare totalmente le vostre città, specialmente dal punto di vista estetico, dall’altro non fa che monopolizzare l’intero gameplay. Praticamente per tutte le vostre partite non dovrete far altro che giostrarvi continuamente tra la costruzione di edifici che generano determinati Valori Sociali e altri che invece li consumano, i quali a loro volta restituiscono felicità ai vostri cittadini.
Questo sistema viene ulteriormente vanificato dall’eccessiva facilità dell’intero gioco: fin dalla nostra prima partita siamo riusciti a ottenere degli incassi stratosferici, semplicemente costruendo gli edifici che, quotidianamente, generano maggiori entrate di denaro, permettendoci così di acquistare le strutture più costose e ampliare senza problemi la nostra città.
A questo si aggiunge la somiglianza tra tutti gli edifici di ogni categoria: ad esempio un teatro, che trasforma la Creatività in felicità per i Sims, è assolutamente uguale a un Casinò o a un Centro Commerciale; vi basterà quindi costruire anche più volte lo stesso edificio in una identica zona per vedere comunque la vostra cittadina crescere felice e senza problemi di sorta, come distanze eccessive o zone non coperte da determinati servizi.
Pertanto, una volta afferrato il meccanismo, il livello di sfida viene completamente annullato: vi basterà costruire tre unità residenziali per attirare abitanti, seguite da tre unità commerciali per generare denaro e investire i vostri introiti in strutture ricreative, per poi ripetere lo stesso procedimento fin quando non avrete riempito la mappa di gioco.

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Le note positive

Abbandonato, volutamente o meno, qualsiasi collegamento con i precedenti titoli della serie SimCity, tanto da far sembrare questo Societies un gioco completamente diverso, non si possono tacere le note positive: il fatto d’aver reso questo quinto capitolo così semplice si traduce, automaticamente, in una maggiore possibilità di fruizione da parte di un numero più grande di consumatori, che non comprende solo l’amante dei simulatori cittadini, ma che include anche il casual gamer o chi, semplicemente, vuole costruirsi una città e vederla crescere senza troppi grattacapi.

tutto abbastanza semplice. Decisamente troppo semplice.

Le note positive

PC - Requisiti di Sistema

Il gioco utilizza un motore grafico decisamente pesante, anche su una configurazione high-end come quella di prova man mano che la vostra città si espanderà, il framerate inizierà a crollare inesorabilmente, passando da uno stabile 35-40 fino addirittura a 8-10 fps.
Abbassando la risoluzione si guadagna in fluidità, ma si sacrifica anche uno degli aspetti maggiormente riusciti di questo titolo: la componente estetica.
Requisiti Minimi Windows XP Processore: Pentium 4 1.7 GHz o AMD equivalente RAM: 512 MB Scheda Video: Compatibile Direct 3D con 128 MB Spazio su disco: 2.1 GB Requisiti Minimi Windows Vista: Processore: Pentium 4 2.4 GHz o AMD equivalente RAM: 1024 MB Scheda Video: Compatibile Direct 3D con 128 MB Spazio su disco: 2.1 GB Configurazione di Prova Processore: Intel Core Duo E6700 a 2.7 GHz RAM: 2 GB Scheda Video: GeForce 8800 GTX Sistema Operativo: Windows Vista Home Edition

Commento

Se non fosse per il nome stampato sulla copertina, questo Societies non avrebbe nient’altro in comune con il marchio SimCity: EA ha deciso di abbandonare completamente la vecchia impostazione per spianare la strada a delle meccaniche di gioco semplici e abbordabili da chiunque, col rischio di scadere, talvolta, nella monotonia e ripetività.
Considerate quindi questo quinto capitolo come un gioco a sé stante, graficamente piacevole e decisamente intuitivo, che fa della semplicità il suo punto di forza, con tutto i vantaggi e gli svantaggi che ne conseguono; non acquistatelo se sperate di trovarvi davanti a una versione più elaborata e graficamente più avanzata dell’ultimo capitolo firmato Will Wright, perché rischiate di prendervi una sonora delusione.
Ci resta, tuttavia, una domanda: non sarà che questo processo di semplificazione sia il primo passo verso giochi sempre meno profondi e impegnativi?

Pro Grafica gradevole Semplice e immediato Contro Non è un SimCity Troppo semplice Alcune volte ripetitivo

SimCity Societies è disponibile per PC.

Lotta all'inquinamento

Che la pubblicità nei videogiochi sia ormai una prassi è un dato di fatto, ed EA non ha rinunciato ad intascarsi qualche extra per il proprio bilancio: la BP (Beyond Petroleum) sponsorizza tutte le centrali elettriche non-inquinanti (come quella eolica o nucleare) presenti nel gioco, aggiungendo un tocco di verosimiglianza al titolo, esattamente come accadeva in SimCity 2000.
Guarda caso, se nei precedenti episodi le centrali erano a rischio sovraccarico o, addirittura, fusione (nel caso di quella nucleare, specialmente), adesso che sono sponsorizzate resteranno in attività e perfette anche dopo anni e anni di lavoro.
Una bella fortuna, no?

SimCity Societies - Recensione

Il brand SimCity è da sempre sinonimo di microgestione di una piccolina cittadina, col compito di seguirla dalla sua nascita fino al suo massimo splendore, per poi avviare una ininterrotta lotta nel tentativo di non farla degradare a un ammasso urbano in via di implosione: questo consisteva, specialmente nel quarto episodio, in un continuo problem solving di quelle tipiche problematiche cittadine, quali inquinamento, traffico e incontentabili cittadini sempre pronti a lamentarsi per tasse troppo alte e scarsità di servizi offerti.
Il minestrone, bisogna ammetterlo, è sempre riuscito con più o meno successo, anche grazie all’incredibile talento di Will Wright: talento che, in questo nuovo Societies, viene completamente a mancare, giacchè EA ha preferito affidare lo sviluppo del gioco a una diversa software house e, purtroppo, il risultato non è quello che ci si aspettava.

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