Sins Of A Solar EmpireSins of a Solar Empire - Recensione 

Stardock ci trasforma in novelli condottieri spaziali e ci porta alla conquista delle stelle con Sins of a Solar Empire; ma attenzione ai pirati!

Dal desktop ai videogiochi

Stardock nasce come sviluppatore di applicazioni per il desktop di Windows e guadagna fama immediata con i suoi Windows Blinds e Object Dock, che sicuramente tutti noi conosciamo. Il balzo nel mondo dei videogame l'ha fatto nel 2001 con il mediocre LightWeight Ninja e, nello stesso anno, col ben migliore The Corporate Machine, manageriale competitivo e ironico che ha catturato una nutrita schiera di fan, diventando gioco di culto di quegli anni.
La fama, però, è giunta nel 2003 con Galactic Civilizations, una sorta di Master of Orion moderno, in cui spiccava una IA decisamente evoluta e realistica, in contrapposizione alla mancanza della modalità multiplayer.
La compagnia oramai era lanciatissima e nulla poteva fermarla, o almeno nulla poteva impedire la pubblicazione di Galactic Civilization II, seguito inevitabile quanto apprezzatissimo.
Finora i giochi sono stati sviluppati tutti internamente ma, al momento in cui Ironclad è venuta a bussare alla porta di Stardock, è nato un connubio perfetto che ha spostato l'azienda verso il ruolo di produttore, lasciando al team esterno lo sviluppo di Sins of a Solar Empire.
Inutile dire che, a questo punto, Stardock ci ha preso gusto, visto che attualmente è al lavoro, insieme a Gas Powered Games del celebre Chris Taylor, sull'imponente progetto Demigod, di prossima uscita.

La storia è un libro bianco

Nel gioco si immagina una galassia popolata da tre razze, ognuna con la sua storia e le sue differenze, e perennemente in conflitto fra loro. Se da un lato la loro caratterizzazione non brilla per originalità, poiché ripropone i soliti clichè del genere (ci sono gli umani, gli xenomorphi e gli psionici), dall'altro genera un background piacevole e capace di appassionare il giocatore nelle sue lunghe partite. A questo proposito viene fuori subito la prima nota dolente: Sins of a Solar Empire non ha una campagna a giocatore singolo. Dopo il piacevole filmato di apertura, che narra gli eventi che hanno portato in guerra le varie fazioni, ci si trova di fronte alla sola scelta fra scenari e mappe random. Sia ben chiaro però, che il ventaglio di scelta è molto vasto, con una suddivisione fra mappe e scenari piccoli, medi e grandi di tutto rispetto (32 in totale, escludendo le mappe random, che possono arrivare ad essere anche enormi). A questo va poi aggiunto il piccolo strumento con cui creare i propri scenari personalizzati e, per i mapper più esigenti, Stardock mette a disposizione anche un editor liberamente scaricabile dal sito.

ogni singola mappa può garantire partite lunghe e appassionanti allo stesso modo di come farebbe una serie di piccole missioni predefinite

La storia è un libro bianco

Se da un lato, allora, la mancanza della campagna single player si fa sentire, dall'altro c'è la possibilità di giocare una quantità virtualmente infinita di partite, ognuna diversa dalle altre. Questa caratteristica ben si sposa con lo stile aperto del gioco e ogni singola mappa può garantire partite lunghe e appassionanti allo stesso modo di come farebbe una serie di piccole missioni predefinite, se non di più.
Chi non volesse perder tempo con l'IA del gioco invece, può decidere di usare il servizio online di Ironclad per sfidare altri giocatori, sfruttando la possibilità di salvare e riprendere la partita anche in un secondo momento.

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L'universo in tasca

La mappa di gioco è formata da un reticolo di stelle e pianeti, uniti da corsie attraverso le quali è possibile spostarsi dagli uni agli altri e viceversa. L'area di gioco è concentrata intorno al pozzo gravitazionale dei pianeti, entro cui si trovano gli asteroidi, le strutture, e dove avvengono i combattimenti. Ogni pianeta ha un numero massimo di slot per le costruzioni logistiche e uno per quelle militari, una volta raggiunti questi limiti è giocoforza espandersi su un nuovo pianeta per poter costruire nuove strutture, soprattutto laboratori di ricerca. Questo sistema obbliga il giocatore a espandersi rapidamente su nuovi pianeti, se vuole che il suo impero progredisca.
La caratteristica decisamente più impressionante del gioco è il livello di zoom applicabile. E' possibile visualizzare in primo piano qualunque nave o struttura e poi allontanarsi, riducendo la visuale fino a inquadrare l'intera galassia al centro dello schermo. Questo fatto permette di gestire la partita in maniera estremamente fluida, poiché per passare dal contesto locale di un combattimento intorno a un pianeta a quello globale del controllo dei confini, tanto per fare un esempio, basta usare la rotellina del mouse. Per alleggerire il carico sul computer, da una certa distanza in poi le unità 3D vengono sostituite da icone, piccole ma sempre chiare.

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Creare un impero

Il gioco si sviluppa su due binari, quello dello sviluppo civile (dunque economico) e quello dello sviluppo militare. Tale dualità risulta evidente in ogni momento, tanto che esistono ben due alberi tecnologici distinti, uno per la ricerca civile e uno per quella militare. Lo scopo ultimo del gioco è conquistare tutti i pianeti presenti nella mappa, spazzando via ogni resistenza residua. Non c'è spazio, quindi, per vittorie di tipo non militare. Per raggiungere questo scopo, allora, occorre sviluppare una flotta imponente, ma le navi costano, si sa, gli equipaggi hanno bisogno di mangiare e l'energia per far funzionare tutto ha un suo prezzo, quindi si rende necessario raccogliere denaro e risorse da qualche parte.

tutto il gioco va nella direzione militare: le risorse, le tecnologie – anche quelle civili – servono tutte a costruire navi sempre più grosse, numerose e potenti

Creare un impero

I due tipi standard di risorse sono metalli e cristalli, che è possibile trovare sugli asteroidi in orbita ai pianeti.
Come si vede, tutto il gioco va nella direzione militare: le risorse, le tecnologie – anche quelle civili – servono tutte a costruire navi sempre più grosse, numerose e potenti.
Dovendo raccogliere quantità sempre maggiori di materiali, dimenticatevi l'incombenza di mandare le unità minerarie a fare tutto il lavoro, infatti basterà costruire un estrattore su un asteroide e questo raccoglierà automaticamente e senza sosta tutto quello che ci serve. In tal senso, l'economia è stata semplificata sensibilmente, sfrondandola di tutte quelle routine ripetitive che avrebbero spezzato la fluidità del gioco; quindi niente più raccolta manuale delle risorse, niente più ossessiva ricerca di nuove miniere per soppiantare quelle vecchie esaurite e spazio a un comodissimo mercato nero dove è possibile vendere e comprare i materiali scambiandoli tra loro. Tutto ciò che ci resta da fare è spendere quello che guadagniamo in strutture, tecnologie e, cosa più importante, navi sempre più grosse e cattive per rimpinguare la flotta con cui conquisteremo le stelle.

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Giochi di potere

Man mano che si procede nella partita, la quantità di pianeti sotto il nostro controllo diventa sempre più grande, per non parlare delle dimensioni della flotta e delle strutture orbitali. L'unico modo per controllare un tale impero, date le sue vastissime dimensioni, è tramite l'Empire Tree, brillante invenzione dei ragazzi di Ironclad Games. Si tratta di un comodissimo pannello laterale ad albero, tramite il quale i comandi vengono impartiti attraverso un click, scegliendo l'obiettivo direttamente dalla lista. In questo modo è possibile controllare rapidamente anche gli eventi più distanti. Una soluzione semplice ed efficace: chapeau per gli autori.
La flotta è composta da tre categorie di navi: fregate, incrociatori e capital ship. All'inizio del gioco potremo costruire solo un paio delle prime, giusto per esplorare, difenderci in qualche litigio condominiale, e metter su le prime colonie. Più avanti saranno disponibili sempre più navi, secondo l'ormai consolidato (e abusato) schema di combattimento pietra-carta-forbici, fino agli incrociatori. Per le capital ship, invece, occorre un discorso a parte.
A differenza delle navi normali, esse ricoprono il ruolo che in altri titoli era assegnato ai cosiddetti Eroi. Si tratta di unità speciali, con una potenza nettamente superiore a qualunque altra classe esistente e dotate di abilità uniche. Attraverso un semplice sistema di punti esperienza, le capital ship possono aumentare il proprio livello di potenza e guadagnare nuove abilità. Naturalmente, il numero di navi di questo tipo che un giocatore può costruire è molto limitato, rispetto alle dimensioni della flotta intera, ma può crescere man mano che si avanza nel gioco. Sebbene il costo di ognuna di esse sia molto alto, il gioco fornisce la prima in maniera sindacale, a prezzo zero.

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Pirati e ambasciatori

Novità interessante è la presenza dei pirati, fazione privilegiata che gestisce il mercato nero ed effettua attacchi regolari contro i giocatori, sulla base di un sistema di taglie che ricorda molto da vicino le aste che di solito si fanno online.
In sostanza, dopo un tot di tempo scatta l'attacco verso una fazione ma è possibile, puntando delle offerte più alte, aumentare la taglia su un'altra fazione. Allo scadere del tempo, la testa con la taglia più alta sarà destinata a cadere, o almeno a portare una grossa fasciatura.
Resistere agli attacchi dei pirati non è facile, poiché hanno un arsenale e una flotta decisamente al di sopra di quelle disponibili al giocatore verso metà partita. Nelle fasi finali di gioco, invece, sarà possibile disfarsi definitivamente di questa seccatura. Dalle opzioni è fortunatamente possibile, per chi non le volesse, disabilitare le scorrerie di questa gente.
Volendo, è sempre possibile allearsi con altre fazioni, un po' per trarre qualche vantaggio economico, un po' per avere maggiore visibilità della mappa e un po' perchè avere un alleato nei paraggi quando si è sotto attacco non fa mai male. La diplomazia secondo Ironclad Games non va troppo per il sottile: vuoi conquistare la mia fiducia? Dammi 2000 crediti o portami i bulloni fusi di 10 navi di quel giocatore là!

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Commento

Sins of a Solar Empire si è rivelato una sorpresa molto piacevole, poichè coniuga l'epica grandiosità della conquista su scala galattica all'immediatezza dei combattimenti in tempo reale. La cosa più bella è che non sacrifica quasi nulla, poiché l'Empire Tree permette di giocare fluidamente anche partite ciclopiche con centinaia e centinaia di unità sullo schermo, senza mai far sentire il giocatore schiacciato dall'eccessiva grandezza degli eventi.
Iniziare una partita a Sins vuol dire mettere un'incognita sulle prossime ore, se non su di un'intera nottata, poiché è avvincente e non ci si vorrebbe staccare mai. Un po' una sindrome da gioco a turni ma senza turni.
Certo, la mancanza di una campagna completa in single player si fa sentire, soprattutto per i giocatori più tradizionalisti, ma basta poco per imparare ad apprezzare le tante schermaglie e le mappe casuali disponibili, che in fondo costituiscono il vero nocciolo del gioco.
Menzione speciale va fatta per l'ottima colonna sonora che non risulta mai pacchiana o invadente pur mantenendo una chiara impronta cinematografica.
Infine è degna di nota la localizzazione in italiano che, anche se arrivata tardivamente, è completa in ogni parte, dalla pregevole confezione ai sottotitoli.

Pro Impossibile smettere Ottima interfaccia Leggero anche su macchine più vecchie Contro Non c'è la campagna single player Non ci sono alternative alla vittoria militare Curva d'apprendimento troppo alta complice un tutorial minimale

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi Processore: 1.8 GHz Single-Core CPU RAM: 512 MB Scheda video: 128 MB 3D Video Card (da Radeon 9600 / GeForce FX 6600 a salire) Sistema operativo: Windows XP SP2 / Windows Vista Hard Disk: 3 GB DirectX 9.0c Requisiti Consigliati Processore: 2.2 Ghz, Dual o Quad-Core CPU RAM: 1 GB (2 GB per Vista) Scheda video: 256 MB 3D Video Card (da Radeon X1600 / GeForce 7600 a salire) Configurazione di Prova Processore: AMD64 3200+ RAM: 2 GB Scheda video: Radeon 9800 Pro 256 MB Sistema operativo: Windows XP SP2