Skate - Recensione  8

Electronic Arts lancia la sfida ad Activision proponendo un approccio alternativo ai videogiochi di skateboard, una vera e propria piccola rivoluzione...

Non è comune trovare nel mondo dei videogiochi una situazione di monopolio assoluto: la stratificazione in generi solitamente finisce con il favorire un ristretto gruppo di brand, che porta di fronte ad un’oligarchia, o almeno ad un duopolio, con due marchi che tendono a dividersi il pubblico in maniera più o meno equa (basti pensare a FIFA e PES, ad esempio, o alle serie sportive americane condivise tra 2K ed EA). Il mondo dello skateboard, invece, da anni, assiste al dominio incontrastato di un unico titolo, con rare eccezioni: la serie basata su Tony Hawk di Activision, giunta ormai ai circa dieci anni di onorata attività. Quando Electronic Arts ha proposto questo Skate, nella sua nuova ottica di espansione verso nuovi brand, in pochi avrebbero probabilmente pensato ad un degno rivale per la serie dell’Uomo Falco, specialmente considerando che si tratta di un brand completamente nuovo, e ancor più difficilmente si sarebbe potuto pensare ad un approccio innovativo al mondo dello skateboard in videogioco, che si pensava ormai indirizzato verso i canoni stabiliti dalla serie di Activision/Neversoft. Invece, a sorpresa, ecco che Skate si rivela non solo un valido rivale, ma una vera e propria alternativa, una nuova concezione della tavola su ruote in versione digitale.

Controlli rivoluzionari

Le immagini e i video probabilmente non rendono giustizia al gioco in questione, poiché non riescono a far intravedere la vera rivoluzione che Skate comporta: facendo le dovute proporzioni, Skate trasmette sensazioni simili a quelle provate giocando per la prima volta a Super Mario 64, limitandoci all’ambito dello skateboard videoludico. Abituati ad un controllo assolutamente digitale dello skater, siamo costretti a rivoluzionare il nostro punto di vista, grazie ad un’interfaccia geniale: gli ollie e i flip vari vengono effettuati unicamente attraverso lo stick analogico destro, eseguendo movimenti veloci in diverse direzioni si otterrà un enorme quantità di movimenti diversi. Si tratta di un nuovo approccio analogico, che immerge prepotentemente il giocatore nell’azione, dando la sensazione di un controllo completo dei movimenti della tavola. Laddove Tony Hawk è a tutti gli effetti un arcade, Skate va a riempire la lacuna rimasta per quanto riguarda le simulazioni, con dinamiche decisamente più tecniche: questo non solo per quanto riguarda il nuovo tipo di controllo, ma anche come riproduzione dei comportamenti fisici della tavola e dei movimenti dello skater.

E’ un’esaltazione del momento, della sperimentazione e della prova reiterata fino a raggiungere l’esecuzione perfetta

Controlli rivoluzionari

Ad esempio, è possibile spostare i piedi avanti e indietro sullo skateboard: effettuare ollie (e derivati) partendo da posizioni diverse sortirà effetti diversi, e imparare a padroneggiare tutte le variabili in gioco è una sfida esaltante, con i trick più difficili che risulteranno, come nella realtà, particolarmente ostici da effettuare, ma di grande soddisfazione. Questa nuova impostazione tende a focalizzare l’attenzione su ogni singolo momento del trick da effettuare: piuttosto che schiacciare tasti in continuazione, inanellando evoluzioni impossibili all’interno di un paesaggio fatto apposta per essere dominato con la tavola, Skate ci costringe a concentrarci su ogni fase della performance. Il semplice grind, ad esempio, non si effettua più soltanto premendo un tasto specifico, ma richiede il giusto tempismo e direzione al momento dell’ollie, e poi il perfetto allineamento della tavola sulla superficie da “graffiare”. E’ un’esaltazione del momento, della sperimentazione e della prova reiterata fino a raggiungere l’esecuzione perfetta: è l’essenza dello skateboard, in breve, riportata per la prima volta, in tutto il suo realismo, all’interno di un videogioco.

Vivere di skate

La struttura generale non si discosta eccessivamente da quella standard: dopo una simpatica introduzione filmata, con le solite comparse di lusso nel mondo dello skate (sebbene l’ambientazione si distingua per un taglio decisamente più originale e divertente), ci troviamo di fronte al classico editor del personaggio, a dire il vero non troppo complesso. Dopo aver creato il nostro avatar possiamo lanciarci nelle varie modalità di gioco, in singolo o multiplayer: in ogni caso ci ritroveremo a vagare all’interno dell’immensa città fittizia creata da EA come mondo di gioco, ovvero San Vanelona, una metropoli di dimensioni vaste, che necessita, per rendere l’idea, di circa 10 minuti per essere attraversata da un capo all’altro. La differenza con Tony Hawk, anche per quanto riguarda l’ambientazione, è evidente: non è facile trovare halfpipe, gap e muretti da grindare in ogni dove, come accade nel gioco Activision. San Vanelona ha l’aspetto di una città vera, che necessita di essere esplorata a fondo per trovarne i punti migliori dove dedicarsi alle performance, popolata da passanti e automobili in gran quantità, senza avere quell’aspetto da “mondo a misura di skate”. Ovviamente, all’interno delle varie aeree che compongono la città, sono molte le zone in cui potremo cimentarci nei nostri show personali: il gioco mette a disposizione un sistema di auto-mappatura che consente di posizionare dei segnalatori (oltre a quelli già presenti di default) di “hot spot” nei luoghi che riteniamo opportuni, in modo da poterci tornare in ogni momento senza dover attraversare la città. Questa struttura spinge a focalizzarci sulla ricerca e l’esplorazione, dando peso maggiore alla scoperta dei punti interessanti per effettuare i propri numeri, sebbene l’impossibilità di scendere dalla tavola renda spesso frustranti tali viaggi, con lo skater bloccato da ostacoli minimi come piccoli scalini, che rendono necessarie ampie manovre di scavalcamento. Lo scopo del gioco sta ovviamente nel cercare di eseguire trick sempre più complessi, portando a termine le varie missioni a cui verremo sottoposti.

La tavola sotto i piedi

Con la levetta analogica sinistra si controlla la direzione dello skater (destra-sinistra) e la sua posizione sulla tavola (su-giù), mentre con lo stick destro si effettuano ollie e flip vari, con variazioni annesse. I movimenti da effettuare sono proprio quelli che ci si aspetterebbe da una riproduzione su joypad di quelli veri: premendo la leva in giù si “carica” sulla tavola, quindi con un rapido colpo in alto si salta. Le variazioni date al tocco determinano conseguenti spinte differenti sulla tavola, che a seconda della distribuzione dei pesi eseguirà i diversi trick del repertorio. In aria, il movimento degli stick innesca una serie di variazioni e avvitamenti, mentre i grilletti L e R corrispondono ai movimenti delle mani, per eseguire i vari grab. Ai tasti è associata unicamente la spinta col piede a terra, fatta eccezione per il B che viene usato in alcune figure “estreme” in aria. Un tocco “morbido” e sensibile sullo stick destro consente di effettuare i manual, mentre i grind devono essere eseguiti calcolando perfettamente la traiettoria del salto sulla superficie interessata, e ruotando la tavola esattamente in corrispondenza del punto su cui vogliamo fare perno. Ecco tutto, non ci sono infinite combo di tasti da ricordare, solo questi movimenti fondamentali, di cui dobbiamo imparare tutte le minime variazioni e capire il modo migliore per concatenare i vari trick tra loro, cosa tutt’altro che facile ma decisamente appagante.

Missioni impossibili?

Le sfide a cui veniamo sottoposti durante il gioco sono varie, anche se tutte basate su delle medesime strutture: inizialmente si tratta di impadronirsi di tutti i trick presenti (questi infatti non vengono sbloccati avanzando nel gioco, vanno semplicemente imparati tutti via via), seguendo i classici insegnamenti dei vari skater famosi riprodotti all’interno di San Vanelona, in seguito le cose si faranno più complicate. Ci saranno gare da vincere, luoghi da “ownare” effettuando trick in determinati punti della mappa, o esibizioni da effettuare di fronte a fotografi o telecamere in modo da finire sulle copertine delle riviste specializzate e aumentare la propria reputazione. Ovviamente, le sfide più pratiche potranno essere effettuate anche in multiplayer, sia offline, con i party game, che online attraverso Xbox Live. Skate pone in particolare l’accento sulla costituzione di una community online basata su di esso, con la possibilità, oltre che di effettuare diversi tipi di partita via Live, anche di poter caricare sul server i filmati prodotti in-game e condividerli con gli altri utenti, che potranno vederli e commentarli. Sebbene il gioco sia generalmente godibile, si ha l’impressione che l’ottimo sistema di controllo non sia, a tratti, ben integrato con il tessuto stesso del gameplay: le sfide (in particolare le “S.K.A.T.E.”, nelle quali dobbiamo ripetere il trick effettuato dall’avversario, per non farci affibbiare via via una nuova lettera fino al completamento della suddetta parola) sono spesso basate sull’esecuzione di mosse in maniera eccessivamente precisa, per un sistema di controllo dalle infinite, minime variazioni possibili come quello escogitato per il gioco. Ci si ritroverà spesso a dover ripetere la missione per aver effettuato un movimento sbagliato solo di pochi millimetri, con una differenza quasi impercettibile.

Eskatica

Pur non raggiungendo risultati incredibili, l’aspetto estetico di Skate è convincente: la città di San Vanelona è vasta e ben strutturata, un buon compromesso tra una riproduzione realistica e un mondo fittizio creato appositamente per lo skateboard. Vagando per le strade, e notando le decise differenze fra i quartieri, l’idea che ne deriva è che San Vanelona possa sostenere bene il confronto con altre ambientazioni create per giochi free roaming, che poco hanno a che fare con lo skateboard, senza sembrare un’evidente accozzaglia di strutture atte ad essere sfruttate dalla tavola. Oltre alla mole poligonale presente, si nota il vasto impiego di effetti ad impreziosire l’ambiente: bump, normal mapping e vari effetti di luce e rifrazione si trovano spesso e volentieri sulle diverse superfici delle strade e delle piazze della città. L’elemento più convincente del gioco è lo skater, comunque, che a fronte di un modello e di una customizzazione forse non troppo complessi, si distingue per un repertorio di animazioni veramente ben fatte e realistiche, con movimenti misurati e ben coordinati anche durante le combo più furiose. Gli appunti da fare al comparto tecnico riguardano soprattutto la gestione della telecamera, che con un’inquadratura sola, molto ravvicinata e leggermente decentrata, nasconde spesso parte dello scenario e rende difficili le manovre che richiedono maggiore precisione, come i grind. Si registrano inoltre sporadici casi di problemi di compenetrazioni e contatti fallaci tra i poligoni, o, più raramente, alcune “zone morte”, in cui lo skater resta incastrato senza possibilità di uscita. Il comparto audio è stranamente poco invasivo, rispetto a quanto ci ha abituato la concorrenza, emergendo prepotente solo nel momento dell'azione più viva e creando un buon accompagnamento. La colonna sonora è composta dalla solita pletora di brani su licenza, molto spostata verso l'hip hop, mentre sarebbe stata gradita (ma è un parere soggettivo) una componente più ampia di brani in stile punk o hardcore melodico.

Obiettivi Xbox 360

Skate contiene 44 obiettivi per il classico totale di 1000 gamerpoints. Gli achievements sono disseminati sia nel corso della “carriera”, che all’interno del gioco online, e sono ovviamente legati al raggiungimento di vari risultati: si va dal concludere trionfanti le varie sfide proposte, allo sblocco di nuove aree di gioco, oppure alla vincita di un certo numero di sfide online. Le possibilità sono molteplici, e se per alcuni obiettivi basterà semplicemente proseguire con calma nel gioco, per altri sarà necessario impegnarsi e diventare delle vere e proprie celebrità della comunità online.

Commento

Skate non è necessariamente un sostituto di Tony Hawk, come si poteva pensare. Si tratta piuttosto di un’alternativa, che si è rivelata, a sorpresa, decisamente valida. Il nuovo prodotto EA va a soddisfare il desiderio latente di un approccio simulativo al mondo dello skateboard: è un’esaltazione della vera esperienza della tavola su ruote, non più una divagazione videoludica nel suo mondo. Skate è un’esperienza profonda, immersiva, dura e dall’alto tasso tecnico, che richiede applicazione e perseveranza per essere padroneggiata. Resta però l’impressione fondamentale che, a fronte di un sistema di controllo innovativo ed esaltante, non vi sia stato costruito intorno un gioco all’altezza, che al contrario rimane spesso ingabbiato in dinamiche sulla distanza noiose e frustranti. In ogni caso, nel complesso resta un titolo estremamente interessante, che per gli appassionati del genere può rappresentare una vera e propria manna, e che non mancherà di esaltare chiunque vi si avvicini con la sua nuova tipologia di comandi, almeno in un primo tempo. Senza dubbio un buon inizio da parte di EA, che fa molto ben sperare nel futuro.

Pro:

  • Controlli fantastici
  • Nuovo approccio simulativo
  • Buon comparto tecnico
Contro:
  • Le missioni sono spesso frustranti
  • Gioco online a volte un po' scattoso
  • Struttura un po' dispersiva

Skate è disponibile per PlayStation 3 e Xbox 360.
La versione testata è quella per Xbox 360.