Ski Park ManagerSki Park Manager 

Ski Park Manager è il titolo adatto per chi ha sempre desiderato trascorrere una settimana bianca diversa dal solito: per la prima volta saremo chiamati a costruire un piccolo villaggo invernale per le vacanze, gestendo ogni aspetto di questa piccola impresa. Luca Paladino ha indossato gli scarponi da sci e ha trascorso qualche giorno immerso tra turisti e capricci atmosferici, ed il risultato della sua esperienza è nella nostra recensione ...

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Prima di tutto, muniamoci di skipass...

Adesso che abbiamo visto con cosa abbiamo a che fare, possiamo addentrarci più in profondità nell'argomento e vedere da vicino cosa ci mette a disposizione questo SPM.
Innanzitutto, prima di incominciare ci viene data la possibilità di scegliere fra numerosi scenari e tre differenti livelli di difficoltà. Ad ogni scenario corrisponde una definita vallata con i suoi picchi e la sua vegetazione. A noi spetta il compito, naturalmente, di costruire il nucleo di questa stazione e farlo crescere col tempo.
L'unica struttura inizialmente presente è l'entrata, che rappresenta con un buffo cancello il punto da cui cominceranno ad affluire i turisti.
Una volta avviata la partita, ci troviamo dentro una valle più o meno circondata da innevate vette ed inviolate foreste. La neve copiosamente copre ogni cosa e gli alberi inframmezzano il panorama di verdi interpunzioni. Insomma, una noia mortale! Meno male che ci siamo noi a mettere mano alla situazione, con il nostro portafogli sempre pieno (almeno all'inizio).
Prima di tutto, se diamo un'occhiata all'entrata della stazione vediamo che, in un angolo della descrizione, c'è una piccola spia rossa. Questa spia indica se l'edificio è aperto o chiuso al pubblico e, difatti, l'entrata è ancora serrata. Più avanti, quando avremo costruito le strutture essenziali, potremo spalancare i varchi e vedere i primi turisti riempire il nostro piccolo villaggio. Ma prima è meglio iniziare a costruire qualcosa da far trovare ai visitatori, no?
Tra gli edifici inizialmente messi a nostra disposizione, troviamo delle splendide baite in formato foto-tessera che possono accogliere dalle 4 alle 16 persone. Si tratta di abitazioni molto economiche, e quindi non proprio l'Hilton, però servono almeno a mescolare fra loro sedici paia di differenti calzettoni di lana ed altrettanti mutandoni imbottiti per la neve, in modo da avere i primi turisti sulle piste, pronti a fratturarsi il fratturabile e pure di più.

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Prima di tutto, muniamoci di skipass...

Ma oltre a farli dormire, sti turisti, dovremo pure dar loro da mangiare, no? Bene, ecco dunque che vengono in nostro aiuto i primi piccoli bar e ristori da mettere qua e là, oltre ad un magro minimarket con cui rifornire i più esigenti. In più, troveremo gli immancabili edifici speciali: scuole di sci, infermerie, postazioni degli operatori ecc... La prima cosa da fare, però, sarà costruire l'ufficio turistico, da cui potremo vendere gli skipass per le nostre mirabolanti piste da sci!
E già, le piste... Cosa sarebbe mai una stazione sciistica senza lo sci? Ecco, quindi, che alla fine ci troveremo ad affrontare il più delicato e, al contempo, divertente compito di costruire le nostre bellissime piste da sci!
La prima cosa da fare è trovare una pendenza adeguata e verificare che sia possibile, poi, creare una linea con uno skilift o una sciovia che permetta ai turisti di raggiungere la sommità della pista. A questo punto, tramite un comodo strumento di tracciamento vettoriale, possiamo disegnare il tracciato della pista, aggiungnedo una discreta quantità di curve e discese. Una volta terminata, le dovremo assegnare un colore che ne indichi il livello di difficoltà, quindi verde per le più facili, fino al nero per le piste da campioni. Dare il giusto colore ad una pista è un'operazione fondamentale, da non trascurare, e dare quello sbagliato vuol dire che i turisti meno esperti rischieranno di finire in ospedale per aver sciato su una pista verde che in realtà avrebbe dovuto essere nera e, viceversa, i più esperti si annoieranno sulle nere che in realtà sono rosse. Quindi, ripeto, affinchè le piste abbiano successo fra gli sciatori è necessario saperle contrassegnare.
Il nostro villaggio, dopo un po' che ci avremo lavorato, verrà su piccolo e carino, con tante comodità e svaghi anche per chi non vuole solo sciare. A questo punto, mi pare che sia giunto il momento opportuno per aprire l'entrata della nostra stazione e lasciare affluire i turisti perchè, non dimentichiamocelo, il turismo è l'anima del commercio!

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Il turismo: l'anima de li mort...

Dicevamo dei turisti... E già, perchè i turisti mica sono solo degli agglomerati di bytes e pixel! Ogni turista ha il suo carattere e le sue preferenze, oltre alle sue paure e debolezze. I turisti sono come una marea informe pronta ad invadere ed assalire le nostre strutture, senza pietà e senza rimorso.
Il turista è dotato di gusti e preferenze, ha un'età ed un sesso, sarà ricco, agiato o povero in canna, sarà magro o obeso, insomma esistono molteplici tipologie di turisti ed ognuna ha delle caratteristiche che la rendono unica. Ma, soprattutto, il turista è un gran rompipalledineve!
Costruiamo una pista? Bene, il turista la troverà troppo difficile, gliene costruiamo una più facile? Ok, il cugino del turista la troverà troppo facile e protesterà perchè ci sono pochi bar in paese. Costruiamo una pista per lo sci da fondo e mettiamo un ristoro di fianco alla piscina? Il nonno del turista si romperà femore e rotula uscendo dalla sauna per andare a comprare la pizza ai funghi di bosco siciliani in montagna.
In breve tempo, dunque, scopriremo che la nostra stazione sciistica, talmente perfetta che già l'avevamo soprannominata 'EdenSci', avrà mandato tutti i bilanci in rosso, lasciando i turisti neri come la più nera delle piste ed i contabili verdi come le nostre tasche.
A questo punto, dunque, s'impone un po' di studio di marketing e di psicologia turistica.
Dovremo, allora, tenere conto di molteplici variabili, nel costruire le nostre strutture. Dovremo stabilire a priori un target a cui offrire i nostri servizi e dovremo coccolare il turista fino alla nausea.
Perciò, se ci piace lo sci estremo e la vacanza avventurosa, potremo puntare sulle fasce d'età più giovani e sul prototipo del turista sciatore ad oltranza. In questo caso, costruiremo molte piste, anche difficili, e risparmieremo sulle abitazioni, che non saranno particolarmente lussuose ma almeno offriranno un riparo. In paese ci premureremo di far trovare al turista dei bar, qualche pub ma almeno un minimarket, così che possa anche mangiare a casa, se gli va. E sicuramente la nostra stazione avrà la sua dose di cinema, discoteche, bowling ed altre strutture per il tempo libero. Infine, avremo a disposizione differenti campagne pubblicitarie per attrarre i vari tipi di turisti nella nostra felice vallata.
In questo modo, però, stiamo attraendo soprattutto giovani e sportivi che non hanno una grossa disponibilità economica alle spalle e per questo motivo le entrate saranno inevitabilmente limitate. Allora, dovremo preoccuparci di aggiungere anche le strutture dedicate alle famiglie e, più in generale, alle persone più agiate e che hanno voglia di spendere.
Come si vede, allora, riuscire ad interpretare le esigenze dei turisti è di per sè già difficile, ma riuscire ad accontentarli, poi, risulta ancora più difficile poichè dovremo fare i conti con il bilancio che non torna quasi mai, con la forma del territorio che sicuramente ci creerà non pochi problemi a piazzare questo qui e quest'altro lì e con la situazione metereologica che è sempre contraria...

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Ma mi interfaccia il piacere...

Come gli altri duecentomila titoli dello stesso genere, questo SPM si giocherà quasi esclusivamente via mouse dato che tutta l'interfaccia è di tipo punta e clicca.
In effetti, laddove l'uso del mouse dovrebbe rappresentare una semplificazione, in questo caso è una complicazione, dato che spesso raggiungere una determinata risorsa risulta molto difficile mentre, oltretutto, non è possibile gestire il tempo, rallentandolo o accelerandolo. Questo fatto si traduce in una elevata difficoltà iniziale (ma che si manifesta anche quando si acquisisce una certa esperienza di gioco) e di conseguenza la giocabilità risulta compromessa da una costante sensazione di frustrazione.
Man mano che la partita va avanti, le esigenze di gioco diventano sempre maggiori e ci si rende conto che l'interfaccia non è robusta come si richiede in questi casi. Il reperimento delle informazioni non è mai immediato, soprattutto per quanto riguarda i costi, e spesso ci si trova a perdere del tempo prezioso alla ricerca di un dato specifico (ricordo che non esiste una modalità che "congela" il tempo o lo rallenta, per permetterci di organizzare le risorse con calma). Alla fine, comunque, ci si abitua a tutto e quindi anche ad un'interfaccia macchinosa come questa, però la pazienza dei giocatori è messa a dura prova e non è del tutto improbabile che la noia arrivi troppo presto.

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Metti anche tu uno scarpone nel monitor!

Allora, avete comprato la vostra nuova, fiammante, GeForce 4? Avete almeno 512MB di ram? Spero, almeno, che abbiate un buon processore... diciamo un bell'AthlonXP 1900+ va...
No?
Bene, avete risparmiato tanti soldi e potete giocare lo stesso a SPM, anche con una macchinetta da caffè usata (diciamo che la moka dela nonna va abbastanza bene).
Il motore grafico di cui fa sfoggio questo titolo è decisamente poco esigente di risorse, così poco esigente che - pensate un po' - l'installazione completa pesa ben 30 MB! Ebbene si 30 (leggi TRENTA) MB, anche se sulla confezione c'è scritto "spazio disponibile su disco 25 MB" ma a me ne conta già circa 60... Vabbè, misteri della moltiplicazione dei file dopo numerose partite.
Dal punto di vista grafico, come potete notare dalle foto, è presente un'unica risoluzione, la 800x600, e non ci sono particolari effetti speciali (anzi non ce ne sono affatto), per cui scordatevi Black & White e tutto quello che avete visto sulle isole degli animali giganti: qui siamo sulla neve, dove l'unica cosa gigante è lo slalom!

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Metti anche tu uno scarpone nel monitor!

Ci sono poche texture e questa cosa risulta meno evidente a causa dell'ambientazione invernale, dato che il 90% dello scenario è bianco. Ma quelle poche texture che ci sono, pur non essendo lo stato dell'arte, sono fatte bene e danno l'idea di trovarsi in una stazione sciistica. Gli sciatori si muovono bene e sono credibili, gli edifici e le strutture hanno un aspetto accattivante e, a quanto pare, stanno ben pressati in circa 30 MB di spazio sul disco rigido. Tutto sommato, dunque, ci troviamo di fronte ad un gioco che non offre nulla di spettacolare dal punto di vista grafico e che riesce a mantenere molto contenuti i requisiti di sistema. Se questo sia un pregio o un difetto è un fatto soggettivo, perchè da un lato lascerà scontenti i possessori di schede video di ultima generazione e computer ninja, però darà soddisfazioni a chi ha un pc più vecchio e molto meno potente. Quello che disturba, invece, è la presenza di alcuni bug che si fanno vivi quando meno ce lo aspettiamo. Il più fastidioso di tutti si manifesta impedendoci di iniziare una partita se non abbiamo preventivamente impostato il desktop a 16 bit. Problema di scarso peso, in realtà, però sufficientemente fastidioso per chi si trova a dover passare da una profondità di colore ad un'altra prima e dopo aver giocato a SPM.

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Sciatori provetti o professionisti della caduta?

SPM, in definitiva, è l'ennesimo clone dela serie ThemePark, ThemeHospital, Themequellochevuoi, ed anche se non ne riesce a raggiungere il livello di completezza dei suoi predecessori, risulta comunque un buon diversivo da titoli più impegnati.
Appena avuto questo titolo fra le mani mi sono crogiolato all'idea di poter vivere emozioni invernali fuori stagione ed in città, però poi ha preso subito il sopravvento la sensazione di trovarsi dietro un monitor e quindi il coinvolgimento iniziale è passato in secondo piano, rivelando così aspetti che, preso dall'entusiasmo, sul principio non avevo notato.
Vediamo meglio...
A me la neve piace. Sono cresciuto sulla neve e con la neve ci ho fatto enormi pupazzi con grosse carote proprio sotto l'ombelico ed ho pure rotto qualche finestra, con le mie mitiche palle di neve all'uranio impoverito. Ho sempre vissuto intensamente sia la neve che la montagna, per cui trovarmi di fronte ad un gioco che mi permette di creare un micromondo invernale stando a casa stimola tantissimo la mia creatività e, soprattutto, la curiosità. Da sciatore, trovarmi dall'altro lato di chi crea, mantiene e gestisce le piste, è stato sicuramente divertente, però da giocatore invece devo tirare le orecchie agli autori per un paio di disattenzioni che incrinano parecchio la giocabilità del titolo.

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Sciatori provetti o professionisti della caduta?

Abbiamo già parlato dell'interfaccia che risulta poco agevole e che mescola in maniera confusa le informazioni richieste dal giocatore. Abbiamo visto che il motore grafico è piuttosto modesto e che non è esente da bug. Resta da vedere se è divertente giocarci.
In effetti, giocandoci un po' al'inizio mi ero divertito a creare ed inventare la mia stazione invernale, però poi, andando avanti, mi sono reso conto che non solo riuscire a mantenersi nel bilancio non è facile come sembrava, ma che per poter far andare avanti la stazione occorre sorbirsi un sacco di informazioni e che spesso queste sono disperse nei vari menu, poco pratici da scorrere. I maniaci della simulazione apprezzeranno sicuramente la possibilità di avere tante tipologie di turisti a disposizione e di poter gestire i dipendenti uno per uno, senza contare il fattore metereologico, che aumenta il livello di realismo del gioco, però chi credeva di poter semplicemente tirare giù un paio di piste e divertirsi a fare l'architetto dello sci, rimarrà certamente deluso da tutta questa macchinosità.
Allora, ci troviamo di fronte ad un titolo che è da amare o da odiare: grafica spartana ed essenziale, interfaccia complicata e tante variabili da gestire, più qualche bug che spunta sempre, come i funghi. Se appartenete alla schiera dei fanatici delle simulazioni e del realismo ad oltranza, allora perdonerete sicuramente qualche mancanza di qua e di là, ma se invece volete un gioco carino da vedere e spensierato da giocare, allora con Ski Park Manager siete fuori strada.
Ah... non dimenticate che nella confezione c'è anche un buono sconto per la rivista MONTEBIANCO ed un tagliando per uno sconto sulle piste della Val d'Isere. Ma non lo comprerete mica per questo, vero?

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Uno, Nessuno, Centomila

Come se non bastasse l'immenso stuolo di gestionali esistenti, fa la sua comparsa sul mercato dei videogames l'ennesimo simulatore di paperone casalingo.
Come al solito, le linee guida del genere sono state definite da pochi capostipiti e tutti gli altri hanno solo dovuto riarrangiare quegli schemi alle proprie esigenze. Questo, però, non ha impedito a giochi di ottima fattura di uscire dalla moltitudine per affermarsi nelle preferenze dei giocatori.
Nel nostro caso, spunta silenziosamente dal nulla un titolo che affronta una tematica finora lasciata da parte: lo sci.
Ski Park Manager è, per l'appunto, un gestionale che ci mette in condizione di gestire una stazione sciistica in piena regola, con tanto di skilift e pupazzo di neve!
Ma per non seguire troppo pedissequamente la via tracciata dai vari SimQuesto e ThemeQuello, Ski Park Manager punta l'offerta non solo sul videogame, ma anche sui gadget presenti all'interno della confezione. Infatti, una volta tolto il cellophane ed aperta la custodia del cd, ci troveremo fra le mani due tagliandi bonus, uno con uno sconto del 30% sull'abbonamento alla rivista "MONTEBIANCO" e l'altro con un buono sconto sull'acquisto di un giornaliero per sciare sulle Dolomiti. Peccato solo che valga per la stagione 2001/2002 che si sta appena concludendo...

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