SOCOM: Confrontation - Recensione  0

In forte ritardo rispetto all'uscita americana, arriva finalmente in Italia il nuovo episodio della serie SOCOM, il primo per PlayStation 3.

SOCOM ha avuto il merito di sdoganare presso l'utenza PlayStation 2 il multiplayer online, nonché l'uso dell'headset per i comandi vocali e la comunicazione con gli altri giocatori. Il primo episodio della serie, uscito nel 2002, offriva un gameplay basato tanto sugli elementi stealth (gli stessi che avevano decretato il successo di Syphon Filter su PSone) quanto sulla strategia. Per completare le missioni, infatti, era necessario non solo gestire il proprio personaggio, ma anche impartire ordini a un certo numero di compagni capaci di offrire copertura e supporto durante le varie fasi dell'azione. Gli sviluppatori di Zipper Interactive hanno adottato un approccio conservativo, come spesso accade quando un prodotto riscuote un certo successo, e così gli episodi successivi hanno visto miglioramenti solo marginali, sul fronte della gestione delle armi e delle modalità multiplayer, lasciando quasi immutato un comparto tecnico tutt'altro che sfolgorante. È dunque già da qualche anno che i fan della serie chiedevano un rinnovamento, aspettando il passaggio alla nextgen con trepidazione. Difficile dire se SOCOM: Confrontation sia ciò che desideravano, vista la sua particolare natura: privo di qualsiasi modalità "storia", il gioco offre il solo multiplayer online attraverso sette modalità differenti, per un massimo di trentadue giocatori in contemporanea.

Questione di modalità

Una volta installato il gioco su hard disk tramite un'applicazione apposita (operazione obbligatoria, che richiede circa 3 GB di spazio libero), il menu principale di Confrontation ci permette di iniziare una partita veloce o di regolare i parametri per una sessione personalizzata. È inoltre possibile utilizzare un editor per modificare l'aspetto del proprio personaggio, sia per quanto concerne i tratti del viso e il colore della pelle, sia per le tonalità dell'uniforme mimetica. L'operazione va effettuata due volte, visto che a seconda dei casi ci troveremo a controllare un agente delle forze speciali o un mercenario senza scrupoli. Come accennato in precedenza, sono sette le modalità a nostra disposizione, con una copertura pressoché completa delle varie possibilità. La modalità "Breccia" vede i commando impegnati nella distruzione di un obiettivo che si trova nel territorio dei mercenari, dunque nei panni dei "buoni" dovremo farci strada all'interno di una struttura e piazzare una bomba, o in alternativa eliminare tutti i membri della squadra avversaria. Nei panni dei "cattivi", di contro, ci toccherà difendere l'obiettivo con tutte le risorse a disposizione, fino allo scadere del tempo. Quasi tutte le modalità non prevedono il respawn quando si effettuano partite classificate, dunque in caso di eliminazione dovremo limitarci a fare da spettatori finché il match non si conclude. "Controllo" è un match di tipo "territoriale" in cui l'obiettivo è prendere il controllo del maggior numero di punti sensibili all'interno della mappa. Le zone da presidiare sono in tutto cinque, e allo scadere del tempo vincerà il team che ne ha conquistato il maggior numero, oppure quello superstite. Nella modalità "Scorta" i commando devono scortare un certo numero di persone importanti fino al punto di estrazione, evitando che vengano uccisi dai mercenari. La partita termina in favore dei "buoni" se vengono salvati almeno due VIP su tre o se la squadra nemica viene eliminata in toto. È possibile ordinare ai VIP di seguirci premendo il tasto X, e allo stesso modo gli si può intimare di fermarsi mentre controlliamo la situazione. Una situazione simile si verifica nella modalità "Estrazione", in cui bisogna sempre scortare alcuni VIP ma solo dopo averli liberati dalle grinfie dei mercenari. Le cose si fanno più difficili, dunque, in quanto per liberare gli ostaggi bisogna necessariamente farsi strada nel covo nemico. Se controlliamo i "cattivi", la partita si riduce a un appostamento difensivo con l'ordine di sparare a qualsiasi cosa in movimento fino allo scadere del tempo. La modalità "Demolizione" corrisponde per certi versi al classico "cattura la bandiera": c'è un esplosivo al centro della mappa e l'obiettivo della nostra squadra è quello di recuperarlo e piazzarlo in un punto strategico. Chiaramente, è possibile eliminare il personaggio che ha raccolto l'esplosivo per entrarne in possesso, dunque i team devono prodursi in un grosso lavoro di copertura per riuscire a terminare la partita con successo. Le ultime due modalità, "Soppressione" ed "Eliminazione", sono dei classici death match che si differenziano per la possibilità, nel primo caso, di attivare (finalmente!) il respawn. Con il respawn attivo, la vittoria va alla squadra che allo scadere del tempo ha totalizzato il maggior numero di uccisioni, diversamente vince chi sopravvive.

Feeling e gameplay

Tartassato da bug più o meno gravi, che hanno fatto innervosire non poco i giocatori americani e che probabilmente rappresentano il motivo per cui l'uscita europea è stata posticipata di alcuni mesi, SOCOM: Confrontation viene venduto nei negozi in confezione singola oppure in bundle con l'headset ufficiale Sony per PlayStation 3. Al primo avvio, il gioco richiede l'installazione dell'ultima patch disponibile e dunque ci mette al riparo dalla maggior parte delle problematiche finora riscontrate dagli utenti USA. Purtroppo, però, il fattore "presentazione" è stato decisamente trascurato dai ragazzi di Slant Six Games (team subentrato a Zipper Interactive per lo sviluppo di questo primo episodio "nextgen" della serie), vista la mancanza di un qualsiasi tutorial che possa farci prendere confidenza con il sistema di controllo e con la struttura di gioco prima di lanciarci nel multiplayer online: visto il vantaggio temporale dei giocatori americani, le prime sessioni finiscono così per trasformarsi letteralmente in un massacro ai nostri danni. Al di là della buona realizzazione tecnica, che esamineremo paragrafo successivo, Confrontation non apporta chissà quali modifiche al gameplay rispetto agli standard storici del franchise e dunque risulta terribilmente arretrato se confrontato con un qualsiasi third person shooter per PS3. Manca, colpevolmente, un qualsiasi sistema di appostamento: una volta dietro un riparo, per poter vedere il nemico dovremo inclinare il Dual Shock 3 (che in questo caso presta i propri sensori di movimento alla causa) oppure uscire pericolosamente allo scoperto. Prima di ogni missione è possibile selezionare l'equipaggiamento desiderato (arma primaria, arma secondaria, granate, ecc.), con una differenza netta in termini di risultati se si hanno la furbizia e l'esperienza necessarie per scegliere l'arma adatta a quella particolare situazione. Come al solito l'approccio del gioco è "realistico", ovvero basta un colpo alla testa o una breve raffica per essere eliminati, benché per il sistema dell'energia vitale sia stata adottata una soluzione arcade, con la classica barra dell'energia posta nella parte bassa dello schermo.

Realizzazione tecnica

La grafica è generalmente ben fatta, con un gran numero di poligoni sullo schermo e una certa complessità nel design delle mappe. Muovere il proprio personaggio all'interno di scenari urbani dà una certa soddisfazione; soddisfazione che purtroppo scema non appena la situazione si fa un minimo complicata, con il frame rate che accusa il colpo e rivela tutta la fragilità del motore. L'estensione delle mappe varia a seconda dell'entità della partita, questo significa che nei match 16 vs 16 potremo contare su ambienti più vasti ma dovremo altresì fare i conti con una serie di bug ancora irrisolti che affliggono la componente online dell'esperienza, e che durante le partite più affollate non mancano di presentarsi. I modelli poligonali appaiono dettagliati in un primo momento, salvo svelare i propri difetti quando il personaggio viene abbattuto e giace a terra in posizioni improbabili. Le animazioni sono ben fatte (la corsa è stata resa molto bene) ma mancano decisamente di varietà, mentre l'interattività con l'ambiente è limitata al minimo laddove invece si prometteva chissà cosa. Il sonoro risulta un po' troppo scarno, con musiche ridotte al minimo ed effetti realistici ma non di grande impatto. I testi a schermo e i dialoghi sono in Italiano, la localizzazione è di buona fattura.

Commento

Vista la presenza delle sole modalità multiplayer e il basso prezzo di vendita al pubblico, SOCOM: Confrontation appare quasi come l'espansione di un gioco che però su PlayStation 3 non è mai esistito. I fan della serie aspettavano da molto tempo il passaggio verso la "nextgen", ma certo non potevano immaginarsi un risultato del genere, in cui la delusione regna sovrana. Senza l'ossatura costituita dal single player, che in SOCOM è sempre stato di grande sostanza, ci si trova di fronte a un prodotto scarno, privo di tante soluzioni che quantomeno avrebbero potuto garantire un'esperienza divertente (un minimo di training, la presenza di modalità che prevedono il respawn anche nelle partite classificate, ecc.) nonché di elementi che ormai da anni costituiscono la regola e non l'eccezione per i third person shooter, come la possibilità di appostarsi. L'impatto iniziale con le modalità di gioco (che pur essendo sette non garantiscono una grande varietà di situazioni) è molto scoraggiante, il sistema di combattimento sa di vecchio e la realizzazione tecnica appare ottima solo a un'occhiata superficiale. Le partite più affollate, infine, sono viziate da una serie di problemi e bug ancora irrisolti, tanto che è meglio non pensare a come fosse il gioco senza le varie patch. Consigliato solo a chi ha appena finito di giocare con l'ultimo episodio di SOCOM su PS2 e muore letteralmente dalla voglia di giocare in rete con i vantaggi offerti dal PSN.

    Pro
  • Multiplayer online per un massimo di 32 giocatori
  • Sette diverse modalità disponibili
  • Prezzo di vendita ridotto
    Contro
  • Niente single player
  • Gameplay monco e semplicistico
  • Frequenti cali nel frame rate