Sonic Adventure 2 Battle  0

In quanti si son chiesti negli anni passati se Mario e Sonic potevano convivere serenamente sotto lo stesso tetto? Il momento è giunto e sul 128 bit Nintendo atterra la conversione dal Dreamcast di Sonic Adventure 2, con annesse alcune chicche inedite che non hanno mancato d'interessare Stefano Russo nella stesura della recensione.

Porcospino al cubo

Saltando a piè pari le versioni apparse per altre console (Master System, Game Gear e Neo Geo Pocket Color), arriviamo all’anno 1998, anno dell’esordio in 3d della saga (Sonic Adventure) sulla sfortunata quanto validissima console a 128 bit di Sega, quel bistrattato Dreamcast che l’anno scorso, per il decimo anniversario della saga, ha dato i natali al controverso ma dannatamente intrippante Sonic Adventure 2 che adesso è sbarcato sul Gamecube di Nintendo (con annesso il suffisso “Battle”).
Finalmente dopo un decennio di lotta tra Nintendari e Segaioli (nessuna battuta, thanks nd Latin), le 2 mascotti sono riunite in un unico hardware, il 128 bit Nintendo.
Come se la sarà cavata il Sonic Team nel suo primo gioco (e conversione) per il nostro amato cubozzo?
Bene….ma non troppo.

Heroes and baddies

La saga di Sonic ha esordito con i soli Sonic e Robotnik, protagonista il primo e cattivone il secondo, ai quali si sono affiancati via via altri personaggi, oramai famosi, come Tails (l’inseparabile amico di Sonic), Knuckles (rivale del nostro amato porcospino) ed Amy (fidanzatina del nostro eroe o almeno lei si reputa tale).
Nel primo episodio tridimensionale della saga, Sonic Adventure per Dreamcast, tutti questi personaggi diventavano controllabili, ognuno con le sue abilità ed attitudini specifiche.
Sonic Adventure 2 Battle prosegue la strada intrapresa dal Sonic Team, apportandovi però significativi cambiamenti: all’inizio del gioco si potrà scegliere di giocare con gli eroi (Sonic, Tails e Knuckles) o con i cattivi (Robotnik, Rogue e Shadow, il rivale di turno di Sonic); fatta la scelta, la storyline vi metterà nei panni di questi personaggi per dar vita alle vicende di questo nuovo capitolo della saga di Sonic, inibendo la possibilità di scelta dei singoli personaggi, visto che, per esempio, se sceglierete di giocare con i buoni, s’inizierà con un Sonic in piena forma, continuando con Knuckles, poi Tails e via di seguito.
Una delle novità più discusse di questo episodio, apprezzata dai più, criticata dalla minoranza, è il parziale stravolgimento del gameplay; se con Sonic e Shadow si devono percorrere i vari livelli a gran velocità, raccogliendo più anelli possibili, saltando addosso ai nemici, effettuando giri della morte a velocità supersonica, con Ivo Robotnik e Tails ci si trova, invece, alla guida di automi, distruggendo tutti i nemici sul proprio cammino, tra un saltello e l’altro; con Rogue e Knuckles invece si prenderà parte ad una vera e propria caccia al tesoro, cercando, mediante radar, diamanti, chiavi ed altro. Quando saremo vicini all’obbiettivo il radar ci avviserà lampeggiando, a noi il compito di volare, scavare sotto terra o effettuare qualsiasi altra azione che ci permetta d’effettuare il ritrovamento in questione.
Se tutto questo non vi bastasse, è possibile rigiocare singolarmente tutti i livelli mano a mano superati per cercare di risolverli il più velocemente possibile e con il maggior numero di anelli che il videogiocatore riuscirà a portare con sé.

Heroes and baddies

Interessantissima peculiarità è quella che permette di linkare Gamecube con la console portatile Game Boy Advance, previo possesso del cavo link e della cartuccia di Sonic Advance (eccellente ma dalla longevità alquanto ridotta), disponibile per il 32 bit Nintendo. In pratica, nel Chao Garden, potrete depositare sul Game Boy Advance la creaturina che state allevando, curando e facendo svagare (con gare di go kart o incontri di karate) sul 128 bit Nintendo, continuando a prendervi cura di lui, educarlo, farlo mangiare e quant’altro in qualsiasi luogo vi troviate.
Se tutto questo ancora non vi basta, la modalità Gamecube possiede anche altre features inedite, sotto forma di modalità di gioco per 2 videogiocatori, tramite schermo splittato. Potrete sfidare un altro avversario in carne ed ossa in gare di velocità, ricerca del tesoro e sfide a base di blastaggi incalliti, ovvero le modalità principali del gioco in singolo.
Sonic Team merita un plauso per la connetività Gamecube- Game Boy Advance, l’inserimento delle modalità multigiocatore ma purtroppo alcuni fan della serie non hanno gradito gli stravolgimenti nel gameplay; se è vero che i livelli con Sonic e Shadow non si discostano dai canoni della saga, negli stages di Tails e Robotnik ci troviamo di fronte ad una semplicità disarmante (voltarsi verso un nemico, inquadrarlo e lanciare un missile a ricerca), opposta alla seccatura che hanno provato in tanti nei livelli di ricerca di determinati item da parte di Knuckles e Rogue, capaci di librarsi in volo e aggrapparsi alle pareti.
Un gameplay assolutamente eterogeneo quindi, che potrebbe far storcere il naso o, al contrario, esaltare maggiormente i fans di Sonic; chi scrive queste righe ha trovato divertenti ed innovativi i livelli dell’echidna e della pipistrellina, noiosi e privi di mordente quelli blastatori e…..freneticissimi, come sempre, quelli con Sonic e Shadow, forse il nemico più azzeccato di sempre del nostro eroe.

Grafica

Sonic Adventure 2 Battle non sarà sicuramente il gioco con la grafica più bella vista sul Gamecube ma di sicuro non passa totalmente inosservata, sebbene la conversione da Dreamcast sia pedissequa: i sessanta fotogrammi al secondo (previa pressione del tasto “B” nel boot-up iniziale) restano inchiodati senza alcun tentennamento (neanche con lo schermo splittato nelle modalità multigiocatore), nonostante la presenza di porcopospini super veloci, rampe, casse da distruggere, robottoni armati fino ai denti, gabbiani che svolazzano allegramente in cielo, farfalline che si adagiano sui fiori, Chao che non vedono l’ora di essere allevati e caccia borbandieri che non faranno altro che riempirvi di missili, tutto ad una velocità a dir poco stratosferica (tranne nei livelli con Robotnik e Tails, deputati ad un azione prettamente blastatoria).

Grafica

Da Dreamcast, viene ereditata, purtroppo, anche la presenza di pop-up che di sicuro non fa una bella figura sul cubo Nintendo, al pari di esplosioni, nel 2002 inoltrato, un po’ antiquate, in quanto a realizzazione ed un polygon count che poteva, comunque, essere leggermente più massiccio senza sforzi eccessivi. Il Progressive Scan, pochi elementi di contorno inediti, qualche effetto speciale nuovo di zecca ed altri leggermente rivisti completano la serie delle novità cosmetiche per il 128 bit Nintendo.
Quel che purtroppo permane in questa fedelissima (anche troppo) conversione, è però il sistema di telecamere, decisamente ubriaco, visto che molte volte perderete di vista il vostro alter ego, con conseguente perdita di preziose vite e tempo (soprattutto nei livelli con Knuckles e Rogue).

Sonoro

Uno dei cavalli di battaglia della saga di Sonic è ovviamente il versante musicale, sin dal capostipite su Sega Megadrive (indimenticabile il soundtrack di Sonic Cd, sull’add on Mega Cd) e, anche questa volta, Sonic Team ha centrato il bersaglio; la quasi totalità delle musiche sono degne di finire nella cassettina da sentire in autoradio, visto che parliamo di pezzi rock, hip hop e new age semplicemente bellissimi, accompagnati da cori e testi veramente intrippanti (il livello iniziale di Sonic, la Pumpkin zone di Knuckles, etc).
Nel gioco sono presenti sia il doppiaggio in lingua giapponese (gli stessi doppiatori già sentiti nel prequel su Dreamcast) sia in un più comprensibile yankee, entrambi di livello eccellente, sebbene la maggior parte dei puristi, come il sottoscritto, opterà per la lingua del Sol Levante e sottotitoli nella lingua d’Albione.

Sonoro

Chiude questa carrellata sull’estrema goduria per le nostre orecchie, la vasta gamma di effetti sonori che ogni fan di Sonic conosce alla perfezione (soprattutto quando passiamo sugli anelli da raccogliere) e che non potrebbe mai separarsene.

Conclusioni

Sonic Adventure 2 Battle è in definitiva un ottimo videogioco ma lungi dalla perfezione: graficamente è a livelli appena sufficienti, tenendo conto delle potenzialità del chip video targato Ati, le musiche, anzi, il comparto sonoro, nella sua interezza, è da premio grammy, le modalità inedite multigiocatore aggiungono un pizzico di divertimento ad un gioco che però rischia di dividere i fans del porcospino più veloce del mondo, visto che la natura della saga è stata parzialmente soffocata in virtù di alcuni stili di gioco che avrebbero meritato un trattamento migliore (ridicoli i livelli sparatutto, un miccino noiosi, dopo qualche volta, quelli d’esplorazione e ricerca). Pollice alto per la rigiocabilità del titolo, per completare ad hoc i singoli livelli sorpassati e alla interazione con il Game Boy Advance per l’allevamento dei Chao.
In definitiva, un eccellente gioco, lungi però dalla perfezione e che potrebbe risultare nocivo verso i fan più accaniti della serie, anche se per fortuna la stramaggioranza del pubblico ha apprezzato gli stravolgimenti effettuati dal Sonic Team di Yuji Naka.

    Pro:
  • Frenetico e divertente
  • vari stili di gioco in uno
  • inedite modalità multigiocatore
  • Sezione audio eccezionalmente curata
    Contro:
  • Grafica datata per il Gamecube
  • Può non piacere a tutti i fan di Sonic

Porcospino al cubo

Nell’estate del 1991, Sega rilasciava sull’allora vendutissimo Sega Megadrive, la prima console a 16 bit della storia, Sonic The Hedgehog, celeberrimo platform che, assieme a Mario di Nintendo, avrebbe fatto la scuola del gioco di piattaforme. A differenza del baffuto idraulico inventato da Shigeru Miyamoto, capace di volare, nuotare, raccogliere gusci, cavalcare dinosauri, il porcospino creato da Yuji Naka, guru di Sonic Team, enfatizzava all’inverosimile l’elemento velocità: era nato il brand videoludico più schizzante che esista, un gioco d’azione basato principalmente sulla velocità con la quale Sonic poteva attraversare i vari livelli di gioco preposti, tra giri della morte, rimbalzanti degni del miglior flipper e decine di nemici da saltare addosso per rispedirli al mittente, ovvero il Dr Eggman (in occidente Ivo Robotnik), vera nemesi del nostro eroe, alla stessa stregua di quel Bowser che tanti grattacapi continua a creare,tuttora, a Mario (e Luigi).
Al contrario del franchise concorrente, capace di stupire ad ogni episodio rilasciato, la saga di Sonic è stata spesso oggetto di critiche più o meno lecite, come le scarse innovazioni perpetrate nel sequel (la sola volpe Miles “Tails” Prower), la bassa longevità del terzo episodio e del quarto (Sonic & Knuckles), nonostante questi ultimi due episodi vadano intesi come un unicum storico per il mondo videoludico: la cartuccia di Sonic & Knuckles permetteva di godere di alcune differenze di gioco se “linkato” alla cartuccia di Sonic 2, 3 e lo spin-off Sonic Spinball, senza scordare dell’introduzione di uno dei personaggi più riusciti della serie, Knuckles, l’echidna.