Sonic e gli Anelli Segreti - Recensione  0

Cosa ci fa un porcospino tra Aladino, Sinbad, Alì Babà e i suoi quaranta ladroni? Corre, ovviamente.

Sonic e gli Anelli Segreti

La meccanica di Sonic era perfetta per lo scorrimento lineare, e SEGA ebbe dei problemi enormi quando venne il momento di portarla in tre dimensioni. Entrambi i Sonic Adventure provarono a stabilirsi in nuovi lidi, ad introdurre nuovi concetti, ma nessuno di loro riuscì completamente nell’impresa: per problemi di design, per incapacità tecniche o semplicemente perché tutte le sezioni prive di velocità, anche se ben fatte, di Sonic avevano ben poco. SEGA comunque non ha rinunciato, visto anche l’affetto dei fan e il gran valore commerciale del marchio, e sta ancora provando a inserire il porcospino in un contesto tridimensionale appropriato: Sonic per 360 e Play Station 3, per quanto poco riuscito o realizzato male, è la prova evidente che la fase sperimentale non è terminata, e chissà che in futuro non possa nascere davvero qualcosa in grado di ridare gloria a questo leggendario personaggio. L’episodio per Wii d’altra parte è una sorta di accettazione dell’impossibilità di adeguare il marchio alle tre dimensioni, cosa che potrebbe far storcere il naso agli appassionati di vecchia data ma che sicuramente potrebbe giovare al brand e soprattutto ai giocatori. Se Sonic non può essere più un capolavoro, che sia almeno un bel gioco, solido, divertente e adrenalinico. Gli Anelli Segreti è, nelle intenzioni, la riproposizione in tre dimensioni degli stage lineari che hanno reso grande il porcospino.

Let's run!

Il gioco è suddiviso in otto mondi (uno è un semplice mosaico di tutorial), ognuno composto da varie quest: nella maggior parte dei casi queste missioni sono ambientate nello stesso stage, limitandosi a far ripercorrere uno stesso tratto con un obbiettivo o dei nemici diversi, ma naturalmente non mancano le eccezioni. Per giocare a Sonic bisogna porre il Wiimote orizzontalmente, visto che vi limiterete a spostare il porcospino a destra e sinistra inclinando il pad: il personaggio andrà avanti da solo, starà a voi direzionarlo nel verso giusto. Fortunatamente potrete arrestare la sua corsa piegando il telecomando indietro, e naturalmente per effettuare certe mosse, come il salto, dovrete avvalervi dei tasti. Specifichiamo da subito che il sistema di controllo nelle fasi veloci funziona molto bene: il senso di velocità è alto, il concept è lo stesso dei titoli in 2d con la differenza che si va in profondità, e il tutto è molto divertente. Il gioco richiede degli ottimi riflessi, e in alcuni casi obbliga ad imparare a memoria il tracciato per far fronte ai vari ostacoli che arrivano uno dietro l’altro: la corsa è adrenalinica, e come al solito spettacolare. Il livello ambientato nell’oceano, circa a metà gioco, è esaltante come solo il primo stage di Sonic Adventure probabilmente era riuscito ad essere (limitando il discorso a questa saga). L’unico appunto che si potrebbe fare a queste parti sta nel fatto che molto spesso non si capiscono i limiti entro i quali si può muovere Sonic, visto che generalmente sono rappresentati da muri invisibili e non dall’ambientazione. I problemi gravi nascono durante le sezioni lente, problemi che si può scegliere a cosa imputare: al sistema di controllo, perché non è stato pensato per tali parti e quindi funziona molto male, oppure al level design, visto che queste sezioni con dei controlli del genere non sarebbero dovute esistere. Il personaggio, come detto prima, in ogni momento va avanti automaticamente: quando si corre o si salta in velocità non si hanno grandi impedimenti, tutto funziona bene, mentre quando sono richiesti dei balzi precisi la situazione diventa frustrante, vista l’impossibilità di graduarli adeguatamente. Ancora peggiori sono le parti in cui bisogna uccidere tutti i nemici su schermo, perché, chiusi in un ambiente circoscritto, non potrete controllare il personaggio liberamente, ma dovrete muoverlo dosando la corsa in avanti e spostandolo di lato: queste situazioni sono davvero noiose, non aggiungono niente al gioco e sono presenti, più o meno frequentemente, in ogni livello. Lodevoli invece gli scontri coi boss, abbastanza impegnativi e ben fatti, così come i vari oggetti che sfruttano i sensori del wiimote, mai forzati e inseriti con razionalità nel contesto di gioco.

Otto capitoli

Il gioco è piuttosto impegnativo, servono circa quindici ore per portarlo a termine, piuttosto stancanti: naturalmente non per ciò che farà Sonic, quanto per quello che farete voi con le vostre braccia. Ogni volta che vorrete colpire un nemico infatti dovrete spostare il telecomando in avanti, per non parlare poi dei vasi da alzare agitando velocemente su e giù il Wiimote. Completare il titolo al 100% invece vi porterà via molto più tempo, sia perché alcune missioni sono ardue, sia perché anche il traguardo più facile diventa difficile se l’obbiettivo è la perfezione. Una novità di questo gioco risiede nell’introduzione di una meccanica simile a quella degli rpg, in quanto alla fine di ogni livello vi verranno donati dei punti esperienza, che potrete sfruttare per acquistare nuove abilità. Questa modifica, che avrebbe potuto essere importante, a conti fatti è abbastanza marginale: le capacità ulteriori che sbloccherete spesso saranno superflue, e sarebbe stato meglio semplificare tutto il procedimento e limitarlo a quelle poche azioni realmente significanti. Ne abbiamo parlato solo verso la fine dell’articolo proprio perché tale funzione non è fondamentale come potrebbe apparire inizialmente, e assume una certa rilevanza solo nel momento in cui, appunto, si voglia ripercorrere ogni stage cercando di finirlo senza alcun errore: in questo caso anche le minime sfumature, quindi anche le abilità meno importanti, saranno essenziali. Ad allungare ancora di più l’esperienza ci pensa il multiplayer, che per essere in uno pseudo-platform è insolitamente gradevole: niente di eccezionale, ma grazie alla freschezza del Wiimote alcuni minigame si lasciano giocare volentieri. Per essere una modalità extra è fatta bene, ma come tale indubbiamente va considerata.

Le mille e una notte

Tecnicamente il gioco è molto valido, non rallenta mai e soprattutto vanta delle gradevoli strutture poligonali; il protagonista è stato sia modellato che animato con cura, i paesaggi sono complessi e gli effetti luce ottimi. Complessivamente è all’altezza dei migliori giochi visti su GameCube, cosa che sarebbe bello dire per ogni titolo per Wii, e nell’economia della saga rappresenta una via di mezzo tra gli Adventure e il recente Sonic per 360. Anche in questo campo però "Gli Anelli Segreti" ha dei problemi, non sul piano tecnico ma su quello artistico: per quanto si possa criticare, è indubbio che nel passaggio alle tre dimensioni Sonic abbia trovato un nuovo stile ben riconoscibile. Ambientato ne “Le mille e una notte”, quest'ultimo episodio avvicina lo stile bambinesco tipico dei vecchi giochi a quello più cool dei nuovi: nei video a fumetto, infatti, il porcospino è ben più simile alla sua forma iniziale che non a quella recente, cosa che purtroppo non ha influenzato la sua rappresentazione in-game, uguale a quella dell’Adventure. I due stili non si amalgamano, al contrario cozzano tra loro: sarebbe stato opportuno o creare tutto in chiave fanciullesca, o tutto in quella più moderna e aggressiva. Lo stesso discorso va fatto per il sonoro, eccellente nella qualità tecnica ma spesso inappropriato e invadente, non scadente in sé ma incapace di adattarsi ai cambiamenti di ritmo del gioco; il doppiaggio in inglese, oltretutto, è stato eseguito in modo superficiale (potrete sempre inserire quello in giapponese).

Commento

Sonic per Nintendo Wii è sicuramente il gioco 3d del porcospino concettualmente più vicino agli episodi a due dimensioni: decisamente meno ambizioso degli Adventure o del recente titolo per 360 e Ps3, ma probabilmente il migliore tra i poligonali. "Gli Anelli Segreti", pur con molti difetti, in primis la strutturazione delle parti ad andatura lenta, è comunque un potenziale importante primo passo: non verso un Sonic 3d capace di ripetere quanto fatto in passato, ma verso un gioco godibile e concretamente realizzabile. La stessa introduzione dello sviluppo del personaggio, semplificata e perfezionata, potrebbe essere interessante per il futuro della serie. Ora come ora questo modo d’intendere Sonic ha dato vita ad un titolo piacevole e piuttosto divertente, decisamente appetibile per i supporter del porcospino già in possesso della console.

Pro

  • Ottime le sezioni in corsa
  • Discreto multiplayer
  • Valida realizzazione tecnica
Contro
  • Direzione artistica poco omogenea
  • Tediose le parti lente

Parlare di Sonic significa parlare dell’unico personaggio capace di rivaleggiare con Mario sia dal punto di vista ludico che da quello commerciale: durante il periodo dei 16-bit la lotta per la supremazia era giocata sia dentro che fuori dal campo, con differenze sia interne ai giochi sia stilistiche: Mario era un titolo intelligente, ricercato e sofisticato, mentre Sonic puntava più sulla velocità e sull’istinto. Il porcospino blu venne creato analizzando l’ombra dell’idraulico, non perché ne fosse oscurato, ma perché pensato per fare tutto ciò che il rivale non faceva. Mentre l’icona Nintendo grazie all’episodio per SNES gettava le basi per il suo futuro, inserendo la componente esplorativa che poi sarebbe stata la chiave per la creazione di Super Mario 64, Sonic continuava a correre, sicuramente sempre in maniera più decisa, su Mega Drive. L’idraulico avvalendosi delle tre dimensioni riuscì ad evolversi rimanendo se stesso, al contrario del suo antagonista, che ancora oggi fatica a trovare una nuova forma.