Sonic RidersSonic Riders - Recensione 

Sonic e i suoi amici devono sconfiggere una banda di ladri abilissimi. Chiameranno la polizia? Li prenderanno a mazzate sui denti? No, ovviamente li sfideranno a correre sopra degli skateboard fluttuanti...

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Perché lo fai?

Sonic Riders è vecchio nell’anima. Pur settando i dettagli al massimo, sembra comunque un gioco del 2002 o giù di lì, e purtroppo l’impressione è valida non soltanto per quel che riguarda l’aspetto tecnico. Il gameplay è molto semplificato rispetto agli standard del genere e il tentativo di mixare i giochi di guida arcade con quelli di skateboard è decisamente fallito. L’accelerazione avviene in modo automatico lasciando al giocatore l’incombenza di impostare le curve, di saltare e di usare il turbo facendo attenzione a non consumare troppo le riserve d’aria, pena il rallentamento. Ovviamente per le piste sono sparsi dei bonus che vanno raccolti in modo da ottenere vari effetti: si va dai classici anelli, da sfruttare come moneta per acquistare potenziamenti nel negozio, alle riserve d’aria, che consentono di mantenere costante la velocità e poter utilizzare il turbo, fino ad arrivare a vere e proprie armi da utilizzare contro gli avversari per ostacolarli.

Sonic Riders è vecchio nell’anima

Perché lo fai?

Ovviamente non mancano aree segrete da raggiungere con salti millimetrici e scorciatoie da imboccare quando si ha una conoscenza perfetta dei circuiti. In alcuni frangenti sarà necessario muovere velocemente i tasti “destra” e “sinistra” per ottenere velocità in brevi tratti “scriptati” del circuito, dove non avremo altra forma di controllo sul nostro personaggio. Lungo i tracciati saranno inoltre distribuite delle rampe che consentiranno di eseguire lunghi salti in cui potremo prodigarci in acrobazie che, in base alla difficoltà e all’esecuzione, ci frutteranno un punteggio. A complicare la situazione ci saranno vari fattori, tra cui le scie d’aria e altri ostacoli specifici per ogni percorso, come ad esempio delle stalagmiti all’interno di una grotta di ghiaccio o delle colate di liquido incandescente all’interno di una fabbrica.
Oltre alla modalità storia, ci sono altre modalità piuttosto classiche: la corsa singola, un campionato composto da cinque circuiti, la corsa a tempo, la modalità sopravvivenza, la modalità multigiocatore, non online, la modalità missione (bisogna svolgere dei compiti specifici in ogni gara) e la modalità squadra. La maggior parte di queste si adatterebbero benissimo all’online… peccato che non sia stato implementato e che, dopo aver terminato la modalità storia, la voglia di provare anche le altre sia vicina allo zero.

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Caos

Il grosso problema di Sonic Riders è che fallisce lì dove dovrebbe eccellere: mancano velocità e divertimento. Il sistema di controllo è elementare ma sin dall’inizio appare inadeguato a garantire una sfida minima. Soprattutto nelle prime partite a regnare è il caos e spesso non si capisce bene cosa stia succedendo sullo schermo. Il risultato è che spesso si arriva primi senza sapere bene come, mentre altre volte si arriva nelle ultime posizioni pur avendo giocato in modo analogo. La situazione migliora facendo esperienza, ma non di molto. La tecnica di guida finisce quindi per contare poco, sicuramente molto meno dell’imparare a memoria i circuiti per sapere in anticipo dove posizionarsi per raccogliere i vari bonus. Una volta fatta pratica e capito come funziona il tutto, un po’ di divertimento si riesce a trarre, ma non si arriva mai all’esaltazione provabile con altri titoli in cui a contare è sempre la velocità e il disimpegno (ad esempio OutRun 2006, sempre di Sega). Paradossalmente, per giocare decentemente, bisogna sviluppare una tecnica che poco ha a che fare con la guida vera e propria (a proposito, usate un joypad qualsiasi per giocare, con la tastiera la situazione è ancora peggiore di quella descritta).
Lo stesso design dei circuiti sembra fatto apposta per frustrare, non permettendo quasi mai di sfrecciare liberamente e opprimendo con una serie insopportabile di “gadget” strutturali disseminati qua e là, che dovrebbero aumentare la varietà ma che finiscono soltanto per ammorbare. Gli sviluppatori avrebbero dovuto studiare meglio l’equilibrio raggiunto da Nintendo con i suoi Mario Kart, piuttosto che puntare ad un accumulo indiscriminato di elementi, che finiscono soltanto per confondere.

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Old old gen

A far crollare definitivamente la situazione arriva, infine, il fattore conversione. Sonic Riders è un mediocre gioco di vecchia generazione che diventa pessimo se portato di peso nella nuova. Già le versioni console non brillavano in quanto a tecnica… riproporre, dopo un anno, le stesse pessime texture, gli stessi modelli tridimensionali e gli stessi identici circuiti (che risaltano soltanto per la povertà visiva generale) è deprimente. I colori sgargianti e la simpatia dei personaggi, tutta da verificare, non aiutano. Oltretutto alcuni effetti sembrano non funzionare correttamente, come l’AA che produce miglioramenti irrilevanti sull’immagine. Mettiamoci anche il comparto audio, caratterizzato da musiche tecno alla lunga noiose e da effetti sonori fastidiosi (come quello delle scie d’aria che imprigionano i personaggi), e capirete perché consideriamo l’uscita di questo titolo sul mercato PC superflua e mal programmata. Forse avrebbe avuto senso un’uscita in contemporanea con le altre versioni. Ma l’uscita ritardata, i numerosi problemi illustrati sopra e, più in generale, la scarsa qualità complessiva, gli fanno meritare un cantuccio nel club esclusivo dei titoli da lasciare assolutamente nei negozi, reali o virtuali che siano.

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Box Hardware


Requisiti Minimi: Processore: Pentium 3 1.0 Ghz o AMD equivalente RAM: 128 MB Scheda Video: Compatibile Direct 3D con 64Mb Spazio su disco: 3.0 GB Requisiti Consigliati: Processore: Pentium 4 1,4Ghz o AMD equivalente RAM: 256 MB Scheda Video: Compatibile Direct 3D con 64Mb Spazio su disco: 3.0 GB Configurazione di prova Processore: Intel Pentium 4 3,4 Ghz RAM: 2 Gb Scheda Video: NVIDIA 7800GT

Commento

Breve, poco appagante, confusionario, brutto graficamente e con una colonna sonora barbara e tristemente cool, Sonic Riders riesce a divertire soltanto a patto di amare allo spasmo Sonic e i suoi amichetti, e soltanto dimenticandosi della concorrenza. Forse sarà gradito ai possessori di PC che non hanno una console e che vogliono dilettarsi con qualcosa di disimpegnato… ma perché, allora, non guardare altrove? Ci sono giochi di corsa arcade di qualità decisamente maggiore e che si trovano a prezzi molto più abbordabili. Insomma, non avete ancora capito? Lasciatelo perdere.

Pro C'è Sonic... se vi piace il personaggio La traduzione in italiano è impeccabile Fatta pratica può anche divertire per qualche partita Contro Caotico Tecnicamente giurassico e privo di stile Manca completamente l'online

Chi non muore si rivede

Quello di Sonic sembra essere un brand commercialmente vivissimo, ma qualitativamente oscillante tra alti e bassi (soprattutto bassi), e quindi decisamente scostante. Anzi, diciamo meglio: ormai è raro trovare un titolo della serie che valga la pena di acquistare. Ovviamente non ha più senso confrontarlo con il suo vecchio concorrente diretto all’epoca della guerra tra le console a 16bit, quel Mario che ormai lo guarda da vette di eccellenza irraggiungibili, nonostante abbia qualche annetto in più sulle spalle. Sonic Riders, ultima incarnazione digitale del porcospino blu è qui per ricordarci che al peggio non c’è mai fine…
Il voto a fondo pagina lo avete visto. Ora bisogna spiegarne i motivi visto che è decisamente più basso rispetto a quello delle versioni console, uscite un anno fa.
Il gioco si presenta male sin dall’avvio, con un filmato che mira ad essere cool a tal punto da risultare soltanto di cattivo gusto, grazie ad un mix tra musica tecno, immagini falso visionarie e colori sgargianti. Il concept del gioco è chiaro sin da subito: presi i personaggi del mondo di Sonic, gli si affibiano delle tavole volanti simil skateboard (avete presente Ritorno al Futuro 2?) e li si fa correre per piste improbabili, condendo il tutto con una trama al limite della morte neurale, tanto per non far intendere che bisogna prendere semplicemente parte ad una serie di gare appiccicate una dietro all’altra. I nemici di turno sono una squadra di abili skater coadiuvati dall’immancabile dottor Eggman, nemesi classica che da tempo immemore tormenta la vita dell’eroe più veloce del mondo dei videogiochi. Dopo delle premesse così esaltanti viene voglia soltanto di saltare i vari filmati d’intermezzo e di gettarsi nella mischia, per sfrecciare come folli… ma c’è qualcosa che non quadra.

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