Space Race  0

Finalmente il destino di Will Coyote è nelle nostre mani: se cadrà in un burrone a bordo di un mortaretto gigante sarà solo per colpa nostra...

Altro che Dumbo,qui volano elefanti rosa!!

Iniziamo a parlare delle modalità di gioco: come tutti i titoli di questo genere si parte con un ristretto numero di personaggi all’inizio che poi aumenteranno vincendo leghe o addirittura comprandoli, inutile dire che ogni pilota sbloccato avrà in dotazione un mezzo con proprie caratteristiche che “influenzeranno” lo stile di guida. Alla stessa maniera sarà possibile sbloccare circuiti e modalità inedite, schede e filmati sui personaggi. Detto ciò bisogna parlare del cosiddetto fil rouge che contraddistingue tutto il titolo: la demenzialità che esce da ogni linea di codice, visto che in fin dei conti si ha a che fare con Bugs Bunny, Gatto Silvestro, Will Coyote e compagnia. Tutto insomma è stato programmato per suscitare ilarità, e bisogna dare atto ai ragazzi di Melbourne House dell’ottimo lavoro svolto. Più che la grafica, esemplificative del concetto sono le armi a disposizione: personalmente durante le prime partite sono morto dalle risate, vedersi arrivare addosso dal nulla elefanti rosa, pianoforti, incudini, o le già citate nuvolette fantozziane è realmente esilarante.

Cell shading mon amour...

La grafica è esattamente quello che ci si aspetta da un titolo di questo genere: la prima cosa che si nota è il ricorso alla tecnica del cell shading, così di fatto si gioca con un cartone animato bidimensionale vero e proprio, anche se in verità abbiamo davanti agli occhi un buon numero di poligoni. Anche la fluidità e velocità si attestano su buoni livelli, non si arriva a schizzare come in Wipeout, ma non ci sono cadute di framerate nonostante il già citato buon numero di poligoni. È un vero spettacolo vedere i nostri beniamini sfrecciare a bordo di mezzi assurdi in piste ben disegnate e dai cromatismi arditi e quantomai esagerati. Niente a livello grafico è stato lasciato al caso: i piloti “vivono” la gara, salutando e prendendo in giro i concorrenti superati, mentre di tanto in tanto si accendono due schermi dove due cronisti ci danno il loro pareri illuminanti sull’andamento della gara. Anche il sonoro è di altissimo livello: la localizzazione è assolutamente perfetta, le musiche molto belle, anche se in alcuni casi mi hanno dato l’idea di essere un po’ fuori luogo.

Molta forma poca sostanza....

Fino adesso si è parlato di aspetti positivi del titolo, che nonostante la loro bontà e abbondanza, non riescono però a mascherare alcune gravi pecche che inficiano non poco la giocabilità e il grado di coinvolgimento del titolo. Iniziamo però col dire che il titolo non ha come target di riferimento lo stesso pubblico di quello di Wipeout, quindi molti degli appunti a venire decadono se chi gioca è diciamo, under 14. Non è possibile parlare di una vera è propria fisica alla base del mezzo: si hanno a disposizione gli aerofreni come nel titolo di Studio Liverpool, si scoda e si va in derapata che è un piacere, quello che manca però è la concentrazione e l’attenzione che ci porta a pennellare curve, a rosicchiare millesimi e a staccate al limite. L’unico reale ostacolo da superare è l’andare fuori strada o cadere in un burrone che ci fa perdere numerosi secondi, tutto qui. Anche i nostri avversari denotano una intelligenza artificiale scarsa, si lasciano superare senza battere ciglio, l’unica cosa che fanno è svuotare il loro arsenale su tutto ciò che si muove. Il ricorso alle armi diventa quindi l’unica variante che dona al titolo un briciolo di sfida. È infatti impossibile evitare elefanti, pianoforti e incudini che ci cadono in testa, non ci resta altro che rialzarci, arrivargli addosso e a nostra volta attivare il nostro arsenale demenziale. Cosi’ alla fine vince il fortunato che durante l’ultimo giro è stato colpito meno volte o perlomeno il più lontano possibile dal traguardo. In definitiva il titolo Infogrames si presta ad una duplice chiave di lettura: se si è in cerca di un prodotto lungo, complesso, difficile, impegnativo e gratificante alla lunga, Space Race non è esattamente quello che si sta cercando. Chi invece vuole un titolo facile, immediato, esilarante e tecnicamente di ottima fattura può tranquillamente gettarsi su questo titolo. In ultima analisi l’opinione sul titolo è certamente negativa; anche nascondendosi dietro il paravento del target di riferimento, Space Race è oggettivamente poco divertente e coinvolgente, anche se dotato di un comparto audio/video di tutto rispetto, passati insomma i primi minuti di esaltazione di fronte a tanta magniloquenza visiva, il giocatore scafato cadrà nel cosiddetto letargo videoludico. Un occasione sprecata insomma.

    Pro
  • Grafica e sonoro di alto livello
  • Molte armi a disposizione
  • Immediato
    Contro
  • Facile
  • Poco coinvolgente
  • Fattore sfida pressocchè nullo

Space Race Vs WipeOut(?!?)....

Il nuovo titolo Melbourne House è un simpatico racing game che ci pone alla guida di mirabolanti mezzi volanti impersonando personaggi storici e/o mitici del calibro di Gatto Silvestro, Porky Pig e compagnia bella. Space Race è certamente la prima risposta diretta a Wipeout Fusion. Certo non possiamo parlare di concorrenza a tutti gli effetti, ma in fin dei conti il concetto che sta alla base dei due titoli è uguale: mezzi volanti fantascientifici, percorsi più adatti a voli pindarici che a condotte di gara pulite e rigorose e mezzi di offesa disparatissimi. Che poi nel titolo Infogrames il pilota più rappresentativo del lotto sia un gatto maldestro, e che l’arma più tecnologica sia una nuvoletta di fantozziana memoria in bomboletta pronto uso, non cambia il discorso: Space Race = Wipeout Fusion. Provocazioni a parte, la teoria alla base dei due titoli è la stessa, la pratica poi è chiaramente agli antipodi.