Spectrobes - Recensione  0

La Disney combatte i Pokémon, e lo fa anche bene.

Spectrobes?

La battuta sull'identità che in teoria dovreste aver letto poco prima di cominciare questo paragrafo, è riferita alla scelta di Disney di scimmiottare lo stile nipponico, in particolare di anime e manga, per caratterizzare il design, l'ambientazione e la trama di Spectrobes. Una volontà sinceramente inspiegabile, visto che di certo alla Disney non manca il talento per creare mondi originali e ricchi di personalità: ne risulta quindi una specie di produzione giapponese che tuttavia giapponese non è, e la sensazione è strana, ci vuole un po' per adattarsi allo stile grafico a metà tra un manga e un fumetto americano, e ai nomi orientaleggianti che suonano più buffi che realistici. Alla fine, il risultato non è malaccio, ma da quelli che hanno sfornato Il Pianeta del Tesoro ci si aspetta sinceramente qualcosa di più, fantascientificamente parlando.
Il protagonista, comunque, è una macchietta tutto sommato simpatica e ben caratterizzata: Rallen è una specie di poliziotto spaziale, e insieme alla collega Jeena si trova ad avere a che fare con una minaccia decisamente aldilà della sua portata di casinista e scavezzacollo, nel momento in cui ispezionando un pianeta si imbatte in un vecchio scienziato alla ricerca di un modo per salvare la galassia dalla minaccia degli alieni Krawl. La soluzione potrebbe essere negli Spectrobes, creature ritenute estinte dagli enormi poteri, in grado di contrastare i Krawl in combattimento: l'avanzatissima tecnologia del vecchio Aeonus però permetterà a Rallen di scovare i fossili di Spectrobes e riportarli in vita per costruire un esercito da contrapporre all'avanzata letale dei Krawl.
La fase di scavo è uno degli elementi ludici più divertenti in Spectrobes, rivaleggiando in modo intelligente e originale alla classica cattura tramite Pokéball: tramite uno Spectrobes cucciolo è possibile rilevare la presenza nelle varie zone che si esplorano di minerali, utili a potenziare gli Spectrobes in incubazione, o di fossili di altri Spectrobes. Una volta trovato un fossile, con il pennino si procede a spazzolare la terra e la polvere dalle ossa, ben attenti a non rovinarle: per questa operazione è possibile scegliere tra vari tipi di strumenti, che permettono intensità e precisione diverse durante l'operazione di recupero. E' perfino possibile soffiare sul microfono per potere appunto soffiare via la polvere e ottenere una maggiore visibilità del fossile. Si tratta certamente di un mini-game coinvolgente che contribuisce a rendere più interessante la scoperta e la crescita degli Spectrobes: i fossili riportati alla luce, infatti, saranno posti in una sorta di camera d'incubazione e modificati con i vari minerali e item recuperati in giro per la galassia, che cambieranno le loro capacità di combattimento. Eh sì, perchè esattamente come in Pokémon, anche nella produzione Jupiter c'è da menar le mani.

Gonna beat'em all!

Rallen potrà portarsi nelle sue peregrinazioni per il sistema stellare Nanairo fino a sei Spectrobes, e due per volta lo aiuteranno a combattere i Krawl, mentre gli altri influenzeranno passivamente le capacità del party principale con alcuni bonus: i Krawl si manifestano negli scenari 3D sotto forma di piccoli cicloni neri, entrando in contatto con essi verrà caricata rapidamente una sorta di arena tridimensionale nella quale controlleremo direttamente il modello poligonale di Rallen, con a fianco i suo i prodi Spectrobes. Le capacità offensive di Rallen sono mediocri, un'arma a lungo raggio e una spada, la vera forza del giovane eroe sta proprio nelle due creature che lo seguono: alcune semplici combinazioni di tasti, che tuttavia all'inizio creeranno qualche confusione, permettono di scatenare gli attacchi normali e speciali degli Spectrobes contro i nemici. Per quanto semplice e spettacolare, la possibilità di affrontare in real-time i nemici, che mancava in Pokémon, è influenzata negativamente dalla mancanza di un vero e proprio "lock-on" che permette di indirizzare i colpi delle creaturine spaziali verso determinati nemici: gli Spectrobes attaccano semplicemente a vuoto, buon per noi se nella traettoria dei loro colpi si trovano i Krawl da sconfiggere. In genere non è un problema davvero fastidioso, ma quando soltanto un nemico si trova nell'area di combattimento, e magari di dimensioni ridotte, ci si ritrova semplicemente a sperare di non colpire l'aria. Durante gli scontri, inoltre, è possibile caricare una sorta di super-mossa che unisce le capacità distruttive dei due Spectrobes, danno luogo a spettacolari sequenze pirotecniche: la potenza di quest'attacco e la semplicità di esecuzione talvolta lo rende il modo più veloce di terminare uno scontro, limitando un po' la varietà e difficoltà dei combattimenti, sopratutto nelle prime ore di gioco.
L'elemento centrale del concept in Spectrobes non è comunque la fase di combattimento, ma proprio quella di localizzazione e recupero di fossili ed oggetti in giro per la galassia, spostandosi da un pianeta all'altro per aumentare la nostra collezione di guerrieri alieni mentre si sconfiggono i vari Krawl, completando le missioni imposte ed opzionali, avanzando in una trama semplice ma tutto sommato coinvolgente e con alcuni colpi di scena molto gradevoli, ampliata dai "web-episodes" che è possibile scaricare da Internet. La qualità dei testi in italiano, eccellente, aiuta molto in questo senso. E la miriade di cose da fare rende Spectrobes più longevo di quanto sarebbe seguendo semplicemente la main-quest, completabile in poche ore. La gestazione degli Spectrobes nell'incubatrice permette di sfamarli, accarezzarli e condurli ai loro stati evoluti controllandone le statistiche e le capacità combattive: tutte queste attività ruotano attorno alla ricerca e al dissotterramento di fossili, minerali e Cube (degli oggetti che una volta ritrovati sbloccano nuove opzioni di gioco), attività che per quanto divertente, sopratutto considerando l'ampiezza e varietà degli scenari esplorabili, tende alla lunga a diventare stancante.

Anti-Pokémon, versione DS

La qualità tecnica di Spectrobes è notevolissima, e Jupiter dimostra ancora una volta un grande talento. I modelli poligonali di Rallen, dei suoi compagni di avventura e degli Spectrobes sono forse un po' piccoli, ma ricchi di ottime animazioni, fluide, specialmente in combattimento. Alcune sequenze narrative sono realizzate completamente in tre dimensioni, e combinate alla gran varietà degli artwork che rappresentano i personaggi durante i dialoghi, si ha la sensazione di assistere a una specie di manga semi-animato. Manca certo quella personalità della quale si parlava all'inizio, si nota che l'orientalizzazione del character design è decisamente forzata, ma la simpatia del cast e degli Spectrobes fa dimenticare presto questo passo falso. L'engine grafico si comporta estremamente bene, sopratutto durante i combattimenti e negli esterni: la varietà estetica degli ambienti rende la loro linearità meno notevole di quanto in realtà sia, sopratutto grazie alla scelta di estendere la visualizzazione ad entrambi gli schermi del DS. Ne risulta un motore poligonale convincente, nonostante le texture, non particolarmente brillanti e anzi piuttosto slavate.
L'accompagnamento musicale non è certo indimenticabile, ma la varietà delle tracce sonore, diverse da pianeta a pianeta, non lo rende affatto ripetitivo, ma anzi piuttosto gradevole e azzeccato. Tecnicamente, quindi, un titolo che spinge le capacità del DS in modo coraggioso, pur non raggiungendo la qualità di prodotti come Final Fantasy III.

E le carte?

All'interno della confezione di Spectrobes si trovano delle carte plastificate che ricordano molto quelle dei Trading Card Game. La loro funzione, in realtà, è ben diversa. Noterete che sono forate in vari punti, e che ogni carta mostra uno Spectrobe: sbloccando l'apposita opzione dopo aver ritrovato un certo Cube, sarà possibile posizionare una card sul Touch Screen e toccarlo col pennino in corrispondenza dei suddetti fori: et voilà, un nuovo Spectrobe si aggiungerà alla vostra collezione! La varietà delle card acquistabili insieme al gioco apre un ventaglio di possibilità e scambi decisamente interessante: un'idea davvero simpatica, che speriamo possa essere recuperata e ampliata, in seguito, da molti altri giochi.

Commento

L'unico e vero difetto di Spectrobes è la volontà in un certo senso di esagerare di Jupiter Corporation: in Spectrobes c'è davvero troppo da fare, ma tutto ruota attorno all'attività di scavo dei fossili, alla lunga più tediosa che esaltante. Tuttavia, la quantità di idee compresse in questa cartuccia è impressionante, e molte di essere sono ottime, se non geniali. Una maggiore cura per la resa visiva, specialmente cromatica, più personalità e una maggiore difficoltà nei combattimenti avrebbe reso Spectrobes un piccolo capolavoro: è invece "soltanto" l'acerrimo nemico di Pokémon, un action-JRPG davvero divertente, ottimamente confezionato e probabilmente base di lancio di una massiccia operazione commerciale che si svilupperà nel corso del tempo. Saprà restare giovane come l'infinita serie Nintendo?

    Pro:
  • Concept originale e ben sviluppato
  • Ricco di idee e molto vario
  • Sistema di combattimento semplice e divertente
    Contro:
  • Difficoltà piuttosto bassa
  • Texture bruttine
  • Un po' ripetitivo

Non c'è dubbio che i Pokémon abbiano avuto un impatto notevole sulla fantasia dei game-designer, e la coppia originale che diede inizio alla cosiddetta "Pokémania", ovvero le edizioni Red e Blue per il Game Boy, è stata clonata talmente tante di quelle volte (anche da Nintendo stessa per i vari sequel, per dirla tutta) che non si contano più i videogiochi basati sul concept dell'allevamento di mostriciattoli da combattimento. E allora giù di Monster Rancher e Digimon, senza contare tutte le varianti inserite come divertissement in ogni genere di titolo che ne giustificasse la presenza, sopratutto di tipo J-RPG.
A ridosso del lancio della nuova generazione di Pokémon, incarnata nelle versioni Diamond e Pearl per Nintendo DS, è addirittura la Disney a sfornare la sua versione di Pokémon, coadiuvata dalla notevole abilità dei programmatori della Jupiter, già autori di Kingdom Hearts: Chain of Memories. Il risultato supera le aspettative di una scialba copia delle mitiche avventure di Pikachu e compagni, proponendosi come ideale inizio di una serie che potrebbe far tremare i pocket monsters giapponesi. Se solo avesse un'identità propria...