Spettacolo di MagiaSpettacolo di Magia - Recensione 

Dopo avervi potenziato il cervello e migliorato l'inglese, Nintendo DS si appresta ora a introdurvi ai segreti della magia. Con l'ausilio di un mazzo di carte.

Sviluppato da Tenyo, questo Spettacolo di Magia DS si inserisce nella cerchia dei giochi della “Touch Generation”, che ormai si è privata totalmente del suo significato letterale ed è diventata un sinonimo di “giochi per casual”, probabilmente grazie alle caratteristiche degli esponenti più importanti e conosciuti, Brain Training su tutti. Proprio titoli come questo Spettacolo di Magia, che giochi non sono, potrebbero in futuro portare a un presa di coscienza del mezzo più ampia, focalizzando l’attenzione più sull’interazione che sull’istanza ludica, e permettendo al videogioco di compiere, forse, finalmente, un passo in avanti nel sentiero dell’arte. Al momento comunque siamo nel 2008, e smettendo di ammirare simili suadenti prospettive future ci troviamo di fronte a questo interessante e gradevole progetto Nintendo, un corso da incantatore fai-da-te.

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Lettera per Hogwarts

Non sempre è sensato criticare in sede di recensione gli elementi paratestuali di un gioco, ma Spettacolo di Magia rappresenta una lampante eccezione: venduto assieme a un mazzo di carte, fa sfoggio della sua presenza sugli scaffali attraverso una scatola molto più grande, oltre che spessa, degli altri titoli. Il mazzo è semplice, classico, da cinquantadue carte – più, ovviamente, due jolly – non particolarmente adatto a un mago professionista, ma più che sufficiente per un bambino interessato a imparare qualche trucco. Il target di Spettacolo di Magia infatti è evidente: estetica e strutturazione, tutto verte a incanalare il prodotto verso un pubblico estremamente giovane. Piuttosto che prendere per mano l’apprendista e portarlo a livelli d’eccellenza, il titolo di Tenyo si limita a introdurlo all’argomento, lasciando poi alla curiosità personale il compito di approfondire il tema altrove. È un peccato, perché l’idea era molto interessante, e grazie alle capacità offerte dal videogioco si sarebbe potuto probabilmente rischiare di più, visto che sostanzialmente sono presenti contemporaneamente strumenti del mestiere e guida ai trucchi. Gli sviluppatori hanno scelto di rendere tutto più divertente e meno professionale, molti giochi si eseguono solo attraverso il DS, senza le carte.

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Avada Kev… emm… Abracadabra!

Erano due le vie percorribili per distanziare questo prodotto dagli altri giochi di magia: una era renderlo più complesso e professionale, l’altra era basarlo sull’utilizzo del DS più che sulle carte. Come detto prima, è stata scelta la seconda strada, che però porta a una domanda dalla difficile risposta: Spettacolo di Magia è stato pensato come un tutorial per preparare il giocatore a eseguire pubblicamente dei trucchi di magia, ma ha davvero senso stupire gli altri attraverso il DS, e quindi, conseguentemente, attraverso una macchina? La magia e i colpi di scena, anche fuori da questo ambito, sono strutturati sulla comune conoscenza da parte dell’esecutore e del pubblico dei limiti del mezzo utilizzato; se tutto è possibile, allora niente è sorprendente. Tutti conoscono le carte e le loro caratteristiche, pochi conoscono le potenzialità del DS, quindi sarà difficile convincere lo spettatore occasionale che il trucco è merito dell’uomo piuttosto che della console. Il dilemma sarebbe minimo se i giochi con le carte fossero stati in maggioranza, ma purtroppo questi trucchi sono degli intermezzi – numericamente – a quelli da realizzare col DS, che spesso consistono nel premere i tasti dorsali (L e R) mentre lo spettatore non vede. Il gioco è suddiviso in tre sezioni: Assolo di Magia, Show di Magia e Prove di Magia. In Assolo di Magia si eseguono dei trucchi proposti dal DS, sia con le carte che direttamente con la console, cercando di capire autonomamente il loro funzionamento, e per gran parte si fondano sulla logica; con Show di Magia, al contrario, si è illuminati fin da subito sul segreto di un determinato gioco, e bisogna esercitarsi per poi eseguirlo correttamente di fronte a una platea – anche qui, naturalmente, ci sono trucchi sia con le carte che senza. Prove di Magia invece è una semplice collezione di minigiochi, idealmente inserita per limare l’abilità dell’incantatore, praticamente presente per allietare le pause tra un trucco e l’altro; qualità e varietà dei minigame purtroppo non sono tra le migliori. In tutte e tre le sezioni si collezionano dei punti utili a sbloccare nuovi trucchi, ma nonostante questo il numero di giochi presenti, indipendentemente dalla modalità, è piuttosto basso. Esteticamente il titolo è abbastanza piatto, leggibile e chiaro ma con uno stile incoerente, che alterna icone minimaliste a personaggi dalle fattezze barocche.

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Commento

Spettacolo di Magia è un gioco per i più piccoli, non per il tema trattato, ma per la semplice struttura che lo costituisce. L’idea è ottima, e con qualche sforzo in più questo titolo avrebbe potuto affiancare i migliori esponenti della Touch Generation. I trucchi sono divertenti ma poco numerosi, e convincono raramente quelli basati sull’utilizzo del DS, sia per le meccaniche che per l’effettiva possibilità di riprodurli in pubblico. Resta un gradevole regalo per un bambino, visto il prezzo ridotto, in alternativa a un classico gioco di magia piuttosto che a un videogame. Per tutti quelli intenzionati a seguire il nostro consiglio specifichiamo che saper leggere è comunque una condizione necessaria per fruire del prodotto.

Pro L'idea è interessante Contro Troppo corto I trucchi con Nintendo DS non convincono appieno I minigiochi sono un riempitivo

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