Spider-Man 3Spider-Man 3 - Recensione 

Nella versione Wii di Spiderman 3 voi non fate finta di essere l'Uomo Ragno, voi siete l'Uomo Ragno! Allora è vero che i supereroi hanno superproblemi...

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Swish! Pim! Pum! Pam!

Chiaramente non sarebbe un problema se missioni sulla carta molto varie ma all’atto pratico tutte uguali si fondassero su un sistema di controllo divertente e ben realizzato: anche se dovessimo passare il 90% del nostro tempo a menare pugni, ne saremmo ben contenti se ciò ci regalasse scariche di adrenalina e di divertimento!
Wiimote e Nunchuck sono ben sfruttati ed è chiaro che il gioco è stato costruito attorno al sistema di controllo e non viceversa: lo spostarsi per la città prevede diverse modalità ma quella che salta subito all’occhio è lo “slinging” tra un grattacielo e l’altro così tipico dell’Uomo Ragno, che lancia le sue ragnatele sugli edifici e su qualsiasi superficie solida per sfruttarle come liane e muoversi nella giungla di cemento come faceva Tarzan in quella vera: su Wii le due braccia corrispondono al telecomando e al Nunchuck e dovremo agitarli alternativamente per effettuare l’azione. Il sistema prevede anche raffinatezze quali il controllo tramite stick analogico, il rapido e brusco cambio di direzione a seconda di dove indirizzate il braccio e l’aumento della velocità tramite pressione di A (o in alternativa un sistema più complesso ma anche più divertente), ed è quindi non immediatissimo, ma si tratta indubbiamente della caratteristica migliore del gioco. Se già con un normale joypad nei precedenti titoli era divertentissimo girare per la città in questo modo, qua raggiungiamo vette di divertimento alte quanto l’Empire State Building, giusto per rimanere in tema, e difficilmente vi stancherete di dondolare allegramente tra un palazzone e l’altro! Tutte le altre acrobazie sono implementate in modo più tradizionale ma teoricamente, una volta presa confidenza col sistema di controllo, inanellare una serie di spettacolari movimenti, arrampicate, acrobazie dovrebbe essere una gioia per gli occhi e per le braccia, ma purtroppo il tutto viene spesso minato da difetti di implementazione o da veri e propri bug, quali ad esempio una telecamera estremamente capricciosa che può rendere frustranti le sessioni di arrampicata.

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Swish! Pim! Pum! Pam!

L’altra grande branca dei movimenti di Spiderman è quella riguardante il combattimento; beneficia del sistema di potenziamenti descritto prima che, col passare del tempo, mette a vostra disposizione numerosissime azioni: potrete così inanellare combo sempre più elaborate (serie di colpi leggeri e veloci più devastante cazzottone finale), confondere l’avversario volteggiandogli intorno, eseguire spettacolari attacchi volanti, o ancora intrappolarlo nella vostra tela per poi farlo roteare a mo’ di rodeo o scagliarlo in aria e farlo precipitare fragorosamente a terra danneggiando anche i suoi compari, il tutto, ovviamente, muovendo come si deve Wiimote e Nunchuck. Il combattimento è quindi estremamente vario e risolverebbe così il problema delle missioni sempre uguali, non fosse che anche qui ci ritroviamo di fronte ad un’esecuzione sommaria di idee ottime: le collisioni coi nemici lasciano per esempio a desiderare in quanto non sembra esserci un criterio logico per distinguere i casi nei quali un attacco avrà successo e un altro no, gli attacchi con le ragnatele sono divertentissimi finché tutto fila liscio ma spesso Spiderman si libera da solo dell’avversario intrappolato nella tela quando voi in realtà volevate divertirvici un po’, e in generale può capitare, semplicemente, che qualche volta il gioco non risponda alle vostre sollecitazioni, segno di una fase di testing e di debug veramente poco accurata.
Del sistema di combattimento entra a far parte anche la dinamica legata al costume nero: a differenza delle altre versioni next-gen, qui entrerete in possesso del simbionte molto presto e potrete decidere di usarlo quando vorrete, anche se per periodi brevi di tempo per evitare che prenda il possesso della vostra volontà. E’ una sorta di modalità berserk che vi rende più potenti e dinamici, ma che vi impedisce di usare i potenziamenti acquisiti nel corso del gioco e di accumulare esperienza: in ultima analisi se avrete la pazienza di sbloccare abbastanza mosse nuove lo Spiderman rosso finirà con l’essere più potente e versatile di quello nero, rendendo l’utilizzo di quest’ultimo un semplice divertissement molto carismatico, ma nulla più.

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La Grande Mela è piuttosto acerba…

Collegandoci al discorso iniziale sui blockbuster, Spiderman 3 dovrebbe presentare un reparto tecnico/stilistico ai massimi livelli, fatte le debite considerazioni sulle potenzialità hardware del Wii. In effetti che l’engine almeno preveda di sfruttare alcune delle caratteristiche della console, è forse la prima volta per un gioco di terze parti, si vede. Innanzitutto da lodare lo streaming della città: mentre attraversate l’enorme area urbana non vi accorgerete nemmeno dei caricamenti che pure il gioco effettua; è una tecnologia tutto sommato ormai non nuovissima, ma qui implementata con maestria. Il personaggio principale è ben modellato ed animato, e negli interni, ricchi di dettagli e con ottime texture ma purtroppo ben pochi nel corso del gioco, l’engine mantiene una decorosissima fluidità. Lodevole è pure la quantità di poligoni a schermo negli esterni, pieni di palazzoni, di passanti e di vetture, così come le texture dell’Uomo Ragno, oltretutto impreziosito da effetti luce vagamente next-gen. Le musiche sono quelle del film, quindi di qualità, e il doppiaggio, italiano, è realizzato ottimamente dagli stessi doppiatori del film; oltretutto è scritto anche bene e spesso strappa più di un sorriso.

anche grafica e sonoro sembrano un colossale inno al volevo ma non ho potuto

La Grande Mela è piuttosto acerba…

Un quadro tecnico solo positivo, quindi? Niente affatto, purtroppo, e come tutto quello di cui abbiamo discusso sinora, anche grafica e sonoro sembrano un colossale inno al volevo ma non ho potuto: il prezzo da pagare per lo streaming della città è un pop up di poligoni e texture dei grattacieli che ha del clamoroso in alcuni casi e soprattutto un framerate altamente incostante, nonché delle texture che, a parte alcuni sporadicissimi casi, sono sporche e opache, e tutti i personaggi che non siano il protagonista sono modellati con pochi poligoni, dotati di poche routine d’animazione e con le solite texture di bassa qualità; le musiche, per finire, sono ripetitive. Tutto sommato però grafica e sonoro riuscirebbero a strappare la sufficienza perché l’effetto globale è positivo, ma entrano in gioco dei bug enormi e scandalosi non tanto per quanto compromettano il gioco, ma perché sono veramente tantissimi e non c’è situazione dove non si verifichino: abbiamo già parlato della telecamera capricciosa ma che ne dite, per cominciare, degli abitanti che passano allegramente in mezzo ai camion parcheggiati per strada? Di ostaggi recuperati che al termine della missione si trasformano magicamente in normali passanti cambiando aspetto, vestiti e spesso anche sesso? Degli stessi ostaggi che vi ringraziano sentitamente quando li salvate salvo poi ringraziarvi di nuovo, stavolta però con una voce e un tono completamente diversi? O ancora di una missione che non riuscite a completare perché avete voluto scagliare in acqua l’ultimo cattivo, col quale dovreste parlare per passare ad altro? Lui è lì che si tiene amabilmente a galla, ma voi appena entrate in acqua venite magicamente riportati sulla terraferma, e allora come si fa? Lo dovremmo chiedere a chi si è occupato del testing…

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E’ evidente anche agli occhi di un giocatore poco esperto: la mancanza principale di Spiderman 3 risiede in una fase di testing e di debug che definire poco approfondita sarebbe un eufemismo. E’ chiaro che i VV siano stati costretti a far uscire un gioco che non si può definire pronto, per sfruttare il traino dell’uscita del film, ed è un peccato enorme perché l’unico vero difetto strutturale del gioco è la scarsa varietà delle tante missioni secondarie. Tutto sommato, infatti, ci troviamo di fronte ad un prodotto giocabile e ottimamente strutturato: il sistema di potenziamento, la trama principale, il desiderio di eliminare la feccia criminale e la dinamica dello slinging potrebbero pure esercitare su di voi un fascino tale da spingervi a portare a termine il titolo, ma la scarsissima attenzione deputata alle fasi finali della produzione resta una mancanza di considerazione nei confronti del giocatore assolutamente imperdonabile, ed è solo per questo che, alla fine, Spiderman 3 per Wii, un titolo che poteva essere ben altro, viene sostanzialmente bocciato.

Pro Lo slinging è eccezionale, le mosse molto varie Streaming della città ben implementato Ottimamente strutturato Contro Graficamente grezzo Missioni secondarie per nulla varie Una quantità di bug e sviste che ha del clamoroso!

Powered by Wii

Mentre la vita del Wii va avanti tra successi fino a poco tempo fa del tutto imprevedibili, è normale lasciarsi alle spalle a poco a poco la prima fase di studio da parte delle software house esterne che è consistita, spesso e volentieri, in tonnellate di porting dalle altre console con grafica deludente e controlli magari dalle buone intuizioni ma dalla realizzazione altalenante. Spiderman 3 è invece un prodotto costruito, dalla prima fase di progettazione, intorno alla console Nintendo, in tutto e per tutto. I Vicarious Visions, che non a caso non si sono occupati delle versioni per X360 e PS3, hanno creato la propria visione con il Wii in mente e per una volta si può dire che è il gioco per PS2, che ne condivide la struttura, a rappresentare il porting con grafica scadente e controlli raffazzonati, ma questa è un’altra storia. La trama principale del gioco, che prevede anche numerosissime missioni laterali, è ispirata a quella del film anche se con necessarie ed evidenti licenze qua e là: sostanzialmente ci troviamo di fronte ad uno Spiderman/Peter Parker innamoratissimo della sua MJ ma che, visto che la felicità non dura per sempre nei film esattamente come nella vita reale, ben presto si trova di fronte alla sfida più grande della propria carriera, quella contro il suo stesso lato oscuro portato alla luce da un’entità aliena simbiotica che gli dona un nuovo, intrigantissimo costume nero, tanta potenza in più ma anche tanta cattiveria, che presto diverrà difficile da controllare…

Spiderman 3 è invece un prodotto costruito, dalla prima fase di progettazione, intorno alla console Nintendo, in tutto e per tutto.

Powered by Wii

Il gioco è strutturato a missioni in una New York davvero enorme, due volte quella di Spiderman 2, ed esplorabile, negli esterni, in assoluta libertà sfruttando a dovere i poteri “donati” a Peter dal piccolo ragnetto radioattivo che è all’origine della sua epopea. Le missioni sono veramente tantissime e si dividono in diverse tipologie: abbiamo innanzitutto quelle della storyline principale, che ricalca la storia del film, le uniche che ci interessano se ciò che vogliamo fare è solo “portare a termine” il titolo; una volta completata una si renderà disponibile in un punto comodamente segnalato a schermo la successiva, il tutto tenuto insieme da filmati in computer graphic dalla fattura non eccezionale. Così però ci perderemmo almeno la metà, probabilmente di più, di quello che Spiderman 3 ha da offrire: a New York infatti operano diverse bande criminali che si contendono tra loro e con la polizia il controllo del territorio; Spiderman potrà in ogni momento controllare la situazione attuale sulla mappa per decidere eventualmente di rompere le uova nel paniere ai cattivi di turno e consegnare quella determinata zona alla polizia, oppure andare in una zona già controllata dagli agenti ma che presenta qualche problema e rafforzarne così la sicurezza. E’ quasi indispensabile attendere ogni tanto a compiti di questo genere: così facendo non solo i giudizi che i cittadini hanno di voi, che esprimono a voce alta senza farsi problemi, miglioreranno di pari passo con l’aumento della sicurezza nella città, ma soprattutto incamererete l’esperienza necessaria per acquisire nuove mosse di combattimento, nuove capacità acrobatiche e in generale migliorare le vostre qualità di supereroe, tramite un sistema simil-RPG esclusivo a questa versione sorprendentemente profondo, elaborato e riuscito. Preziosa esperienza viene elargita anche dalle missioni “sfida”, che vi vedranno sfoggiare le vostre acrobazie nel tentativo di migliorare un record cronometrato, nonché dalle chiamate della polizia che ogni tanto intercetterete coi vostri sensi di ragno e che potrete decidere di ascoltare risolvendo così un piccolo o grande crimine appena commesso nella zona che state pattugliando al momento. Il piatto dunque sembra ricchissimo, sfortuna vuole però che vi potrebbe venire a noia molto presto visto che, escludendo la trama principale che prevede diverse tipologie e diverse interazioni col gioco, le tantissime missioni secondarie si limitano ad una routine sterilmente riduttiva che consiste nel picchiare i cattivi, tanti cattivi, togliere di mezzo una bomba ogni tanto e salvare qua e là qualche ostaggio, e poi tornare a picchiare i cattivi.

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Cos’è un blockbuster? Un blockbuster è un prodotto dell’industria dell’intrattenimento, sia esso un film, un disco, un libro e da un po’ di tempo a questa parte anche un videogioco, girato, composto, scritto e programmato apposta per essere un successo, per venire incontro ai gusti del pubblico più vasto possibile in modo da generare ritorni monetari e profitti da capogiro e da segnare profondamente una pagina di quella che chiamiamo comunemente cultura popolare. Un blockbuster dev’essere quindi immediato, facile, veloce, mai noioso, sempre spettacolare, ed è per questo che ci sarà sempre una fascia di pubblico che snobberà con un po’ di fastidio un prodotto del genere, ritenendolo poco adatto alla stimolazione delle proprie sinapsi evidentemente abituate a ben altra profondità. Legittimo, ma un errore da non fare assolutamente è quello di non riconoscere che dietro la produzione di ogni blockbuster ci sono dei veri e propri geni, che sanno leggere, interpretare e indirizzare come nessun sociologo quello che “la gente” davvero pensa e vuole, e dei gran lavoratori, che si impegnano con dedizione affinché il loro pargoletto sia quanto più possibile vicino alla perfezione. Un blockbuster, quindi, è anche e soprattutto un prodotto di grande qualità: Spiderman 3, il film, è sicuramente un blockbuster; il videogioco nasce per esserlo, ma ci riesce?

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