Splinter Cell Chaos Theory  1

Ubisoft rilancia la sfida per il trono del genere stealth con il terzo capitolo della sua apprezzata serie Splinter Cell. Sarà davvero il numero perfetto?

Sam Fisher, agente tuttofare, dall'assalto all'infiltraggio.

Sam Fisher, protagonista del gioco, torna in grande stile. Raramente, in un videogioco, avevamo potuto osservare il personaggio principale compiere un tale numero di azioni e di mosse. La giocabilità di Splinter Cell si è raffinata in una certa direzione, quella di poter permettere al giocatore il compimento di qualsiasi azione desiderata concepibile con un'attrezzatura ed un armamentario da agente infiltrato. Il produttore della serie, intervistato all'E3 2002 in occasione dell'uscita del primo gioco, disse esplicitamente che la peculiarità di Splinter Cell risiede proprio nell'utilizzo degli Items disponibili. E dall'effetto che la combinazione di essi puo' avere contro il nemico o certe condizioni avverse.

Raramente, in un videogioco, avevamo potuto osservare il personaggio principale compiere un tale numero di azioni e di mosse

Sam Fisher, agente tuttofare, dall'assalto all'infiltraggio.

Il focus di "Chaos Theory", come gli altri capitoli, rimane l'avventura in single player, nel pieno stile dei romanzi Tom Clancy. Intrighi, criminali internazionali, armi di distruzione di massa e capi di governo presi in ostaggio. Pane per i denti di Sam Fisher, il classico militare sempre pronto a partire per l'azione in ogni parte del globo. Un duro. La bella aggiunta che ci regala UbiSoft è il Cooperative Mode, la modalità che ci consente di giocare in coppia con un amico e portare a termine le missioni insieme. Affrontare certi livelli in due, invece che da soli, risulterà completamente diverso. Numerose sono le "combo" che è possibile effettuare, ad esempio catapultarsi oltre un muro troppo alto, aiutarsi a scavalcare un determinato ostacolo, attirare l'attenzione dei nemici mentre il nostro compagno li stende con una raffica di mitragliatrice. Non c'è dubbio che questa modalità porti una tremenda ventata d'aria fresca e divertimento al genere. Purtroppo la versione Cubica non è dotata di una opzione online, duole dirlo. Il gioco in multiplayer collegati alla rete rappresenta per Chaos Theory una forte attrattiva ed una consistente novità nel genere, troppo per non essere considerata. La mancanza di questa modalità pesa molto ormai sulla maggior parte dei giochi multipiattaforma che ne sono sprovviste. Per ovviare a questa carenza ed offrire qualcosa di diverso rispetto alle altre versioni, UbiSoft ha pensato di sfruttare la connettività tra GameCube e GameBoy Advance. Questa opportunità era già stata presa in considerazione su "Pandora Tomorrow", e non rappresenta quindi una novità per la serie. Anche questa volta però il risultato finale non è di certo soddisfacente. La famigerata "connettività" si rivela essere solo qualche simpatica feature come ad esempio la possibilità di visualizzare i messaggi OPSAT direttamente sullo schermo del GBA, oppure poter guardare alcune mappe, infine guardare sul nostro portatile la visuale della microcamera. Tutto molto carino, ma globalmente non pesa quanto una mancata modalità online, sinceramente.

Possiamo dire tranquillamente che UbiSoft ci ha regalato un'ennesimo gran gioco. Splinter Cell si dimostra non solo caposaldo del genere Stealth Action, ma anche una saga freschissima ed uno dei migliori giochi disponibili su Nintendo GameCube. Il comparto audiovisivo è stato esponenzialmente migliorato, l'aggiunta della modalità cooperativa è una ventata di aria fresca, nuove armi e nuovi items sono il cuore del gameplay di questo gioco ed i 10 livelli totali di Chaos Theory ci terranno impegnati per almeno 12-14 ore. Gli ultimi ritocchi alla telecamera sono stati dati, e adesso funziona a meraviglia. Resta però chiaro che a causa dei tagli ai livelli, al comparto grafico e soprattutto all'intera modalità online, questa versione per Gamecube di Chaos Theory resta la più debole del gruppo.

    Pro:
  • Comparto audiovisivo ai vertici
  • Modalità cooperativa
  • AI notevolmente migliorata
    Contro:
  • Design dei livelli ritoccato
  • Alcuni effetti tagliati
  • Manca la modalità online

Quando il gioco si fà duro

Come già accennato in apertura, gli oggetti e le armi sono i veri protagonisti di Splinter Cell. Finalmente sarà possibile utilizzare anche un coltello da guerra, in pieno stile rambesco. Il coltello verrà usato per molteplici funzioni, ad esempio aprirsi strade inedite tagliando pareti di carta, minacciare, o più simpaticamente infilarlo con disinvoltura nella carotide del nemico di turno. Prima di iniziare ogni missione, nel briefing, sarà possibile scegliere il tipo di equipaggiamento da indossare. Possiamo optare per una fornitura "stealth", quindi coltello, fucile da cecchino, pistola, oppure per un più agguerrito "assalto", con mitragliatore e granate. Esiste anche una terza configurazione che prevede l'utilizzo degli oggetti e le armi più utili al livello affrontato, decise automaticamente dalla cpu. Per quanto riguarda il comparto grafico, possiamo affermare con tranquillità che ci troviamo di fronte ad uno dei più bei giochi mai apparsi su Gamecube, e riesce a spingere l'hardware ai suoi limiti. La maggior parte dei livelli sono stati però leggermente modificati rispetto alla controparte Xbox per renderizzare al miglior modo gli ambienti.

Per quanto riguarda il comparto grafico, possiamo affermare con tranquillità che ci troviamo di fronte ad uno dei più bei giochi mai apparsi su Gamecube

Quando il gioco si fà duro

L'ampiezza dei livelli di gioco appare, in confronto, abbastanza ridotta. Sono stati eliminati anche dei piccoli particolari di contorno per non appesantire troppo il motore grafico. Appare chiaro come Splinter Cell Chaos Theory sia stato programmato originariamente sfruttando al massimo l'hardware Xbox, per poi essere "riadattato" alle altre console in seguito. La scelta del ritocco appare comunque giusta visto che rispetto alla versione Xbox non ci sono grandi differenze di impatto visivo globale, a discapito però di una minore libertà di movimento nel gioco. Nella versione verdecrociata era possibile poter attraversare i livelli potendo scegliere da molteplici vie, mentre su GameCube, in alcuni livelli, tutto risulta molto più lineare, a discapito della struttura stealth del gioco. Il comparto audio rimane comunque al top, supportando un Dolby Pro LogicII molto valido. Effetti, campionature e musiche sono curate al massimo. La quantità di rumori e suoni è impressionante, e ben si adatta ad un gioco di questo genere. Una volta ogni tanto infatti il comparto audio è parte integrante del Gameplay. La sofisticata AI dei personaggi nemici puo' infatti sentire e rilevare ogni nostro più piccolo rumore prodotto. Scappando e nascondendoci dovremmo stare molto attenti a non produrre alcuna sorta di suono rilevabile, o saremo implacabilmente oggetto del fuoco nemico. Il sistema di allerta, una volta scoperti, è dannatamente più efficace rispetto a Pandora Tomorrow, nel quale dopo un dato tempo i nemici tornavano alla loro abituale ronda. In Chaos Theory indagano, tornano sui loro passi, si chiamano tra loro, arrivano in gruppo, si separano e ci accerchiano finchè non riusciranno a stanarci.

Chaos Theory su PS2

Non poteva mancare la versione Playstation 2 dell'ultimo capitolo che vede protagonista Sam Fisher, ed i risultati possono essere giudicati come buoni ma non eccezionali. I dieci livelli proposti sul monolite nero Sony hanno ugualmente goduto di una ristrutturazione rispetto alla controparte Xbox, per accomodare la minor potenza hardware. I risultati si sono manifestati in spazi più angusti e livelli meno complessi, che riducono quindi la strategia e la longevità del titolo. Stesso discorso va fatto dal punto di vista tecnico, dove il gioco ha subito diversi "tagli" (soprattutto per quanto riguarda la pulizia video e la gestione delle sorgenti di luce) anche se il risultato rimane comunque buono. A differenza della versione Gamecube, e ugualmente a quella Xbox, è presente invece la modalità online, che sancisce la bontà di un titolo che però non trova la sua massima espressione su Playstation 2, pur rimanendo imperdibile per tutti gli appassionati del genere.

Splinter Cell arriva alla sua terza apparizione sui nostri schermi. Dal primo capitolo, nel quale forse in pochi avrebbero scommesso, sono cambiate molte cose. In meglio, fortunatamente. Concept e gameplay hanno saputo rinnovarsi con gli anni, con aggiunte e perfezionamenti, così come il comparto audiovisivo che ha fatto passi da gigante. Se il primo Splinter Cell ha rappresentato nel bene e nel male la prima generazione di giochi a 128bit, il seguito Pandora Tomorrow la seconda, con Chaos Theory ci tuffiamo direttamente nell'ultima generazione, ed è incredibile constatare i passi avanti fatti da UbiSoft. Splinter Cell è una saga matura, rifinita, per certi versi rappresenta il filone principale del genere da esso rappresentato: lo stealth game.