Tom Clancy's Splinter Cell: Double AgentSplinter Cell: Double Agent - Recensione 

Per Sam arriva la missione più difficile, il doppio gioco all'interno di un gruppo terroristico. Riuscirà a non cadere nel lato oscuro dello spionaggio?

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La pesante eredità..

I difetti storici di Splinter Cell, come alcune forzature nella meccanica di gioco, il campo visivo dei nemici decisamente limitato, ed alcune reazioni non troppo realistiche nella loro intelligenza artificiale, sono purtroppo rimasti anche in questo capitolo. Rispetto al passato questi sono stati parzialmente limitati, va inoltre precisato che scegliendo il livello di difficoltà più elevato, la situazione cambia radicalmente. Le guardie, se allertate, compiono percorsi di ricerca differenti da quelli standard, ed allo stesso tempo hanno campi visivi molto più sensibili alla nostra distanza ed al nostro grado di occultamento. La vera essenza di SC: DA la si può quindi trovare giocando in modalità difficile, influenzando in modo profondo tutta l’esperienza di gioco e le tattiche da adottare per superare i vari checkpoint.

Dopo aver giocato e rigiocato le varie missioni del single player, si può giungere a due tipi di considerazioni. Per prima cosa la possibilità di essere un agente doppio giochista è senza dubbio una scelta azzeccata, anzi con tutta probabilità è la migliore direzione che potesse prendere la modalità singleplayer, per un rinnovamento generale. Dall’altro lato dopo aver terminato il gioco si comprende che questo è solo un primo passo verso questa direzione, il potenziale che si scorge è enorme. Non si tratta di avere semplicemente diversi possibili percorsi per terminare un livello, in Double Agent si arriva al punto di dare la possibilità al giocatore di effettuare scelte che potenzialmente modificano il corso del gioco. Il rapporto tra causa ed effetto risulta, però, superficiale, alcune decisioni relativamente importanti non incidono come dovrebbero sui rapporti di fiducia all’interno delle due fazioni, ma se gli sviluppatori decidessero di proseguire in quest'ottica, le cose si farebbero decisamente molto interessanti.

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Tra Sydney Bristow e Jack Bauer..

Le influenze cinematografiche e televisive si sprecano in questo quarto Splinter Cell, dalla prima missione che effettivamente è un prologo al gioco vero e proprio, come nella migliore tradizione dei film di 007, ai vari riferimenti durante i livelli successivi. Come l'evasione in stile Prison Break , le similitudini di Sam con Jack Bauer, protagonista di 24, fino alle missioni nel quartier generale della JBA, che riprendono alla grande l’atmosfera di Alias. Rispetto ai prequel, la storyline è dunque realizzata in maniera migliore, più continua ed anche la presenza di altri personaggi, non controllabili, con molto più carisma di quanto visto in precedenza è un aiuto a rendere più forte il coinvolgimento.
Una tra le caratteristiche di Splinter Cell sono sempre stati i vari mini giochi, relativi allo scassinare serrature o decifrare codici, bene in SC: DA, il numero di questi è stato aumentato notevolmente, cosi come la loro difficoltà anche per merito del fattore tempo, diventato sempre più incisivo. Durante il gioco ci troveremo a decriptare email in pieno stile sudoku, hackare cartelle protette sui PC, assemblare mine o forzare casseforti e così via, sempre controllando il cronometro, con la scomoda presenza di qualche sentinella pronta a scoprirci da lì a poco. Il metodo di controllo è rimasto sostanzialmente invariato, gli utenti di lunga data si troveranno subito a loro agio, mentre le nuove leve avranno a disposizione un doppio livello di tutorial ed una prima missione estremamente guidata, che li aiuterà a padroneggiare il personaggio.

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Tra Sydney Bristow e Jack Bauer..

Tra le novità nel gameplay, troviamo un nuovo hud con tanto di mini mappa attivabile sullo schermo, che ci mostra la posizione e lo status dei nostri nemici, ed una gestione a tempo delle missioni all’interno del quartier generale JBA. Questa potrà non convincere tutti i giocatori al primo impatto, ma alla lunga si rivela un buon modo per aggiungere difficoltà al gioco, ci si trova spesso, infatti, a rifare alcuni obiettivi più volte anche solo per guadagnare un paio di minuti, necessari a compiere ogni contromissione di spionaggio richiesta dall’NSA.

Troppo pochi e troppi, due aggettivi associabili a due elementi in Splinter Cell: Double Agent. Da un lato il numero di livelli e locazioni disponibili è forse un po’ troppo basso e, per far fronte a questa situazione, la loro estensione è stata ampliata rispetto ai precedenti episodi, così come sono presenti molte più strade e percorsi all’interno delle ambientazioni, che aumentano la rigiocabilità all'interno del single player mode. Dall’altro il numero di gadget a nostra disposizione è fin troppo alto, in particolare se si portano a termine tutti gli obiettivi secondari, è possibile sbloccare sempre più risorse tecniche, che un giocatore abbastanza pratico della serie, probabilmente non userà mai.
Lo stile di gioco è infatti direttamente legato all’utilizzo dei vari gadget, vi sono livelli in cui si potrebbe andare disarmati o senza gadget da spia, riuscendo ad eludere ogni tipo di sorveglianza. Invece ci troveremo ad avere un arsenale dotato di oltre 5 tipi di granata, svariati moduli e proiettili utilizzabili nell' SC-20k ed altri gadget letali o no, che in larga parte restano inutilizzati se si procede per i vari livelli in maniera totalmente stealth.

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Multiplayer Che Passione

Il team Ubisoft Shanghai è stato il creatore di tutta la sezione mulitplayer all’interno di Splinter Cell, nata con Pandora Tomorrow, evolutasi con Chaos Theory ed il suo cooperative, per poi essere ulteriormente ottimizzata in questo Double Agent. Il multiplayer nella modalità Versus, oltre a comprendere circa una decina di mappe, è infatti meglio bilanciato per via di una differenziazione maggiore tra le caratteristiche della Spia del Mercenario, il che si traduce in un migliore appagamento nell’impersonare entrambi i personaggi durante le varie modalità con differenti obiettivi e strategie di gioco, senza essere portati solo verso una delle due classi. Spie e Mercenari hanno metodi di approccio alle missioni decisamente diversi, così come un maggiore assortimento di gadget ed arsenali vari rispetto al passato, che al contrario del singleplayer qui sono di importanza vitale per vincere i vari match.
Tra le modalità del menu principale presenti troveremo una live zone, in cui sono riportate le varie news sulle modalità multigiocatore, le solite ricerche veloci e personalizzate di partite in versus, una sezione dedicata alle missioni di cooperative contro bot gestiti dalla cpu e naturalmente l’accesso alle varie statistiche.
La modalità di cooperative comprende sfide di squadra contro i sopraccitati bot, ma anche sfide individuali, in cui bisogna eccellere nei confronti delle altre spie presenti nella partita. Purtroppo non è presente una vera e propria campagna con tanto di storyline in modalità co-op, sarebbe stata la ciliegina sulla torta per una sezione multigiocatore a tutto tondo.

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Multiplayer Che Passione


Grafica a Go Go!

Graficamente, Splinter Cell: Double Agent ha due difetti riscontrabili: alcuni sporadici cali nel frame rate, ed ancora il vecchio difetto della mancanza di vertical sync, che in compenso è molto sensibile al tipo di connessione e schermo utilizzato. Durante la nostra prova, effettuata tramite cavo Vga, risoluzione di 1366x768 e pannello HDTV, il problema del tearing si è dimostrato poco percettibile, ma presente. Esauriti i lati negativi, non si può che lodare il risultato ottenuto dal team di sviluppo, che partendo dalla base del vecchio Unreal Engine 2.5, ha portato una serie di migliorie ed ottimizzazioni che superano di gran lunga il precedente SC: Chaos Theory in versione PC High End. In particolare possiamo essere molto soddisfatti dei vari shader utilizzati per situazioni ad hoc, come la visione del personaggio attraverso finestre bagnate dall’acqua, l’effetto della pioggia sul visore, i nuovi effetti particellari delle esplosioni, la riproduzione del vapore o del fumo. Anche l’illuminazione e relativi effetti di HDR che si erano visti nel terzo capitolo sono stati migliorati diventando il vero cavallo di battaglia del motore grafico di SC: DA. Le animazioni sono state inoltre riviste, Sam si muove in maniera più naturale cosi come sono più realistiche le varie interazioni con porte, scale ed altri oggetti sulla scena. Il reparto sonoro è promosso su tutti i fronti, a partire dai nuovi effetti ambientali in game , fino alla localizzazione ed al doppiaggio che pur non presentando più la collaborazione di Luca Ward, rimane sempre di ottima fattura.

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Obiettivi 360

Gli obiettivi, 38 per 1000 gamerpoint, sono molto vari tra loro e ben associati ai vari punteggi in punti reputazione che attribuiscono una volta portati a termine. Oltre quelli standard relativi al superamento dei vari livelli nel single player ed alle performance e statistiche di gioco nel multiplayer, sono stati inseriti alcuni obiettivi interessanti dipendenti dal modo di portare a termine le varie missioni della storyline principale.

Multipiattaforma

La versione PC di questo nuovo Splinter Cell è virtualmente identica alla controparte Xbox 360. La differenza maggiore è situata nel metodo di controllo del personaggio che, se da un lato è decisamente favorito nella precisione della mira grazie alla combo tastiera-mouse, dall'altro perde la facilità di movimento che si ottiene grazie al pad di Xbox 360. Il livello grafico dipende dal tipo di configurazione del PC in questione: i requisiti per poter attivare tutti i dettagli al massimo sono più alti rispetto a Chaos Theory, in particolare per Ram e scheda video. Supportate le Cpu Dual Core e gli shader 3.0.

Commento

Double Agent, in definitiva, è uno dei più divertenti stealth game disponibili sul mercato, e probabilmente il più completo e meglio realizzato tra tutti gli episodi di Splinter Cell. Il voto finale è comunque sensibile ai principali difetti del single player, già riscontrati nei precedenti capitoli, e sopravvissuti anche in questo debutto su piattaforma next gen, prima tra tutti la remissiva Intelligenza Artificiale della Cpu nel livello di difficoltà standard.
Splinter Cell: Double Agent è comunque un significativo passo in avanti per tutto il brand, in particolare per la meccanica di gioco, diventata molto più ricca di elementi e decisioni da prendere, così da rendere questo nuovo episodio un ottimo titolo soprattutto sul fronte della profondità.

Pro Novità introdotte molto riuscite Buon reparto Grafico/Sonoro Multiplayer ben bilanciato Contro I.A non ancora all’altezza Pochi scenari disponibili Problemi di Vsync ancora presenti

Eccoci giunti al quarto capitolo di una tra le serie più famose degli ultimi anni. A Sam Fisher questa volta toccano gli straordinari, se essere il migliore del gruppo Third Echelon non bastava, adesso è pronto per lui un incarico come agente doppio giochista.
La serie di Splinter Cell è arrivata dunque al giro di boa, una serie di eventi portano il nostro agente dell’NSA ad affrontare nuovi compiti, nuove situazioni e dover bilanciare ogni sua decisione per non compromettere la sua posizione nell’agenzia o quella all’interno del gruppo terroristico denominato JBA.
Ogni missione, ogni obiettivo primario o secondario portato a termine, provoca una variazione in questi due indicatori di reputazione. Se da un lato bisogna mantenere credibile la nostra copertura, per potersi infiltrare nel cuore della JBA, la fiducia dell’NSA non può essere incrinata commettendo crimini in giro per il mondo. Per ogni stage avremo quindi missioni della JBA e contromissioni NSA, a volte non relazionate tra loro, a volte tanto legate da portare Sam ad effettuare alcune scelte importanti, come decidere tra la vita o la morte di certi personaggi, che influenzano in maniera significativa la nostra reputazione guidandoci verso uno dei tre differenti finali, in bilico tra il bene e il male.

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