S.T.A.L.K.E.R. MobileS.T.A.L.K.E.R. Mobile 

Per quanto l'hype non sia ancora un fenomeno diffuso nell'universo del mobile gaming, la gestazione di S.T.A.L.K.E.R. rappresenta uno dei rari casi nei quali un processo di sviluppo è stato seguito con notevole attenzione da pubblico e media: ora che il gioco è finalmente uscito, vediamo se le promesse di Qplaze sono state mantenute.

Come ribadito più volte in fase di anteprima, S.T.A.L.K.E.R. è la versione per cellulare di un omonimo FPS uscito su PC l'anno scorso, ricordato soprattutto per un tempo di realizzazione estremamente lungo e sofferto, che peraltro portò ad un prodotto finale non all'altezza delle (eccessive) aspettative. Curiosamente, si potrebbe quasi dire che questa incarnazione per cellulare abbia ripetuto -con le dovute proporzioni- le gesta dell'originale, arrivando sul mercato sprovvista degli elementi necessari per dare conferma alle magniloquenti dichiarazioni delle varie press release. Ma andiamo con ordine: la trama di S.T.A.L.K.E.R. Mobile è collegata a quella della versione PC, e vede l'utente vestire nuovamente i panni di un mercenario impegnato a compiere alcune missioni all'interno della Zona, l'area emersa a seguito dell'esplosione nucleare di Chernobyl. Oltre alle sparatorie tipiche di un FPS, l'opera Qplaze comprende diversi elementi tratti dagli RPG: in particolari location sarà dunque possibile incontrare personaggi amichevoli coi quali intrattenere conversazioni a risposta multipla, che spesso e volentieri porteranno anche alla compravendita di oggetti o all'assegnazione di quest. S.T.A.L.K.E.R. vanta inoltre un sistema di crescita del protagonista, con tanto di punti d'esperienza e level-up che consentono di incrementare gli attributi di salute, forza e precisione. Una buona selezione di armi dal look verosimile completano il quadro di un FPS la cui completezza, purtroppo, si ferma all'apparenza.

Principale problema di S.T.A.L.K.E.R. non è un difetto di produzione, ma una sciagurata scelta di gameplay degli sviluppatori: il gioco è infatti un FPS "su rotaie", di conseguenza non è possibile muoversi liberamente, ma soltanto procedere di schermata in schermata selezionando col puntatore alcuni hotspot ben precisi. Si può dunque solo muovere lo sguardo, individuando ed eliminando i nemici presenti nell'area e proseguendo poi alla sezione successiva col metodo appena descritto. Una soluzione davvero limitante, che fa sicuramente rimpiangere gli FPS di stampo classico e che rende S.T.A.L.K.E.R. un prodotto dallo scarso fattore divertimento. E non si può nemmeno dire che il gameplay del'opera Qplaze venga a noia prima del tempo, visto che l'avventura è di una brevità spaventosa, con i titoli di coda che possono tranquillamente arrivare dopo appena un'ora e mezza di gioco. Nemmeno la grafica del titolo (da sempre dipinta come punta di diamante dell'intera produzione) si salva da qualche critica: sui terminali più potenti il colpo d'occhio è davvero eccezionale, con scenari 3D estremamente curati ed effetti speciali ottimi, ma basta fare un piccolo passo in giù sulla scala evolutiva per assistere ad un downgrade davvero impietoso. Buono invece il sonoro, pur se limitato sostanzialmente al suono dei passi del protagonista ed ai rumori prodotti dalle armi.

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S.V.

Redazione

S.V.

Lettori

Il fatto che i cellulari non siano le piattaforme più adatte agli FPS non giustifica l'errata decisione di Qplaze di privare S.T.A.L.K.E.R. del movimento libero, riducendo quello che poteva essere un prodotto interessante ad uno stucchevole tiro al bersaglio. Una longevità risibile ed una grafica apprezzabile solo sui terminali più potenti non migliorano certo la situazione, anche se non si può negare a S.T.A.L.K.E.R. di essere per molti versi un titolo unico nel panorama mobile.

Fabio Palmisano

Pro

Contro

Pro

  • Interessanti elementi RPG
  • Grafica sontuosa...

Contro

  • ...ma solo su cellulari di altissimo profilo
  • Gameplay troppo statico
  • Longevità ai minimi storici