Star Wars Episodio III: La Vendetta dei Sith  0

Non molto tempo fa, su un touch screen abbastanza vicino…

Dite la verità, che in occasione dell’uscita dell’attesissimo ultimo Guerre Stellari arrivasse anche il tie in non ve l’aspettavate proprio, eh? E invece eccolo qui, davanti ai nostri curiosissimi occhietti pronto a farsi apprezzare o odiare. Una novità però c’è, anche se ormai non più freschissima: per quanto ovviamente i loghi e i marchi di LucasArts continuino a comparire generosamente nel gioco, in realtà con l’acquisizione dei diritti questa è tutta farina del sacco di UbiSoft, e precisamente del suo team dedicato allo sviluppo per portatili in quel di Montreal. Le premesse per un gioco da seguire quindi ci sono, andiamo a vedere come si sviluppano…

Le premesse per un gioco da seguire quindi ci sono

Due è il numero perfetto?

Ok, l’episodio è il terzo, ma già il fatto che stiamo parlando della seconda trilogia… In realtà la ricorrenza del numero 2 in questa recensione è curiosa, ad iniziare dal fatto che stiamo giudicando non già una ma per l’appunto due versioni dello stesso gioco, quella DS e quella GBA; e il motivo è semplice, sono lo stesso gioco. Ci concentreremo nel corpo dell’articolo sulla versione per Dual Screen (ed ecco di nuovo il 2) approfondendo in un box le peculiarità di quella per GBA perché in effetti su DS ci sono diversi extra, ma la sostanza non cambia di una virgola: RotS è un picchiaduro 2D sulla scia degli immortali Double Dragon, Golden Axe, Final Fight o quello che volete, nel corso del quale Anakin Skywalker ed Obi Wan Kenobi (vedete, due personaggi selezionabili…) dovranno vedersela con orde su orde di droidi, cloni, Sith, carri da combattimento ed ostacoli vari. I personaggi non sono selezionabili liberamente senza conseguenze, in quanto a parte la fase iniziale i livelli che affrontano sono diversi. Anche lo stile di gioco da adottare sarà diverso, perché diversi sono gli effetti delle numerose mosse presenti, sia quelle più classiche del combattimento sia quelle che sfruttano i poteri della Forza, ed inoltre la classica barra che una volta riempita scatena le mosse-fine-di-mondo si riempie in maniera dfferente: lavorando di spada laser (attaccando e difendendosi) per Anakin, usando la Forza per Obi Wan.

RotS è un picchiaduro 2D sulla scia dell'immortale Double Dragon

Due è il numero perfetto?

Potrete inoltre scegliere di affrontare velocemente un livello senza andare troppo per il sottile oppure soffermarvi a farvi belli affrontando con puro stile Jedi le minacce che vi si pongono di fronte, e quindi eseguendo combinazioni complesse, sfruttando i poteri della Forza, usando la spada laser per difendervi magari rimandando al mittente i colpi che vi arrivano… Entrambi gli approcci pagano: alla fine di ogni livello sarà calcolata la vostra performance in base a Stile, Velocità e a determinati power up raccolti, e più alti i punteggi più elevata la possibilità di avanzare in una delle tre caratteristiche del personaggio e di rendere più efficaci i propri poteri.
L’azione di gioco è in generale divertente anche se ripetitiva, ma non mancano variazioni sul tema quali livelli a tempo, ostacoli vari impossibili da abbattere e che quindi vanno superati in altro modo, boss meccanici i cui pattern di attacco sono parecchio pressanti, e duelli epocali coi Sith del Lato Oscuro a colpi di spada laser: questi ultimi ci hanno favorevolmente impressionato poiché richiedono un’attenta osservazione dei movimenti dell’avversario e una notevole prontezza di riflessi, “da Jedi” oseremmo aggiungere se la battuta non fosse tanto inflazionata. Il gioco in sé non è affatto lungo, potreste metterci un paio d’ore a terminarlo, ma la presenza di due personaggi con percorsi e stili di gioco diversi, tre livelli di difficoltà e l’eventuale voglia di completare ogni livello col massimo dei voti è sufficiente per ottenere un discreto risultato anche sul fronte della longevità.

Rogue Squadron DS?

Tutto questo lo trovate su DS come su GBA: l’unica differenza a livello ludico è che su DS potete scegliere la mossa da effettuare tra quelle che si rendono disponibili con l’aumentare della barra di Furia/Meditazione con un semplice tocco sul Touch Screen, il che è in effetti comodo. Graficamente le due edizioni non differiscono di una virgola, e sebbene la realizzazione sia notevole per animazioni e fluidità dei personaggi, un po’ meno per i fondali che avrebbero beneficiato di qualche dettaglio in più, per i possessori di DS la delusione è comprensibile: con tutte le probabilità un 2D che veramente sfruttasse a fondo questo sistema avrebbe dato risultati ben più impressionanti.

La grafica delle sessioni di volo è sorprendente

Rogue Squadron DS?

Quello che invece sul portatile monoschermo non troverete sono le sessioni di volo e combattimento aereo in 3D alla Rogue Squadron che sono naturalmente peculiari alla versione DS. Non solo inframezzano i livelli di combattimento canonici, ma costituiscono addirittura una modalità a parte, che poi sarebbe quella multigiocatore (con più schede) da affrontare anche singolarmente servendosi dei bot. Il controllo della navetta (tante disponibili e da sbloccare anche dai film della vecchia trilogia) è sorprendentemente buono con la croce direzionale, visto che non è stato implementato quello via touch; gli avversari non sono mai in gran numero e inoltre la sfida che offrono è tendente al basso, ciononostante queste sessioni sono in grado di dispensare parecchio divertimento, fosse anche solo per il fatto che offrono su portatile un tipo di esperienza finora non possibile. Con più giocatori, inoltre, otterremo magicamente anche la sfida e salterà fuori il vero valore di questi livelli. Il touch screen è sfruttato per visualizzare elementi quali il radar e l’HUD della navetta, nonché per decidere di distribuire gli scudi anteriormente o posteriormente, innovazione che aggiunge pressoché nulla in single ma che può rivelarsi utile in multiplayer. La grafica delle sessioni di volo è sorprendente: i programmatori hanno chiaramente privilegiato la fluidità, 60 frames al secondo saldi come la roccia, ma non hanno dovuto rinunciare ad una discreta quantità di poligoni (sebbene sia presente in maniera visibile l’effetto nebbia), nonché ad effetti sfiziosi quali un finto calcolo della luce sulla nostra navetta, anch’essa ben rappresentata. Giudizio quindi quasi del tutto positivo su quello che è stato il vero sforzo di Ubi Canada sulla versione DS, magari aspettando un intero gioco tutto basato su questo motore.

E’ un uccello? Un aereo? No, è Spoilerman!

Sempre restando nell’ambito delle differenze, una enorme è il sonoro: su GBA sono midi delle classiche musiche della serie, su DS, finalmente per la prima volta su portatile, gloriosi campionamenti integrali che soprattutto in cuffia fanno uno splendido effetto e che aumentano di parecchio la sensazione di coinvolgimento e l’esaltazione.
La decisione di anticipare la data d’uscita del gioco rispetto al film avrà avuto alla sua base senza dubbio alcuno solide e convincenti motivazioni economiche. Resta però il problema che il gioco sembra seguire, finché non lo vedremo al cinema non ne potremo essere certi, la trama del film con sufficiente esattezza e la necessaria enfasi sui momenti più importanti, con citazioni e dialoghi che potrebbero benissimo essere stati presi pari pari dalla pellicola. Il risultato è che chiunque si troverà a giocare a Episode III prima di vedere il film avrà già saputo la gran parte delle cose da sapere; personalmente prenderò la mia rivincita rifacendomi sui poveri colleghi di visione in sala: mal comune, mezzo gaudio.
In ogni caso, lo stile utilizzato è curiosamente cartoon, molto gradevole ma forse spiazzante per chi si aspetta una fedele riproduzione del film; non si può dire però che le fattezze degli attori siano mal riprodotte. La trama avanza soprattutto per dialoghi, ma non mancano delle cut scenes animate che conservano lo stesso stile cartoonesco delle fasi di gioco. Leggermente più realistiche le fasi di volo, che però non rinunciano a tocchi di classe come le esplosioni in 2D che sembrano quasi un cel shading: molto belle, ma rischiano di far avvertire ancora di più lo stacco tra fasi 2D in stile cartoon e fasi 3D realistiche.

Commento

Sarà per la generale scarsa fiducia che c’è attorno ai tie in, per la bassa qualità della controparte PS2/Xbox, per la questione delle somiglianze tra versione DS e GBA, sarà quel che sarà, ma la qualità di questo Episode III è stata una vera e bella sorpresa. E’ un gioco ben realizzato, godibile, divertente, sufficientemente impegnativo e in grado anche di regalare momenti di coinvolgimento notevoli, specie su DS dove le primizie grafico-sonore sono più presenti. Sebbene non si possa dire che eccella particolarmente in qualche campo, il problema più serio del titolo esula dal gioco in sé ed è un problema con la data di scadenza, in quanto cesserà quando il film sarà finalmente disponibile nelle sale e il gioco potrà essere giocato tranquillamente senza rovinarsi la sorpresa. Resta lo scarsissimo sfruttamento del touch screen, ma paradossalmente la presenza di giochi così canonici è indice del successo che la macchina Nintendo sta ottenendo. Consigliato senza riserve ai fan di Star Wars e in generale a chi cerca un buon Action: il dinamico duo portatile Nintendo si fregia al momento della presenza del miglior tie in di uno dei film più attesi di tutti i tempi, e scusate se è poco.

Pro

  • Azione di gioco ricca e veloce
  • Fasi 3D ottimamente realizzate
  • Ottimo sfruttamento della licenza
Contro
  • Su DS il 2D può essere molto migliore
  • Touch screen quasi ignorato
  • E’ uscito prima del film!

Non toccatemi Star Wars!

Tutto quello che leggete nella recensione della versione DS si applica all’edizione per GBA, a parte touch screen, sonoro e fasi in 3D. Ovviamente il discorso sulla grafica, sebbene in sé identica, cambia notevolmente, in quanto si può ben dire che l’hardware del piccolo portatile sia stato sfruttato come si deve. In più il GBA può contare su un’interpretazione multiplayer dell’azione di gioco in 2D, che su DS è stata stranamente omessa: questa modalità si può intraprendere sia nella sua versione cooperativa, quella classica di tutti i giochi del genere, sia su di una competitiva nella quale vince chi resta più a lungo vivo in un’arena letteralmente invasa da cloni, droidi e chi più ne ha più ne metta.