Suikoden Tactics (Rhapsodia)Suikoden Tactics 

In principio era un semplice RPG, ma Squaresoft ha fatto scuola: ecco Suikoden in versione strategica.

Ritorno alle Island Nations

Suikoden Tactics ha inizio sette anni prima degli eventi narrati in Suikoden IV, ma presto il tempo passa e la storia comincia a correre parallela alle avventure di Snowe e soci, chiarendone i parecchi punti oscuri e raccontandoci qualcosa di più su alcuni personaggi incontrati peregrinando per i mari del quarto capitolo ufficiale. Protagonista di questo episodio è Kyrill, un giovane ossessionato come suo padre dallo studio dei misteriosi Rune Cannons: la sua ricerca si intreccerà con la guerra tra Kooluk e le Nations, portando a esiti inaspettati.
La trama di Suikoden Tactics non è certo un capolavoro di originalità: è anzi fin troppo scontata e prevedibile, anche se alcuni colpi di scena piacevoli si presentano qua e là invogliando a proseguire quantomeno per vedere come andrà a finire questa storia e in che modo si collocherà nella cronologia della saga. Purtroppo, l'anonimità della maggior parte del cast rende difficile interessarsi realmente al destino delle nuove 108 Stelle: come nella maggior parte dei giochi di questo tipo, i nostri combattenti saranno spesso poco caratterizzati, rivelandosi mere pedine negli scontri strategici che dovremo affrontare. Tutta l'attenzione narrativa è rivolta su uno sparuto gruppetto di protagonisti, peraltro non particolarmente carismatici: dopo le faville narrative fatte da Final Fantasy Tactics anni fa, o dai più recenti Disgaea, Phantom Brave e La Pucelle, era lecito aspettarsi qualcosa di più, considerando anche la saga della quale questo Tactics fa le veci, tra le più blasonate di sempre nonostante i suoi alti e bassi.

Suikoden Tactics Suikoden Tactics Suikoden Tactics

Battle Artist

Suikoden Tactics appare chiaramente come uno Strategy-RPG pensato per un pubblico giovane: la semplicità disarmante della struttura si contrappone alle elaborazioni ludiche di Nippon Ichi nei suoi tattici, forse un po' esasperati ma indubbiamente più complessi, profondi e appaganti. Come da copione, in Suikoden Tactics è possibile assemblare un gruppo di eroi per affrontare le varie missioni proposte dal gioco: sfruttando gli Skill Point disponibili e acquisibili progredendo, è possibile personalizzare parzialmente i vari eroi, rendendoli più forti e ampliandone le possibilità combattive. Tornano le Rune, naturalmente: equipaggiandole renderemo le nostre unità in grado di scagliare incantesimi all'indirizzo dei nemici. Il battle-system classico della serie è quindi parzialmente adattato a una dimensione strategica sicuramente non innovativa, nella quale si incastrano due elementi interessanti ma non particolarmente inediti. In primis, è possibile far parlare tra loro alcuni personaggi: ispirata chiaramente a Fire Emblem di Nintendo (serie nella quale alcuni personaggi affini incrementano le loro capacità stando vicini tra loro) questa tattica permette di potenziare i Cooperative Attacks, incentivando il giocatore a elaborare un buon gruppo di eroi affini e pianificando con attenzione spostamenti e posizioni sul campo di battaglia. Questo vale anche per i pannelli elementali: suddivise in quadrati come nel più classico degli scenari, le mappe in Suikoden Tactics spesso presentano delle zone influenzate da un certo elemento; questo significa che in quella zona un'unità dello stesso elemento godrà di un bonus, mentre un'unità dell'elemento opposto sarà logicamente svantaggiata. Muovere e posizionare le proprie unità sul campo di battaglia, tenendo presente l'ordine dei turni raffigurato da una semplice barra, e considerando i pro e i contro di distanziare personaggi affini sono gli elementi strategici più interessanti in Suikoden Tactics: poi, c'è molto poco.
La scarsa difficoltà proposta dalla campagna principale e dalle side-quest opzionali è causata sopratutto dall'intelligenza artificiale dei nemici, davvero parecchio bassa: non solo questi suggeriscono spesso tramite dei balloon quale sarà la loro prossima mossa (un po' come accadeva nei Duel della serie madre), ma spesso attaccano l'esercito del giocatore senza una strategia precisa, ripetendo lo stesso ciclo di azioni suicide, diventando presto carne da macello per un giocatore navigato che riesce a manipolare a suo favore i discreti elementi tattici presenti in ogni missione. La possibilità di potenziare liberamente i propri personaggi e di personalizzarli con le varie Rune e skill disponibili è un buon incentivo a ricercare il "plotone perfetto" ma un casual-gamer senza tempo da dedicare al grind esasperato dell'esperienza (un po' come accadeva in Disgaea) non incontrerà problemi di sorta nel portare a termine il gioco: se questo è un difetto o un pregio, sta alle varie tipologie di utenti deciderlo.

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Rhapsodia

Suikoden Tactics presenta una realizzazione tecnica non dissimile dalle dozzine di giochi appartenenti a questo genere: le mappe isometriche tridimensionali, curatissime nella texturizzazione e realizzazione, sono il teatro degli scontri tra le varie unità, piccoli modelli poligonali realizzati in cel-shading, colorati e animati discretamente. Il punto di forza nei combattimenti sono sicuramente le magie: il potere delle Rune si manifesta spesso in uno show di cromatismi sgargianti, a volte spettacolari e di sicuro impatto visivo. Purtroppo il character design in questo episodio lascia davvero a desiderare, e le cutscene non godono per via dell'impostazione grafica di quel tocco registico che avrebbe giovato loro sottolineandone l'eventuale impatto emotivo.
La colonna sonora, invece, non delude: da sempre la Konami è stata in grado di regalarci delle splendide musiche per ogni capitolo della saga di Suikoden, e questo Tactics non è da meno. I remix dei brani ascoltati giocando Suikoden IV si rivelano migliori degli originali, e le tracce che fanno da sfondo alle battaglie sono estremamente godibili. Il doppiaggio, invece, è davvero terribile: gli attori sono spesso poco adatti al loro ruolo e recitano le varie battute con una cadenza piuttosto dilettantesca. Un vero peccato.

Suikoden Tactics Suikoden Tactics Suikoden Tactics

Questo Suikoden Tactics chiude la parentesi di mediocrità che ha afflitto la saga dopo Suikoden III: con il quinto capitolo Konami ha finalmente cambiato musica. Suikoden Tactics non è un pessimo gioco, intendiamoci, ma come il quarto episodio della saga pecca non solo di una evidente carenza di idee, ma anche di una realizzazione tecnico-ludica ballerina: il gioco, troppo semplice e lineare, resta comunque godibile sopratutto per i neofiti del genere; d'altra parte tecnicamente ogni buon elemento visivo e sonoro sembra karmicamente bilanciato da evidenti difetti, in primis un character design sgradevole e un brutto doppiaggio. Chi ha apprezzato Suikoden IV troverà in Suikoden Tactics le risposte a tutti gli enigmi narrativi, e chi cerca un RPG strategico semplice non ha che da aprire la confezione. Tutti gli altri, possono aspettare di meglio. Pro: Conclude la storia di Suikoden IV e ne rivela i retroscena Bella colonna sonora Sistema di gioco molto semplice Contro: ... Sistema di gioco troppo semplice. Vari difetti grafici e sonori Difficoltà scarsa

La tradizione cominciata da Squaresoft nel 1998 con Final Fantasy Tactics continua: sono sempre più le software house che decidono di sfruttare il successo di una serie più o meno famosa, realizzando degli episodi "strategici", talvolta perfino accessori narrativamente alla contuinity della saga. Per esempio, è il caso di Onimusha Tactics per Game Boy Advance. Suikoden Tactics tuttavia vuole essere un complemento quasi necessario alla storia scritta da Konami per Suikoden IV: non solo fanno la loro comparsa nel corso del gioco numerosi personaggi conosciuti nel più mediocre e criticato episodio della storica serie di RPG, ma alcuni plot-holes vengono finalmente riempiti, per la gioia dei fan della saga.
E tuttavia, sembra che la stessa ombra di mediocrità che ha colpito Suikoden IV aleggi anche su questo capitolo fuori-serie, originariamente intitolato Rhapsodia in Giappone...

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