8.7

Redazione

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Super Paper MarioSuper Paper Mario - Recensione 15

Giunge finalmente anche in Europa l'atteso Super Paper Mario, curiosa commistione di generi a cavallo tra platform e gioco di ruolo.

Super Paper Mario - Recensione Super Paper Mario - Recensione

A cavallo tra due dimensioni

Ciascuno dei trentadue livelli creati, divisi in capitoli da quattro ciascuno, è espressamente pensato per esaltare il potere che Mario ha a disposizione sin da subito: basta infatti premere un pulsante per passare da una visione bidimensionale a quella 3D, disponendo così di due stage in uno. Tutto si gioca sulla prospettiva così che, ad esempio, qualora ci si trovasse a non poter superare un ostacolo eccessivamente alto, basterà modificare il punto di vista per aggirarlo e quindi risolvere il problema; il rovescio della medaglia vuole però che una quantità eccessiva di tempo passata negli ambienti tridimensionali faccia consumare l'apposita barra, al termine della quale si subisce una lieve perdita di energia.
Progredendo nell'avventura, altri tre personaggi si uniscono al baffuto protagonista e si rendono disponibili ad essere selezionati esclusivamente in alternativa a lui, mai affiancandolo. In compenso ciascuno dispone di un'abilità unica, fondamentale per superare determinati passaggi o risolvere specifici puzzle: Bowser può scatenare una potente fiammata dalle sue fauci, mentre Peach plana con il suo ombrello e Luigi spicca balzi enormi.
Come se gli elementi presentati non garantissero sufficiente varietà, presto si manifestano i curiosi Pixl, esseri minuscoli in grado di potenziare colui o colei li affianchi. Ad esclusione di Consilia, che permette di puntare lo schermo con il wiimote evidenziando particolari altrimenti invisibili, si può selezionare un Pixl per volta: qualora si volessero sfruttare le bombe di Bombo, quindi, bisognerà rinunciare ad avere immediatamente disponibile il colpo di fianchi di Kilo o il potere snellente di Sottilino. Il loro uso è stato magnificamente bilanciato, così che ognuno di essi sia necessario o quantomeno consigliato in una molteplicità di occasioni.

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Il lato oscuro di Super Paper Mario

Ad affiancare il Conte Cenere ci sono altri personaggi dalle non troppo cristalline intenzioni. Questi, nel corso del gioco, vengono affrontati quasi sempre nelle vesti di boss di fine capitolo e dimostrano di essere stati dotati di una personalità superiore alla media della produzione, risultando piacevoli da incontrare e mai banali. Se Dimensio e la sua capacità di modificare l'ambiente circostante si rivelano infatti meno pericolose del previsto, la solo esteriormente dolce Mimi e le sue temibili trasformazioni confermano come l'apparenza spesso inganni. Senza ovviamente dimenticarsi di Pugnazzo, un nerboruto quanto ingenuo ragazzone che spesso varrà la pena far ragionare a parole, ovviamente dopo aver discusso con i pugni.

Fritto misto alla Nintendo

Come detto in apertura, Super Paper Mario amalgama aspetti tipici delle due serie da cui attinge anche il nome. Gli elementi ruolistici vanno ricercati nella costante crescita delle caratteristiche del personaggio, che migliora le proprie statistiche all'ottenimento di punti esperienza. Anche il menù con gli oggetti, sia offensivi che difensivi, è un frangente che implementa una componente strategica, per quanto il livello di difficoltà sbilanciato verso il basso non ne obblighi l'uso sacrificandone la profondità.
Più incisiva l'anima platform, che si palesa sin dai combattimenti rigorosamente in tempo reale per quanto coadiuvati da armi e poteri assortiti. Lo stesso level disgn è lineare e lascia che siano le mille trovate – pareti nascoste e giochi di prospettiva a profusione – ad imporre un blasone da titolo adatto ad una console casalinga.
Nel suo complesso l'impatto con il gameplay è perciò esaltante, dimostrando come la somma delle parti è superiore al totale. Purtroppo lo stato di grazia non dura per le oltre 15 ore necessarie a concludere la storia principale, facendo dell'ultima opera Nintendo una sorta di climax discendente videoludico: i capitoli finali restano buoni ma meno godibili dei primi, così che si arriva alla sospirata conclusione con il fiato un po' corto. Ci si accorge, nello specifico, di come determinate situazioni finiscano per ripetersi e la cura per gli elementi di contorno diminuisca in particolare negli incontri con gli NPC, in numero sempre minore e dalle sempre meno ficcanti funzioni; bizzarro a proposito come questa lieve flessione avvenga di pari passo con la presentazione di ambienti nuovi, che esulano dalla tradizionale Isola dei Funghi o dalla Casa Stregata.
Pregevole anche l'end- game, che offre qualche ora di gioco aggiuntiva ad un maggior grado di sfida. Si renderanno infatti disponibili aree prima inaccessibili, rivelando nuovi tesori o side- quest complessivamente ben ideate. Divertente anche il “Pozzo dei 100”, un dungeon difficilmente completabile la cui conclusione porta però una gradita quanto segreta sorpresa.

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Old- Gen o Next- Gen? La differenza è nei comandi

La decisione di pubblicare Super Paper Mario esclusivamente per Wii, non sembra aver influito eccessivamente sull'implementazione di feature che ne esaltassero le peculiarità dei controlli. Il sensore di movimento del wiimote viene infatti utilizzato per una manciata di comandi, ovvero sfruttare il potere della piccola aiutante Consilia e compiere brevi mini- giochi volti a massimizzare l'efficacia di determinati oggetti. Troppo poco tenendo presente le potenzialità offerte, ma forse una via inevitabilmente presa quando al cospetto di un lavoro oramai prossimo alla conclusione.
Graficamente i ragazzi di Intelligent Systems sono riusciti a creare un mondo piacevole sotto quasi tutti i punti di vista, grazie ad uno stile fumettoso che ha richiesto energie più per arricchire le immagine di dettagli che nello sfruttare pienamente i muscoli della console. Le ambientazioni hanno molto, moltissimo in comune con quelle viste da sempre nei prodotti con protagonista Mario e tutto ciò che attorno a lui è stato creato, non splendendo per originalità o stile ma divertendo ed assestandosi perfettamente all'interno dell'atmosfera rilassata e giocosa proposta. Il supporto al formato 16: 9 e ai 480p sono standard oramai raggiunti sulla console Nintendo, mentre l'unica pecca davvero rilevante si manifesta quando, portata la prospettiva in 3D, ci si accorge di come il livello sia racchiuso all'interno di barriere immaginarie, dando quasi la sensazione che fluttui. Buone le animazioni di protagonisti e nemici, con quest'ultima categoria superbamente rappresentata da determinati boss: in particolare ci sarà un enorme drago da sconfiggere, le cui dimensioni quasi lo elevano a stage separato.
Buono l'audio, che si avvale di una certa quantità di effetti e di tracce musicali sempre aderenti al contesto, mentre l'assenza del parlato – sostituito dal testo a schermo – è una mancanza a cui la serie ci ha abituato.

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Commento

Super Paper Mario è in conclusione un acuto di cardinale importanza nella line- up Nintendo, grazie ad un'idea originale implementata a dovere e potenziata ai suoi massimi estremi. Purtroppo la discontinua qualità delle situazioni proposte – seppur sempre assestate su ottimi livelli – e lo sfruttamento limitato del wiimote, ne tarpano le velleità da capolavoro assoluto.
L'acquisto resta imprescindibile e sarà per tutti i giocatori europei l'antipasto ad una stagione invernale forte dell'altro, attesissimo Mario, quel Galaxy che promette di bissare il successo dall'episodio per Nintendo 64.

Pro Divertente e ben ideato Grande varietà Tecnicamente adatto al contesto Contro Soffre di un calo nelle battute finali Non sfrutta a pieno l'offerta della macchina

Dover scrivere di Super Paper Mario è doppiamente piacevole: sembra infatti essere stato scelto – in Europa - per traghettare il Wii fuori da una fase piuttosto spenta e promette di compiere una piccola rivoluzione, unendo due aspetti fino a questo momento tenuti separati nella carriera videoludica dell'idraulico Nintendo.
Il titolo ha avuto una gestazione complessa, che lo ha visto prima annunciato per GameCube e poi dirottato sulla nuova ammiraglia, facendolo uscire la scorsa primavera negli Stati Uniti. Come per Zelda Twilight Princess, lo sviluppo cross platform rappresenta la maggior incognita, lasciando da verificare quanto le peculiarità del nuovo sistema di controllo siano state approfondite.
Come sempre o quasi nella storia del brand, la scintilla che accende l'esperienza è da ricercarsi semplicemente nell'idea alla base del gameplay, più che nella trama appena accennata o nell'atmosfera già vista. L'unione di elementi da gioco di ruolo tratti da Paper Mario ed altri tipici del classico platform 2D, quindi, sono le frecce alla faretra di un arco che come si vedrà punta tutto sullo stupore e il divertimento.
Lo spunto narrativo vede il protagonista in trasferta nel bizzarro mondo di Svoltadilà, un paesino situato in una remota dimensione spazio- temporale dalla quale aver accesso agli otto mondi custodi di altrettanti “Cuori della Purezza”, fondamentali per poter sconfiggere il perfido Conte Cenere, reo di aver rapito la Principessa Peach e del tentativo di espandere il proprio dominio oscuro.