Surfing H3OSurfing H30 

Tra te e il mare...

Nella versione Pal di Surfing H30 ci troveremo a competere in una convenzionale gara di surf, che si snoda lungo sei tracciati, sbloccabili mediante l’acquisizione di punti nel corso delle gare. Ci sono sostanzialmente quattro modi per ottenere punti: eseguire aerial tricks, finire la gara in prima posizione, raccogliere delle palle colorate e surfare nel “tubo”. Completati i sei livelli avrete accesso a delle loro versioni più difficili, e tutto questo contribuisce a una sensazione di “già visto” che inpernea il gioco. Il sistema di controllo è molto originale, si basa su una mini- tavola da surf, inclusa nella confezione, da applicare sugli stick del DualShosck2, e che a detta del team Ascii dovrebbe rendere molto più realistica l’esperienza di guida. Purtroppo in alcune circostanze si riscontra un ritardo della risposta, rispetto all’imput impartito sul controller, ma in linea generale i controlli si rivelano immediati e semplici da utilizzare.

Comparto grafico-sonoro!

Dal punto di vista grafico ci troviamo di fronte a un buon titolo. Ottime texture utilizzate nella realizzazione dei surfisti (ne avrete 11 a disposizione) e delle loro tavole, un frame rate che si mantiene sempre intorno ai 60 fps e gli effetti delle onde sono ben realizzati, unica nota stonata è il sistema delle inquadrature che, specialmente all’interno del tubo, rende difficile l’orientamento. Una nota positiva viene del comparto sonoro, dove sia le musiche che gli effetti sonori svolgono egregiamente il loro ruolo.

Meglio un centone oggi che una tavola domani!

Ci troviamo di fronte a una buona idea, che non ha trovato un’altrettanto buona realizzazione. Quelle note positive che hanno contraddistinto la versione nipponica, sono state misteriosamente censurate, e il titolo ne ha risentito. Se siete degli amanti sfegatati del surf, allora prendete pure in considerazione l’acquisto di Surfing H30 (è l’unico disponibile sul mercato PS2), altrimenti conservate il vostro sudato centone. pro: idea originale buone musiche contro: monotono conversione deludente

Dal Giappone con furore!

In un mercato dominato dai sequel e dai titolo basati su franchise di successo, è sempre più difficile trovare giochi orginali e innovativi. Su questa linea della sperimentazione si è mossa la Rockstar Games, che ha deciso di portare sui mercati occidentali una simulazione surfistica nipponica, che già in patria non aveva riscosso grande successo. Purtroppo nel corso dell’adattamento per noi occidentali sono andate perse proprio quelle note positive che avevano caratterizzato Surfroid (nome del gioco giapponese), come la trama originale incentrata su una sfida di surf interplanetaria e l’immediato sistema di controllo.