Tales of the AbyssTales of the Abyss 

A dieci anni da Tales of Phantasia, Namco raggiunge la perfezione nella sua saga di RPG più famosa: il migliore della serie, ma anche il miglior JRPG per PlayStation 2?

I Racconti dell'Abisso

Lasciateci dire che Tales of the Abyss racconta probabilmente una delle storie più originali, avvincenti e complesse degli ultimi anni. Non è la solita storiella di un gruppo di eroici buontemponi che salvano il mondo da una minaccia globale, di eroico i protagonisti di Abyss hanno davvero poco. Ma andiamo con ordine.
Il mondo di Auldrant è governato subdolamente dallo Score, una sorta di profezia tramandata per secoli dall'Ordine di Lorelei, seguendo la quale i popoli hanno condotto una vita serena e agiata. L'ultima profezia dello Score è stata tuttavia fonte di guerre e tormenti: custodita dall'Ordine nella totale segretezza, ha portato a combattere per essa più nazioni interessate a impadronirsene per raggiungere la "prosperità" annunciata negli altri frammenti dello Score. Durante una di queste guerre, viene rapito il figlio del Duca fon Fabre, Luke: riportato a casa in breve tempo, Luke tuttavia resta talmente sconvolto dall'esperienza da perdere la memoria dei dieci anni di vita precedenti al misfatto.
Tales of the Abyss comincia sette anni dopo il rapimento: Luke è un nobile svogliato, egoista, viziato e ignorante che per sette anni non è mai uscito dalla sua reggia, gongolandosi nell'agiatezza e imparando soltanto l'arte della spada grazie al suo amico e servitore Guy e al fiero comandante Van Grants, per lui quasi un padre. Ma un bel giorno, durante un addestramento, si infiltra nella reggia dei fon Fabre una bellissima ragazza, intenzionata ad uccidere Van: il contatto con Luke però provocherà un misterioso fenomeno che teletrasporterà il nostro protagonista e la donna lontano... proprio nel territorio del nemico. Inizia così un viaggio di ritorno, per Luke e la donna di nome Tear, che incrocerà le strade del destino: mentre Luke comincerà a imparare come funziona il mondo, dovrà anche fare i conti con un tradimento impensabile, una guerra imminente, compagni e rivali amibigui e oscuri, e con la sua memoria e personalità.
Cosa succederebbe se foste al centro di una profezia e scopriste infine che voi... non siete voi?
L'originalità della trama è palpabile fin dai primi momenti: Luke è tutt'altro che il solito protagonista eroico e complessato, i suoi difetti e il suo pessimo atteggiamento sono solo lo scalino per l'intensità emotiva della sua crescita e maturazione durante l'avventura. A lui si uniscono dei personaggi dai lati oscuri controbilanciati da caratteri estroversi, quasi pagliacceschi: ne risulta un contrasto inquietante, tutti i protagonisti hanno bisogno di maturare e cambiare, e solo alla fine potremo considerarli dei veri eroi, di quel genere che raramente si incontra nei JRPG più recenti. E sopratutto, Namco ha dato spazio anche a una caratterizzazione avvincente dei nemici, sopratutto dei micidiali Sei God-Generals, e anche se qualcuno resta pur sempre in sordina, ognuno di loro ha una chance per splendere durante l'avventura, rendendo ancora più epici gli scontri e l'intreccio, denso di colpi di scena e cambi di rotta. Basti pensare alla profezia che riguarda Luke... capovolta neanche a un terzo dell'avventura!

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A.D. Skill & Cores

Un interessante elemento introdotto da Namco in questo Abyss ricorda molto quello delle Skills di Tales of Symphonia (GameCube): durante l'avventura si troveranno a volte dei "Cores" che se congiunti a un personaggio ne influenzeranno determinate statistiche al suo level-up. Intercambiabili, i Cores permettono di personalizzare e bilanciare i vari personaggi. Non solo, in base al Core equipaggiato, i personaggi apprenderanno delle particolari Skill che influenzeranno le loro performance in combattimento: velocità di esecuzione delle magie, velocità di ripresa dopo un attacco, possibilità di roteare a mezz'aria per atterrare in piedi, utilizzo degli oggetti su tutti i membri del party... Questa meccanica permette quindi un alto livello di personalizzazione, nonostante sia inizialmente un po' dispersiva e richieda qualche ora per essere padroneggiata con facilità.

Dieci anni di perfezionamenti

Il Linear Motion Action Battle System inventato da Namco nel 1996 per Tales of Phantasia è tuttora uno dei battle-system più freschi e divertenti in tutto l'enorme parco di JRPG disponibili per ogni console. L'azione frenetica, unita alla libertà di azione e reazione, ha sempre reso i combattimenti della serie Tales l'elemento di discernimento per gli appassionati del genere: o si amano o si odiano, restano comunque uno dei meccanismi più studiati e divertenti per questo genere di giochi. Per chi non sapesse di cosa parliamo, basti dire che i combattimenti sono completamente real-time, con il giocatore in diretto controllo di un membro del party, mentre gli altri tre vengono gestiti da un'affinata intelligenza artificiale, seguendo gli ordini e le strategie decise dal giocatore tramite un semplice menu: i nostri compagni di gruppo attaccheranno il nostro bersaglio o un altro, cureranno quando l'energia dei personaggi raggiungerà una certa percentuale, useranno oggetti e magie a loro discrezione, seguendo però le linee guida decise da noi, impegnati a premere i tasti del joypad per eseguire combo di attacchi, mosse speciali (qui chiamate Artes) e molto altro.
In Tales of the Abyss questa meccanica è stata rimodellata ancora una volta, dopo gli esperimenti tentati con Tales of Symphonia e Tales of Legendia: l'elemento più innovativo e rivoluzionario è, infatti, la semplice possibilità di muoversi a piacimento per il campo di battaglia mantenendo premuto un tasto, e rilasciandolo il personaggio utilizzato si rimetterà con precisione in linea orizzontale con il nostro bersaglio. Questo meccanismo permette una varietà enorme di strategie e azioni durante il combattimento, consentendo ad esempio di prendere un nemico alle spalle per infliggergli più danni, o di districarsi dagli agguati più ingarbugliati. Il Free Roaming System, che ricorda in definitiva quello di Star Ocean 3, è inoltre essenziale per lo sfruttamento dei Field of Fonons. I Fonon nel mondo di Tales of the Abyss sono le vibrazioni energetiche emesse dalla materia e, in particolare, gli elementi naturali attraverso i quali si manifesta la vita: in poche parole acqua, fuoco, aria, terra, luce e oscurità. Ogni Fonic o Arcane Artes (le magie e gli attacchi elementali, sostanzialmente) eseguita durante il combattimento farà comparire da qualche parte sul campo di battaglia un cerchio bianco, contrassegnato dall'elemento corrispondente alla Skill utilizzata. Più si utilizzeranno Artes di quell'elemento, più questo cerchio comparirà, fino ad apparire colorato e splendente: eseguendo determinate Artes sopra questo cerchio, o Field of Fonon (FoF), otterremo delle Artes più potenti e spettacolari. Per esempio, se Luke eseguirò Fang Blade sopra un FoF verde basato sul vento, otterremo Lightning Fang Blade, e allo stesso modo se Jade lancerà la magia Stalagmite sopra un FoF di fuoco otterremo invece la più potente Eruption.

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Tales of the Abyss racconta probabilmente una delle storie più originali, avvincenti e complesse degli ultimi anni.

Dieci anni di perfezionamenti


Il Field of Fonon, insomma, è un elemento strategico inizialmente molto casuale, ma che man mano che si apprendono nuove magie diventa sempre più centrale nei combattimenti, visto che è anche l'unico modo per eseguire le devastanti Mystic Artes: imparare a coordinare gli attacchi del nostro party per sfruttare il FoF giusto al momento giusto ed evitare che lo faccia invece il nemico è un'arte raffinata ed estremamente appagante, che rende incredibilmente coinvolgenti e strategici i combattimenti in Tales of the Abyss.
Sarebbe comunque delittuoso rendere l'idea di un JRPG tutto basato sul combattimento: Tales of the Abyss è un JRPG della vecchia guardia, con la sua bella mappa del mondo tridimensionale da esplorare, inizialmente in modo lineare, poi in libertà, sopratutto una volta acquisiti i mezzi di trasporto (come la navetta Tartarus). Dozzine di città offrono al giocatore un mondo vivo, dove perfino le side-quest opzionali influenzano l'economia dei negozi, e dove c'è sempre qualcosa da fare o un posto da visitare di nuovo, prima del gran finale. I "dungeon" da affrontare durante l'avventura, inoltre, offrono una serie di puzzle che li rendono meno lineari nonostante la strutturazione piuttosto prevedibile, spesso incentrati sull'utilizzo intelligente del piccolo cheagle Mieuw e della sua capacità di distruggere le rocce a testate o bruciare sterpi e ostacoli, grazie al Sorcerer's Ring che indossa (un modo originale di riproporre un accessorio onnipresente nella saga, va' detto). Aggiungete a tutto questo i nemici visibili e quindi evitabili, e di conseguenza l'assenza di fastidiosi combattimenti casuali, e la possibilità di forgiare armi e cucinare prelibatezze, e avrete solo una vaga idea della profondità del nuovo RPG Namco.

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E tecnicamente?

Dal punto di vista tecnico, purtroppo, Tales of the Abyss si rivela altalenante, mostrando sfortunatamente nel modo peggiore l'enorme cura dedicata al gameplay dal team di sviluppo. Il character design di Kosuke Fujishima (autore del manga Oh mia dea! nonchè character designer di Tales of Phantasia, Tales of Symphonia e della serie Sakura Taisen) è stato traslato perfettamente grazie a dei modelli poligonali curatissimi e colorati, proporzionati, animati splendidamente, sia nel caso dei protagonisti che dei loro rivali. Città e location sono ben strutturate, con delle ricercatezze architettoniche notevoli (si pensi alla cattedrale di Daaht) e degli elementi visivi decisamente spettacolari. L'utilizzo di effetti luminosi e particellari di ogni genere durante i combattimenti è esplosivo ma affatto invadente, gli scontri mantengono un frame rate costante e mancano assolutamente di rallentamenti, le sequenze a cartoni animati d'intermezzo sono di altissima qualità. Cosa manca insomma a Tales of the Abyss? Ebbene, la texturizzazione delle location è talvolta estremamente povera, nel 2006 vedere una foglia composta da quattro quadrati verdi è piuttosto deprimente, va' ammesso, così come le famigerate "scalettature" sono fin troppo in vista, per un videogioco prodotto nel 2005, durante i lavori che hanno portato alla nascita di capolavori visivi come Kingdom Hearts II, Valkyrie Profile 2, Suikoden V e Final Fantasy XII. Infine, i caricamenti si rivelano spesso estenuanti: sopratutto la transizione tra battaglia e world-map è spesso estremamente lunga, e la world-map stessa per quanto essenziale è causa di alcuni cali di frame durante l'esplorazione, inspiegabili se non tramite una scarsa ottimizzazione del codice.
Ancora positivo il giudizio sul comparto musicale, a cominciare dall'introduzione animata: Namco ha sempre avuto l'orribile vizio di sostituire le canzoni di apertura in giapponese con dei brani melodici dalla qualità discutibile per ogni suo Tales, con risultati piuttosto mediocri. Risollevatasi con Tales of Legendia (in cui la canzone di apertura è stata sostituita da un brano musicale sorprendentemente più bello), questa tendenza ha raggiunto la svolta con il qui presente Abyss: la bella canzone "Karma" del gruppo musicale Bump of a Chicken non è stato sostituita da un altro pezzo, ma piuttosto dallo stesso brano melodico arrangiato appositamente senza il testo, con un risultato decisamente positivo. D'altra parte, la colonna sonora, pur non raggiungendo le vette qualitative di Tales of Legendia o XenoSaga (tra le migliori soundtrack mai prodotte per questo genere), si rivela di alta qualità benchè talvolta ripetitiva, sopratutto per la capacità di accostarsi alle vicende in modo sempre appropriato, basti pensare al cambiamento della traccia musicale nella world-map, verso metà gioco, dopo uno dei momenti narrativi più importanti, quando il brano musicale incerto e misterioso precedente viene sostituito da una traccia incisiva, intensa e decisamente emozionante.
La scelta dei doppiatori americani è stata inoltre eccellente, con una qualità del doppiaggio altissima e voci sempre appropriate: perfino i canti di Tear durante l'esecuzione delle sue Fon Artes sono stati riprodotti perfettamente, cancellando il timore dei fan che venissero eliminati nel passaggio dalla versione orientale a quella occidentale. Peccato che le tantissime "skits" opzionali che mostrano i personaggi dialogare e commentare gli avvenimenti, approfondendoli, non siano state doppiate, lasciandi in silenzio la schermata mentre si sussegue il testo.

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E' un peccato che l'ultimo Tales per PlayStation 2 sia arrivato proprio in questo periodo: Tales of the Abyss è probabilmente uno dei migliori JRPG mai realizzati sotto i punti di vista più importanti, la storia e il gameplay. La trama originale e avvincente, ricca di personaggi memorabili e sfaccettati e di protagonisti inusuali è il motore di un JRPG davvero zeppo di elementi vincenti, a cominciare da un battle-system davvero perfetto e divertentissimo, passando per le innumerevoli side-quest, la libertà esplorativa, i mini-giochi e la pletora di segreti da scoprire. Lunghissimo e privo di qualsivoglia calo di tensione, Tales of the Abyss pecca nel comparto tecnico a causa di alcuni difetti grafici non da poco, perlopiù causati da una programmazione piuttosto ingenua del codice. Tali pecche vengono tuttavia spazzate via dalla profondità e qualità dell'esperienza ludica, rendendo questo episodio dell'infinita saga dei Tales assolutamente imperdibile per ogni appassionato del genere e della serie.

Pro Trama e personaggi mangnifici Battle-system perfetto Estremamente longevo Contro Visivamente altalenante Caricamenti eccessivamente lunghi

Sul retro del manuale di istruzioni di Tales of Legendia, in versione americana, potevamo ammirare un collage di artwork che mostrava tutti i protagonisti degli episodi della serie Tales usciti in America, un festeggiamento per il decennale che affiancava Stahn Aileron a Reid Hartschel, Lloyd Irvine e Senel Coolidge... ai quali si univano anche i personaggi di Tales of the Abyss, fino ad allora nemmeno annunciato in versione americana. Namco non era estranea alla spiacevole abitudine di non tradurre alcuni episodi della serie: Tales of Destiny 2 e Tales of Rebirth, per esempio, non avevano mai lasciato il Giappone, ed erano due dei migliori episodi della serie. I fan avevano di che ben sperare, se non fosse stato un errore, e fortunatamente poco tempo dopo gli appassionati di RPG poterono gioire sapendo che Tales of the Abyss, acclamatissimo in Oriente come uno dei migliori JRPG mai realizzati, sarebbe stato finalmente tradotto. La scelta poco felice di lanciarlo in territorio americano poco tempo prima di Final Fantasy XII e in contemporanea a Valkyrie Profile 2 ha tuttavia offuscato la qualità di un vero capolavoro, che in sordina si dimostra per certi versi perfino superiore ai due masterpiece Square Enix...

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