Team Factor: simulatore di combattimento online  0

Il nostro Francesco Balduini, specialista di guerriglia Online, ha passato le ultime settimane giocando Team Factor , l'ultimo arrivato nella numerosa famiglia degli Squad Games: scopriamo quali sono i pregi e i difetti del gioco, e quali le sue possibilità di successo, in questa recensione !

Il gioco

Ma cosa è Team Factor? A prima vista è un clone del celebre Counter-Strike, mod di HalfLife. Un first person shooters, che vi farà impersonificare uno specialista dell'arte militare (sceglierete tra un esploratore, un tiratore scelto, un soldato e uno specialista). A differenza dei soliti fps multiplayer, in ogni mappa potranno giocare tre team (rossi, blu e neri) ed ogni team avrà compiti diversi. Nella missione "Island_Sub_Pen" sarete trasportati in una non meglio identificata isola del mar delle Filippine: il sottomarino russo Krasnopetrovsk, recentemente scomparso nell'Oceano Pacifico, è stato rilevato dai satelliti spia in una base segreta situata. Si ritiene che la milizia locale sia al servizio di una losca fazione, che ha segretamente finanziato la defezione del sottomarino, compreso l'intero equipaggio. Il sottomarino è munito di missili Cruise di ultima generazione che si crede possano contenere testate nucleari.

Il gioco

La squadra blu dovrà localizzare il sottomarino, salire a bordo e scaricare i dati dal computer centrale, utilizzando il congegno portatile in dotazione allo scout. Il team rosso, invece, dovrà individuare e distruggere il sottomarino piazzando una carica di C4 nella sala controllo. L'ultimo team (il team nero) avrà il compito di proteggere il sottomarino e i dati contenuti nel computer centrale. All'avvio della mappa dovrete scegliere che a che team unirvi e che classe di militare impersonificare, tenendo presente che ogni classe ha caratteristiche diverse (ma va?). Avviata la missione, avrete alcuni secondi per poter scegliere che armi prendere (ce ne sono davvero tantissime, anche se a dire la verità sembrano un po' tutte uguali). Una volta partiti toccherà a voi impostare la vostra tattica (con i bot in caso di gioco offline potete impartire ordini come quello di farvi seguire, di coprire e così via). Una volta che un team ha raggiunto l'obbiettivo (oppure ha sterminato gli altri due team), viene rigiocato il round. Ogni round non durerà più di un minuto, quindi anche nel peggiore dei casi (se doveste morire per primi) non dovrete aspettare troppo tempo prima di ritornare in vita (a dire la verità c'è anche l'opzione che permette a chi è morto di resuscitare dopo un numero di secondi a piacimento). Ma partiamo con l'analisi (quasi scientifica) del gioco.

GRAFICA e MOTORE

Il motore del gioco fa acqua da tutte le parti. Benchè la qualità grafica apprezzabile dagli screenshots possa far pensare ad una buona realizzazione, appena vedrete la grafica in movimento, Team Factor vi sembrerà più un prodotto creato da amatori che da professionisti. Le animazioni dei modelli dei personaggi sono a dir poco ridicole (tanto per dirne una: sembra che tutti corrano con un bastone infilato dove non batte il sole). Gli errori (orrori) di clipping sono all'ordine del giorno. Se si pensa che questo motore, che come qualità grafica è vecchio di un paio di anni, è pure molto pesante e necessita di un computer superpompato per essere giocato senza subirne la pesantezza, non possiamo che ammettere che il lavoro di programmazione è stato mal concepito. [C]

,11# Tanto per infierire: mai visti bot tanto stupidi (ma con una mira eccezzionale), si incastrano ovunque (pathfinding a livelli infimi) e capiterà che o non si accorgano di voi da 1 metro, oppure inizino a spararvi da 2 km. Tra l'altro il gioco è impostato in maniera di dubbia intelligenza: una volta colpiti mortalmente avrete a disposizione alcuni istanti per continuare a sparare (inutile dire che in questa maniera tutti gli scontri 1 vs 1, finiscono sempre con la morte di entrambi i soldati e che è molto fastidioso non sapere immediatamente se si è ucciso il nemico nel caso, per esempio, di cecchinaggio).

GIOCABILITA’

Il gioco presenta due modalità, quella online e quella offline. Come detto sopra, l'intelligenza artificiale dei bot è del tutto inesistente: questo non toglie che vi divertirete per un paio di ore ad giocare offline a Team Factor, quello che basta per vedere e imparare le 12 mappe incluse nel gioco. Oltre il gioco offline non offre. Questo videogame nasce come gioco online ed è online che da le maggiori soddisfazioni. L'idea più innovativa è la modalità RPG (disponibile solo nel gioco online a livello realistico). Al termine di ogni scontro verrà valutato in che modo avete giocato e verranno aggiornati 6 parametri (forza, resistenza, occultamento, rilevazione nemici, mira e controllo respito). Ogni volta che si partecipa ad questa modalità si possono guadagnare o perdere punti che contribuiranno a differenziare i giocatori. Il più grosso limite della modalità online è la presenza di tre team (i combattimenti si riducono spesso alla melina, in modo da non affrontare due team contemporaneamente; in effetti vince chi riesce a non trovarsi tra due fuochi nemici). Ho notato una leggera latenza nelle risposte dei movimenti (ma questo potrebbe essere dovuto al ping di gioco; anche offline il ping è sui 50 millisecondi).

LONGEVITA’

Come detto la longevità del gioco offline è di un paio di ore. Per quanto riguarda la modalità online (sopprattuto grazie alla modalità rpg) vi potrete appassionare e giocare senza annoiarvi per diverso tempo. L'elevatissimo numero di armi disponibili (se ne contano una cinquantina, il buon numero di mappe incluse nel gioco (12) e la possibilità di scaricarne di nuove (il manuale dice che ne saranno disponibili altre sul sito ufficiale) contibuiscono a bilanciare la mediocre realizzazione tecnica del prodotto. Da segnalare un sintetico manualetto di 20 pagine e un bel poster con la lista delle armi (figure e caratteristiche) e la topografia delle 12 ambientazioni presenti (utile nelle prime fasi di gioco).

Conclusioni

Team Impact è un gioco frustrante (pieno di difetti e ingenuità di programmazione), realizzato davvero in maniera amatoriale, ma basato su un genere molto di moda oggi e con un paio di idee interessanti (il già citato rpg mode). Il gioco raggiunge la sufficienza? A mio parere no. Si potrebbe tranquillamente passare sopra alle pecche grafiche e di programmazione, ma l'insufficienza deriva dal fatto che questo gioco è in competizione con una schiera di fps militari multiplayer davanti ai quali il misero Team Factor impallidisce tristemente (e cito Counter Strike, Operation Flashpoint e Ghost Recon; e non ho considerato i titoli più nuovi).

Il cappello introduttivo

Un paio di mesi fa, a conclusione di Smau2001 e della convention di Multiplayer, io e TheNurse ci trovammo in un pub milanese a discutere di tutto e niente davanti a tre birre con Kimlandil. Mi ricordo con precisione che uno degli argomenti della nostra discussione verteva su una specie di codice deontologico del recensore: io sostenevo che ci sono dei videogames brutti che devono essere catalogati come tali (e aggiungo senza pietà), gli altri due, invece, sostenevano (avendo in effetti ragione) che il ruolo complesso del recensore è quello di sottolineare gli aspetti positivi e negativi, esprimere commenti personali e tentare di far capire al lettore che tipo di videogiocatore possa apprezzare quel determinato prodotto.
In questo caso mi trovo di fronte proprio ad un prodotto di dubbia qualità, ma seguendo i consigli dei due sopracitati redattori (che sono certamente più esperti di me) tenterò di analizzare in maniera oggettiva Team Factor... ...ma avrete già capito che non ne tesserò le lodi.