Tekken 5  0

Il picchiaduro più famoso di casa Namco torna su Ps2 con un quinto capitolo molto atteso dagli amanti del genere. Riuscirà a riportare la serie nell'olimpo dei picchiaduro a incontri?

Buona notte e buone botte

Tekken 5 nasce quindi come una specie di ritorno alle origini, abbandonando le poco gradite novità degli ultimi episodi e offrendo un’esperienza tutto sommato più vicina al già citato terzo Tekken. Il che, per chi ha avuto modo di conoscere la serie durante il suo “ciclo di vita”, non farà fatica a convenire che sia assolutamente un bene. Ed infatti Tekken 5 si dimostra fin da subito come un titolo perfettamente capace di rinverdire i fasti del genere; dopo una splendida sequenza iniziale in FMV, marchio di fabbrica della softco nipponica, il giocatore viene infatti messo davanti alla grande mole di modalità ed extra che i programmatori hanno deciso di inserire in questa versione domestica. La principale è chiaramente lo Story Mode, tramite il quale è possibile scegliere il proprio lottatore tra la trentina disponibili e seguirne le vicissitudini della narrazione che fa da filo conduttore tra i vari incontri. In occasione dei match con personaggi rilevanti che si intrecciano con le vicende del proprio alter ego, si potrà assistere anche a brevi siparietti e scambi di battute, sia prima che dopo lo scontro vero e proprio. Ovviamente alla fine delle proprie fatiche non mancano anche in questo caso le famose sequenze finali, personalizzate e godibili come da tradizione. In alternativa allo Story Mode è presente l’Arcade che, abbandonando ogni tipo di supporto narrativo, si ispira a Virtua Fighter 4 offrendo al giocatore la possibilità di partire dal fondo di una graduatoria per raggiungere mano a mano la vetta. Alla fine di ogni combattimento viene inoltre data la facoltà di scegliere il proprio prossimo sfidante tra una lista di 3 personaggi, differenti tra di loro per il grado di abilità. Più alto sarà questo grado, più denaro verrà guadagnato sconfiggendolo; denaro che ovviamente potrà essere speso, più precisamente per l’acquisto di tutta una serie di gadget e capi di abbigliamento con cui addobbare i propri lottatori preferiti. Occhiali, bende per occhi, giubbotti, braccialetti e collane, differenti colorazioni degli abiti e via dicendo fino ad arrivare a bizzarrie delle quali preferiamo lasciarvi il gusto della scoperta. Per quando riguarda gli extra, sicuramente il più corposo è l’avventura 3d denominata “Devil Within” che vede impegnati nei panni di Jin Kazama attraverso ampi livelli ricolmi di nemici. La natura prettamente accessoria di questa breve modalità permette di far chiudere più di un occhio nei confronti di un sistema di controllo non certo impeccabile, un level design spoglio e un ritmo generale decisamente ripetitivo. Estremamente apprezzabile è al contrario l’inclusione dei primi 3 capitoli della serie, ovviamente in conversioni arcade-perfect e privi di tempi di caricamento; malgrado il primissimo capitolo dimostri decisamente gli anni che porta, il secondo e soprattutto il terzo confermano le qualità che gli erano state attribuite all’epoca del loro debutto, rivelandosi ancora oggi degli eccellenti esponenti del genere. E’ un peccato che, a fronte di questa orgia di goodies e aggiunte, manchi di fatto una modalità di gioco online che avrebbe reso Tekken 5 una potenziale killer-app per la deludente offerta multiplayer a banda larga della console Sony. Ma forse ormai è troppo tardi per spingere su un aspetto in cui nemmeno la stessa Sony ha mai creduto troppo, lasciando così in questa generazione di console la quasi totale esclusiva a X-Box. Sarà per Ps3?

Spremuto come un limone

Per quanto riguarda la meccanica di gioco, c’è poco da dire; si tratta di Tekken elevato all’ennesima potenza, ottimamente bilanciato e capace di offrire un ottimo grado di sfida anche ai giocatori più esperti grazie ai numerosi livelli di difficoltà. La varietà degli stili di combattimento offerti dai vari lottatori è eccezionale, permettendo davvero a chiunque di trovare quello più adatto ai propri gusti. L’intelligenza artificiale, pur non stupendo per capacità di improvvisazione, si rivela comunque capace di attingere ad una grande varietà di pattern di comportamento, impedendo quindi la reiterazione della stessa mossa in continuazione. Ciò che ha reso tanto apprezzata la serie Namco, ovvero la profondità del gameplay, rende anche questo ultimo capitolo un titolo capace di stimolare continuamente il giocatore a migliorare la propria tecnica, imparando mosse sempre più articolate e complesse. E dopo 10 anni, riuscire a portare a segno una combo da 15 colpi di King è ancora una soddisfazione difficilmente descrivibile a parole… Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Tekken 5 è la prova concreta di cosa sia possibile tirare fuori oggi da Ps2, ora che la perfetta conoscenza dell’hardware permette di aggirarne tutti i limiti e lavorare così “sul metallo”. La fatica dei programmatori nipponici è infatti esteticamente uno dei migliori giochi disponibili per la console Sony, offrendo un livello di dettaglio e complessità grafica davvero eccellente. Tutto, a partire dai personaggi per arrivare alle ambientazioni, è modellato con una cura maniacale al dettaglio che non fa davvero sentire il peso degli anni di un hardware ormai obsoleto. Le animazioni sono numerosissime, credibili e perfettamente collegate tra loro, così come convincono appieno le collisioni dei poligoni e gli effetti grafici; più in generale, la solidità complessiva di quanto Tekken 5 ha da offrire esteticamente è sorprendente, e il supporto per i 16:9 e per l’alta definizione sono solamente le ciliegine sulla torta che confermano la cura riposta da Namco. Ottimo anche il sonoro, con musiche ed effetti sempre orecchiabili e a tema, e con le frasi pronunciate dai lottatori recitate in maniera credibile e non caricaturale.

Commento

Tekken 5 è a tutti gli effetti il primo capitolo della serie durante questa generazione di console capace davvero di rendere giustizia al nome che porta. Malgrado non sia affatto destinato a convertire i detrattori della serie a causa di una meccanica sì perfezionata ma non certo rivoluzionata, la produzione Namco riesce a fare centro offrendo un prodotto curato sotto ogni aspetto, solido, ricchissimo di extra ma soprattutto divertente. La mancanza della componente online è l’unica vera pecca che ci sentiamo di muovere alla fatica dei programmatori nipponici, ma d’altra parte su Ps2 ormai il treno del multiplayer a banda larga sembra essere passato facendo ben poche fermate. Detto questo, è tempo di fare spazio sullo scaffale: accanto a Virtua Fighter 4 e Soul Calibur 2, Tekken 5 si merita un posto nella collezione di ogni amante del genere.

    Pro
  • Meccanica di gioco equilibrata e stimolante
  • Componente estetica sontuosa
  • Enorme quantità di extra da sbloccare
    Contro
  • Non convertirà di certo i detrattori della serie
  • Il multiplayer online, questo sconosciuto

Sono ormai passati dieci anni da quando, prima in sala giochi e poco dopo su Psone, la Namco del “periodo d’oro” tirò fuori dal cilindro quel Tekken divenuto rapidamente uno dei padri fondatori del genere dei picchiaduro tridimensionali. I seguiti sul 32 bit Sony non fecero altro che migliorare la formula sotto praticamente ogni punto di vista, col culmine del terzo capitolo che tuttora resta un vero capolavoro della passata generazione di console. Le successive versioni della serie non hanno però saputo mantenere e sviluppare la parabola qualitativa crescente, a causa anche della crisi creativa della softco che è coincisa con l’avvento di Ps2. Ecco quindi che prima Tekken Tag Tournament e poi Tekken 4 si sono sì rivelati dei buoni picchiaduro a incontri, ma vittime di modifiche nella meccanica che non hanno fatto breccia nel cuore dei fan. Dopo una lunga pausa di riflessione, Namco ha quindi deciso di rimboccarsi davvero le maniche per evitare il declino di un nome così importante, confezionando un quinto capitolo finalmente all’altezza.