The ClubThe Club - Recensione 

Gli autori di Project Gotham Racing si prendono una pausa dai giochi di guida e sfornano un sparatutto arcade originale!

Commento

The Club è un gioco fresco e originale, e proprio per la sua natura non risulta adatto a qualsiasi palato. Il gioco dei Bizarre Creations è ideale per chi cerca una sana sfida arcade, il classico "attacco al punteggio" e la scalata alle classifiche, anche se fatto con uno sparatutto in terza persona. Il single player ha quindi la profondità di un cabinato da sala giochi: immediato, coinvolgente, ma poco vario. Ideale per brevi sessioni, frenetiche ed appaganti, non promette e neanche cerca di proporre un'esperienza che porti il giocatore ad immedesimarsi nell'ambientazione ricreata. The Club non ha una fine vera e propria, il miglioramento della prestazione è la chiave per una longevità pressochè senza limiti. A patto di entrare nella giusta ottica.

Pro Immediato come un arcade Comparto grafico molto curato Pressochè infinito Contro Può rivelarsi ripetitivo Multiplayer online Troppo difficile ai livelli avanzati

Uno sparatutto... ma con stile

L'esperienza maturata nei loro precenti lavori è stata totalmente messa a frutto in questo nuovo titolo di stampo puramente arcade. The Club mescola in modo originale e fresco elementi sparatutto con quelli di un gioco di corse, il sistema dei kudos di PGR, combo e bonus per incrementare il punteggio. Lo scopo di The Club non è, infatti, quello di uccidere tutti i nemici per terminare uno schema dopo l'altro, ma di raccogliere il massimo score possibile all'interno di un "circuito guidato" nel livello di gioco. Gli elementi che concorrono a far salire il counter sono molti. Innanzitutto la velocità; secondariamente è importante colpire i nemici nel migliore dei modi possibile: un head shot a lunga distanza regala molti più punti di una sventagliata di mitragliatore da pochi metri. In pratica lo stile dei "kudos" di PGR, rapportato ad uno sparatutto.

L'esperienza maturata nei loro precenti lavoro è stata totalmente messa a frutto in questo nuovo titolo

Uno sparatutto... ma con stile

E' anche fondamentale concatenare delle combo: una volta colpito un avversario abbiamo pochi secondi di tempo per prenderne un secondo, e così via, andando ad aumentare il punteggio man mano che la sequenza aumenta di numero. Se non riusciamo ad uccidere nessuno, ecco che la barra si scarica velocemente e ritorniamo a zero in pochi secondi. Elementi secondari nascosti nei livelli danno inoltre punti bonus: trovarli tutti non è affatto semplice ed è richiesto un lungo lavoro di memorizzazione degli schemi per perfezionare le partite e migliorarsi costantemente.

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La collaborazione di SEGA si fa sentire tutta

La visuale di gioco è in terza persona, ma premendo il tasto laterale sinistro la camera effettua uno zoom alle spalle del personaggio, in stile Resident Evil 4, con corpo sul lato sinistro ed arma al centro dello schermo. Il feeling generale che si prova muovendosi all'interno delle "piste" nei vari livelli ricorda molto giochi come Lost Planet, ma anche Outrigger. Il primo per il particolare modo in cui sono animati i personaggi, con busto e bacino leggermente indipendenti per favorire la rotazione della camera e contemporaneamente il mirino; il secondo per il comparto visivo, con texture di ottima fattura e colori che rimandano agli arcade "SEGA". Il dettaglio grafico è di ottimo livello: schemi come la fabbrica e Venezia sono curati nei minimi particolari, con texture differentissime per ogni materiale, definite e disegnate in modo molto realistico. La quantità di poligoni è discreta, ma senza miracoli; la natura del gioco, scriptato in ambientazioni dalle dimensioni molto contenute, ha facilitato il lavoro degli sviluppatori, che hanno così potuto limare e perfezionare in modo certosino ogni angolo di gioco che potesse passare davanti alla telecamera.

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Una corsa contro il tempo.

Il frame rate è solido e non si notano mai rallentamenti di sorta, nemmeno nei momenti più concitati dell'azione. Sono presenti su schermo numerosi effetti come un ottimo blur che sottolinea i movimenti veloci, le esplosioni e la profondità del campo visivo, ma anche una luce decisamente realistica. Il comparto audio è curato, ma non lascia il segno nè rimane impresso per varietà e qualità. Voci e suoni sono campionati in modo impeccabile, e vengono impreziositi da effetti come riverberi, echi, e variazioni di intensità a seconda della posizione dei nemici su schermo.

The Club è una corsa contro il tempo, come un gioco di corse
The Club è quasi sempre una corsa contro il tempo, come un gioco di corse, ma dove il modo in cui si procede è quello che fa la differenza e sul quale ruota la giocabilità del titolo stesso. La sua stessa natura, puramente Arcade, potrebbe risultare noiosa e poco varia per qualcuno, fonte di longevità e sfida per altri ancora: The Club si ama, o si odia. La sua particolare originalità è un altro fattore che può indurre a facili classificazioni. E' un titolo virtualmente infinito, che impernia il suo gameplay nella limatura dei punteggi (con quasi 600 differenti tipologie di classifiche online) e nel continuo miglioramento. Non c'è molto da vedere, all'infuori di quelle ambientazioni sulle quali Bizzarre ha creato percorsi e sfide, e l'alto tasso di difficoltà delle modalità più avanzate potrebbe indurre a mollare una volta visti tutti gli schemi, in mancanza di progressione nello score. La modalità principale consiste in un torneo virtuale, nel quale bisogna affrontare in successione tutti gli stage, dopo aver scelto il livello di difficoltà. In ogni livello bisogna affrontare una serie di modalità distribuite su una serie d'eventi, al termine dei quali si ottengono dei punti che permettono al personaggio prescelto di accaparrarsi la vittoria nella "tappa" del torneo, sbloccando l'ambientazione successiva. Le modalità principali sono tre: in quella a tempo l'obiettivo è completare lo stage nel più breve tempo possibile, senza far arrivare il cronometro allo zero. Per guadagnare secondi preziosi ci sono tre modi: raccogliere le icone orologio a terra, distruggere i cronometri appesi sulle pareti oppure uccidere nemici; ognuna di queste azioni aggiunge tre secondi al contatore. Una volta giunti alla fine del livello, si sfonda un ultimo ostacolo (solitamente una porta o delle assi di legno) e si conclude la corsa. Nella modalità sopravvivenza, invece, dobbiamo resistere agli attacchi nemici per un tempo limitato. Nelle fasi puramente di "corsa" arcade, le più frequenti, bisogna seguire il percorso stabilito all'interno dello schema seguendo le indicazioni date dai vari cartelli dislocati sulle pareti. Spesso è possibile cambiare strada o avventurarsi per brevi tratti in zone antigue o laterali, trovando bonus ed armi aggiuntive.
Il suo successo si lega indissolubilmente anche a quello della creazione di una valida comunità di amici online che ci giocano: la sfida è il fattore primario, più delle varie modalità deathmatch multigiocatore, nelle quali il titolo non eccelle affatto. E' infatti possibile sfidarsi in apposite arene fino ad un massimo di 16 giocatori, oppure 4 in locale con schermo diviso, in modalità a squadre o tutti contro tutti. E' ben chiaro che si tratta di una aggiunta e che il gioco vero e proprio è studiato, pensato e progettato con altri scopi in mente. Quello di una perenne sfida con gli amici, ad ottenere il punteggio più alto, mandando a memoria locazioni e sequenze di avversari.

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Xbox 360 - Obiettivi

The Club mette a disposizione del giocatore i canonici 1000 punti, dei quali la maggior parte vengono sbloccati nel single player, completando i vari livelli e raggiungendo via via punteggi sempre più alti. La sua natura arcade lega in modo indissolubile lo score alla ricompensa in punti, che è generosa e ripaga il giocatore in modo frequente e continuo. I primi 6-10 obiettivi vengono infatti dati nella prima ora di gioco, semplicemente progredendo nei primissimi stage, i restanti arrivano quasi tutti automaticamente completando il gioco.