The Grinch The Grinch

Un vagare senza meta

L’area di gioco è suddivisa in sei zone ognuna raggiungibile tramite appositi tubi che partono dalla grotta del verde nemico del natale e ognuna di queste aperture viene sbloccata al raggiungimento di una determinata missione. Le missioni da portare a termine sono appunto tutte elencate in un “Libro delle Missioni”; la trama però non è lineare da questo punto di vista perché occorrerà ritornare più volte sugli stessi luoghi per fare magari qualcos’altro a gioco avanzato. Questa cosa potrebbe essere pure divertente e appassionante( scoprire nuove locazioni in posti già visitati è un buon incentivo per il videogiocatore ) ma ahimè il tutto si traduce in un grosso flop perché ci ritrova a girovagare in luoghi sempre uguali e molto brutti da vedere. Graficamente parlando siamo su livelli piuttosto bassi con superfici inadeguate come peraltro le animazioni abbastanza scattose, ed un frame rate che avolte collassa inspiegabilmente lasciando parecchia amarezza. Anche con l’accelerazione hardware della PS2 il gioco risulta parecchio brutto, sintomo questo del non eccelso motore 3D. Non parliamo poi del sonoro, ripetitivo e poco trascinante, unito ad un doppiaggio alquanto monotono. La giocabilità si attesta su livelli medio bassi con poco coinvolgimento data l’assenza di boss di fine livello e di scontri tra personaggi in stile Super Mario o Spyro per intenderci.

The Grinch The Grinch

Concludendo...

L’unica cosa simpatica è la possibilità di utilizzare il “fetido” alito del Grinch come arma e di impersonare il suo fedele cane Max per arrivare in luoghi altrimenti irraggiungibili. Il sistema di controllo infine risulta essere parecchio impreciso e si rischia di dover ripetere lo stesso salto per diverse volte arrivando così a livelli di frustrazione davvero alti. Per il resto c’è solo l’amarezza classica che si ha in queste situazioni, ovvero veder sprecata una licenza potenzialmente buona, tutto per colpa di programmatori frettolosi e faciloni che credono che basti il nome per fare di un gioco un buon gioco.
pro: a chi è piaciuto il film per i bambini contro: grafica sonoro giocabilità

The Grinch The Grinch

Tutto ebbe inizio nel lontano 1957...

Come è noto la fretta è sempre cattiva consigliera e gli Universal Interactive Studios non sfuggono a questo scontato ma sempre azzeccato modo di dire. Come tutti sappiamo il film sul GRINCH con Jim Carrey è uscito da poco ed era ovvio che ne sarebbe seguita a ruota una trasposizione videoludica….ma come troppo spesso accade in queste situazioni ne è scaturito un prodotto nella media e senza troppa originalità, visto che più che altro ci troviamo di fronte ad un clone del Mario di nintendiana memoria. Tratto da un racconto del 1957 di Theodor Seuss Geisel, sia la controparte cinefila che quella giocosa non sono proprio pedisseque del racconto tanto caro agli amici d’oltre oceano ma tant’è. Infatti ci troviamo in presenza di una trama abbastanza semplice che vede il nostro “yeti” verde tentare in tutti i modi di rovinare il natale agli abitanti della ridente cittadina di Who-ville ma, a causa di una distrazione, si ritrova con il perdere tutti i progetti relativi ai gadgets che gli servivano per i suoi perfidi scopi. Il bello è che questi fogli sono andati persi proprio nell’area della cittadina da lui tanto odiata. Il Grinch però non si scoraggia e così decide di scendere dal suo rifugio sul Monte Crumpet per raccoglierli tutti e, nel frattempo, perché no, compiere malefatte e disturbare gli abitanti di Who-vil.

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