The History Channel: Great Battles of Rome - Recensione  1

History Channel tenta di sintonizzare i nostri monitor sulle grandi battaglie che hanno segnato l'impero romano. Beh, visti i risultati, è meglio rimanere sul canale di Rome: Total War.

Francamente è difficile andare avanti nella recensione. Questo gioco, da qualsiasi punto di vista lo si voglia guardare, si riduce sempre e soltanto ad una parola: disastroso. Confrontarlo con Rome: Total War ci sembra ingiusto, nel senso che Great Battles of Rome ne esce fuori distrutto in qualsiasi comparto. Quindi cerchiamo di guardare al gioco in sè senza farci condizionare dalla concorrenza, ma poi rileggiamo il primo paragrafo di questo articolo e pensiamo: “è tutto”, nel senso che non c’è veramente altro e ci sentiamo leggermente in imbarazzo perché era tanto che non ci capitava qualcosa del genere. In realtà di fronte ad un giochino messo su in fretta e furia e talmente povero da sfigurare con titoli di una decina di anni fa (ma anche di più… su C64 giravano strategici di ben altro spessore), abbiamo fatto di tutto per cercare qualcosa da salvare. Purtroppo più giocavamo più ci rendevamo conto che da salvare non c’è veramente nulla. Prendete l’algoritmo "acquista truppe-acquista potenziamenti-posiziona truppe su una piccolissima mappa strategica-decidi come devono muoversi-fai partire la battaglia-stai a guardare",

le armate possono essere disposte in formazione difensiva o in formazione offensiva. Il resto è caos

ripetetelo per decine di volte e avrete idea di cosa sia Great Battles of Rome. La parte peggiore è senza dubbio rappresentata dalle battaglie, il vero fulcro del gioco, che spesso si riducono nell’azzeccare il posizionamento delle truppe davanti ai nemici inerti (che non si curano mai di prendere qualche contromossa): lancieri contro cavalleria, fanteria contro lancieri e via di questo passo. Nessun altro fattore sembra influire veramente sull’esito di uno scontro; dimenticate quindi di dover considerare le asperità del terreno (qui appena accennate), dimenticate le raffinate tattiche di assalto di un Total War qualsiasi o la differenziazione articolata delle truppe vista in mille altri RTS. Qui non c’è niente di tutto ciò. In alcuni casi sembra di giocare a sasso, carta, forbici. La situazione si risolleva in alcune battaglie avanzate, in cui comunque, a produrre un minimo divertimento, è soltanto il numero di truppe che impone una certa attenzione nel muoverle, per non esaurire i punti ordini disponibili. Ma possibile che in pieno 2007 gli sviluppatori non abbiano pensato di implementare un'IA in grado di tentare quantomeno un accerchiamento? Possibile che spesso l’IA tenga immobili intere armate mentre altre sono impegnate a combattere? In certi casi la poca reattività dell’IA è terrificante e rende il vincere più una pratica astratta che una questione d’impegno.

Il Multiplayer

Come per il box hardware dobbiamo lasciare in sospeso anche il giudizio sul multiplayer, visto che al momento del test i server erano praticamente vuoti. Le opzioni, comunque, non sono moltissime e ovviamente permarranno molti dei difetti strutturali sperimentati in single player. In base al feedback sul gioco vedremo di tornare sull’argomento.

Total che?

Anche a livello di gestione non ci siamo proprio. Gli ordini impartibili sono pochi: si può stare fermi, muovere o caricare. A livello di formazioni siamo messi ancora peggio: le armate possono essere disposte in formazione difensiva o in formazione offensiva. Il resto è caos. Ma non finisce qui. Manca una campagna vera e propria e le battaglie sembrano appiccicate una dietro l’altra senza un vero perché. Ovvero, si segue l’evoluzione di Roma dalla sua nascita fino all’espansione dell’Impero, anche se in modo fin troppo generico e approssimativo, mancando dei riferimenti evolutivi precisi, il tutto diviso in diverse sezioni che gli sviluppatori vorrebbero spacciare come campagne. Ma parlavamo di imprecisioni storiche. Lasciando perdere le truppe, che ne dite di una battaglia tra Romani e Sabini combattuta sulla neve? Probabilmente gli sviluppatori non conoscono bene la geografia del Lazio… stesso discorso può valere per innumerevoli altre battaglie, ambientate su scenari che mirano più alla varietà che al realismo storico. Un po’ di attenzione, ragazzi, avete il bollino di History Channel…
Dal punto di vista tecnico Great Battles of Rome è su livelli ridicoli. Il motore grafico è quello di Legion: Arena che già era bruttino alla sua epoca. La grafica 3D sfigura con tutti gli RTS più recenti: i modelli sono poveri di dettagli, estremamente cubettosi e sono animati malamente. Le brutte animazioni producono scontri poco spettacolari e confusionari, in cui non è mai chiaro quello che succede, tranne quando le forze in campo sono completamente squilibrate. Gli scenari che fanno da teatro alle battaglie sono altrettanto poveri e mancano anch’essi paurosamente di dettagli creando normalmente un effetto “landa desolata” che pensavamo appartenesse al passato. Insomma, non si può sempre correre dietro a tutti i filtri e filtrini che diventano standard nel giro di una notte, ma solitamente si cerca di compensare le carenze tecniche con la profondità del gameplay (vedi gli Europa Universalis). Qui purtroppo non c’è nè l’uno nè l’altra.

Total che?

Aggiungiamo al tutto un’altra macroscopica mancanza: una sezione enciclopedica degna di questo nome. Sinceramente, da un videogioco storico prodotto da History Channel, ci saremmo aspettati qualcosa di più di qualche filmato mal compresso e di poche righe di testo dedicate alla descrizione delle unità. Potevano sicuramente sprecarsi ad inserire qualche sezione extra con un po’ di materiale storico, materiale che dovrebbe abbondare negli archivi di una televisione che si occupa esclusivamente di realizzare programmi sulla storia. Il poco che c’è ha fine esclusivamente narrativo e, tanto per non smentire il livello complessivo della produzione, è fatto pure maluccio, con filmati troppo compressi e pieni di rigacce che sembrano venire da un’altra epoca (videoludicamente parlando). Insomma… al commento l’ardua sentenza.

Requisiti di Sistema

Al momento di scrivere la recensione non sono ancora stati resi noti i requisiti necessari per far girare The History Channel: Great Battles of Rome. Immaginiamo, comunque, che non siano troppo elevati. Per non sparare a caso manteniamo in sospeso questo box, contando di aggiornarlo quando i requisiti saranno ufficializzati. Intanto riportiamo la configurazione su cui il gioco è stato testato, non presentando alcun problema di fluidità o di stabilità.

Configurazione di Prova:

  • Sistema Operativo: Windows XP con SP2
  • Processore: Intel Pentium 4 3,4 GHz
  • RAM: 2 GB
  • Scheda Video: NVIDIA 7800GT

Commento

Non ci siamo proprio. I videogiocatori più navigati sono abituati a ben altro e probabilmente passeranno più tempo ad installare e disinstallare The History Channel: Great Battles of Rome che a giocarlo. I giocatori occasionali non saranno soddisfatti da tanta pochezza. Tutto sa di sciatto e di messo insieme in fretta e furia: dalla schermata dei titoli, praticamente assente, ad ogni altro singolo aspetto del gioco che sfigura di fronte a titoli non certo di grandissimo calibro. Qui le battaglie dovrebbero essere campali, ma risultano spesso soltanto sbrigative (2 minuti per vincere una battaglia? Che senso ha?). Purtroppo non è possibile neanche parlare di buone idee mal sfruttate, perché di giochi ambientati nell’antica Roma ce ne sono a bizzeffe e di novità qui non se ne vedono. Insomma, c’è molto poco e quello che c’è è fatto molto male. Cosa volere di meno?

Pro

  • Qualche musichetta carina
  • Il logo di History Channel
  • Il prezzo di vendita
Contro
  • Strutturazione delle campagne risibile
  • Battaglie insulse e noiose
  • Tecnicamente antiquato

The History Channel: Great Battles of Rome è ambientato nell’antica Roma e ci mette al comando dell’esercito che ha creato uno dei più grandi imperi della storia. Il nostro scopo è quello di assoldare truppe, potenziarle quando possibile, disporle sul campo di battaglia e guidarle contro gli avversari, che saranno sempre più agguerriti. All’inizio sono pochi gli uomini a disposizione così come i potenziamenti. Ovviamente, vincendo una battaglia dietro l’altra, otterremo nuovo equipaggiamento e le truppe si evolveranno di conseguenza. Figura portante del nostro esercito è il generale, un guerriero eccezionale capace di impartire ordini durante i combattimenti. Impartire ordini non è un’azione indolore e costa dei punti, rappresentati da una barra in basso a sinistra. Quando i punti si saranno esauriti bisognerà attendere che si ricarichino per poter tornare a modificare l’assetto delle battaglie. Questo inserisce un fattore di pianificazione interessante, purtroppo minato da ben altri problemi (oltre al fatto che il generale deve avere punti anche per poter dare ordini a se stesso).