The Legend of ZeldaThe Legend of Zelda - Recensione 

Il leggendario capostipite della saga di Zelda, originariamente pubblicato su NES, torna sulla Virtual Console di Wii...

The Legend of Zelda - Recensione The Legend of Zelda - Recensione The Legend of Zelda - Recensione

Cos'era ieri

Con alle spalle l’esperienza non troppo lontana di Adventure di Warren Robinett, il leggendario big bang delle avventure grafiche trasposto dalla avventura testuale originale a opera di Crowther e Woods, The Legend of Zelda dovette apparire ai giocatori e ai critici dell’epoca come un’opera capace di imporre un nuovo modo di intendere il videogioco. Per la prima volta, indizi testuali per quanto rudimentali e interazione grafica coesistevano in una avventura fantasy dal mondo videoludico vastissimo per l’epoca, suddiviso in schermate ricche di nemici e situazioni inedite, impiantate su una struttura di gioco raffinata e complessa, dal design vario e coinvolgente. The Legend of Zelda, oltre che un’avventura entusiasmante e molto impegnativa, era anche il primo titolo per NES a essere provvisto di una batteria per salvare l’avanzamento nel gioco. Zelda non si limitava a eclissare Adventure in quanto labirinto videoludico, ma incorporava un grado di interazione bellica con i nemici che aveva trovato un precedente in Gauntlet e trovava qui una dimensione maggiormente strategica, fusa con l’elemento esplorativo in un mondo di gioco complesso. The Legend of Zelda avrebbe venduto un milione di copie per NES, marcando un nuovo record e dando il via a una storia che oggi prosegue con enorme successo.

The Legend of Zelda - Recensione The Legend of Zelda - Recensione The Legend of Zelda - Recensione

Cos'è oggi

Mentre la saga di Zelda si è spostata con enorme successo nel paradigma del gioco in tre dimensioni e ha intrapreso nuove strade, senza tradire lo spirito dei primi capitoli ma incorporando molta più narrazione, estetica e ricchezza di situazioni, The Legend of Zelda per NES potrebbe apparire come un titolo tecnicamente obsoleto. In effetti, per quanto all’avanguardia all’epoca, i pochi pixel e i due soli canali audio con cui il NES tentava di portarci in un mondo diverso possono oggi far sorridere. Ma i videogiochi hanno avuto successo nel rapirci nei loro mondi anche prima dell’avvento dei poligoni, del texture mapping e dei remote controller, e Zelda continua a vincere: la trama prototipica, la stilizzazione estetica, il minimalismo sonoro, e un design della mappa di gioco terribilmente ben studiato continuano a esercitare un fascino nella cui trappola qualunque giocatore è inevitabilmente portato a cadere. Forse in pochissimi riusciranno a preferire un titolo in due dimensioni, dalla risoluzione ridicola e dalla estrema asciuttezza estetica a un episodio moderno e tecnologicamente avanzato come Zelda: Twilight Princess. Eppure, in un’epoca in cui gli RPG in due dimensioni soffrono di una ipertrofia narrativa e di trame, estetiche e situazioni nella maggior parte dei casi stucchevoli, sdolcinate e stereotipate, Zelda per NES continua a offrirsi come una sfida elementare, fiabesca. Semplice, ma perfetta.

The Legend of Zelda per NES, oggi disponibile nel catalogo Virtual Console di Wii, è senza dubbio il prototipo del Role Playing Game in tempo reale e un passo fondamentale per l’evoluzione della famiglia degli RPG. Zelda per il NES è anche il titolo che inaugura una delle serie videoludiche più acclamate nella storia, tanto dalla critica quanto dal pubblico, e un gioco dei record rimasto nella memoria collettiva dei videogiocatori. Tutto questo può essere oggi riscoperto su Wii, a distanza di esattamente venti anni e in cambio di 500 Wii Points.