The Warriors  3

I Guerrieri della Notte finalmente a portata di pad. Rockstar Games torna nella mischia con un altro, violentissimo titolo, stavolta tie in del famoso film di fine anni 70.

Gangstar Paradise

L’impressione che i baldi ragazzotti di Rockstar Toronto abbiano ricostruito ad arte ogni passo dell’omonimo film sorge pressoché in concomitanza con le prime battute di gioco. Tutti con grafica di gioco, i primi fotogrammi riprendono fedelmente ogni singola battuta che dà inizio alla guerra fra bande. Arrivati all’episodio chiave dell’odissea notturna dei guerrieri, ovvero l’omicidio di Cyrus, il gioco anziché continuare a ripercorrere fedelmente le orme della famosa pellicola, effettua una violenta inversione per andare a ritroso di 3 mesi. Qui inizia un racconto del tutto nuovo, che prima di sfociare nella famosa notte conclusiva –quella ritratta nel film per intenderci- farà capolino in più stazioni, in cui sostare per analizzare e conoscere ogni singolo personaggio che prende parte al film.

Maniacale infatti il lavoro della softco canadese nel proporre situazioni ed aneddoti fini a sviscerare appieno gli input anzitempo dettati dal cult movie. La wonder weel nel menù iniziale, che nient’altro è che una ruota panoramica, è solo l’assaggio dell’abbuffata di dettagli e primizie che investirà ogni giocatore. Così come la sboccata DJ, che se nel film accompagnava ogni evento dei protagonisti con commenti tutt’altro che confortanti, nel gioco sarà una sorta di cronista col compito di assistere il giocatore ed introdurre gli eventi. In certi momenti si può quasi sentire il mefitico puzzo delle strade di Coney tanto è curato ed immedesimante questo titolo. Le gesta dei Guerrieri, ed in parallelo quelle di ogni giocatore, iniziano piuttosto all’acqua di rose. Piccole e brevi mansioni da portare a termine con successo al fine d’impratichirsi con pad e meccaniche di gioco. Nei panni di ognuno dei nove ‘delegati’ della banda, ciascuno con peculiari mosse e stile di combattimento, il giocatore dovrà lanciarsi in missioni sempre più elaborate al fine di soddisfare le esigenze della banda. Delimitare il territorio, così come proteggerlo da altre bande, diventa ben presto chiave di gioco. Un beat’em up, questo targato Rockstar, che oltre a prefiggersi lo scopo di distribuire violenza in quantità industriale, tenta anche di dare varietà e costante ritmo ad ogni missione. Le situazioni di gioco alterneranno momenti di pura lotta ad altri tipi di crimine, come rubare un’autoradio o rapinare un passante, oppure porre il marchio dei Warriors con vernice spray o, ancora, distruggere un negozio. Non solo, ma l’articolata epopea proposta dalla softco canadese riesce ad inserire autentiche sessioni stealth in cui usare le zone d’ombra a proprio favore, per uccidere così il nemico con un’unica, letale mossa. Ovvio che nelle proprie scorribande diventa imperativo stare attenti a non attirare l’attenzione dei poliziotti, che possono essere anche chiamati da passanti allarmati dalle nostre brute movenze. Ad un main game saporito e corposo quanto un rosso d’annata, si aggiungono chicche e modalità a quintali.

Quasi 500 bonus sbloccabili, fra cui personaggi, ambientazioni, mini giochi ed alcune leccornie davvero squisite. Oltre a sbloccare la possibilità di organizzare risse, in cui in perfetto stile picchiaduro si sceglieranno i vari contendenti da piazzare nell’arena, viene dato modo di aggiungere storia alla già abbondante trama di gioco. Con la modalità Flashback è possibile difatti vedere, sempre grazie ad una serie di mirate missioni, come si sono formati i Warriors, partendo da quando il capobanda Cleon era ancora sotto la ‘giurisdizione’ dei Destroyers fino a vedere l’ingresso nella gang di ognuno dei più illustri membri. Sarà data anche la possibilità di girare liberamente Coney senza il fardello di dover portare a termine alcuna missione, oppure scegliendone di peculiari al fine di sbloccare bonus aggiuntivi.

In certi momenti si può quasi sentire il mefitico puzzo delle strade di Coney tanto è curato ed immedesimante questo titolo.

Guerrieri, giochiamo a fare la guerra? Ho portato Risiko ed i soldatini di piombo... Suvvia, non fate gli asociali...

Sul campo di battaglia diventa chiaro come il fare parte dei Warriors sia al contempo un onere ed un onore. Comandare, combattere ed offrire la propria spalla ai compagni bisognosi. Queste le principali richieste dettate da un gioco il cui fulcro sono proprio i combattimenti. Coadiuvato da un sistema di controlli efficace e bilanciato, la parte più violenta dell’intero gioco riesce a svolgersi ottimamente, oltre a centrare l’obbiettivo di portare su schermo risse imbottite di persone.

Come i beat’em up che si rispettano, The Warriors offre la possibilità di scegliere colpi potenti piuttosto che veloci o viceversa, la facoltà di afferrare il nemico per poi sferrare combo micidiali, magari aiutati da un compagno. Anche le contromosse e le parate hanno la loro rilevanza, soprattutto nelle più caotiche situazioni. Come accennato è possibile dirigere i compagni attraverso una pratica interfaccia di ordini, pressoché vitali in certe situazioni. Ad esempio si può rubare un’autoradio facendosi coprire le spalle, ed in tal modo proteggere la buona riuscita del furto in caso di un’eventuale carica dei poliziotti. Particolari spunti sono dati anche da un background ricolmo di oggetti distruttibili, i quali possono all’evenienza diventare pericolose armi. C’è capitato di dover distruggere auto di bande rivali e di essere beccati dalle stesse. Quale miglior modo di distruggere l’auto, se non prendere uno dei nemici per poi sbatterlo contro la vettura fino a demolire entrambi? Risponde presente all’appello anche la voce multiplayer, se pur con minigiochi mirati anche se poco incalzanti ed una modalità cooperativa più accessoria che studiata.

...si può rubare un’autoradio facendosi coprire le spalle, ed in tal modo proteggere la buona riuscita del furto in caso di un’eventuale carica dei poliziotti.

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I problemi grossi di questo ambizioso progetto finiscono tutti, o quasi, con l’incolonnarsi uno ad uno fino a formare un enorme corteo al cospetto di sua maestà realizzazione grafica. Per quanto efficiente e per quanto al pieno servizio di un gameplay d’eccezione, la veste grafica delude non poco. I grezzi modelli poligonali fanno a gara con texture dilavate per un ipotetico concorso di bruttezza. Di certo meglio le animazioni, anche se non sempre credibili. Comparto sonoro invece da standing ovation, che con le musiche e le sonorità del film, oltre che un doppiaggio da urlo, ricrea in tutto e per tutto l’atmosfera della pellicola d’annata. Traduzione testuale in italiano pressoché impeccabile, assente invece il doppiaggio nella nostra bella lingua, e non sappiamo se è un bene o un male data la qualità di quello anglosassone…

The Warriors è il classico gioco Matrioska. La sua capacità di regalare sorprese è direttamente proporzionale alla voglia di scoprire del giocatore. Il lavoro svolto dalla softco risulta a tratti maniacale, soprattutto nel tentativo, più che riuscito, di riprodurre le sensazioni provate nel famoso cult movie. Si sono spinti comunque ben oltre i Rockstar Toronto, dando al loro tie in un’identità ben precisa ed aggiungendo al famoso copione numerosi spunti. Grasso, grosso, pieno ed abbondante, questo picchiaduro a scorrimento splende inoltre per varietà di situazioni e soluzioni. Peccato giusto per una realizzazione grafica che, in perfetto stile Rockstar, bada più alla sostanza che alla qualità estetica. Resta comunque un must buy per tutti gli amanti dell’omonimo film, per tutti gli appassionati del genere e per tutti coloro a cui piace il bel giocare.

Multipiattaforma

The Warriors è uscito in versioni PlayStation 2 e Xbox. Nel secondo caso il titolo possiede texture di risoluzione maggiore e un frame rate leggermente più alto, per il resto le due copie sono speculari.

Avete mai pensato a quale film vorreste vedere tramutato in videogioco? Non s’accettano titoli di film a luci rosse. Vi garberebbe, ad esempio, l’idea di rivestire i panni dell’immortale Lambert in un Highlander trasformato ad arte in evocativo picchiaduro dislocato fra diverse ere e civiltà? Oppure essere il veloce quick del brutale sport ambientato nel futuro XXIII secolo di Giochi di morte. Questo è il fascino del tie in, ovvero l’arte di far rivivere in prima persona le emozioni delle pellicole. Chi videogioca da tempo sa quanto siano stati numerosi i tentativi di ‘ricostruzione ludica’ di film più o meno famosi, e quanti abbiano miseramente fallito. Anche per questo la notizia di una Rockstar Games al lavoro sul tie in di The Warriors ha suscitato gioia e fiducia in ogni dove. D’altronde si parla della softco famosa per i giochi violenti e curati, nonché del brutale cult movie di fine anni ’70 da noi chiamato I Guerrieri della Notte. Apparentemente un sodalizio perfetto…