The Westerner: la recensione  0

Feroci sparatorie, rocambolesche avventure, duelli all’ultimo sorso di salsa pariglia piccante e un presunto pistolero tanto coraggioso quanto incosciente: tutto questo è Fenimore Fillmore, The Westerner.

Un’avventura assolutamente tradizionale, per quanto camuffata da gioco all’avanguardia, e anche l’interfaccia è delle più classiche.

Tutto ebbe inizio con un avvelenamento da carciofi...

Se la trama di The Westerner non brilla per originalità, lo fanno senz’altro i personaggi, che sono splendidamente caratterizzati e, con il loro aspetto da cartoni animati, s’integrano alla perfezione con le vivaci ambientazioni tridimensionali di quest’avventura “punta e clicca” di stampo prepotentemente cinematografico: ogni cosa rimanda inevitabilmente alla tradizione dello Spaghetti Western, dalle inquadrature ai divertenti filmati d’intermezzo e le musiche d’accompagnamento. I dialoghi che scandiscono l’evoluzione della storia sono ben scritti e altrettanto deliranti.

The Westerner: la recensione
I simpaticissimi personaggi sono il punto forte del gioco.

Gli appassionati di avventure grafiche che avversano le tre dimensioni non si facciano strane idee: questa è un’avventura assolutamente tradizionale, per quanto camuffata da gioco all’avanguardia, e anche l’interfaccia è delle più classiche. Questo insperato miracolo lo dobbiamo agli spagnoli di Revistronic, così come ai loro connazionali dei Pendulo Studios, poco tempo fa, abbiamo riconosciuto il merito di aver risuscitato l’avventura nella sua classica veste bidimensionale con Runaway. Bidimensionale era pure il predecessore di The Westerner, Three skulls of the Toltecs, il primo titolo già dedicato a Fenimore Fillmore (per ulteriori informazioni a riguardo, vi rimandiamo all’anteprima del gioco).

Bando alle chiacchiere e largo ai puzzle!

Negli ultimi tempi, le avventure grafiche stanno virando verso un impianto narrativo più complesso, tecniche cinematografiche e tematiche d’effetto, ma sembrano trascurare sempre più l’importanza dei puzzle nell’economia del gioco - vuoi per avvicinare il genere a un pubblico più vasto, vuoi perché gli sviluppatori si dicono disposti a sacrificare l’interattività alla ricchezza della trama. The Westerner pare ignorare del tutto questa tendenza, anzi, si muove controcorrente: rinuncia a ricamare sulla trama, per lasciare libero respiro agli enigmi vecchia maniera. Spetta a ogni singolo giocatore stabilire se questa sia una soluzione altrettanto felice o un compromesso difficile da mandar giù, fatto sta che per una volta tanto la storia resta sfuocata sullo sfondo, a volte è poco più che un pretesto per la parodia di altri giochi o film di culto, mentre gli enigmi sono numerosi e sempre in primo piano.

The Westerner rinuncia a ricamare sulla trama, per lasciare libero respiro agli enigmi vecchia maniera.

Bando alle chiacchiere e largo ai puzzle!

Ne ritroviamo di vari tipi, basati sull’inventario e sui dialoghi, più o meno originali e presi in prestito dai classici del genere, ma è soprattutto Monkey Island a fare scuola. Il livello di difficoltà è variabile e la soluzione quasi sempre logica. Ad accrescere la difficoltà di alcuni puzzle è principalmente la mancanza di un riscontro da parte di Fenimore: a volte, il nostro alter ego digitale si rifiuta semplicemente di eseguire certe operazioni (per quanto logiche o vicine alla soluzione), dando una risposta generica e senza fornire ulteriori spiegazioni. Per contro, godiamo di libertà quasi totale e possiamo accedere praticamente a tutte le ambientazioni fin dall’inizio del gioco. Inoltre, sono disponibili molteplici aiuti alla soluzione dei puzzle, sia sotto forma d’indicazioni fornite dai personaggi durante i dialoghi sia sotto forma d’indizi visivi: tanto per citarne alcuni, è facile mettersi sulla buona strada per superare gli enigmi più elaborati del gioco, acquistando e leggendo dei quotidiani in cui vengono descritte situazioni simili. Neppure i giocatori alle prime armi, quindi, dovrebbero restare bloccati per troppo tempo sullo stesso ostacolo. [C]

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Certe fasi arcade richiedono grande precisione.

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I dialoghi sono a scelta multipla, come nella migliore tradizione adventure.

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Olè!

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È molto apprezzabile anche il fatto che ci siano vari modi per risolvere certi puzzle: la gara di tiro al bersaglio, per esempio, si può vincere per abilità oppure col gioco sporco, ricorrendo a un viscido sotterfugio (sta al giocatore decidere di volta in volta quale via intraprendere). Altra particolarità è la necessità di procurarsi soldi per fare acquisti e carote per foraggiare il cavallo: nel corso dell’avventura, dovremo infatti collezionare una serie d’oggetti, che potranno essere reperiti in giro ma anche acquistati, e non potremo muoverci senza rimpinzare il nostro ronzino di carote.
Nessun timore, però: difficilmente rimarremo a corto di liquidi o risorse, non abbiamo a che fare con un titolo gestionale e in caso di necessità sarà sufficiente frugare un po’ le ambientazioni. Gli avventurieri più integralisti potrebbero restare scandalizzati dalla presenza di qualche mini-game, ma possiamo garantirvi che per lo più rischiano solo di essere divertenti – la pesca con le mani è forse l’unica sequenza arcade potenzialmente scocciante, per via della precisione e degli innumerevoli tentativi richiesti. Lo humour demenziale si fa irresistibile soprattutto nelle ultime fasi di gioco: spassosissima la battaglia finale, anche se un po’ macchinosa. Un consiglio, già che ci siamo: aspettate che scorrano i titoli di coda e sarete premiati con una serie di simpatici filmati “fuori onda” coi personaggi del gioco. Per quanto concerne la longevità, ormai dovremmo cominciare ad abituarci a esperienze sempre più cinematografiche non solo nello stile ma anche nella durata: esperienze di gioco appassionanti ma limitate a poche ore, insomma.

Avventura “punta e clicca” in 3D??? Sì, grazie!

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I nostri due piccioncini, finalmente riuniti.

Nel complesso, la grafica tridimensionale e fumettosa risulta piuttosto gradevole, per quanto non sia esattamente il non plus ultra e l’aspetto caricaturale dei personaggi potrebbe non incontrare i gusti di tutti. Il motore PICTuRE implementato da Revistronic sembra fare egregiamente il proprio dovere, gestendo una quantità ragguardevole di poligoni con una certa disinvoltura e animando i personaggi in modo relativamente naturale. Interessanti gli effetti di luce. Purtroppo le inquadrature, specialmente quelle ravvicinate, spesso e volentieri si rivelano scomode: capita di ritrovarsi il campo visivo completamente invaso dal corpo di Fenimore o un altro oggetto e di doversi allontanare per poter interagire con l’ambiente circostante. Qualche volta tocca circumnavigare ripetutamente un elemento su schermo, per trovare l’angolazione giusta da cui avvicinarsi. Sono presenti diversi bug e il gioco non è esente da crash, cosa fastidiosa, soprattutto se aggiunta ai problemi nella visualizzazione di alcuni effetti volumetrici per fumo, polvere e vapore... ma pare siano già in circolazione delle patch.

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Trovare l’oggetto giusto nell’inventario può essere un’impresa...

Come si è detto, l’interfaccia è “punta e clicca” ed è di un’immediatezza quasi spiazzante: un clic col pulsante sinistro e otteniamo una visuale ravvicinata dell’oggetto selezionato, un clic col destro e possiamo interagirci direttamente. Spingendo il cursore verso la parte superiore dello schermo, si accede all’inventario. Questo è un po’ poco pratico da navigare, soprattutto alla luce della considerevole mole di oggetti che Fenimore si porta appresso: per cercare quello desiderato, a volte siamo costretti a interminabili scrolling laterali. La colonna sonora in perfetto stile western è orecchiabile, senza mai risultare troppo invadente, facendo da degno complemento all’atmosfera del gioco. La localizzazione è più che buona. Il doppiaggio non sempre brillantissimo ma dignitoso: alcuni attori forzano un po’ troppo la voce per differenziare i vari personaggi e sottolineare la comicità di alcune battute, forse senza raggiungere sempre l’effetto sperato. I personaggi principali, per nostra fortuna, sono immuni a questo problema comunque, in particolar modo il protagonista.

Commento

The Westerner è un titolo curioso, a tratti sorprendente, e senza dubbio merita l’attenzione di appassionati del genere e non. Tuttavia è capace di suscitare reazioni a volte contraddittorie, alternando a tocchi di classe e momenti di pura estasi (specialmente per un amante della tradizione Lucas e Sierra) attacchi di smarrimento e cadute di stile apparentemente gratuite! È difficile da spiegare, ma in alcuni casi si ha l’impressione di trovarsi di fronte alla migliore avventura “punta e clicca” in 3D finora realizzata, in altri di avere tra le mani un prodotto non finito. Ciò non toglie che la realizzazione sia comunque apprezzabile e che il sorriso e il divertimento siano assicurati. Sul nostro giudizio conclusivo hanno inciso le piccole pecche tecniche sopra descritte ma è un vero peccato perché, con una trama più coinvolgente e l’aggiunta di qualche altra ambientazione, The Westerner sarebbe stato indubbiamente un hit. Forse farà la felicità di chi ha trovato Runaway datato e zavorrato da puzzle poco stimolanti, sicuramente non devono lasciarselo scappare tutti gli amanti dell’avventura vecchio stampo curiosi di sperimentarla in una veste interamente tridimensionale, senza farsi intimorire da qualche imperfezione qua e là. Altro vantaggio da tenere presente, in vista di un potenziale acquisto: la reperibilità del titolo in edicola e l’invitante prezzo di 19,50 euro!

    Pro:
  • Humour
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Puzzle vari e divertenti
    Contro:
  • Trama inconsistente
  • Qualche inquadratura scomoda
  • Qualche bug

Tutto ebbe inizio con un avvelenamento da carciofi...

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Quando Fenimore estrae i suoi revolver, non si sa mai come andrà a finire!

Ebbene sì, Fenimore Fillmore, il maldestro pistolero protagonista di quest’avventura, è afflitto da un’insolita allergia ai carciofi. Non appena giunto a Starek City, s’imbatte negli scagnozzi di uno spregiudicato allevatore di bestiame del luogo, proprio mentre questi stanno importunando un fattore: volente o nolente, finisce per farsi notare e metterli miracolosamente in fuga. Per ringraziarlo dell’aiuto, il fattore lo accoglie in casa sua, ignaro del fatto che la succulenta minestra di carciofi amorevolmente preparata dalla mogliettina sarà quasi fatale per il nostro eroe, che andrà infatti K.O. alla prima cucchiaiata. Al suo risveglio, il mattino seguente, Fenimore si ritroverà così invischiato nella faida tra gli onesti contadini locali e lo spietato Starek, allevatore e proprietario terriero che fa il bello e il cattivo tempo nella cittadina cui ha dato addirittura il nome, minacciando e derubando i coltivatori delle loro proprietà. Per soccorrerli, l’indomito pistolero dovrà impedire l’arrivo dei rinforzi di Starek dalla città vicina, procurare ai contadini un arsenale per la difesa delle loro fattorie e trovare forze alleate... il tutto tenendosi alla larga dai carciofi e magari conquistando il cuore della bella del paese, malauguratamente imparentata con lo stesso Starek!