The WitcherThe Witcher - Recensione 

L'attesa è finalmente terminata: in esclusiva su Multiplayer.it arriva la recensione di uno dei titoli più attesi dell'anno. Preparate spade e pozioni, si va a caccia di mostri!

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RPG, hack’n’slash o adventure?

A un osservatore superficiale The Witcher potrebbe sembrare uno dei classici RPG con meccaniche di gioco in stile picchia-completa quest-picchia, cosa che il titolo sviluppato da CDProjekt non è: per fare in modo che il giocatore mantenga l’attenzione anche nei momenti in cui tipicamente viene meno la concentrazione, il team polacco ha ben pensato di introdurre all’interno dei combattimenti un sistema di combo, grazie al quale è possibile ottenere delle mosse tanto spettacolari quanto nocive per i nemici, togliendo loro la possibilità di fronteggiare con efficacia gli attacchi di Geralt. Le animazioni, disponibili in gran quantità, vengono attivate premendo il tasto sinistro del mouse al momento giusto, cioè quando il cursore stesso su schermo si colora di giallo. A completare il quadro del combattimento corpo a corpo ci sono le mosse finali, con cui ovviamente il giocatore può finire l’avversario; ma le battaglie melee in The Witcher si compongono anche d’altro: vi è, infatti, una differenziazione tra spade di ferro e d’argento, da utilizzare a seconda del nemico che ci si trova ad affrontare (tipicamente ad esempio un vampiro andrà affrontato con l’arma d’argento) e tale diversità va a ripercuotersi anche sul sistema di talenti, di cui parleremo più avanti. Particolarmente utili durante il gioco risultano gli stili di combattimento introdotti da CDProjekt per permettere al giocatore di affrontare tutte le situazioni: tramite la rapida pressione di un tasto è possibile attivare una delle 3 modalità a disposizione, vale a dire forte, rapido e di gruppo, per affrontare rispettivamente nemici potenti, agili e risolvere mischie contro più avversari.

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Segni, pozioni e talenti

Da buoni organismi geneticamente modificati, i Witcher sono in grado di utilizzare la magia a proprio piacimento, manipolati quelli che all’interno del gioco vengono chiamati segni, all’interno dei quali troviamo Aard (un potere telecinetico in grado di buttare a terra i nemici e rompere barriere), Quen (barriera di protezione), Yrden (una sorta di “tagliola magica”), Igni (utilizzo del fuoco) e Axii, una specie di manipolazione della forza utilizzata dai cavalieri Jedi in Star Wars per persuadere altre persone. Dato che nessun Witcher nasce con la scienza infusa, men che meno Geralt che si ritrova senza un briciolo di memoria, i segni andranno imparati e potenziati con l’andare avanti all’interno del gioco, utilizzando i Luoghi di Potere che si incontreranno via via, e utilizzando con sapienza i talenti. E’ giunto dunque il momento di analizzare quello che è il sistema di crescita del personaggio all’interno del gioco, sviluppato attraverso un totale di 10 livelli e l’utilizzo di 3 tipi di punti bonus da spendere all’interno dell’albero delle abilità, vale a dire bronzo, argento e oro. Inizialmente abbiamo a disposizione solo i primi, per poi avere la possibilità di usare anche gli altri con l’andare avanti all’interno dell’avventura: tramite un sistema che ricorda abbastanza da vicino quello visto in World of WarCraft avremo sostanzialmente dei punti da spendere negli alberi relativi sia agli attributi di Geralt (forza, destrezza, vigore e intelligenza), sia al potenziamento dei segni imparati e all’abilità in combattimento coi 2 tipi di spada. Il tutto si traduce in una maggior immediatezza rispetto alla classica distribuzione di punti tra attributi vari, lasciando allo stesso tempo al giocatore pieno spazio decisionale sull’orientamento da dare al personaggio.
Come in ogni RPG che si rispetti, anche in questo caso l’utilizzo della magia non è gratuito, in quanto va a intaccare una delle 3 barre presenti su schermo e relative, oltre alla resistenza, anche alla vitalità e al grado di tossicità presente nel corpo del Witcher: se sulla vitalità non c’è praticamente nulla da dire in quanto facilmente si può immaginare di cosa si tratti, il livello d’avvelenamento è invece meritevole d’attenzione, in quanto il suo crescere è determinato dalla quantità d’uso che si fa delle pozioni, che quindi costituiscono da un lato un validissimo alleato per ottenere bonus particolari come la rigenerazione accelerata di vitalità e resistenza, ma dall’altro vanno utilizzate con estrema cautela in quanto potrebbero causare in Geralt l’effetto contrario. Volendo, è anche possibile crearsi da sé le proprie pozioni, collezionando ricette alchemiche e raccogliendo gli ingredienti in giro per il mondo, sia sui nemici sconfitti, sia prendendo erbe, di cui però è necessario conoscere le caratteristiche grazie a dei libri ottenibili durante lo svolgimento del gioco.

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Decisioni e conseguenze

Uno degli slogan che accompagna la promozione di The Witcher è “non ci sono bene e male, solo decisioni e conseguenze”, frase tra l’altro più volte ripresa dagli sviluppatori per evidenziare quella che è la caratteristica principale della trama del gioco: nel corso dell’avventura Geralt si trova infatti a dover sostenere diverse scelte, di varia natura ed importanza, volte a cambiare il corso degli eventi anche a distanza di ore di gioco, il quale totale secondo CDProjekt ammonta a più di 80 ore con un alto livello di rigiocabilità proprio grazie alla caratteristica appena citata, insieme alla possibilità di specializzare il personaggio in maniera diversa tramite un uso differente dei talenti. Ma le decisioni non riguardano solo gli eventi “seri” del gioco: uno dei vari minigame, probabilmente il più simpatico e senza dubbio il più piccante, consiste nel riuscire a portare a letto le gentili donzelle che si incontrano per strada (sempre belle e prosperose dobbiamo dire, beato Geralt!) collezionando così una serie di carte raffiguranti la “preda” conquistata, e starà in larga parte al giocatore riuscire ad ottenere i favori delle donne compiendo le giuste scelte.

The Witcher entra di prepotenza ai vertici dell’olimpo del videogioco

Decisioni e conseguenze

Dato che abbiamo introdotto l’argomento minigame, vale la pena dilungarsi un attimo sui restanti “giochi nel gioco” presenti all’interno di The Witcher: oltre al poker coi dadi, avente di fatto tutte le regole del popolare gioco di carte ma con la differenza che nel mondo fantasy in cui ci troviamo viene praticato coi dadi. Un altro sfizioso minigioco è la gara di bevute, grazie alla quale Geralt può anche riuscire a fare in modo che gli altri rivelino informazioni preziose non ottenibili altrimenti: il rovescio della medaglia è costituito da un malus che ci troveremo addosso nel momento in cui avremo alzato troppo il gomito, unito ad un fastidioso effetto composto da uno sfocamento dell’inquadratura, accentuato in proporzione all’ubriachezza di Geralt, che procederà anche barcollando. L’ultimo minigame che troviamo all’interno di The Witcher è il combattimento a mani nude: posate spade e segni, Geralt si troverà a sostenere una sana scazzottata con lo sfidante di turno, col quale potrà scommettere per ottenere soldi, preziosi o altri oggetti comunque importanti ai fini della storia principale.

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Tutto perfetto?

A giudicare da quanto detto finora, la risposta al titolo di questo paragrafo è senz’altro sì, ma purtroppo a riportare un po' coi piedi per terra c'è il comparto tecnico, per il quale il discorso risulta leggermente diverso: se da un lato abbiamo infatti un livello grafico che possiamo senza indugi definire ottimo pur senza contare sulle famigerate DirectX 10, dall’altro sono presenti alcune sbavature che vanno ad intaccare la fruibilità del gioco, in qualche occasione addirittura in quelli che dovrebbero essere i punti di forza di The Witcher. Ad esempio, nelle opzioni è possibile selezionare se giocare con una visuale in terza persona, più vicina a titoli come Oblivion o KoTOR, utilizzare la classica isometrica degli RPG o ancora una modalità ibrida tra le due appena citate: ebbene, dopo qualche decina di minuti passata a provare le 3 visuali disponibili, quella migliore risulterà essere l’isometrica con movimento del personaggio al click del mouse, in quanto i controlli da tastiera risultano troppo lenti e macchinosi, soprattutto in presenza di ostacoli contro cui Geralt spesso si infrange, anche se si tratta di cose non ingombranti; un tasto di salto avrebbe sicuramente migliorato la situazione. Anche alcune inquadrature, comprese quelle nei dialoghi, risultano talvolta impallate da oggetti dello scenario. Per quanto concerne l'audio, da una parte abbiamo l’eccellenza di una colonna sonora che se fosse di un film probabilmente vincerebbe l’Oscar, e dall'altra un doppiaggio che rappresenta un punto debole del gioco, non tanto nei normali dialoghi, ma per alcune sbavature (come per quanto avviene con la grafica): ad esempio notiamo l’assenza di una voce un po’ alterata quando Geralt si trova ad essere brillo dopo una bevuta.

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Commento

The Witcher è il gioco che gli utenti PC, costretti troppo spesso ad assistere ad esclusive console di titoli stratosferici, aspettavano da tempo: grazie al lavoro di CDProjekt infatti, per un po’ di tempo non si domanderanno più perché hanno acquistato un assemblato a costo d’oro quando avrebbero pagato una next-gen molto meno, potendo godere subito di titoli come Halo 3 o, per tornare all’inizio di questo articolo, Mass Effect. Pur con qualche piccola sbavatura, The Witcher entra di prepotenza ai vertici dell’olimpo del videogioco e sono solo i piccoli difetti evidenziati nel corpo della recensione a non fargli avere un riconoscimento più altisonante, anche se con la patch uscita in concomitanza con l’entrata sul mercato del gioco le cose potrebbero cambiare, rendendo così in maniera definitiva The Witcher uno dei must have per gli utenti PC, ai quali consigliamo caldamente questo titolo, soprattutto se amanti del genere.

Pro Ottima ambientazione Longevità garantita Profondità di gioco elevata Finalmente anche il PC ha un'esclusiva da vantare! Contro Qualche imprecisione nel comparto tecnico

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi OS: Windows XP SP2 / Vista CPU: Intel Pentium 4 2.4 GHz o AMD Athlon 64 +2800 RAM: 1GB per Windows XP, 1.5GB per Windows Vista Scheda video: NVIDIA GeForce 6600 o ATI Radeon 9800 Spazio su disco: 8.5GB Requisiti Consigliati CPU: Intel Core 2 Duo o equivalente AMD RAM: 2GB Scheda Video: NVIDIA 7900 o equivalente ATI Configurazione di Prova CPU: AMD Athlon 64 X2 +3800@+4200 RAM: 2 GB Scheda video: NVIDIA GeForce 7900GT

Scaricate la patch!

L'abitudine di rilasciare correzioni immediatamente - se non in contemporanea come in questo caso - rispetto all'uscita del gioco non risparmia nemmeno The Witcher, la cui prima patch è stata rilasciata addirittura ieri, 25 ottobre, anticipandone così l'arrivo sul mercato. Il download è quindi d'obbligo per godere della miglior esperienza di gioco possibile.

The Witcher è disponibile per PC.

Che ce frega de Mass Effect noi c’avemo The Witcher

Il mercato natalizio vede ormai da anni l’anticipo dell’uscita dei giochi migliori nel periodo che va da settembre a novembre, con paradossalmente pochi titoli rilasciati nel corso del’ultimo mese dell’anno, durante il quale le software house preferiscono raccogliere i frutti delle proprie fatiche piuttosto che sparare le proprie cartucce, anticipate quindi rispetto al passato. Anche le piattaforme, indirettamente o meno, si danno battaglia per cercare di tenere quanto più possibile stretti a sé i propri aficionados sempre più a colpi di esclusiva: se gli utenti Xbox 360 sono costretti ad attendere un mese per l’uscita di Mass Effect, in condizioni migliori si trovano quelli PC, la cui potenziale killer application arriva proprio in questi giorni nei negozi, vale a dire quel The Witcher tanto atteso e desiderato da rischiare paradossalmente di generare attorno a sé troppo hype, con tutto ciò che nel bene o nel male ne può conseguire.
Delle origini letterarie di questo titolo si è parlato ampiamente durante le occasioni che abbiamo avuto nei mesi scorsi di assaggiare piccole porzioni del gioco: chi bada dritto al sodo sappia che The Witcher altro non è che una serie di libri scritta da un autore polacco, Andrzej Sapkowski, e tradotta praticamente in tutta Europa, eccetto quasi solo il nostro Paese, dove quindi Geralt, il protagonista della storia, arriva nei panni di un perfetto sconosciuto.

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