Tiger Woods PGA Tour 2005Tiger Woods PGA Tour 2005 

Il re del green torna anche quest'anno col chiaro intento di confermare la sua leadership. Ci sarà riuscito?

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L’antica arte del lavoro a maglia

In parole poverissime, giusto per quei pochissimi che non conoscono le semplici regole di base (ma dov’eravate quando trasmettevano Lotti in TV?), premettiamo che lo scopo del gioco è quello di mandare in una buca, posta sul cosiddetto Green, la propria pallina, partendo da una zona del campo detta Tee. In mezzo, il Fairway che sarebbe il punto ideale dove far atterrare la pallina prima di mandarla sul Green, e tutta una serie di ostacoli più o meno naturali e posti in modo da rendere la vita difficile all’atleta. La pallina andrà colpita, per farle raggiungere l’obiettivo, con delle determinate mazze: ce ne sono di vari tipi, ognuno adatto ad una distanza diversa a scapito della precisione di tiro. Ogni buca va infine conclusa in un certo numero di tiri: sfruttandone di meno faremo dei punti, in caso contrario li perderemo.

Dal punto di vista di quello che è possibile fare in campo, le cose non sono poi molto cambiate rispetto alle scorse edizioni

L’antica arte del lavoro a maglia

Questo, semplicisticamente, il succo del golf, ed in Tiger Woods troviamo esattamente gli stessi concetti base. Dal punto di vista di quello che è possibile fare in campo, le cose non sono poi molto cambiate rispetto alle scorse edizioni, a parte un generale ed ovvio affinamento di meccaniche già comunque molto collaudate. Il nostro golfista avrà quindi a disposizione diversi tipi di tiro, dal basilare Full alla palla bassa in grado di ridurre gli effetti del vento, dal colpo smorzato che permette alla pallina di fermarsi immediatamente una volta atterrata (normalmente continuerebbe a rotolare), al Pitch, ideale quando si è a poca distanza dal Green e ci si vuole avvicinare alla buca, fino al Putt, l’unico tipo di tiro effettuabile quando si è sul Green, e spesso e volentieri il più difficile da interpretare.

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L’antica arte del lavoro a maglia

Ogni tiro ha i suoi pro e i suoi contro, esattamente come li hanno i vari tipi di effetto che è possibile imprimere alla pallina, le varie mazze che possiamo usare, la potenza che possiamo imprimere al colpo e così via... Le opzioni a disposizione del giocatore sono veramente tante, e il bello è che, esattamente come nella realtà, a parte i casi in cui il tiro da effettuare è praticamente d’obbligo (è il caso dei Putt o della maggior parte dei lanci dal Tee), ci sono vari modi per raggiungere uno stesso obiettivo, ma ognuno di questi lo farà in maniera differente e sta al giocatore studiare le variabili in gioco (conformazione della buca, velocità e direzione del vento...) per stabilire l’approccio migliore. Siccome poi ciascuna “opzione” si riferisce ad un aspetto particolare del tiro, il giocatore esperto dovrà arrivare a gestire in modo sapiente una combinazione di svariati elementi. Tiger Woods, da questo punto di vista, come ogni anno riesce a ricreare perfettamente la realtà: in alcuni casi è veramente difficile prevedere il comportamento della pallina, e solo provando e riprovando acquisiremo l’esperienza necessaria.

ci sono vari modi per raggiungere uno stesso obiettivo, ma ognuno di questi lo farà in maniera differente

L’antica arte del lavoro a maglia

Tre le novità del gameplay di quest’anno. La prima è un’ulteriore opzione a disposizione del golfista, che quest’anno può decidere, prima del tiro, come posizionarsi rispetto alla pallina: più avanti e la pallina, con una traiettoria più arcuata, tenderà sì a rotolare poco una volta atterrata, ma anche ad essere più condizionata dal vento. Il contrario si verificherà posizionandosi indietro. Altra novità è la “Tiger Vision”: al momento del Putt avremo come sempre i consigli del caddy (il tizio che ci porta l’attrezzatura di buca in buca), ma anche la possibilità, ovviamente solo poche volte nel corso delle diciotto buche, di vedere esattamente dove sistemare il puntatore per essere sicuri della riuscita del tiro. Si tratta di una feature utile le prime volte se proprio siete a digiuno di titoli golfistici, ma una volta acquisita una certa esperienza è consigliabile non usufruirne per non rendere le buche troppo facili.
Ultima novità è un nuovo livello di difficoltà, il Tour, che elimina o ridimensiona gran parte degli “ammorbidimenti” del gioco, quali i consigli o una certa flessibilità nel considerare il tempismo dello swing (il movimento che si fa per lanciare la pallina), avvicinando Tiger Woods molto di più ad una vera simulazione. La ricompensa consiste in premi in denaro più generosi e, soprattutto, nella soddisfazione personale. Per il resto il gioco è lo stesso di sempre, compreso il singolare sistema di controllo che fa a meno di tutte le barre e gli indicatori visti altrove per usufruire di uno swing controllato direttamente tramite stick analogico, e che rende più di altri titoli il vero feeling di questo sport.

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Tiger Woods, la leggenda!

Il vestito che EA Sports ha messo al suo nuovo pargoletto è come al solito da gran galà. La modalità principale prevede quest’anno una carriera che porterà il nostro alter ego dai primi lanci fino a sfidare nientemeno che le più grandi leggende di tutti i tempi quali Jack Nicklaus, Arnold Palmer e naturalmente il nostro Woods. Il primo passo è la creazione del personaggio, mai così completa ed esauriente quanto in questo gioco grazie al nuovo sistema “GameFace II”, evoluzione di quanto visto lo scorso anno. Potrete gestire tantissime caratteristiche fisiche del vostro alter ego e dargli veramente l’aspetto che volete, e potrete anche personalizzare il suo swing.

Quando arriverà nientemeno che Tiger Woods a offrirsi di fare una partitella con voi potrete davvero dire di essere arrivati in cima.

Tiger Woods, la leggenda!

Una volta nato, il vostro golfista si trova di fronte ad una sequenza prestabilita di eventi, che si suddividono in Legend Tour, una normale sfida sulle diciotto buche contro golfisti reali e immaginari, Legend Scenarios, dove ogni leggenda vi sfiderà con un particolare obiettivo, e la canonica stagione PGA; ognuno di questi eventi, una volta affrontato, può essere poi rigiocato per migliorare i risultati ottenuti. Ovviamente, in caso di prestazioni positive guadagnerete trofei, da ammirare nell’apposita stanza che vi è riservata nella Hall of Fame del gioco, e soprattutto sonanti dollaroni, coi quali potrete sia modificare direttamente le vostre caratteristiche, sia acquistare nuovo equipaggiamento dalle funzionalità migliori di quello precedente, o semplicemente più bello ed elegante.

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Tiger Woods, la leggenda!

Inoltre in determinate occasioni vi verranno elargite delle “Legend Coins” tramite le quali letteralmente acquistare i tanti percorsi disponibili nel gioco e prendere poi da ognuno di questi le buche che vi sembrano migliori per creare il vostro percorso personalizzato. Non basta, dal momento che, e qui sta l’ultima grande novità di quest’anno, tramite l’opzione “Tiger Proofing” potrete intervenire su ogni buca cambiandone a piacimento tutti i parametri, dall’ampiezza e manutenzione di Green e Fairway alla densità del fogliame degli alberi: una buca veramente difficile aggiungerà del prestigio al vostro percorso, e con un prestigio sufficientemente alto saranno addirittura le leggende del golf a sfidarvi sul vostro stesso percorso. Quando arriverà nientemeno che Tiger Woods a offrirsi di fare una partitella con voi potrete davvero dire di essere arrivati in cima. Poi però dovete batterlo...
E non è mica finita qui... Oltre alla carriera altre modalità sono disponibili, dagli scontri normali da giocare da soli o contro altri giocatori umani, ai “minigiochi” a suon di mazze e palline con regole particolari, fino agli eventi in Real Time che si attiveranno solo in particolari giorni dell’anno, che la console leggerà dal suo orologio interno. C’è da giocare, e alla grande, fino alla versione 2006, e se a questo aggiungete la modalità online delle versioni PS2 e Xbox avete il quadro di una longevità virtualmente infinita.

C’è da giocare, e alla grande, fino alla versione 2006
L’aspetto grafico di TW comincia a mostrare le prime rughe: l’engine, che fu sviluppato primariamente per la versione PS2, è sempre lo stesso ormai da anni e nonostante mantenga intatti i suoi punti forti quali l’estrema rassomiglianza dei golfisti alle controparti reali, la fluidità delle animazioni e l’ampiezza del campo visivo, lascia un po’ a desiderare se raffrontato ad altre produzioni. In particolare le texture risultano un po’ smorte, non c’è amalgama tra giocatori e fondale (sembra che i golfisti siano attaccati allo sfondo a mo’ di collage), alcuni elementi quali l’erba del Rough sono ormai antiquati e, quest’anno, ci sono anche occasionali cali di framerate; tutto ciò non incide per nulla sulla giocabilità del titolo, ma anche l’occhio, come si sa, vuole la sua parte. Con ogni probabilità, dovrà attendere le nuove console... Poche e scarsamente rilevanti, e concludiamo con la grafica, le differenze tra le tre versioni.

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Tiger Woods, la leggenda!

L’aspetto sonoro fa il suo dovere, con le classiche musiche modaiole EA Sports e due telecronisti, probabilmente strafamosi in America, che sottolineano opportunamente i momenti di gioco e non lesinano né consigli spassionati né battutine velenose su prestazioni poco brillanti o sul troppo tempo impiegato a lanciare. Per il resto è il trionfo del classico stile televisivo dei prodotti EA Sports, che traspare in inquadrature, replay spettacolari, nel tifo del pubblico, aggiungendo quel sale “made in Hollywood” che per qualcuno potrebbe mancare nel gioco del golf. Brutte notizie per i non anglofoni: il gioco anche in Italia rimane nella lingua di Shakespeare, peccato...

L’unico motivo per il quale Tiger Woods PGA Tour 2005 non arriva all’agognato 9 è che come al solito le novità, che pur ci sono, potrebbero non essere tali da giustificare l’acquisto a chi possiede un’edizione non troppo lontana nel tempo: in realtà ci troviamo di fronte semplicemente alla più bella simulazione golfistica presente sul mercato, e se non giocate da tempo a un Tiger Woods o quelli precedenti li avete adorati, andate pure a colpo sicuro.
Come sempre, la versione GameCube è penalizzata dalla mancanza del supporto per il gioco online, ed è quindi sconsigliata ai possessori di più di una console. Pro Grande varietà di parametri Ulteriore affinamento delle meccaniche Un sacco di eventi da affrontare! Solita cura per l'"immersività" Contro In fondo è sempre lo stesso gioco La grafica inizia a essere datata

Strano sport, il golf... A prima vista non sembra certo la più dinamica delle discipline, eppure richiede dal praticante che niente sia lasciato al caso, dal punto di vista fisico quanto da quello mentale. Ed è uno sport molto appassionante: non a caso, il campione che ormai da anni presta nome e immagine alla serie sportiva di cui ci accingiamo a recensire la nuova versione, è uno dei personaggi più noti, ammirati e ricchi dello star system mondiale, famoso sia per le sue straordinarie abilità che per il fatto di essere il primo giocatore di colore ad arrivare a certi livelli, in un ambiente tradizionalmente associato alla ricca borghesia bianca, oltre che, più recentemente, per le solite beghe della vita privata. E ancora non a caso il golf è uno sport da sempre corteggiato dagli sviluppatori di videogiochi, che hanno dato nel corso del tempo varie interpretazioni della disciplina tralasciando altri sport che magari a prima vista sembrano molto più adatti alla conversione videoludica.
La serie di Tiger Woods PGA Tour è per l’appunto una di queste interpretazioni, che nel più perfetto stile EA Sports punta tutto sulla somiglianza tra gioco ed evento televisivo, sulla personalizzazione sempre più estrema, su un gameplay a metà tra il simulativo e l’arcade. Cos’è cambiato in quest’edizione di metà decennio? Andiamo a scoprirlo...

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