TimeShift - Recensione  4

Il tempo è galantuomo? Esce, finalmente su Ps3, uno dei titoli più rimandati di sempre.

Il tempo fugge

La caratteristica principale di Timeshift, in maniera piuttosto ovvia dato il titolo del gioco, è costituita dalla totale possibilità di controllare il flusso temporale, rallentandolo, fermandolo o portandolo indietro, in una modalità abbastanza simile a quanto visto in Prince of Persia, senza però avere la possibilità di tornare indietro dalla morte e di fare in modo che le proprie azioni vengano influenzate dagli effetti temporali alterati: in parole povere, le potenzialità della tuta opereranno sull’ambiente circostante, nemici inclusi, lasciando pressoché immutati i movimenti del nostro alter-ego virtuale, che avrà però la possibilità di sfruttare a proprio vantaggio la situazione creatasi. Saper combinare al meglio i poteri offerti dalla tecnologia del futuro è quindi la chiave per avere successo all’interno del gioco, sia per quanto riguarda gli scontri a fuoco che per gli enigmi: per fare ciò, è possibile affidarsi alla pressione di un tasto unico, attraverso il quale l’IA del gioco sceglie quale delle 3 abilità utilizzare (non senza qualche pecca a dire il vero), togliendo però il divertimento al giocatore di azzeccare il potere migliore per fronteggiare la situazione che si trova davanti, oppure di combinare in maniera intelligente tali specialità. Molto semplicemente, ma la prime volte è facile fare confusione, basta tener premuto il tasto L1 e schiacciare uno dei 4 tasti frontali del pad per attivare i poteri temporali, alla stessa stregua di quanto visto su Xbox 360.

Il tempo fugge

L’utilizzo della tuta non è illimitato, in quanto è ovviamente presente una barra energetica, consumata la quale l’intera attrezzatura ha bisogno di un determinato periodo di ricarica, per cui la scelta e soprattutto i tempi di utilizzo dei poteri vanno effettuati con la massima attenzione, pena il ritrovarsi circondati da nemici tanto arrabbiati quanto armati fino ai denti. Un’altra caratteristica della tuta coinvolge proprio gli scontri a fuoco, visto che essa è in grado di proteggere e rigenerare lo scudo protettivo e le condizioni vitali, senza quindi dover giocare stando a pensare a medicine o roba simile in grado di aumentare l’energia vitale, ma semplicemente tentando di ripararsi nei momenti peggiori per permettere alla tuta di ristabilire la propria energia. Molto carini risultano essere anche gli intermezzi in cui fermando il tempo è possibile rubare l’arma al nemico, che successivamente rimarrà sorpreso chiedendosi come gli sia scomparso il fucile dalle mani. Ruotando, TimeShift, interamente intorno alle possibilità aperte dall’utilizzo della tuta, è lecito aspettarsi oltre che spettacolari azioni di gioco, anche una varietà di situazioni al suo interno: in questi termini purtroppo Saber Interactive non riesce a convincere pienamente, dato che a parte la fase iniziale di conoscimento del gameplay, in seguito certi tipi di enigmi e modalità di combattimento non si presenteranno più come nuove, lasciando che l’appeal del gioco cali un po', complice anche una piccola mancanza di immedesimazione nei panni del personaggio principale, di cui come detto in precedenza, addirittura non si conosce nemmeno il nome. A conti fatti poi, un titolo non può certamente contare su di un singolo aspetto, seppur così importante e fondamentale come in questo caso, per attrarre a sé porzioni di un mercato come quello degli FPS, agguerrito in questo periodo come forse mai lo è stato in precedenza: osare un pochino di più tentando di innovare anche in altri aspetti delle meccaniche di gioco sicuramente non avrebbe guastato.

E il resto?

Il gameplay di TimeShift si inserisce a pennello in quelle classiche del suo genere d’appartenenza, risultando quindi, controllo del tempo a parte, un prodotto valido ma non in grado di offrire quella ventata d’originalità da tanti videogiocatori richiesta oggigiorno: l’arsenale a nostra disposizione si compone di un massimo di 3 armi da portare con sé contemporaneamente, per cui sarà necessario tentare di diversificare quelle presenti nei nostri slot, cercando di avere sia fucili da combattimento ravvicinato sia altri per affrontare nemici dalla lunga distanza. Dal punto di vista della composizione, le armi si mostrano come ibridi tra fucili moderni e non, mantenendo spesso una base fatta di proiettili ma dal design abbastanza futuristico, dotate di fuoco primario e secondario secondo i classici canoni FPS, senza dimenticare le granate. Dal punto di vista delle battaglie, molto spesso ci ritroveremo ad affrontare un numero abbastanza nutrito di avversari, contro i quali sarà fondamentale saper usare sia le armi, le cui munizioni non abbondano quasi mai, sia la tuta per il controllo del tempo, che come detto in precedenza riveste un ruolo fondamentale all’interno del gioco. Qualche parola più che positiva la merita il multiplayer, dove sono presenti, oltre alle modalità classiche, anche alcune derivate dall'adattamento dei controlli temporali alle partite con più giocatori umani: la più divertente è sicuramente quella in cui un solo giocatore ha effettivamente la possibilità di usare i poteri della tuta, ma si trova da solo a combattere contro tutti gli altri. Per evitare di dare i poteri speciali a tutti i partecipanti delle partite multigiocatore, i programmatori hanno inoltre ben pensato di introdurre nella modalità online delle speciali granate attraverso le quali alterare il flusso del tempo solo in una determinata area della mappa e per pochi istanti, andando così a creare una meccanica di gioco che pur avvicinandosi a quella del single player va ad inserirsi alla perfezione nel contesto del match via rete.

La bellezza resiste al passare del tempo?

Dal punto di vista della realizzazione tecnica, TimeShift si comporta in maniera egregia, mostrando che Vivendi ha visto bene nel pretendere del lavoro aggiuntivo da parte di Saber Interactive, team che dal canto suo ha saputo approfittare della situazione per tirare fuori un titolo in grado di recuperare quel gap prestazionale denunciato dal publisher. Gli effetti grafici legati all’utilizzo dei poteri sono molto ben realizzati e adatti alla rappresentazione distorta del flusso temporale, così come in generale non ci si può assolutamente lamentare del livello di dettaglio, sia che ci si riferisca agli oggetti, sia ai nemici. Interessanti anche gli effetti grafici relativi all'abbondante gore che il titolo ci dona, con un'esagerata quantità di emoglobina elargita a piene mani dai nostri nemici, che addirittura finisce sullo schermo, con delle belle chiazze rosse come ricompensa al nostro fare fuoco a brucia pelo. Dal punto di vista del gameplay, un po' fastidioso risulta essere l'effetto grafico che si attiva nel momento in cui l'energia vitale è bassa: lo schermo si copre di rosso progressivamente impedendo al giocatore di distinguere in maniera soddisfacente gli elementi a video. Anche l’audio risulta essere di buona fattura, facendo leva su un ottimo doppiaggio, oltre ai classici effetti audio legati a esplosioni, spari e così via. Rispetto alla versione Xbox 360, questo porting denuncia alcune piccole criticità, posizionandolo un gradino sotto alla versione per console Microsoft. Nulla di particolarmente allarmante ma chi ha giocato ad entrambe le versioni noterà alcuni sporadici cali di frame rate, e un aliasing decisamente presente nelle partite in multiplayer.

Commento

Inizialmente nato come titolo di seconda fascia, TimeShift paga in parte dazio proprio per il suo travagliato processo di sviluppo, che ha visto cambi in tutti gli aspetti legati al gioco, dal publisher all’ambientazione: da un’idea che si dimostra comunque più che buona e abbastanza inesplorata nel campo degli FPS, ne risulta un titolo che osa troppo poco in quegli aspetti che avrebbero potuto distaccarlo dai canoni classici del proprio genere, a cui rimane purtroppo troppo legato, risultando alla lunga ripetitivo pur essendo in grado di regalare una buona esperienza di gioco. Saber Interactive dimostra attraverso TimeShift di poter comunque dire la sua nel concorrenziale campo degli shooter in prima persona, pur senza essere in grado di contrastare efficacemente i grossi calibri recentemente usciti . Inoltre il multiplayer di Timeshift merita senz'altro di essere provato da chiunque, viste le ben congegnate e indovinate introduzioni del team di sviluppo all'interno del gameplay via rete.

Pro

  • Grafica e audio più che buoni
  • Controllare il tempo è molto divertente
  • Ottima modalità multiplayer
Contro
  • Troppo poco originale
  • Trama lacunosa