Titan Quest: Immortal Throne - Recensione  2

Ritornano orde di mostri mitologici, questa volta guidate da Ade.

Fortunatamente la sua ricerca sarà aiutata da alcuni illustri personaggi come Agamennone, Achille e Medea, ma allo stesso tempo temibili mostri come il Cerbero che campeggia sulla copertina del DVD non tarderanno a mettergli il bastone tra le ruote. Il gameplay non è stato rivoluzionato – osservazione abbastanza scontata – e si risolve in buona sostanza nell’esplorare e ripulire da orde interminabili di nemici le vaste aree della mappa. Ci sono naturalmente dei nuovi avversari da affrontare, tra cui streghe, uomini topo e compagnia danzante, così come nuove armi ed artefatti da raccogliere per fare del personaggio un’autentica macchina da guerra.
Tra le innovazioni più apprezzate troviamo la gestione dell’inventario, dove è ora presente un pulsante che riordina automaticamente gli oggetti presenti per ottimizzarne lo spazio; sempre in tema di raccolta degli oggetti nelle varie città sono stati aggiunti dei capi carovana, NPC ai quali è possibile affidare gli artefatti più preziosi che al momento non sono necessari. Sono stati aggiunti anche gli incantatori, ai quali affidare le pietre runiche che si raccolgono durante il viaggio e il cui “assemblaggio” può dar vita a delle armi davvero notevoli.

L’abilità dei designer nel ricreare le locazioni descritte nei classici antichi è fenomenale, così come lo era stata per le missioni in Grecia. L’oltretomba presentato in Immortal Throne è esattamente quello che è lecito immaginarsi leggendo le opere di Omero; ma lo stesso può dirsi dell’Eliseo e delle altre dettagliate locazioni. Merito di un engine che non solo non ha perso lo smalto che aveva decretato il sucesso di Titan Quest, ma che è stato ulteriormente perfezionato con l’aggiunta di chicche come il triple buffering, il motion blur e altri effetti ambientali che rendono l’esperienza visiva estremamente appagante. Novità anche per l’apparato audio, che ora supporta i sistemi a cinque e sei diffusori. Peccato però che la finta tridimensionalità del titolo unita al solito scadente doppiaggio non renda adeguatamente giustizia.

Anche il bilanciamento degli scontri è stato oggetto di revisione: ora i nemici non sono così semplici da far fuori e in alcuni casi è necessario studiare una strategia preventiva soprattutto prima di affrontare i mostri più potenti. All’eroe in compenso è stata aggiunta una maestria, quella dei sogni, caratterizzata da effetti grafici davvero ispirati. L’aumento di esperienza avviene in maniera più graduale e “ragionata”: in parole povere non si sale di livello soprattutto a seguito dell’eliminazione di un boss, e all’aumento delle caratteristiche dell’eroe corrisponde un livello di difficoltà sempre adeguato anche utilizzando l’opzione Normal, da noi stessi criticata nella versione originaria per via dell’eccessiva bontà nei confronti del giocatore.

Come scritto inizialmente l’aspetto fondamentale di Immortal Throne è che tutte le migliorie sinora elencate non sono limitate alla nuova campagna ma al contrario si possono (anzi devono) apprezzare al massimo cominciando nuovamente dal principio il gioco: ne trae grande giovamento la longevità a cui non viene ancora in aiuto l’aspetto multiplayer, troppo banale e poco ispirato per un gioco così arcade.

Requisiti di sistema


Requisiti Minimi

  • Intel Pentium IV a 1800 MHz
  • 512 MB di ram
  • Scheda acceleratrice 3D 64 MB (almeno una Nvidia GeForce 3 o Ati Radeon 8500)
  • Sistema operativo Windows 98/ME/2000/XP
  • 5000 MB di spazio libero su Hard-Disk
  • Lettore DVD-ROM 8X
  • DirectX 9.0b
  • Modem richiesto per giocare su Internet
Configurazione di prova
  • AMD Athlon FX-55
  • 2 GB di RAM
  • Scheda video nVidia GeForce 7800GTX

Conclusioni

Un’espansione che raggiunge pienamente gli obiettivi prefissati dai programmatori, migliorando ogni singolo aspetto di un buon titolo (aldilà del multiplayer), ringiovanendone contestualmente grafica e giocabilità senza dimenticare una buona dose di armi e mostri inediti che accontenteranno anche coloro che avevano giocato “ad nauseam” Titan Quest.

Pro

  • Grafica di prim'ordine
  • Scontri ben bilanciati
  • Longevità
Contro
  • Ripetitività
  • Requisiti di sistema elevati
  • Audio poco ispirato e ripetitivo

Arriva a circa un anno dall’uscita del titolo originale, l’annunciata espansione di Titan Quest. Immortal Throne, questo il nome della seconda fatica di Iron Lore, il team di sviluppatori capeggiato dal celebre Brian Sullivan, rivisita in toto la precedente esperienza ludica rendendola più completa e bilanciata.
Questo expansion pack occupa oltre 2 GB e va a sovrascrivere buona parte del titolo originale, la cui preventiva installazione è naturalmente richiesta: non si tratta dunque di una semplice serie di mappe aggiuntive, sebbene il piatto forte sia rappresentato dal quarto capitolo, ambientato nell’Ade. La storia prende piede esattamente dove finiva la precedente, ossia dopo l’uccisione di Tifone. Al ritorno dall’Olimpo il personaggio scopre che i disordini non sono finiti come sarebbe stato lecito attendersi e inizierà a cercare il motivo di tanta confusione, in un’avventura che terrà impegnati all’incirca una decina d’ore i giocatori più smaliziati.