TOCA Race DriverToca Race Driver 

Codemaster all'esordio con Toca sul monolite: riuscirà il giovane McKane a farsi strada nel mondo delle corse?

Toca Race Driver Toca Race Driver

Genius at play

In netto stacco rispetto ai Racing games tradizionali, Toca ci propone l’insolita formula di uno story mode in cui ci troviamo a prendere la parte di un “figlio d’arte”: Ryan Mc Kane, giovane esordiente nel mondo dei motori, con la grande ambizione di farsi strada nonostante la pesante eredità lasciatagli dal celebre padre, scomparso in pista. Come facilmente prevedibile, la via da percorrere è lunga e ardua per questo nostro Jaques Villneuve in versione Gran Turismo, che deve fronteggiare persino le insidie di un fratello pilota già affermato nel circuito. Superare lo scetticismo iniziale degli addetti ai lavori non sarà compito arduo per nessuno o quasi: basta passare un provino piuttosto ridicolo per conquistarsi un contratto ed inserirsi direttamente nel circuito principale. A questo punto è tempo di gestire la propria carriera: da un modesto ufficio si visionano le proposte di lavoro, che in un primo tempo saranno decisamente poco impegnative, fino ad arrivare, tra campionati Alfa GTV e altri monomarca vari, alle competizioni più rinomate, con tanto di belle donne e champagne. Se c’è una cosa che dunque non si può obiettare a Codemasters, oltre alla longevità del titolo, decisamente su ottimi livelli come testimoniano i 38 circuiti presenti e la moltitudine di competizioni da affrontare nello story mode, affiancato da modalità libere in singolo e multiplayer, è proprio lo sforzo profuso per renderlo diverso dai “cloni” che stazionano sugli scaffali. La scelta di introdurre uno story mode, che si sviluppa attraverso cut scenes realizzate con il motore grafico del gioco inscenate prima delle gare, senza parlare di rivoluzioni, perlomeno svecchia una struttura che sembra impiantata sugli stessi binari decisamente da troppo tempo. Quel che invece lascia l’affezionato sbigottito è l’impostazione del gameplay. Toca, infatti, per definizione era un racing game con manifeste ambizioni simulative, che si traducevano in una difficoltà piuttosto elevata nel controllo del mezzo a causa di algoritmi per la gestione delle leggi fisiche decisamente accurati in rapporto alle capacità dell’ormai vetusta Psone. Ciò unito all’implementazione dei danni alla carrozzeria e alle parti meccaniche e all’ingente numero di auto in gara distingueva fondamentalmente Toca dall’egemone arcade-simulativo Gran Turismo. Le cose in Toca Race Driver sono decisamente cambiate. Si è infatti optato per uno stile di guida che potremmo definire “arcade- semplicistico”, che non è nemmeno un lontano parente di quello che molti avevano amato negli episodi su Psone. Sebbene infatti i danni alle vetture, ottimamente implementati, siano effettivamente rimasti, sono molti i punti di domanda che sorgono nell’analisi del gameplay dell’ultimo prodotto di casa Codemasters. Peculiarità quali una verosimile sensazione del “peso” della vettura, o semplicemente qualcosa che ci faccia capire che non è possibile impostare le curve a proprio piacimento (ergo: in modo “fantasioso”) senza svantaggi palpabili, sono state abbandonate. E allora niente derapate quando si è “staccato” troppo tardi, niente testacoda se si è esagerato con l’acceleratore all’uscita di una curva, nessun rischio a saltare su un cordolo troppo alto. E’ un’impostazione che si sposa davvero poco con la modalità carriera, che richiederebbe a nostro parere un’esperienza di guida che perlomeno possa ricordare quella reale. E invece ci si ritrova a maneggiare autovetture che sembrano quasi ammiccare al feeling di guida classico dei giochi a due dimensioni. Senza voler considerare Toca Race Driver un tributo ai mitici Outrun, Chasehq et similia, sono forti le perplessità in merito a questa scelta infelice, adottata forse nella speranza di rendere appetibile il titolo anche per una fascia d’utenza casuale e meno smaliziata.
Da sottolineare tuttavia che l’intelligenza artificiale degli avversari è decisamente di buona fattura, tanto da far apparire quasi verosimile il loro comportamento in pista. Finalmente, vedendoci negli specchietti, qualcuno cercherà di chiuderci la traiettoria migliore. Peccato però che le “traiettorie ideali“ in questo Toca Race Driver abbiano un significato decisamente relativo…

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Graphics

Come già accenato, Codemasters aveva rilasciato nei mesi precedenti il lancio di Toca Race Driver moltissimi screenshots che lasciavano intuire una pulizia grafica e una qualità delle textures mai visti sulle nostre Ps2. Ma, inserito il DVD della nostra limited edition nel tray, è decisamente facile capire che quegli scatti non rispecchiavano la qualità del prodotto finale, ma che anzi molto probabilmente si trattava di artworks che con il motore grafico di Toca Race Driver non avevano nulla a che fare. Senza timor di smentita si può infatti affermare di essere di fronte ad una delle peggiori performance di Playstation2, con buona pace di chi pensava di trovarsi al cospetto di un prodigio. Ad eccezione dei veicoli, che sono discretamente modellati, senza comunque raggiungere i fasti già riscontrati in Gran Tursimo 3 A-spec e nei relativi add-on, la cosmesi del titolo oscilla tra l’osceno e il ridicolo. La complessità poligonale degli scenari, poveri di dettaglio e di strutture di contorno quali tribune, palazzi, è fortemente al di sotto degli standard dei 128 bit; le textures sono poco varie, slavate e tutte in bassa risoluzione. In virtù di ciò ci si aspetterebbe perlomeno un solido frame rate, e invece, increduli, si assiste nelle fasi più affollate a tragici crolli, che gettano il giocatore in una condizione di sconforto assoluto. A peggiorare il tutto ulteriormente v’è un fastidiosissimo bad clipping (per i meno esperti: apparizione improvvisa di strutture poligonali), che, unito al leggero sfarfallio dell’immagine su schermo, ci da la spinta decisiva per catalogare Toca Race Driver come “horribile visu”.
Su tutt’altro livello il comparto sonoro, che bada alla sostanza e riproduce in modo fedele il rombo dei motori, che non fanno sentire la mancanza di musiche di sottofondo.
Da riportare un’ulteriore mancanza: il titolo, pur essendo prodotto e sviluppato in Europa, non presenta parlato e sottotitoli tradotti in italiano.

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Commento

Toca Race Driver è una grande delusione, senza ombra di dubbio. Le buone idee concernenti la modalità carriera e la soddisfacente intelligenza artificiale degli avversari sono gravemente oscurate da un gameplay semplicistico, che le blocca sul nascere. E’ proprio l’impostazione del gameplay l’anello che mina l’armonia di fondo del titolo, e che impedisce una corrispondenza diretta con le ambizioni simulative dimostrate nell’ideazione della modalità di gioco principale. E’ un peccato, perché Toca Race Driver sarebbe potuto essere, come nell’epoca Psone, l’alternativa n° 1 al classico Gran Turismo. A deludere ulteriormente ci pensa la realizzazione tecnica che, fatta eccezione per danni alle vetture e sonoro, si pone su livelli gravemente insufficienti.

Pro
+Modalità carriera interessante
+Danni alle vetture
+IA raffinata

Contro
-Gameplay semplicistico
-Assolutamente insufficiente tecnicamente
-Story Mode non entusiasmante

Second Opinion - Commento a cura di: Massimiliano "Samp" Pavan

Ok, il gioco non è eccellente, la fisica è molto approssimativa però qualche pregio il nuovo titolo Codemaster lo ha, intelligenza artificiale in primis.
Il modello di guida è a tratti scandaloso, veramente troppo arcade anni 80, quando uscire di pista non era peccato. Proprio per questo gli appassionati della serie rimarraranno delusissimi mentre al contrario, coloro che cercano un racing immediato, saranno accontentati. Codemaster avrebbe fatto una figura migliore a chiamare la sua ultima fatica "Pro Race Driver" (questo è il nome del gioco negli Stati Uniti), così facendo si sarebbe risparmiata la rabbia dei suoi fedelissimi. Lo stacco coi precedenti capitoli è davvero molto marcato e se lo story mode costituisce da subito una base per questa tesi, una volta in pista i timori diventano certezze. Peccato per la realizzazione grafica, da titolo di prima generazione. Nonostante tutti questi lati negativi, non mi sento di sconsigliare l'acquisto del prodotto: Toca per i non puristi rimane un'esperienza godibile, semplice e di lunga durata. Per tutti gli altri... beh, sarà per il prossimo episodio...

L’ennesimo sequel di una nobile stirpe dell’era PsOne giunge su PlayStation 2: è la volta di Toca, considerato da molti non troppo tempo fa l’Anti Gran Turismo per eccellenza. Apprezzato dai puristi proprio per la vena simulativa che lo contraddistingueva, si è fatto attendere spasmodicamente in virtù dell’imponente mole di screenshots in alta risoluzione rilasciati da Codemasters, che aveva causato nei più la ben nota patologia da “mascella precipitante in presenza di immagine strabiliante” che con la diffusione di internet nelle case sta diventando sempre più un male comune. Poco importa se molte negative esperienze passate (leggasi: screen a risoluzioni improbabili non corrispondo al vero ontologico televisivo) brucino ancora per qualcuno; poco importa se lo sfoggio di bumpmapping in ogni angolo di asfalto, che sulla macchina Sony figura storicamente tra gli assenti, avrebbe dovuto perlomeno insospettire; ancora meno importa se il tutto era privo della benché minima scaletta: la massa è sognatrice e condizionabile, e Toca fu ufficialmente eletto il 2° prodigio grafico next-generation nel campo dei racing games. E allora, accompagnato da parecchi chilogrammi di Hype, ecco che il titolo, solenne, capitola nelle nostre Playstation 2 europee, e si rivela una abbagliante sorpresa. In negativo, appunto.

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