Tom Clancy's Splinter Cell  1

Dura la vita dell’agente segreto. Lo sa bene Sam Fisher, protagonista di Splinter Cell, che dopo aver sgominato i folli piani del dittatore georgiano Kombayn Nikoladze su Xbox e Pc, si vede costretto a dover nuovamente ripetere l’opera, questa volta su PS2. E noi lo seguiamo, ancora una volta, con un'esaustiva recensione...

Stealth action restyled

Inutile girarci attorno: Splinter Cell versione PS2 è notevolmente meno spettacolare dal punto di vista grafico rispetto all’originale su Xbox. Le intrinseche limitazioni dell’hardware Sony hanno infatti costretto i programmatori Ubisoft a dover operare numerosi accorgimenti alla cosmesi del gioco, di fatto privandolo di molti degli aspetti che lo hanno reso uno dei titoli visivamente più spettacolari sulla console Microsoft. Beninteso, per quanto indiscutibilmente inferiore alla controparte Xbox, l’incarnazione PS2 di Splinter Cell risulta graficamente un titolo di più che buona fattura, se si considera l’hardware su cui gira. Tuttavia, l’entità del divario qualitativo fra le due versioni in questo ambito è immediatamente riscontrabile già dal primissimo stage di gioco, quello riservato al tutorial: oltre ad un modello poligonale di Sam Fisher meno corposo, salta subito all’occhio la minor definizione delle texture, un’aliasing vagamente più marcato, una fattura degli effetti di luce molto meno impressionante e, in generale, un calo del livello di dettaglio in certi frangenti davvero sostanzioso. Succede così che alcune ambientazioni molto particolareggiate della versione Xbox appaiano su PS2 vistosamente più spoglie o di dimensioni più ridotte. Addirittura, intere locazioni presenti nell’incarnazione originale sono state qui letteralmente tagliate: che sia per precise scelte di game design o per l’impossibilità tecnica di trasporle sulla console Sony, non è dato sapere. Le privazioni al comparto grafico di Splinter Cell, comunque, sono state effettuate anche in nome del nobile scopo di garantire un frame rate costante, cosa che in effetti si verifica e permette una fruizione ottimale dello stealth-game Ubisoft. E proprio da questo punto comincia la “rivincita” della versione PS2 di Splinter Cell, che per quanto svilita cosmeticamente, presenta alcune aggiunte in grado di far dimenticare ben presto l’inferiorità visiva rispetto alla versione Xbox.

Time for a little payback…

Anzitutto i non certo indimenticabili FMV dell’originale Xbox sono stati sostituiti con dei filmati nuovi di pacca, di qualità decisamente superiore e in grado di dare maggiore risalto allo storyline: anche gran parte delle sequenze originariamente gestite dal motore grafico del gioco sono state rimpiazzate da più spettacolari spezzoni in computer grafica. Proseguendo nella serie di new entry di questa versione PS2 di Splinter Cell, da segnalare alcuni arricchimenti del sistema di controllo: è ora possibile attivare un comodo binocolo tramite la pressione del tasto R3, nonché scorrere più agilmente tra i vari elementi dell’inventario sfruttando la croce direzionale e, infine, sfruttare il cavo ottico selezionandolo direttamente dal menu che appare interagendo con una qualsiasi porta, invece che doverlo sempre estrarre dall’inventario. Piccolezze, certo, ma che contribuiscono a rendere maggiormente fluido un gameplay che comunque appare leggermente più semplificato rispetto all’originale su Xbox. Questo sia per gli aspetti sopra elencati (a cui se ne devono aggiungere tuttavia altri, come ad esempio i codici d’accesso che appaiono su schermo durante le interazioni con i vari keypad, vanificando così parzialmente l’elaborazione dei dati raccolti sul proprio OPSAT), sia per una precisa scelta degli sviluppatori, che modificando qua e là parecchi passaggi del gioco, ne hanno di fatto leggermente abbassato il livello di difficoltà. Ancora una volta, però, i coders di Ubisoft hanno agito in maniera decisamente oculata. Se infatti su Xbox la ripetizione delle schermate più impegnative era resa decisamente poco frustrante grazie alla celerità dei caricamenti e al perfetto sistema di salvataggio ai vari checkpoint, su PS2 tale situazione non si sarebbe potuta verificare: una serie di caricamenti esponenzialmente più lunghi e frequenti e una funzione salva/carica decisamente opinabile avrebbe infatti impedito anche al più paziente dei giocatori di ripetere più volte di seguito una stessa parte.

Il bello del nucleare

Merita menzione particolare, nella serie di aggiunte della versione PS2 di Splinter Cell, la presenza di un livello del tutto nuovo, ambientato all’interno di una centrale nucleare in Russia. Oltre ovviamente ad aggiungere valore meramente numerico ad un’esperienza di gioco comunque corposa, questo stage inedito si distingue per un ottimo design, in grado di piazzarlo facilmente tra i migliori dell’intero titolo. Buon per gli utenti Sony, dunque, che possono godersi più a lungo le avventure di Sam Fisher. E sì, perché non bisogna dimenticare che, al di là dei risultati –positivi o negativi che siano- del processo di conversione, Splinter Cell rimane uno dei migliori titoli degli ultimi tempi. Forte di un gameplay estremamente solido e difficilmente ripetitivo, vista la varietà di situazioni proposte al giocatore, il prodotto Ubisoft è uno stealth-action game di razza, curato in ogni suo aspetto, dal completo sistema di controllo fino all’eccezionale comparto audio (che tra le altre cose vanta un doppiaggio in italiano di ottima qualità). Insomma, uno di quei titoli che tutti dovrebbero almeno provare, possibilmente evitando di scadere in infondati confronti con Metal Gear Solid 2, che di fatto rappresenta un genere a sé stante.

Commento

Splinter Cell su PS2 è quanto più si avvicina alla definizione di “director’s cut videoludico”. Al di là degli evidenti, ed onestamente, inevitabili, ridimensionamenti tecnici –ovvero tagli al comparto grafico ed estensione dei tempi di caricamento-, infatti, lo stealth game Ubisoft presenta una corposa serie di variazioni ed aggiunte più o meno significative rispetto all’originale versione Xbox. Dai FMV nuovi di zecca allo stage inedito, passando attraverso tutta una serie di piccole modifiche, Splinter Cell vanta su PS2 diverse limature che evidentemente i coders transalpini non hanno avuto modo di effettuare sulla prima incarnazione del gioco. Questo, ovviamente, a pieno vantaggio degli utenti Sony, che possono godersi una versione di Splinter Cell per certi versi addirittura migliore dell’originale.

    Pro
  • Ottimo sistema di gioco
  • Comparto audio curatissimo
  • Diverse aggiunte rispetto alla versione Xbox
    Contro
  • Graficamente inferiore all’originale
  • Caricamenti molto più lunghi e sistema di salvataggio opinabile

Dura la vita dell’agente segreto. Lo sa bene Sam Fisher, protagonista di Splinter Cell, che dopo aver sgominato i folli piani del dittatore georgiano Kombayn Nikoladze su Xbox e Pc, si vede costretto a dover nuovamente ripetere l’opera, questa volta su PS2. E se dall’originale versione per lo scatolone Microsoft a quella per personal computer il passo è stato breve (per ovvi motivi), per quanto riguarda la trasposizione sul monolite nero Sony è stato necessario un poderoso restyling grafico, a causa delle minori potenzialità dell’hardware. Dura la vita dell’agente segreto quando si hanno meno poligoni e texture meno dettagliate. Dura, sì, ma non per questo meno piacevole…