Tomb Raider: AnniversaryTomb Raider: Anniversary - Recensione 

Sono passati undici anni e siamo di nuovo davanti a quel tunnel innevato, pronti ad esplorare le viscere della terra.

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Tomb Raider fu il Mario 64 della Playstation, e fu anche qualcosa in più visto che si degnò di convincere anche gli utenti Saturn e PC che il meraviglioso mondo delle tre dimensioni era una scelta possibile. Il figlio di Another World si presentò a noi mortali nelle piacevoli forme di Lara Croft, procace archeologa destinata a divenire la prima vera eroina del videogioco, la Ripley dell’action, la Giovanna D’Arco del…..va bene, va bene, stiamo esagerando. Non esageriamo però affermando che l’immaginario videoludico si è arenato su Tomb Raider fino all’avvento di Max Payne, signore del bullet time e paladino dell’action dinamico. Nel frattempo qualcosa è andato perduto. Il gusto per l’esplorazione dei livelli si è dissolto presentandosi sporadicamente in produzioni di serie B o in titoli carenti sotto il punto di vista del carisma fino a che un certo Metroid Prime ha risollevato di colpo il deludente parco titoli del Game Cube. E’ attraverso questo percorso che Tomb Raider: Anniversary giunge a noi. Oggi il primo Tomb Raider bussa nuovamente alla nostra porta e guarda caso lo fa migliorando la gestione dell’auto mira e con l’aggiunta di un pizzico di bullet time, nel tentativo di cavalcare il progresso che avanza.

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C’è follia e follia

All’inizio si rimane un po’ spiazzati. Pare che i designer abbiano preso molto sul serio il compito di rendere onore a Lara e abbiano deciso volutamente di ricreare le sue avventure ostiche come quelle di un tempo. Pur mantenendo tutte le nuove mosse e pur aggiornando la struttura dei livelli, il feeling è quello di allora e la difficoltà pure. Sono uno di quelli che ha trovato Legend fin troppo facile e il confronto con Anniversary, che procede in tutt’altra direzione, non fa che confermare come negli ultimi anni si sia scelto di favorire la semplicità rendendo di fatto alcuni giochi fin troppo veloci da finire. Un gioco di avventura necessita dell’avventura. Il giocatore vuole trovarci dentro una sfida e una conferma del suo immaginario: tiri una leva e crolla un masso, salti nel vuoto lanci un rampino e arrivi dall’altra parte di un burrone e così via. Insomma, devono esserci tutte quelle situazioni che permettano di confrontarsi con il pericolo sentendolo come presente e che richiedano un minimo di dedizione per essere superate. Sin da subito Anniversary si rivela una sfida ardua, soprattutto per il giocatore occasionale, abituato a videogiochi in cui basta premere un tasto a caso per fare una strage di nemici o per superare un ostacolo all’apparenza insormontabile. Gli sviluppatori hanno voluto rileggere gli intricati livelli che tanti giocatori avevano fatto innamorare, adattandoli al nuovo motore grafico e rimodellandoli intorno alle nuove mosse di Lara. Il risultato è spettacolare e non vi stiamo nemmeno a spiegare l’emozione di trovarsi di nuovo a saltellare qua e là per le precarie piattaforme di un livello come la Follia di San Francesco, che oggi come allora è un piccolo miracolo di level design; un qualcosa che ci rende fieri di amare i videogiochi nonostante tutto. Certo, è anche vero che gli utenti meno pratici troveranno parecchie difficoltà nell’andare avanti. In questo senso dimenticate completamente Legend, pensato per un'utenza meno smaliziata, e considerate il fatto che in alcune sezioni si muore veramente spesso, soprattutto nei livelli avanzati dove i tentativi per superare delle trappole dovranno essere molteplici.

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Morte al ralenty

Le mosse a disposizione di Lara sono molte: può correre, saltare, accovacciarsi, usare le armi, lanciare un rampino, correre lungo le pareti (solo se è attaccata ad una fune), arrampicarsi, nuotare, tuffarsi e compiere altre azioni in base alla situazione. Come nell’originale ci sono oggetti da raccogliere, leve da tirare e nemici contro cui combattere, anche se questi ultimi sono in numero molto minore rispetto a quelli di Legend, dove alcuni livelli erano dedicati essenzialmente al combattimento.

Imparare a schivare è essenziale per riuscire a sopravvivere

Morte al ralenty

Una delle novità introdotte riguarda proprio i combattimenti: quando un’aura brilla sulla testa di un nemico, indica che questo si sta preparando per un assalto letale. In questi casi, continuando a mirare il bersaglio e combinando il tasto per abbassarsi con un movimento direzionale, si potrà eseguire una schivata al ralenty, durante la quale appariranno due mirini bianchi che, quando saranno sovrapposti e si coloreranno di rosso, indicheranno la possibilità di eseguire un colpo letale alla testa. Imparare a schivare è essenziale per riuscire a sopravvivere agli scontri perché normalmente gli assalti dei nemici non sono evitabili in altro modo. Inoltre alcuni boss, come il tirannosauro, richiederanno l’uso di questa tecnica per poter essere superati. Il sistema sembra complicato ma non è difficile da padroneggiare. Certo, rispetto ad altri titoli d’azione risulta leggermente macchinoso, ma ben presto ci si abitua e non ci si fa più caso.

Xbox 360 - Obiettivi

Se il titolo è un classico altrettanto non si può dire degli obiettivi. Per ottenere i famigerati punti non è sufficiente avanzare nel gioco e le azioni spettacolari si limitano allo sconfiggere i boss senza morire. Direttamente dal Legend arrivano le sfide a punti mentre il grosso dei reward arriva dalla raccolta di armi speciali e di manufatti. Entrambe attività snervanti per chi non è avvezzo all'esplorazione maniacale dei livelli.

Commento

Dal punto di vista dell'azione in terza persona Anniversary non aggiunge nulla di nuovo ma porta con sé l'eredità di una vera e propria pietra miliare del videogioco. Il level design è impeccabile e permane la sensazione di attraversare i luoghi più misteriosi del pianeta al fianco dell'avvenente archeologa. Purtroppo la spettacolarità è svanita e il sistema di combattimento, a differenza del viso di Lara, mostra evidenti segni di invecchiamento. In definitiva è un prodotto dedicato sia agli autentici fan della serie, sia a chi non ha mai avuto occasione di giocare il capostipite della serie.

Pro Il meglio di Tomb Raider Qualche piacevole aggiunta Conserva il gusto per l'esplorazione Contro Mostra i segni del tempo Gameplay superato

Tomb Raider: Anniversary è disponibile per PC, PlayStation 2, PSP e Xbox 360 ed è previsto per WII.
La versione testata è quella Xbox 360.

Uno sguardo sul passato

Se il profilo grafico è eccezionale su PS2 ed accettabile su PC altrettanto non si può dire per quanto riguarda l’XBox 360, macchina a configurazione fissa che ci ha abituato a standard decisamente più elevati. Particolarmente poveri i modelli della fauna, animati malamente e talmente antiquati che potrebbero essere datati utilizzando il Carbonio 14. A risollevare il comparto tecnico interviene il design dei livelli che deriva in gran parte dal Tomb Raider orginale e che rappresenta un brillante esempio di bilanciamento e ispirazione, tanto da far dimenticare, spesso e volentieri, la natura fin troppo geometrica delle mappe. L’aggiunta di bullet time e di qualche effetto, anche se nessuno di questi appartiene alla next gen, migliorano l’impatto visivo in qualche frangente, ma non sono in grado di mutare un’esperienza che resta legata a standard tecnologici ed estetici superati da tempo. Il colpo di grazia arriva dalle scene del vecchio Tomb Raider realizzate ora con il motore di gioco, che si affiancano ai brevi Quick Time Event sparsi qua e la durante il gioco e che hanno ormai perso quasi tutto della spettacolarità che veniva offerta ben 11 anni fa nel primo Tomb Raider.

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